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Melius Club

Naza: la macelleria israeliana.


Messaggi raccomandati

Inviato

Sarebbe esattamente come discutere con un talebano, un ayatollah o un sionista. Stessa roba.

Inviato

Lo scopo è quello di fare propaganda, l' ammuina a volte rende.

La soluzione è il totale silenzio.

Fatelo blaterare da solo

  • Melius 2
Inviato

Ma loro sono democratici, mica gli altri.

Inviato

'nto cūlus free speech e prove me wrong.

Inviato

Lo dicevo che d'ora in poi era meglio stessero lontani dal covo di matti invasati.

Inviato
4 minuti fa, Velvet ha scritto:

Lo dicevo che d'ora in poi era meglio stessero lontani dal covo di matti invasati.

Quello aggredito non è nemmeno uno dei registi, è un altro documentarista che ha espresso sostegno ai due.

Inviato
Adesso, UpTo11 ha scritto:

Quello aggredito non è nemmeno uno dei registi, è un altro documentarista che ha espresso sostegno ai due.

Figurati cosa gli farebbero ai due registi trovandoseli davanti

Gaetanoalberto
Inviato

Che peccato vederli ridotti così.Servono da monito

Inviato

Giusto per confermare la libertà di pensiero, l'invasato Ben Gvir ha evocato pubblicamente lo stesso trattamento riservato ai terroristi per i due registi del film Naza.

 

Ora, difendere anche per macabro scherzo come fa qui qualcuno questo regime e i suoi stolti esponenti credo vada oltre il cattivo gusto. 

 

Quanto alla presunta invenzione delle fonti allora si dovrebbe spiegare il perchè l'IDF abbia avviato su ordine del ministro competente un'indagine interna per capire da dove siano uscite le informazioni classificate su cui si basa il film.  Evidentemente tanto inventate non erano...

Inviato

L'ho visto poco fa al TG, mi si è stretto il cuore. Sono molto dispiaciuto nel vedere cittadini comuni non manifestare, che ovviamente è lecito, ma invocare la pena di morte.

La "malattia" di chi li governa si sta diffondendo e trasmettendo ai cittadini.

Gli autori sono connazionali, mi ricordano vagamente gli italiani che ancora oggi odiano e vogliono la pelle di Ilaria Salis.

Gli autori del documentario e i loro famigliari dovranno lasciare il paese, almeno per un po' perché di certo non avranno protezione e scorta dal loro governo.

Qui non si tratta di "tradimento", la sensazione è che il documentario racconti davvero retroscena  delle tattiche di sterminio del popolo palestinese dopo il 7 ottobre.




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