Panurge Inviato 21 ore fa Condividi Inviato 21 ore fa Mia figlia è andata a vederlo ieri. Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846126 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
UpTo11 Inviato 20 ore fa Condividi Inviato 20 ore fa 8 minuti fa, appecundria ha scritto: Col DDL Antisemitismo sarà impossibile far vedere NAZA o Palestine ‘36, o Citizen Osama, o The voice of Hind Rajab. Probabilmente questa stessa discussione sarà oscurata. Un ddl agghiacciante. In nome dei free-speech prove-me-wrong di stocastico. Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846129 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. audio2 Inviato 20 ore fa Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 20 ore fa però ricordiamo anche chi è il promotore di sta schifezza, che non ce ne dimentichiamo. gli altri come coprofili professionisti ovviamente non hanno perso l' occasione di accodarsi. 3 Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846132 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. appecundria Inviato 20 ore fa Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 20 ore fa @audio2 il guaio degli elettori del PD è proprio quello, che non rispettano la gerarchia. Una sciocchezza resta tale anche se la dice un dirigente. 3 Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846136 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
garmax1 Inviato 20 ore fa Condividi Inviato 20 ore fa 9 minuti fa, audio2 ha scritto: però ricordiamo anche chi è il promotore di sta schifezza, che non ce ne dimentichiamo. gli altri come coprofili professionisti ovviamente non hanno perso l' occasione di accodarsi. Ricorda anche in particolare la Lega e Romeo Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846137 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Panurge Inviato 20 ore fa Condividi Inviato 20 ore fa Anche Mamdami ha promulgato regole contro l'antisemitismo a N.Y. evitando però di prendere come riferimento la definizione di antisemitismo formulata dall' International Holocaust Remembrance Alliance. Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846138 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
wow Inviato 20 ore fa Condividi Inviato 20 ore fa Com questa schifezza di legge non sarà possibile paragonare la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti. Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846145 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
gug74 Inviato 20 ore fa Condividi Inviato 20 ore fa 29 minuti fa, wow ha scritto: non sarà possibile paragonare la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti. Ti pare, chi mai lo farebbe! Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846173 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
djansia Inviato 18 ore fa Autore Condividi Inviato 18 ore fa I "nipoti" di almirante che legiferano sull'antisemitismo... Onestà, coerenza e coraggio... Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846248 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
permar Inviato 18 ore fa Condividi Inviato 18 ore fa Onesta' Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846256 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
UpTo11 Inviato 17 ore fa Condividi Inviato 17 ore fa Tre soldati israeliani a Gaza: "È arrivato un momento in cui uccidere decine di persone non sembrava più così grave". Il personale militare conferma le testimonianze presentate nel documentario "NAZA" riguardo ai danni collaterali della guerra. Hanno deciso di parlare dopo che il film ha suscitato critiche nel loro Paese. Il 31 ottobre 2023, quando i primi 24 giorni di bombardamenti israeliani su Gaza, successivi all'attacco di Hamas, avevano già causato oltre 8.000 morti, l'esercito sganciò una bomba particolarmente potente tra le torri residenziali del campo profughi di Jabalia. Le immagini in diretta mostravano una folla che urlava intorno a un enorme cratere e portava fuori dagli edifici vicini corpi e feriti, tra cui adulti, bambini e neonati. L'obiettivo dell'attacco era Ibrahim Biari, un comandante di battaglione di Hamas che l'esercito cercò di dipingere come co-organizzatore del recente attacco di Hamas che aveva causato oltre 1.200 morti e 250 ostaggi il 7 ottobre dello stesso anno. Il bombardamento ha ricevuto il via libera dai vertici militari, nonostante le