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Solidarietà e uguaglianza


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Gaetanoalberto

Mi chiedo spesso di chi sia la responsabilità, se manchiamo delle fondamenta dell'Educazione Civica.

Sono quei principi basilari che dovrebbero essere trasversali e comunemente riconosciuti, o quantomeno compresi prima di criticarli.

Un'insidia perniciosa è cominciare a sfumare i contorni del significato dei diritti fondamentali e dei compiti delle istituzioni.

Anche nella situazione individuale peggiore, siamo ben lontani dalle miserie e dalla sofferenza di anni neppure troppo lontani, anzi, molto vicini a guardarci intorno.

Eppure circola tanto pessimismo, che però, quando vai a guardare, nasconde la consueta natura umana, che cerca di proteggersi dalle sue paure.

Nella storia, mai, lo sviluppo si è accompagnato alla paura.

 

 

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21 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Eppure circola tanto pessimismo, che però, quando vai a guardare, nasconde la consueta natura umana, che cerca di proteggersi dalle sue paure

Il problema è non avere mezzi per decodificarle, per distinguere le cause vere. È un fatto di cultura. Sessant'anni fa almeno, c'erano le ideologie o il parroco...

il progresso, il benessere, il consumismo è anche bello 😁, ma non si accompagna spontaneamente con la cultura, ed anzi possono amplificare smarrimento e percezioni errate.

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12 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:
12 ore fa, nullo ha scritto:

 

Si, magari ogni tanto sarebbe utile il "giuridicamente", che ne costituisce applicazione concreta

Il giuridicamente, chiedo, non sottostà a dispositivi di legge che regolano i rapporti?

E tali rapporti sono regolati in base al frutto di una lettura politca mediata.

Non è un ordinamento divino.

Non ci vedo un cortocircuito, pure la costituzione si è già rivista più  volte in vari aspetti.

Ti prego di non rispondere in maniera piccata, non fa bene ad una normale dialettica che nasce da altrettanto normali considerazioni legate alla curiosità di esplorare questo ambito.

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1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Mi chiedo spesso di chi sia la responsabilità, se manchiamo delle fondamenta dell'Educazione Civica.

Sono quei principi basilari che dovrebbero essere trasversali e comunemente riconosciuti, o quantomeno compresi prima di criticarli.

Un'insidia perniciosa è cominciare a sfumare i contorni del significato dei diritti fondamentali e dei compiti delle istituzioni.

Anche nella situazione individuale peggiore, siamo ben lontani dalle miserie e dalla sofferenza di anni neppure troppo lontani, anzi, molto vicini a guardarci intorno.

Eppure circola tanto pessimismo, che però, quando vai a guardare, nasconde la consueta natura umana, che cerca di proteggersi dalle sue paure.

Nella storia, mai, lo sviluppo si è accompagnato alla paura.

 

 

 L'invecchiamento sociale non è altro che questo lento lavoro di assuefazione o, se preferiamo, di disinvestimento (socialmente assistito ed incoraggiato), che spinge gli attori sociali ad aggiustare le loro aspirazioni alle loro possibilità oggettive, che li porta in tal modo ad abbracciare la propria condizione, a diventare quello che sono, ad accontentarsi di quello che hanno, magari anche dandosi da fare per ingannare se stessi su quello che sono e su quello che hanno, con una complicità collettiva, a rinunciare a tutte le possibilità collaterali lasciate, una dopo l'altra, lungo la strada, ed a tutte le esperienze che a forza di rimanere irrealizzate si è finito per ammettere che sono irrealizzabili.

---

È una citazione da P. Bourdieu che risale alla metà degli anni Settanta. L'individualismo popolare è diventato dominante e quel meccanismo è venuto meno. L'incapacità di accettare in età avanzata il proprio percorso di vita genera pessimismo.

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10 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Qua stiamo tornando ancora a livello troglodita di base: ho fatto quattro soldi, tutto merito mio, me ne sbatto degli altri, mi faccio i catzi miei, pago meno tasse, fruisco di ciò che gli altri hanno pagato, e pure liprendoperolculo, pontificando su di loro.

Sintesi perfetta.

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4 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Qua stiamo tornando ancora a livello troglodita

Credo che tu stia rispondendo ad altri.

Nessuno ha messo in discussione i principi, le leggi si modellano e si cambiano anche a seconda della disponibilita della ricchezza pubblica e, ad essere precisi, pure la corte costituzionale non risponde alle sollecitazioni unanime e in maniera granitica.

Quindi credo si possa discutere senza alterarsi, semplicemente ascoltando e replicando in tutta tranquillità per maggior chiarezza espositiva.

Un'altra maggioranza avrebbe potuto esprimersi in maniera diversa a seconda della sensibilità del momento e dei giudici, io questo assoluto continuo a non vederlo.

Non è che citando i troglodoti o i nuovi barbari si rafforzi un tesi. Ci sono limiti economici per un mare di diritti accampati e giustificabili come la casa, le cure, lo studio, il lavoro, la pensione.

 

 

 

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Gaetanoalberto
1 ora fa, nullo ha scritto:

un mare di diritti accampat

Adesso per piacere giri per il forum e posti il link di questi accampamenti.

Salvo qualche originalone, mi pare che la gran parte di quelli che condividono questo pensiero, si limiti a ritenere ancora un valore i principi costituzionali di solidarietà ed uguaglianza.

Significa semplicemente che si dovrebbe tendere a questo.

Semmai si fa notare che esiste una generazione arroccata su privilegi che non vuole mollare, e che per garantirseli non esita a privarne gli altri, filosofeggiando sulle ragioni.

Per cui, tanto per dire, la pensione non la si vuole ridotta, l'aliquota sulle speculazioni non la si vuole aumentata, la tassa sul patrimonio non la si vuole introdotta, il gasolio lo si vuol pagare di meno, il canone sulla casa ereditata dal nonno in centro deve essere libero, e lo stipendio degli altri minimo, peraltro gli altri devono essere bianchi e cattolici altrimenti puzzano.

A me non pare proprio che i diritti li accampino altri.

Quanto alla necessaria morigeratezza, vedo solo il debito salire.

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4 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Adesso per piacere giri per il forum e posti il link di questi accampamenti.

Salvo qualche originalone, mi pare che la gran parte di quelli che condividono questo pensiero, si limiti a ritenere ancora un valore i principi costituzionali di solidarietà ed uguaglianza.

Un giorno riuscirò forse a capire le ragioni di tanta stizza fuori luogo, pazienza.

Non si capisce chi non lo ritenga un valore dare molto a chi non ha nulla, e non si capisce cosa c'entri il forum.

Arrendersi alla evidenza che tale tensione sia utopica e occorra fare i conti con la realtà è qualcosa di diverso.

Chi è senza casa, lavoro, cure o altro, oppure chi per particolare sensibilità ideologica ritenga opportuno spingere in una direzione che tu condividi, organizza una proposta politica, perché quello è il modo di ottenere risposte alle loro istanze.

Al contrario chi crede che già il peso attualmente sostenuto metta in crisi il sistema che, ricordo non è isolato ma è immerso nella concorrenza globale, organizzerà una proposta politica alternativa.

Il tutto altrettanto lecitamente.

Un richiamo al principo di realtà vs i principi giuridici:

I giudici sostengono che pensioni non derivate da quanto versato per il passato debbano continuare ad essere corriposte per non ledere il diritto.

Tutto questo viene fatto a debito e a scapito delle nuove generazioni sui cui peserà sia il debito che una prestazione giocoforza ridotta.

Giustizia è fatta... la solidarietà generazionale un po' meno.

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