Roberto M Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre Tajani non ha il quid, ovvio. Ma sentirsi dare lezioni da chi e’ muto di fronte al patriarcato islamico, e riesce pure a protestare perche’ finalmente viene vietato il niqab a scuola e’ surreale. 1
permar Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 2 ore fa, sandinista ha scritto: non si sa su cosa verte il 3d, come tante cose sinistre, si è diviso subito in varie correnti, poi riprodotte per cariocinesi. Te vai sempre diritto eiaeiaalala'
permar Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 1 ora fa, Roberto M ha scritto: Tajani non ha il quid, ovvio. Ma sentirsi dare lezioni da chi e’ muto di fronte al patriarcato islamico, e riesce pure a protestare perche’ finalmente viene vietato il niqab a scuola e’ surreale. Meglio fare il bidello che dare lezioni ad uno studente come te
MaurilioMc Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre Tutti i patriarcati sono da condannare con lo stesso vigore e coerenza. Il patriarcato è sempre indegno ed inaccettabile sia che sia islamico, italico, iranico, afghano o di qualsiasi altro luogo. Il burqa è sicuramente uno dei simboli del potere patriarcale esercitato, vergognosamente,anche attraverso l'alibi di una interpretazione distorta della religione islamica, dagli uomini sulle donne. La contraddizione in termini deriva proprio dall'accavallarsi delle credenze religiose ed educative inculcate, da sempre dalle famiglie di religione musulmana,alle proprie figlie. Così le donne, da una parte subiscono il patriarcato e, dall'altra, vogliono e desiderano rispettare i precetti religiosi. E' proprio questo il centro difficilmente risolvibile del problema. In ogni paese civile dovrebbe essere garantita e difesa la libertà di culto per qualsiasi religione in tutte le sue manifestazioni. In Italia, oltretutto, questo diritto è tutelato e difeso proprio dalla nostra costituzione. Se una donna per motivi di carattere religioso, a prescindere dalla nostra condivisione di detto principio, decidesse di scegliere di indossare il burqa, la sua volontà dovrebbe essere difesa, garantita e rispettata per legge. La stessa cosa dovrebbe accadere se un'altra donna decidesse di non voler mai piu indossare il burqa per un qualsiasi motivo. La legge, anche in questo caso, dovrebbe difendere, garantire e rispettare la sua scelta. Questo è il motivo per il quale vietare obbligatoriamente il burqa per legge, rappresenta una scelta inaccettabile e liberticida, anche se combatte il patriarcato, che sfocia, nella sua forma più orrenda e terribiie, nel femminicido.Anzi e' mia modesta opinione che il patriarcato dovrebbe essere perseguito per legge in tutte le sue forme considerandolo come un delitto. Indossare o meno il burqa deve restare, invece, una scelta libera in un paese che si professa democratico, liberale e multietnico. Non si può considerare il divieto come una imposizione legislativa . A fondamento di questi principi inviolabili rimane sempre quanto espresso con estrema chiarezza dalla nostra costituzione che, almeno sulla carta, garantisce libertà ed uguaglianza ed accoglienza per tutti, a prescindere dal sesso, dalla religione, dalla razza, dall'età, dallo stato di salute, e dal colore della pelle. Chi non accetta queste evidenti verità può essere considerato solamente come antidemocratico ed in mala fede assoluta e non può trincerarsi facendo finta di non riuscire a capire. Non c'è nulla da capire. 1
Questo è un messaggio popolare. gibraltar Inviato 27 Settembre Questo è un messaggio popolare. Inviato 27 Settembre 2 minuti fa, MaurilioMc ha scritto: Tutti i patriarcati sono da condannare con lo stesso vigore e coerenza. Il patriarcato è sempre indegno ed inaccettabile sia che sia islamico, italico, iranico, afghano o di qualsiasi altro luogo. Il burqa è sicuramente uno dei simboli del potere patriarcale esercitato, vergognosamente,anche attraverso l'alibi di una interpretazione distorta della religione islamica, dagli uomini sulle donne. La contraddizione in termini deriva proprio dall'accavallarsi delle credenze religiose ed educative inculcate, da sempre dalle famiglie di religione musulmana,alle proprie figlie. Così le donne, da una parte subiscono il patriarcato