stime dei danni collaterali (il famigerato NAZA, nel gergo militare israeliano, che dà il titolo al documentario che ha infiammato il Paese) ammontassero a 300 persone, secondo un soldato dell'intelligence militare israeliana a conoscenza dell'operazione. È uno dei tre militari israeliani (due dell'intelligence e uno dell'unità droni) che hanno accettato di parlare con un gruppo ristretto di corrispondenti in Medio Oriente, tra cui EL PAÍS, per minimizzare il rischio di essere scoperti. Le interviste sono state organizzate da Shovrim Shtika, l'ONG di ex soldati israeliani che rompe il muro di silenzio sugli abusi commessi dal suo esercito e che è più nota all'estero come Breaking the Silence. Due delle interviste si sono svolte in un appartamento di Gerusalemme. La terza è stata condotta tramite videochiamata, utilizzando l'app di messaggistica sicura Signal. Proprio a causa del pericolo che corrono (l'accusa di tradimento in tempo di guerra può comportare anche la pena di morte), i tre sono citati in questo articolo senza nome, età o altri dati identificativi. Non ci sono nemmeno dettagli operativi o gerarchici che possano aiutare a identificarli, né fisicamente né temporalmente. Le tre fonti hanno due cose in comune: hanno prestato servizio durante la brutale offensiva a Gaza che ha causato più di 74.000 morti dall'ottobre 2023 – gli ultimi 1.417 in quest'anno di cessate il fuoco – e sono state spinte a parlare dalla campagna di negazione collettiva e incitamento contro il documentario in cui i registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor danno anonimamente voce a 24 soldati. La scorsa settimana, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha paragonato i danni causati dal film (che ha ricevuto una standing ovation di 25 minuti e il Premio Speciale della Giuria al Festival del Cinema di Venezia) al lancio di "decine di missili balistici" contro Israele e ha ribadito la sua intenzione di revocare la cittadinanza ai suoi creatori, che si trovano ancora all'estero. Il documentario è stato presentato in anteprima lunedì scorso nei cinema di 56 paesi, ma non in Israele, dove il Ministro della Cultura Miki Zohar ha minacciato di tagliare i finanziamenti alle sale cinematografiche e sia il governo che l'opposizione si sono schierati compatti contro il film. In Spagna, uscirà nelle sale il 9 ottobre e i registi hanno annunciato che sarà disponibile gratuitamente sul sito web del Guardian, il quotidiano britannico che ha co-prodotto il documentario, a novembre. L'affermazione secondo cui il bilancio delle vittime del massacro di Biari sarebbe di 300 membri del NAZA (Partito d'Azione Nazionale) coincide con quella di una seconda fonte, intervistata da Shovrim Shtika. Uno dei soldati nel documentario menziona addirittura 500 vittime in un'occasione. L'esercito israeliano nega di aver autorizzato un singolo attacco con più di 100 vittime durante la guerra. L'ufficiale dell'intelligence afferma che il comandante li informò della decisione di effettuare il bombardamento, nonostante le risorse della NAZA (Quasi Zero) fossero solo 300, e che l'operazione aveva l'approvazione del Capo di Stato Maggiore dell'epoca, Herzi Halevi. Sebbene la guerra fosse iniziata solo da tre settimane, l'attacco fu presentato come una necessità una volta raggiunto "un punto in cui non c'erano alternative", data la difficoltà di conquistare Jabalia e le micidiali imboscate dei militanti. "Fu un dilemma per loro, ma alla fine lo misero in atto e, di fatto, pose fine a tutti gli attacchi terroristici provenienti dal centro di Jabalia", osserva. Le dimensioni del cratere e l'elevato numero di vittime si spiegano con il processo precedente, raccontato da un altro dei soldati intervistati, anch'egli dell'intelligence militare. Spiega che i responsabili dell'operazione sapevano che Biari si trovava in un tunnel sotterraneo, ma non erano in grado di definire ulteriormente l'area. "Era troppo vasta, quindi l'attacco doveva abbattere alcuni edifici per ucciderlo", ricorda. «Ci dissero che volevano restringere l'area, ma in definitiva la situazione era: o lo facevamo subito, magari riducendolo a, non so, 100 o 200 persone, oppure rischiavamo che scappasse». Così fu fatto. E quando il numero delle vittime iniziò a salire, «nessuno lo considerò un incidente o si stupì dei numeri: era quello che ci aspettavamo». La