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Melius Club

Arriva la tanto attesa riforma definitiva della scuola superiore


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3 ore fa, appecundria ha scritto:

La distinzione tra licei e istituti tecnici si basa su una tradizione millenaria.

- Il Liceo di Aristotele era la scuola ove si coltivava il sapere senza alcun fine pratico. 

-Le scuole tecniche sono quelle che preparano al lavoro.

 

L'espressione «liceo tecnico» è ridicola, poiché vorrebbe dire: «scuola ove si coltiva il sapere senza fini pratici, avente fini pratici».

Assolutamente vero.

 

3 ore fa, appecundria ha scritto:

Nessuno ha mai reputato non dignitoso frequentare un istituto tecnico. Chiunque sa che la preparazione fornita da un istituto tecnico è diversa da quella offerta da un liceo.

No. Le famiglie borghesi spesso mandano i figli nei licei perché danno maggior cultura generale ma anche perché si ritiene che ITIS e istituti professionali siano scuole "proletarie". Almeno una volta si ritenevano scuole non dico per somari ma per alunni non troppo portati allo studio.

5 ore fa, Paolo 62 ha scritto:

No. Le famiglie borghesi spesso mandano i figli nei licei perché danno maggior cultura generale ma anche perché si ritiene che ITIS e istituti professionali siano scuole "proletarie". Almeno una volta si ritenevano scuole non dico per somari ma per alunni non troppo portati allo studio.

Verissimo, e non solo per le famiglie borghesi. Per buona parte del paese il lavoro  che tratta oggetti dotati di massa è uno stigma infamante quasi peggiore della fatica fisica associata.

Parafrasando Kant, la teoria senza la pratica è vuota, ma la pratica senza la teoria è cieca. Il tempo in cui ciò che si imparava di un mestiere in gioventù era sufficiente fino alla pensione è finito da tempo.

La scuola deve innanzitutto formare intelligenze e cittadini consapevoli, contestualmente fornire loro le basi per un futuro percorso universitario e/o per il lavoro. Un lavoro che quasi sicuramente cambierà fisionomia più volte nel corso della vita della persona. Per questa ragione sono convinto che gli istituti professionali abbiano fatto il loro tempo e che sia necessaria per affrontare i continui mutamenti la formazione di un istituto tecnico.

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DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 61 .- Revisione dei percorsi dell'istruzione professionale

Articolo 1

 

4. Il sistema dell'istruzione professionale ha la finalità di formare la studentessa e lo studente ad arti, mestieri e professioni strategici per l'economia del Paese per un saper fare di qualità comunemente denominato «Made in Italy», nonché di garantire che le competenze acquisite nei percorsi di istruzione professionale consentano una facile transizione nel mondo del lavoro e delle professioni e di favorire, altresì, la transizione nel mondo del lavoro e delle professioni, anche con riferimento alle tecnologie di cui all'articolo 1, comma 48, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

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D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026 Decreto concernente l’attuazione degli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, recante la revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici

Articolo 1
(Oggetto e finalità)
1 Con il presente decreto si provvede alla revisione dell'assetto ordinamentale dei percorsi degli istituti tecnici, in attuazione degli artt. 26 e 26-bis del decreto legge 144/2022, al fine di poter adeguare i curricoli alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale secondo gli obiettivi della Riforma 1.1 della Missione 4, Componente 1, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che mira ad allineare i curricoli degli istituti tecnici alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo del Paese, in particolare verso l’output di innovazione del piano nazionale Industria 4.0 e l’innovazione digitale in atto in tutti i settori del mercato del lavoro.
2 Ai fini dell’attuazione del comma 1, nel rispetto dei principi di potenziamento dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e della maggiore flessibilità nell'adeguamento dell'offerta formativa, la revisione dell'assetto ordinamentale dei percorsi degli istituti tecnici tiene conto dei seguenti criteri:
A) aggiornamento dei profili dei curricoli vigenti degli istituti tecnici, attraverso:
− il rafforzamento delle competenze generali linguistiche, storiche, matematiche e scientifiche, giuridiche ed economiche e delle competenze tecnico-professionali riguardanti i profili in uscita;
− l’implementazione della connessione al tessuto socioeconomico-produttivo del territorio di riferimento, favorendo la laboratorialità, l'innovazione e l'apporto formativo delle imprese e degli enti del territorio;
− la valorizzazione della metodologia didattica per competenze, caratterizzata dalla progettazione interdisciplinare e dalle unità di apprendimento, e l’aggiornamento del Profilo educativo, culturale e professionale (P.E.Cu.P.) dello studente.

10 ore fa, appecundria ha scritto:

Nessuno ha mai reputato non dignitoso frequentare un istituto tecnico

Eeee si in teoria...ma vedi che l'ufficio marketing del governo, su questa si è superato, una vera chicca, più fine di quello che sembra, secondo me.

  • Melius 1

I cuochi che si fanno apprezzare - anche dalla clientela- ci mettono passione che trasforma le “fatiche fisiche da cucina” in piena soddisfazione mentale il che vuol

dire che arrivano a sera contenti del proprio lavoro. Il che, ai giorni nostri, è tutt’altro che usuale 

20 minuti fa, audio2 ha scritto:

contento del proprio lavoro finchè sei giovane, dopo è un attimo diverso.

A cucinare ogni giorno ai massimi livelli per accontentare riccastri ipercritici ed emissari di guide che s’atteggiano a guru (non il nostro che quello naufraga fra orate di cocco e hummus) ecc.

La svolta la si fa al modo di Romito o Ceresa: scuole, franchising da Singapore a Dubai a quel punto non sei piu’ cuoco ma imprenditore da 10 milioni di fatturato. Si contano sulle dita. Avvocati e Notai da 2 milioni di media con punte di 20 (imponibile non fatturato) sono invece tremila.

il classico ha ancora un perche’ se la mettiamo sul piano economico, e non e’ neanche quello per cui si sceglie il classico secondo me




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