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La sottile linea rossa tra audiophile e non


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8 ore fa, Mamo ha scritto:

Tu dove collochi l'estetica del suono? Von Karajan che discute con Gulich oppure nel suono radiografante del tweeter xx̌xxx ? Naturalmente in ambito di musica riprodotta.

A me sembra che l'estetica del suono riguardi il risultato sonoro finale che arriva all'ascoltatore. Le scelte dei musicisti e dei tecnici del suono influiscono ovviamente su questo risultato, così come gli apparecchi di riproduzione. Ma un conto sono i mezzi, altro conto è il risultato: ciò che importa per l'audiofilo è l'esperienza sonora finale. In questo senso l'estetica del suono è cosa diversa dall'estetica musicale, credo. Posso considerare magnifica l’interpretazione di Karajan della 5a di LvB e mediocre l'esperienza di ascolto in un dato contesto, oppure trovare splendida la qualità sonora di un certo brano e non convincente la sua interpretazione dal punto di vista musicale. Anziché mescolare tutto io farei delle distinzioni, insomma. Senza dimenticare che l'estetica del suono non è riducibile alle preferenze soggettive.

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19 ore fa, appecundria ha scritto:

Esiste davvero un suono audiofilo?

Il problema sta, come capita spesso, nel linguaggio. Per discutere di qualcosa occorrerebbe definirlo in modo preciso, talmente preciso da non lasciare alcuna ambiguità. Il termine audiofilo, che se non ricordo male fu inventato da Nuti parecchi decenni fa, ha tanti significati quante sono le persone che lo utilizzano.

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Per me la risposta è semplice, o dovrebbe esserlo:

Il suono audiofilo consiste in primo luogo nella riproduzione fedele, e senza nessuna omissione, di tutte le informazioni registrate sul supporto, la qual cosa dovrebbe di per sé garantire una notevole piacevolezza di ascolto.

Tuttalpiù, trattandosi di ascolto privo di importantissime informazioni visuali e ambientali, una qualche enfasi e una certa dose di iperdefinizione potrebbe essere tollerata e addirittura preferita dall'audiofilo rispetto a una riproduzione asettica e rigorosa.

Un po' come nella fotografia di paesaggio, un leggero aumento del contrasto generale e della saturazione di alcuni colori potrebbe migliorare "artisticamente" la percezione di quanto riprodotto, necessariamente in scala molto ridotta.

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sensofalsato

Audiofilo è un concetto puramente soggettivo e privo di una definizione assoluta, a meno che gli esperti del settore non riescano a trovare un modo per quantificarlo oggettivamente ma anche inutilmente, visto che poi ognuno di noi, se non fesso, si organizzerà  per ascoltare come più gli piace.
Mi basta inclinare leggermente la testa in su o in giù per sentire in modo diverso: è evidente che l'anatomia delle nostre orecchie e la relativa elaborazione cerebrale cambiano tutto. Più che rincorrere un'ipotetica "alta fedeltà", che resta un concetto ambiguo, direi di accontentarsi semplicemente a puntare alla massima soddisfazione d'ascolto.

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