e, dall'altra, vogliono e desiderano rispettare i precetti religiosi. E' proprio questo il centro difficilmente risolvibile del problema. In ogni paese civile dovrebbe essere garantita e difesa la libertà di culto per qualsiasi religione in tutte le sue manifestazioni. In Italia, oltretutto, questo diritto è tutelato e difeso proprio dalla nostra costituzione. Se una donna per motivi di carattere religioso, a prescindere dalla nostra condivisione di detto principio, decidesse di scegliere di indossare il burqa, la sua volontà dovrebbe essere difesa, garantita e rispettata per legge. La stessa cosa dovrebbe accadere se un'altra donna decidesse di non voler mai piu indossare il burqa per un qualsiasi motivo. La legge, anche in questo caso, dovrebbe difendere, garantire e rispettare la sua scelta. Questo è il motivo per il quale vietare obbligatoriamente il burqa per legge, rappresenta una scelta inaccettabile e liberticida, anche se combatte il patriarcato, che sfocia, nella sua forma più orrenda e terribiie, nel femminicido.Anzi e' mia modesta opinione che il patriarcato dovrebbe essere perseguito per legge in tutte le sue forme considerandolo come un delitto. Indossare o meno il burqa deve restare, invece, una scelta libera in un paese che si professa democratico, liberale e multietnico. Non si può considerare il divieto come una imposizione legislativa . A fondamento di questi principi inviolabili rimane sempre quanto espresso con estrema chiarezza dalla nostra costituzione che, almeno sulla carta, garantisce libertà ed uguaglianza ed accoglienza per tutti, a prescindere dal sesso, dalla religione, dalla razza, dall'età, dallo stato di salute, e dal colore della pelle. Chi non accetta queste evidenti verità può essere considerato solamente come antidemocratico ed in mala fede assoluta e non può trincerarsi facendo finta di non riuscire a capire. Non c'è nulla da capire. Mi spiace ma, pur apprezzando la tua compostezza e il tuo sincero sentimento democratico (avercene...), non condivido. Le libertà di tutti sono inviolabili fino a quando non cozzano contro alcuni principi anche basilari di civile convivenza: sono favorevolissimo a consentire l'uso del velo (chador, mi pare sia) che copre i capelli e le spalle, fino a quando questo rende identificabile un volto; contrario all'utilizzo di veli che lasciano scoperti solo parte degli occhi o, nel caso del burqua, nemmeno quelli. La democrazia consiste, a mio avviso, nell'avere e praticare la più ampia libertà di vedute e nel consentire a chiunque di esprimere il proprio io come ritenga opportuno, ma fino a quando questo non vada in contrasto con le leggi già esistenti. Democrazia è anche pretendere il rispetto delle proprie leggi, culture e usanze. Evitare di celebrare il Natale perché potrebbe "offendere" persone di culture diverse non è democrazia, è stupidità. Democrazia è consentire ad altri di celebrare altri tipi di ricorrenze (sempre che non si violino le leggi) e consentire, nei limiti del possibile, spazi e luoghi di incontro dove chiunque voglia possa parteciparvi. 4
wow Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre @gibraltar sono d'accordo. Una aggiunta per chiarire come la penso: da persona profondamente laica, ritengo che una donna che decide, apparentemente di sua spontanea volontà, di indossare un indumento mortificante come un burqa non è comunque libera ma vittima di una cultura patriarcale dalla quale deve emanciparsi con tanta integrazione, istruzione e libertà, ma mai con divieti caduti inspiegabilmente dall'alto per questioni che travalicano le mere esigenze pratiche di identificazione. Il discorso può espandersi tranquillamente, per altre forme di condizionamento e manipolazione mentale, diretta o indiretta, anche ad altri radicalismi religiosi, compresi quelli cattolici. 1
dariob Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 6 minuti fa, wow ha scritto: una donna che decide, apparentemente di sua spontanea volontà, di indossare un indumento mortificante Concordo naturalmente. E' da tener conto IMHO che moltedonne e molti uomini QUI indossano abiti o accessori, o barbe, tradizionali come simbolo identitario, per riaffermare con orgoglio le proprie origini e la propria etnia. A mio parere eh.
