jackreacher Inviato 18 Settembre Inviato 18 Settembre Ciao a tutti, McIntosh si sta adeguando ai tempi, preparatevi a vedere amplificatori in classe D.
Amministratori vignotra Inviato 18 Settembre Amministratori Inviato 18 Settembre 4 minuti fa, jackreacher ha scritto: Ciao a tutti, McIntosh si sta adeguando ai tempi, preparatevi a vedere amplificatori in classe D. veramente già ci sono....tutti quelli con la sigla MI
wiking Inviato 18 Settembre Inviato 18 Settembre 2 minuti fa, vignotra ha scritto: veramente già ci sono....tutti quelli con la sigla MI Nati per uso HT, mi dicono che suonino davvero molto bene anche in ambito 2ch, e non mi stupisco. La classe D è da tempo matura. Inoltre ci risparmia un po di fatica fisica 1
niar67 Inviato 18 Settembre Inviato 18 Settembre 2 ore fa, wiking ha scritto: Un MC3500 poteva aver senso ai tempi di Woodstock, Infatti,intendevo che potevano essere una cosa logica nell'immaginario McIntosh magari come riedizione celebrativa,magari in numero limitato, sono d'accordo con te per le potenze impegnative,che con lo stato solido risolvi la questione,ma quello che io ho notato è " il disperdersi" in amplificazioni che possono essere esempio di stile e tecnica alcuni,altri come detto sopra" dei tostapane"......e qui di conseguenza evitabili,questo il mio pensiero ehhh,niente du più.. Saluti Andrea 1
wiking Inviato 18 Settembre Inviato 18 Settembre 26 minuti fa, niar67 ha scritto: Infatti,intendevo che potevano essere una cosa logica nell'immaginario McIntosh magari come riedizione celebrativa,magari in numero limitato, sono d'accordo con te per le potenze impegnative,che con lo stato solido risolvi la questione,ma quello che io ho notato è " il disperdersi" in amplificazioni che possono essere esempio di stile e tecnica alcuni,altri come detto sopra" dei tostapane"......e qui di conseguenza evitabili,questo il mio pensiero ehhh,niente du più.. Saluti Andrea infatti, concordo pienamente con te
jackreacher Inviato 18 Settembre Inviato 18 Settembre 3 ore fa, vignotra ha scritto: veramente già ci sono....tutti quelli con la sigla MI Intendevo dire che andranno a sostituire progressivamente tutte le altre tipologie dai valvolari in generale, ai classe A e classe AB anche a stato solido.
wiking Inviato 18 Settembre Inviato 18 Settembre 8 minuti fa, jackreacher ha scritto: Intendevo dire che andranno a sostituire progressivamente tutte le altre tipologie dai valvolari in generale, ai classe A e classe AB anche a stato solido. Questo lo vedo più difficile, almeno per aziende come McIntosh. Sia per i valvolari (hanno ancora un loro perchè, eccome!), sia per i classe AB con autotrasformatori (il "senso di esistere" per McIntosh, anche se io ho un paio di finali Mc senza AF che suonano da Dio). Quanto ai classe A, McIntosh non ne ha mai prodotti, ma i migliori classe A sono ancora lungi dall'essere raggiunti dai classe D, la cui risposta sulle altissime resta, nel 99% dei casi, ancora troppo sensibile al carico dei diffusori. Ciò detto, la classe D è il futuro, non fosse altro per la sua sostenibilità. E McIntosh sta già percorrendo qs via, con ottimi risultati. 1
Moderatori zagor333 Inviato 18 Settembre Moderatori Inviato 18 Settembre 10 ore fa, wiking ha scritto: Per non parlare del successo straordinario che avrebbe una riedizione degli MC30: ormai rarissimi, E già
Moderatori zagor333 Inviato 18 Settembre Moderatori Inviato 18 Settembre 5 ore fa, jackreacher ha scritto: Intendevo dire che andranno a sostituire progressivamente tutte le altre tipologie dai valvolari in generale, ai classe A e classe AB anche a stato solido. Se penso che il CD e la liquida avrebbero dovuto sostituire il vetusto vinile. Secondo me valvole, SS tradizionali, e classe D (avuto l'ottimo MBL), continueranno a convivere serenamente per molto tempo ancora, e aggiungo, per fortuna. In casa McIntosh rimane ancora l'immortale MC275 1
MaurilioMc Inviato 18 Settembre Inviato 18 Settembre Spero proprio che in casa McIntosh possano avere la forza di opporsi categoricamente ad eventuali future pressioni di Bose Corporation nel caso in cui la nuova proprietà pensasse di mettere fine alla produzione degli Mc275 che, come giustamente sottolinea il carissimo Roberto, dovrebbero essere considerati "immortali". Questi finali, insieme ai mono Mc30 e Mc60 hanno sempre rappresentato e continuano a rappresentare le " icone" e la leggenda del suono valvolare McIntosh, come a mio modesto parere e con tutto il rispetto per i finali a stadio solido contemporanei, gli Mc2505 e Mc2105 del passato, continuano ad essere il classico simbolo del suono a transistor del brand americano. Oggi tutti questi mitiI dell'epoca d'oro dell'alta fedeltà, ad esclusione degli Mc275, non sono più in produzione, e si corre il rischio, se dovessero essere dimessi anche questi ultimi, di lasciar cadere nell'oblio della dimenticanza, alimentata dallo scorrere spietato del tempo che tutto cancella e dissolve, il valore, il ricordo e la storia di chi ha trasformato la semplice riproduzione della musica nell'arte della rappresentazione musicale. 2
Jarvis Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre Razionalizzare il catalogo credo sia necessario per evitare perdite. Inoltre concordo con il discorso relativo ai valvolari. Purtroppo oggigiorno prevalgono diffusori poco efficienti e dall'impedenza complessa, tanto i watt si riescono ad ottenere e gli ingombri e l'estetica dei diffusori si sono adattati agli ambienti medi internazionali ( non solo Usa). Tuttavia il 3500 mi spiace sia uscito di produzione perché a me pareva un amplificatore straordinario capace di pilotare tanti diffusori. Ma era pur sempre la riedizione lussuosa e costosa di un prodotto di un passato che non ritorna.
