senek65 Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre Adesso, ferdydurke ha scritto: Ma spiega il tuo pensiero no? Invece di dare a chi non la pensa come te dello stupido Ma cosa vuoi che spieghi? Tu credi realmente che uno nasca stupido? Si se ha dei deficit neurologici , una malattia. O che uno nasca geneticamente fancazzista o stakanovista? Se Einstein nasceva nella foresta amazzonica dubito potesse dimostrare la teoria della relatività generale. E se uno nasce realmente stupido che facciamo? Lo buttiamo ( metaforicamente) dalla rupe come a Sparta? Dietro a questi pensieri ci sta il substrato culturale. Tornando ad Einstein...alle elementari aveva difficoltà in matematica: lo liquidavamo come stupido e amen? Poi di cretini è pieno il mondo, così come persona non esattamente oneste. Però cercare di capire il perché credo sia più utile che liquidare la faccenda. Quindi che il merito abbia la sua gloria e venga riconosciuto come dovuto. Nel contempo si cerchi di riconoscere un livello di dignità anche a chi di merti ne ha pochi. Secondo me aiuterebbe. 1
Questo è un messaggio popolare. Savgal Inviato 19 Settembre Questo è un messaggio popolare. Inviato 19 Settembre 2 ore fa, senek65 ha scritto: Ma proprio non riuscite a capire che uguaglianza e merito posso tranquillamente convivere: anzi si dovrebbe agire sempre in tal senso. L'uguaglianza è condizione di partenza: lo è in modo inequivocabile, visto che siamo tutti esseri umani. Se si inizia anche solo a dubitare che tizio sia migliore di caio nel momento stesso in cui viene al mondo, le conseguenze sono terribili: non lo dico io, lo dice la storia. E' evidente, direi banale, come il contesto influisca, in modo determinante, sul percorso delle persone. E' un fatto. Poi la statistica ha le sue eccezioni : che come dice il proverbio, confermano la regola. Ma non possiamo basare una visione, una valutazione di un fenomeno, basandoci sulle eccezioni. L'esitenza, su questo pianeta, è una gara truccata: c'è chi parte con due giri di vantaggio e chi invece in fondo alla fila. C'è anche chi non parte affatto. Cercare di far si che tutti possano avere buone carte con cui giocare la propria mano dovrebbe essere la regola. Così come far sì che anche chi non sa tanto giocare o non ha tutta sta voglia, possa mantenere quella dignità che è dovuta ad un essere umano. Questa è l'uguaglianza e la solidarietà! Invece tutti ad aver paura che a quello lì, al lavativ!, diano gli stessi soldi che a me che mi faccio un mazzo tanto. E altre amenità del genere. Sarebbe sempre meglio cercare di comprendere, cercare di conoscere, prima di giudicare. Richiamando il più volte citato Rawls (Una teoria della giustizia), l'autore parte dall'assunto che non essendo realizzabile una perfetta uguaglianza, ossia un mondo privo di stratificazione sociale, ciò che più si avvicina all'uguaglianza sia la massima mobilità sociale, offrendo a tutti le massime opportunità, e che a tutti siano garantiti dei diritti non negoziabili, ad iniziare dalla vita e dalla libertà. Il limite del pensiero di Rawls, se così si può definire, è che postula che i soggetti che aderiscono a questo patto sociale siano "razionali". La razionalità di costoro implica l'accettazione del percorso di vita svolto, che la persona sia giunta nel punto dello spazio sociale, nel gradino della stratificazione sociale, corrispondente alle sue qualità personali e al suo impegno. In sintesi che si accontenti di ciò che la vita gli ha dato e che comprenda che il destino della comunità in cui vive, dei suoi figli e della loro generazione, sia prioritario. L'individualismo dominante, l'individualismo borghese privo della cultura borghese (l'individualismo"popolare" di Reagan e Thatcher), è degenerato in un narcisismo infantile, per cui molti non accettano ciò che la vita ha dato loro, ritengono che la società abbia fatto loro un torto non avendo soddisfatto i loro desideri. L'aspetto curioso che ho colto è che spesso sono gli stessi che non considerano valori l'uguaglianza e la giustizia sociale. 3
extermination Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre Ognuno di noi dovrebbe lasciare un segno nella direttrice della solidarietà e dell'uguaglianza, partendo dal contesto lavorativo, sia nei rapporti funzionali sia in quelli interfunzionali, sia orizzontalmente che verticalmente.