fonte ricorda che "nessuno mise in dubbio" il numero di vittime fornito dai palestinesi, che si attestava ad almeno 126 morti (di cui 68 bambini) e oltre 280 feriti. "Erano piuttosto affidabili" e vennero presi "molto sul serio" per la maggior parte del tempo. Oggi su questo punto c'è poco dibattito, ma all'epoca, e nei mesi successivi, un'intensa campagna spinse persino l'allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden a mettere in dubbio il bilancio delle vittime fornito dal Ministero della Salute del governo di Hamas, che raccoglie i dati dagli obitori e viene utilizzato come riferimento dalle Nazioni Unite. Ciò che sorprese il soldato fu la sproporzione tra il numero stimato di morti e la relativa importanza di un obiettivo che "non era nemmeno così importante", e di cui la maggior parte degli israeliani non era nemmeno a conoscenza fino alla sua "eliminazione", termine usato nel paese. «Se si fosse trattato di [Yahia Sinwar, leader di Hamas a Gaza e mente degli attentati del 7 ottobre] o di [Mohamed Deif, capo militare], forse avrei detto: "È una follia, ma è un evento eccezionale e non si ripeterà"; ma in realtà non è stato così». Quindi perché è stato autorizzato un simile raid aereo? «Suppongo che il motivo principale sia che erano passate solo tre settimane dal 7 ottobre. E la gente era in modalità vendetta», risponde. È uno dei dilemmi che il soldato non è sicuro di aver "gestito meglio", ma crede che meriti un posto nel dibattito pubblico, proprio come il documentario NAZA, soprattutto per impedire che eventi simili si ripetano, ed è per questo che condivide la sua esperienza. «Ciò che mi ha sorpreso di più è che molti di questi attacchi non rappresentavano un'esigenza militare immediata e significativa, ma piuttosto un tentativo di uccidere il maggior numero possibile di soldati di Hamas, indipendentemente dal loro grado. E hanno cercato di farlo in modo massiccio, usando molte bombe», sottolinea. Il soldato racconta di un secondo dilemma. Dopo l'invasione di Gaza alla fine di ottobre, l'esercito si era prefissato l'obiettivo di distruggere il maggior numero possibile di tunnel utilizzati dai militanti di Hamas, soprattutto nella capitale e nel nord, e di impiegare la forza navale per demolire decine di edifici alti. Lo scopo era quello di privare i militanti della possibilità di osservare e sparare dall'alto contro le truppe che avanzavano via terra nella zona. L'esercito investì notevoli energie e risorse per garantire che gli abitanti di Gaza evacuassero gli edifici, in mezzo allo sfollamento forzato di centinaia di migliaia di persone. In definitiva, tuttavia, i servizi segreti potevano solo stabilire se ciascuna delle 160 unità in cui Gaza era divisa sulle mappe fosse stata evacuata al 25%, al 50% o al 75%, indicate in verde. «Ci dissero che avrebbero bombardato quei grattacieli dove il tasso di evacuazione aveva raggiunto il 75%. Ma se si sommano tutti gli edifici e si presume che fino al 25% delle persone possa essere ancora al loro interno, per qualsiasi motivo, il numero dei danni collaterali è altissimo. Centinaia, forse di più», si lamenta. Quasi un anno dopo, nel settembre 2024, Israele uccise un altro comandante di Hamas a Gaza, Ayman Mabhouh. C'erano due differenze: l'attacco massiccio del movimento islamista (il giorno più sanguinoso nei settant'anni di storia di Israele) sembrò più distante a livello emotivo e, soprattutto, l'obiettivo non si nascondeva sottoterra, ma in una tenda ad Al Mawasi, la zona costiera che Israele aveva designato come zona umanitaria e che aveva esortato, tramite volantini, altoparlanti e messaggi di testo, a rivolgersi a tutti gli abitanti di Gaza. La fonte ha trovato strano che fosse stato pianificato un attacco con il potenziale di causare "decine di morti" (il bilancio finale è di circa venti) per "un obiettivo piuttosto facile" che non richiedeva una bomba pesante o una bomba anti-bunker, come obiettivi nascosti nei tunnel. "È successo in un momento della guerra in cui uccidere poche decine di persone non sembrava più così grave. La mia sensazione", aggiunge, "è che sia successo e a nessuno importasse". Al-Mabhouh, infatti, non aveva nemmeno un bersaglio sulla fronte quando è stato localizzato. "Inizialmente, volevamo raccogliere informazioni su di lui per altri scopi. Non so perché, ma solo un paio di giorni dopo averlo