Azoto One Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre 7 ore fa, MaurilioMc ha scritto: Spero proprio che in casa McIntosh possano avere la forza di opporsi categoricamente ad eventuali future pressioni di Bose Corporation nel caso in cui la nuova proprietà pensasse di mettere fine alla produzione degli Mc275 che, come giustamente sottolinea il carissimo Roberto, dovrebbero essere considerati "immortali". Questi finali, insieme ai mono Mc30 e Mc60 hanno sempre rappresentato e continuano a rappresentare le " icone" e la leggenda del suono valvolare McIntosh, come a mio modesto parere e con tutto il rispetto per i finali a stadio solido contemporanei, gli Mc2505 e Mc2105 del passato, continuano ad essere il classico simbolo del suono a transistor del brand americano. Oggi tutti questi mitiI dell'epoca d'oro dell'alta fedeltà, ad esclusione degli Mc275, non sono più in produzione, e si corre il rischio, se dovessero essere dimessi anche questi ultimi, di lasciar cadere nell'oblio della dimenticanza, alimentata dallo scorrere spietato del tempo che tutto cancella e dissolve, il valore, il ricordo e la storia di chi ha trasformato la semplice riproduzione della musica nell'arte della rappresentazione musicale. Non preoccuparti, il 275 è come la Pandina per la Fiat, vorrebbe cessarne la produzione ma essendo ogni anno l’auto più venduta d’Italia se lo facesse fallirebbe
Moderatori zagor333 Inviato 19 Settembre Moderatori Inviato 19 Settembre 1 ora fa, Jarvis ha scritto: Inoltre concordo con il discorso relativo ai valvolari. Sereno, di diffusori con buona / alta efficienza ancora ce ne sono, e poi, fino a quando continuerà a vivere la Klipsch del mitico Colonello, un valvolare avrà sempre un profondo perchè. Lunga vita alle valvole e al sempre verde MC275 😁
Moderatori zagor333 Inviato 19 Settembre Moderatori Inviato 19 Settembre Il 17/09/2026 at 08:14, vignotra ha scritto: anche se mi chiedo, per quale motivo sia uscito il 2375 con quelle brutte fattezze. Mi era sfuggita questa tua riflessione Vincenzo, me lo chiedo anche io, e penso che andrà presto in pensione.
marcogiov Inviato 19 Settembre Inviato 19 Settembre 23 ore fa, zagor333 ha scritto: Se penso che il CD e la liquida avrebbero dovuto sostituire il vetusto vinile. Perché siete affezionati al rituale del 33 giri. Anzi, più che affezionati mi sembrate feticisti. Con un buon DAC e una masterizzazione fatta bene e pari a quella del 33 giri, quest’ultimo non ha nulla di meglio di un file e, nel caso in cui l’avesse, se ne potrebbe accorgere soltanto chi ha un impianto che ha un’infima frazione degli appassionati. Considerando il costo di ascoltare un 33 giri, paragonato allo zero di un file per chi è abbonato allo streaming, la scomodità, il fruscio, l’usura e lo spazio necessario per l’archiviazione, il vinile ha la stessa valenza della cerimonia del tè giapponese. Affascinante, ma nello stesso tempo praticamente inutile. Se voglio ascoltare meglio, non metto un 33 giri della Traviata (Kleiber), anziché la liquida, vado stasera alla Scala. Direttore e cantanti mai saranno paragonabili a quelli della santa e riverita registrazione, ma quest no può mai valere quanto il live. Perciò che senso ha il vinile? Lo stesso del mettersi l’abito scuro che sto per prendere dall’armadio. Comunque tanti di quelli che possono continuano a spendere decine di migliaia di euro per meravigliosi orologi meccanici, che segnano il tempo peggio di uno Swatch da 80 euro.
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