nullo Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre Il 15/09/2026 at 15:11, mozarteum ha scritto: Nullo pone problemi senza soluzioni. Io soluzioni scansando il problema Ottima strategia... Comunque quello è il mio 65% pessimista. Il restante 35% spera nell'errore di valutazione, nelle risposte in tema a confutazione ( ma chi le ha viste?), e vive cercando di costruire sempre qualcosa di proprio. Però a fare da contraltare al pessimista, ci sono quelli che sognano un avvenire glorioso, magnifcando e eccitandosi per i discorsi della VDL.
ferdydurke Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre 3 ore fa, senek65 ha scritto: L'uguaglianza è condizione di partenza: lo è in modo inequivocabile, visto che siamo tutti esseri umani. Se si inizia anche solo a dubitare che tizio sia migliore di caio nel momento stesso in cui viene al mondo, le conseguenze sono terribili: non lo dico io, lo dice la storia. E' evidente, direi banale, come il contesto influisca, in modo determinante, sul percorso delle persone. E' un fatto. Poi la statistica ha le sue eccezioni : che come dice il proverbio, confermano la regola. Ma non ti rendi conto che anche due fratelli sono diversi spesso in tutto pur avendo avuto le stesse opportunità? Quello che immagini sarebbe un mondo distopico che non accetta la diversità, che vorrebbe inquadrare tutti, che vorrebbe cittadini tutti uguali per dominarli meglio. E poi per cosa? Per un riconoscimento sociale spesso falso e unitile. Va bene cercare in qualche modo di far partire tutti senza handicap fin dove è possibile, garantire l'eguaglianza nei confronti della legge, aiutare chi è in difficoltà, ma senza pretendere che tutti siano come Eistein. Te la butto lì semplice se la figlia di 14 anni vuole fare la modella ed è alta 151 cm, che si fa?
ferdydurke Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre 1 ora fa, Savgal ha scritto: L'individualismo dominante, l'individualismo borghese privo della cultura borghese (l'individualismo"popolare" di Reagan e Thatcher), è degenerato in un narcisismo infantile, per cui molti non accettano ciò che la vita ha dato loro, ritengono che la società abbia fatto loro un torto non avendo soddisfatto i loro desideri. Ecco questo è un aspetto molto interessante, accettare i propri limiti, essere contenti di quello che si è fatto, senza pensare a riconoscimenti sociali.
Gaetanoalberto Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre 54 minuti fa, nullo ha scritto: magnifcando e eccitandosi per i discorsi della VDL. Nullo, la VdL è lì per il prevalere dei conservatori, di partito o di animo. Sono relativamente trasversali, e rispondono a blocchi di interessi contrapposti. Una volta tanto domando io: 1) perché quelli sono i loro discorsi ? 2) perché loro e non altri rappresentano la conduzione della Commissione ? 3) L'Italia l'ha appoggiata ? 4) Chi ha fatto proposte più coraggiose ? 5) Come lo dimostriamo?
senek65 Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre 29 minuti fa, ferdydurke ha scritto: Ma non ti rendi conto che anche due fratelli sono diversi spesso in tutto pur avendo avuto le stesse opportunità? Quello che immagini sarebbe un mondo distopico che non accetta la diversità, che vorrebbe inquadrare tutti, che vorrebbe cittadini tutti uguali per dominarli meglio. E poi per cosa? Per un riconoscimento sociale spesso falso e unitile. Va bene cercare in qualche modo di far partire tutti senza handicap fin dove è possibile, garantire l'eguaglianza nei confronti della legge, aiutare chi è in difficoltà, ma senza pretendere che tutti siano come Eistein. Te la butto lì semplice se la figlia di 14 anni vuole fare la modella ed è alta 151 cm, che si fa? Tu continui a non capire nulla , ma proprio nulla, e fai ipotesi che nemmeno mi sfiorano. Ma credo che tu lo faccia intenzionalmente.