wow Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre @dariob certo, infatti parlo di burqa e affini, indumenti che hanno come unico fine quello di ridurre la donna a una via di mezzo tra un animale e un fantasma senza alcuna dignità e simboleggiano la loro sottomissione ad un ancestrale patriarcato. La nostra costituzione garantisce il diritto di tutti a mantenere i propri simboli identitari e culturali nel rispetto delle leggi vigenti. Ma per questa strada si diventa woke man. A destra non sono d'accordo e adesso hanno sdoganato i deliri complottisti della sostituzione etnica, a loro della dignità delle donne non interessa nulla. 1
MaurilioMc Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 1 ora fa, gibraltar ha scritto: Mi spiace ma, pur apprezzando la tua compostezza e il tuo sincero sentimento democratico (avercene...), non condivido. Le libertà di tutti sono inviolabili fino a quando non cozzano contro alcuni principi anche basilari di civile convivenza: sono favorevolissimo a consentire l'uso del velo (chador, mi pare sia) che copre i capelli e le spalle, fino a quando questo rende identificabile un volto; contrario all'utilizzo di veli che lasciano scoperti solo parte degli occhi o, nel caso del burqua, nemmeno quelli. La democrazia consiste, a mio avviso, nell'avere e praticare la più ampia libertà di vedute e nel consentire a chiunque di esprimere il proprio io come ritenga opportuno, ma fino a quando questo non vada in contrasto con le leggi già esistenti. Democrazia è anche pretendere il rispetto delle proprie leggi, culture e usanze. Evitare di celebrare il Natale perché potrebbe "offendere" persone di culture diverse non è democrazia, è stupidità. Democrazia è consentire ad altri di celebrare altri tipi di ricorrenze (sempre che non si violino le leggi) e consentire, nei limiti del possibile, spazi e luoghi di incontro dove chiunque voglia possa parteciparvi. Carsisimo apprezzo e ringrazio per la sobrietà e la compstezza con la quale hai espresso il tuo dissenso in merito alle mie personali valutazioni su argomenti a problematiche così complesse e che quindi, non possono, proprio per la loro complessità, presentare limiti, confini e demarcazioni certe, inamovibili ed assolute. Rispetto le tue opinioni che sicuramente hanno molti aspetti che meritano, certamente, di essere soppesati con attenzione ed anche condivisi. Mi permetto solo di osservare in merito al concetto di democrazia e di rispetto reciproco, che deve essere il fondamento di una civile convivenza tra etnie con usi, costumi, tradizioni, religioni e visioni della vita evidentemente diverse, che, a mio modesto parere, è proprio il paese ospitante che deve mostrare maggiore tolleranza e disponibilità verso chi e' stato costretto ad abbandonare, sicuramente con dolore, la propria terra di origine. Questo certamente, non deve causare rinunce,, abbandoni od abiure delle tradizioni da parte del popolo che accoglie chi chiede asilo, ma solo maggiore comprensione e disponibilità verso chi cerca di integrarsi mantenendo vivo il ricordo delle proprie radici e delle proprie origini. Sono gli ospiti ad essere sempre in condizione di svantaggio e di vulnerabilità. Non comportiamoci come altri si sono comportati o si comportano con i nostri connazionali costretti ad emigrare. Un cordiale saluto, Maurilio. . 2
P.Bateman Inviato 28 Settembre Inviato 28 Settembre Il 24/09/2026 at 13:08, UpTo11 ha scritto: Guarda qui che roba, che spettacolo di settembre Almeno i calzini bianchi, cribbio.
permar Inviato 28 Settembre Inviato 28 Settembre Se non ci fosse la possibilita' di confrontarsi con il "diverso" rimarremo monumentali con la convinzione di essere i migliori; invece comprendere gli altri ci aiuta a progredire. Faccio presente che anche da noi fino a non molti anni fa ed ancora in molti posti era ed e' obbligatorio coprirsi con un fazzoletto la testa entrando in una chiesa e per gli uomini togliersi il cappello, una forma di rispetto verso la propria religione, ma era ed e' obbligatorio. Quindi perche' meravigliarsi se ci sono altre usanze sapendo che con il confronto possono cambiare in meglio se queste sono arcaiche e insensate. 2
P.Bateman Inviato 28 Settembre Inviato 28 Settembre 18 ore fa, extermination ha scritto: Tajani parla di sicurezza e mette da parte il garantismo: “I giudici devono colpirne uno per educarne cento” E' una citazione delle BR, che l'avevano ripresa da Mao (credo).
Gaetanoalberto Inviato 28 Settembre Inviato 28 Settembre A me piace vedere un'umanità multicolor, che esprime sé stessa e la propria varietà negli abbigliamenti, nei cibi, nelle usanze, nelle feste. Non ci trovo la "diversità" che terrorizza qualcuno, ma la similitudine: infatti ci vestiamo, celebriamo, preghiamo, festeggiamo etc. Lo si fa in molti modi, e si esprime umanità. Prima però ci sono le leggi e i diritti fondamentali, inviolabili. L'emancipazione femminile poi è sancita dal principio di uguaglianza, e lo Stato deve avere un ruolo attivo nel promuoverla. Che sia meglio debba avvenire attraverso il dialogo, la scuola e l'osmosi, in modo il più possibile spontaneo, è abbastanza inevitabile: difficile cambiare un modo di essere che si è radicato, ci vuole tempo. Però lo Stato laico può e deve porre dei limiti invalicabili, se lo ritiene. Quegli abiti, burqa e niqab, a mio avviso si devono proibire. Però lo si dovrebbe fare per tutte, spiegandolo pacatamente, evidenziando che si tratta di numeri molto marginali, e non da un palco urlato, alimentando l'ennesima forma conflittuale, a beneficio delle prossime elezioni. È questa modalità piuttosto inaccettabile. Si deve anche pensare al rischio che queste donne non escano più di casa, quindi serve un percorso di accompagnamento, sperando basti. 1
permar Inviato 28 Settembre Inviato 28 Settembre @Gaetanoalberto non puo' farlo diversamente e' una pesciarola e deve solo urlare per vendere, soprattutto se il prodotto e' di scarsa qualita'
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