localizzato, hanno deciso di ucciderlo". L'opinione del soldato è che le autorità "avessero bisogno di dimostrare" alla loro gente "che stavano facendo qualcosa", dopo "troppo tempo" senza mostrare il corpo di un importante leader di Hamas. "Poi i media lo hanno dipinto come un enorme terrorista, ma almeno negli ultimi anni non lo era", conclude. Una delle fonti dell'intelligence militare spiega che, in generale, il "piano originale" prevedeva di bombardare di notte, quando il bersaglio dormiva in casa. «Se eri fortunato, trovavi la stanza dove si trovavano il padre e la madre, quindi non dovevi fare del male ai bambini, tanto meno alle altre famiglie che vivevano nell'edificio. Potevi attaccare giorno e notte. In una situazione di guerra, non fa molta differenza. Alcuni erano stati evacuati, altri no». «Si attacca quando si ha l'opportunità», chiarisce. «Ma se si decide di attaccare per primi, il momento opportuno è quando sono a casa e si hanno informazioni sufficienti per minimizzare i danni collaterali. Durante la guerra, gli ufficiali di alto rango non erano a casa, ma nascosti. Per gli ufficiali di grado inferiore, il momento di colpire era quando erano a casa». Queste dichiarazioni sono un piccolo tassello di un puzzle formato da tre anni di innumerevoli testimonianze umane, giornalistiche e umanitarie provenienti da Gaza; decine di rapporti di agenzie e commissioni delle Nazioni Unite e di organizzazioni umanitarie (molte delle quali classificano le azioni di Israele come genocidio); e dichiarazioni di funzionari civili e militari israeliani indagati dalla Corte Internazionale di Giustizia nel caso di genocidio intentato dal Sudafrica. Il racconto del soldato dell'unità droni spiega il ruolo degli attacchi più di routine, quelli che non finiscono sui giornali, nel massacro. Per gran parte della guerra, spiega, Israele ha operato secondo la politica più permissiva di "fuoco aperto", nota come "diffusa" (al di sopra delle politiche "ristretta" e "limitata"), in cui "chiunque sia un nemico è considerato un bersaglio, e un nemico è chiunque faccia parte di Hamas o dell'esercito della Jihad islamica". "Significa che potresti dormire in casa tua o camminare per strada ed essere comunque un bersaglio legittimo. Non importa cosa stai facendo in quel momento. Il fatto che tu sia in Hamas significa che sei un bersaglio", chiarisce. Oltre alla politica diffusa, erano autorizzate fino a 20 morti come danni collaterali per questo tipo di attacchi. Ciò non significa che venisse applicata a tutti, né che il bilancio delle vittime raggiungesse sempre tale cifra. In realtà, un missile lanciato da un drone "non può uccidere così tante persone, a meno che non siano molto vicine tra loro", sottolinea. Ma sì, chiarisce, ha influenzato il processo decisionale. "Il più delle volte non si arriva a 20 vittime, ma si sa che è possibile. Quindi, se c'è un bersaglio e lo si vede correttamente, è più facile attaccare perché si sa di poter colpire fino a 20 persone". C'è anche un altro flusso di morti che non richiede pianificazione, tracciamento avanzato o che non rientra nel pool di bersagli. Si tratta di attacchi operativi, ovvero a supporto delle truppe sul terreno contro quella che viene percepita come una minaccia. L'unità droni traccia i gazawi che si muovono verso le truppe schierate o, dopo il cessate il fuoco, che attraversano l'invisibile e mutevole Linea Gialla che separa l'area controllata da Hamas da quella controllata dalle Forze Armate israeliane. Il suo racconto riflette quanto sia facile togliere la vita a qualcun altro per evitare anche la minima possibilità di perdere la propria. «Generalmente, agiamo in base al comportamento delle persone. Se la nostra missione è proteggere le truppe israeliane [all'interno di Gaza], presumiamo che la loro intenzione sia quella di danneggiarle e attacchiamo se vediamo qualcuno avvicinarsi a circa 300 metri, muovendosi molto vicino a un edificio, forse per evitare di essere visto da noi o dalle truppe. Ma è difficile dirlo. Magari quella persona sta semplicemente cercando di sfuggire al caldo ed è per questo che cammina vicino a una casa. Non possiamo saperlo con certezza», ammette. In questi casi, non è necessario vedere un'arma o avere informazioni preliminari sul bersaglio per aprire il fuoco. Il soldato spiega che, a volte, all'interno dell'unità si