wow Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre 21 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: Nullo, la VdL è lì per il prevalere dei conservatori, di partito o di animo. La Commissione e il consiglio europeo secondo molti l'hanno messa li i rettiliani. Chi tra l'altro indugia in questo qualunquismo contestatario fa il male della UE. Come direbbe il mio amico 😁 reggiano 😜 è la democrazia.🎄🤐 E dobbiamo anche tenercela cara la van den hul
Fabfab Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre È più giusto educare i bambini insegnando loro che: - esistono differenze ma che vanno accettate; - non esistono differenze in senso assoluto ???
Gaetanoalberto Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre 47 minuti fa, ferdydurke ha scritto: Ma non ti rendi conto che anche due fratelli sono diversi spesso in tutto pur avendo avuto le stesse opportunità? Quello che immagini sarebbe un mondo distopico che non accetta la diversità, che vorrebbe inquadrare tutti, che vorrebbe cittadini tutti uguali per dominarli meglio. E poi per cosa? Per un riconoscimento sociale spesso falso e unitile. Va bene cercare in qualche modo di far partire tutti senza handicap fin dove è possibile, garantire l'eguaglianza nei confronti della legge, aiutare chi è in difficoltà, ma senza pretendere che tutti siano come Eistein. Te la butto lì semplice se la figlia di 14 anni vuole fare la modella ed è alta 151 cm, che si fa? Tu diritto non l'hai proprio studiato giusto? La domanda è sincera
Gaetanoalberto Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre 12 minuti fa, Fabfab ha scritto: È più giusto educare i bambini insegnando loro che: - esistono differenze ma che vanno accettate; - non esistono differenze in senso assoluto ??? È giusto educare i bambini alla complessità della vita e dell'universo, di fronte alla quale bisogna riconoscere gli altri anche quando ci appaiono diversi, ricordare che l'art. 3 della Costituzione dice l'opposto di quello che si legge qui, e dunque non siamo prodotti di una catena di montaggio industriale. Perciò siamo tutti diversi, per indole, provenienza, attitudini etc. Alcune differenze rendono più difficile il pieno riconoscimento e godimento di alcuni diritti fondamentali. Il compito di un'infinità di azioni dello stato, è di amministrare la società cercando di rimuovere gli innegabili ostacoli, per consentire alla persona una piena esplicazione, e per mettere in gioco in un ciclo positivo chi ne è fuori, senza colpevolismi, nell'interesse di una società migliore, a vantaggio anche di chi non ha bisogno. Non so che visione distorta abiti nelle menti di ciascuno, ma chest'è. 1
Savgal Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre 2 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: È giusto educare i bambini alla complessità della vita e dell'universo, di fronte alla quale bisogna riconoscere gli altri anche quando ci appaiono diversi, ricordare che l'art. 3 della Costituzione dice l'opposto di quello che si legge qui, e dunque non siamo prodotti di una catena di montaggio industriale. Dunque siamo tutti diversi, per indole, provenienza, attitudini etc. Alcune differenze rendono più difficile il pieno riconoscimento e godimento di alcuni diritti fondamentali. Il compito di un'infinità di azioni dello stato, è di amministrare la società cercando di rimuovere gli innegabili ostacoli, per consentire alla persona una piena esplicazione, e per mettere in gioco in un ciclo positivo chi ne è fuori, senza colpevolismi, nell'interesse di una società migliore, a vantaggio anche di chi non ha bisogno. Non so che visione distorta abiti nelle menti di ciascuno, ma chest'è. Ho osservato un altro comportamento, che forse è uno specchio dei tempi, quando provocatoriamente si mostrano dei segni di distinzione, un termini di prestigio del ruolo, status sociale, capitale culturale o capitale economico, gli stessi che sono contrari all'uguaglianza diventano improvvisamente "comunisti". È un esperimento fatto più volte in questo forum e in altri contesti quasi sempre con gli stessi esiti.
PL-L1000 Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre 14 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: Tu diritto non l'hai proprio studiato giusto? Ma neanche storto.
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