discute se intervenire o meno. E spesso è molto importante se il comandante è più o meno cauto. «Alcuni sono molto impulsivi e possono "aizzare" la cellula d'attacco, da cui dobbiamo ottenere il permesso prima di lanciare un attacco. Ma se il comandante ci dice che [il bersaglio] intende fare qualcosa alle truppe, ovviamente otterremo il permesso di sparare». Per questo articolo, EL PAÍS ha posto due domande al portavoce dell'esercito israeliano: dall'ottobre 2023, l'esercito israeliano ha ordinato bombardamenti a Gaza con un NAZA stimato superiore a 100? Può confermare i livelli massimi di NAZA stimati stabiliti per gli attacchi con droni a Gaza e quelli stabiliti per il Libano dall'ottobre 2023? La risposta non chiarisce questo punto, sebbene una dichiarazione militare ufficiale del gennaio 2025 (dopo l'attacco a Biari) sottolinei che "in nessun caso è stato autorizzato un attacco volto a eliminare un singolo comandante di Hamas se si prevedeva che avrebbe messo in pericolo più di 100 persone". L'esercito ha dichiarato a EL PAÍS di attaccare "obiettivi militari in conformità con il diritto internazionale e le regole dei conflitti armati" e che, in tal caso, "il vantaggio militare previsto dall'attacco all'obiettivo militare, la possibilità di danni alla popolazione civile e le possibili misure per mitigare tali danni vengono valutati attentamente, sulla base delle informazioni a disposizione delle autorità competenti al momento della decisione". "Le valutazioni dei danni prevedibili per la popolazione civile vengono effettuate nell'ambito di uno sforzo volto a valutare il rischio per i civili e ad adottare misure per mitigarlo, non per ignorarlo", hanno aggiunto. Il direttore esecutivo di Shovrim Shtika, Nadav Weiman, sostiene proprio il contrario: che le Forze Armate “non hanno fatto tutto il possibile per evitare danni ai civili”, ma piuttosto “hanno scelto di adottare politiche in cui le vittime civili sono diventate parte integrante della realtà che hanno creato”, e questo è qualcosa che la società israeliana “deve affrontare”. “L'esercito ha autorizzato un attacco sapendo che avrebbe potuto uccidere fino a 300 civili. L'impressionante numero di morti a Gaza è in gran parte il risultato di soglie di danno collaterale disumane e immorali, ma queste soglie sono solo una parte della storia. Anche le regole di ingaggio permissive concesse alle truppe sul campo e l'uccisione di civili disarmati che oltrepassavano linee immaginarie hanno giocato un ruolo. I soldati inviati ad attuare queste politiche hanno deciso di rompere il silenzio perché volevano che gli israeliani e il mondo conoscessero la realtà che il nostro governo e il nostro esercito hanno nascosto e su cui hanno mentito”, aggiunge. . https://elpais.com/internacional/2026-09-29/tres-soldados-israelies-sobre-gaza-llego-un-momento-en-que-ya-no-parecia-tan-grave-matar-a-decenas-de-personas.html 1 Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846326 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 15 ore fa Condividi Inviato 15 ore fa 1 ora fa, UpTo11 ha scritto: L'esercito israeliano nega di aver autorizzato un singolo attacco con più di 100 vittime Ah be' allora... Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846386 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
CarloCa Inviato 13 ore fa Condividi Inviato 13 ore fa 20 ore fa, maverick ha scritto: Gli ultimi due minuti sono l'essenza di tutto, secondo me. Ho abbastanza il voltastomaco, vado a casa a prendermi una tisana, sperando di dormire Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846467 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
UpTo11 Inviato 12 ore fa Condividi Inviato 12 ore fa 20 ore fa, Velvet ha scritto: 60.000 spettatori solo ieri sera. Ieri altri 83.000. Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846490 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
albrt Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 19 ore fa, wow ha scritto: Com questa schifezza di legge non sarà possibile paragonare la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti. Credo che ci siano problemi di copyright. Alberto Link al commento https://melius.club/topic/30454-naza-la-macelleria-israeliana/page/10/#findComment-1846646 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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