Questo è un messaggio popolare. appecundria Inviato 27 Settembre Autore Questo è un messaggio popolare. Inviato 27 Settembre La distinzione tra licei e istituti tecnici si basa su una tradizione millenaria. - Il Liceo di Aristotele era la scuola ove si coltivava il sapere senza alcun fine pratico. -Le scuole tecniche sono quelle che preparano al lavoro. L'espressione «liceo tecnico» è ridicola, poiché vorrebbe dire: «scuola ove si coltiva il sapere senza fini pratici, avente fini pratici». Nessuno ha mai reputato non dignitoso frequentare un istituto tecnico. Chiunque sa che la preparazione fornita da un istituto tecnico è diversa da quella offerta da un liceo. Chiamarli entrambi «licei» non rende l’istituto tecnico più dignitoso di quanto già non sia né lo omologa al liceo. Anzi, è proprio l’idea che per conferirgli maggiore dignità occorra chiamarlo «liceo» a tradire una concezione dell’istituto tecnico come scuola di serie B. È sconcertante che la politica imponga alla scuola un linguaggio ignorante, tanto più se a mezzo di un governo proclamatosi di destra, che dunque dovrebbe custodire, non cancellare, i più antichi valori della nostra civiltà. 4 2
Questo è un messaggio popolare. Savgal Inviato 27 Settembre Questo è un messaggio popolare. Inviato 27 Settembre 13 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto: Dati MIUR 2026/27] Iscrizioni Superiori: I Professionali crescono, in calo il Classico Ecco i dati definitivi sulle scelte della scuola secondaria per il prossimo anno scolastico. Ci sono un po' di sorprese, specialmente per chi segue il dibattito sul rilancio degli istituti tecnici e professionali. 📊 Il Quadro Generale (rispetto all'anno scorso): Licei: 55,88% (⬇️ -0,11%) - Restano la maggioranza assoluta. Istituti Tecnici: 30,84% (⬇️ -0,48%) - In leggera flessione. Istituti Professionali: 13,28% (⬆️ +0,59%) - L'unica macro-area in crescita quest'anno! 🔍 I Trend da notare nei vari indirizzi: Il Boom del "4+2": La vera novità dell'anno. La filiera sperimentale (4 anni di superiori + 2 di ITS) ha letteralmente raddoppiato gli iscritti a livello nazionale, con picchi al Sud e un +41% nella sola Lombardia. Licei: Lo Scientifico domina senza rivali (13,16% tradizionale + 9,75% scienze applicate). Sorpresa per Scienze Umane (7,93%) che sorpassa il Linguistico. Continua invece il declino del Classico, ormai fermo al 5,20%. Tecnici: L'indirizzo Tecnologico fa la parte del leone, trainato da Informatica (4,98%) e Meccanica/Meccatronica (3,06%). Per l'Economico, resiste forte l'indirizzo AFM - Finanza e Marketing (8,66%). Professionali: L'Alberghiero (Enogastronomia e Ospitalità) trascina l'intero settore raccogliendo da solo il 4,15% delle iscrizioni nazionali. 📍 Curiosità geografiche: Dimmi dove vivi e ti dirò che scuola fai: il Lazio è super "liceale" (quasi il 70% sceglie un liceo), il Veneto è la patria incontrastata dei tecnici (39%), mentre l'Emilia-Romagna è al top per i professionali (18%). L'indice ESCS (Economic, Social and Cultural Status), il contesto sociale, economico e culturale della famiglia dello studente svolge sempre più un ruolo determinante sia nella scelta della scuola superiore, sia negli esiti. I licei, scientifico e classico, sono frequentati prevalentemente da ragazzi provenienti da famiglie con un indice ESCS medio-alto, negli istituti professionali prevalgono di gran lunga ragazzi provenienti da famiglie con un indice ESCS basso. Se si ha la pazienza di leggere le oltre 200 pagine del rapporto INVALSI il punto emerge con chiarezza. Ricordo in un momento di formazione un dirigente tecnico che provocatoriamente disse: "trovatemi il numero degli insegnanti che iscrivono i loro figli ad un istituto professionale". Le differenze sociali, di classe si sarebbe detto un tempo, non si sono ristrette, si sono ampliate. 3
Paolo 62 Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 3 ore fa, appecundria ha scritto: La distinzione tra licei e istituti tecnici si basa su una tradizione millenaria. - Il Liceo di Aristotele era la scuola ove si coltivava il sapere senza alcun fine pratico. -Le scuole tecniche sono quelle che preparano al lavoro. L'espressione «liceo tecnico» è ridicola, poiché vorrebbe dire: «scuola ove si coltiva il sapere senza fini pratici, avente fini pratici». Assolutamente vero. 3 ore fa, appecundria ha scritto: Nessuno ha mai reputato non dignitoso frequentare un istituto tecnico. Chiunque sa che la preparazione fornita da un istituto tecnico è diversa da quella offerta da un liceo. No. Le famiglie borghesi spesso mandano i figli nei licei perché danno maggior cultura generale ma anche perché si ritiene che ITIS e istituti professionali siano scuole "proletarie". Almeno una volta si ritenevano scuole non dico per somari ma per alunni non troppo portati allo studio.
senek65 Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 21 ore fa, Jack ha scritto: vuoi sapere cosa guadagna IN ITALIA una cuoca di 21 anni ben preparata nel ruolo di chef de partie? Una. Forse 10. Le altre 380.000 lavorano alla CIR per du soldi.
Martin Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 5 ore fa, Paolo 62 ha scritto: No. Le famiglie borghesi spesso mandano i figli nei licei perché danno maggior cultura generale ma anche perché si ritiene che ITIS e istituti professionali siano scuole "proletarie". Almeno una volta si ritenevano scuole non dico per somari ma per alunni non troppo portati allo studio. Verissimo, e non solo per le famiglie borghesi. Per buona parte del paese il lavoro che tratta oggetti dotati di massa è uno stigma infamante quasi peggiore della fatica fisica associata.
Paolo 62 Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre E notare che non è necessariamente vero, pensiamo ad esempio ad un perito informatico o un riparatore di elettroniche.
Savgal Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre Parafrasando Kant, la teoria senza la pratica è vuota, ma la pratica senza la teoria è cieca. Il tempo in cui ciò che si imparava di un mestiere in gioventù era sufficiente fino alla pensione è finito da tempo. La scuola deve innanzitutto formare intelligenze e cittadini consapevoli, contestualmente fornire loro le basi per un futuro percorso universitario e/o per il lavoro. Un lavoro che quasi sicuramente cambierà fisionomia più volte nel corso della vita della persona. Per questa ragione sono convinto che gli istituti professionali abbiano fatto il loro tempo e che sia necessaria per affrontare i continui mutamenti la formazione di un istituto tecnico. --- DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 61 .- Revisione dei percorsi dell'istruzione professionale Articolo 1 4. Il sistema dell'istruzione professionale ha la finalità di formare la studentessa e lo studente ad arti, mestieri e professioni strategici per l'economia del Paese per un saper fare di qualità comunemente denominato «Made in Italy», nonché di garantire che le competenze acquisite nei percorsi di istruzione professionale consentano una facile transizione nel mondo del lavoro e delle professioni e di favorire, altresì, la transizione nel mondo del lavoro e delle professioni, anche con riferimento alle tecnologie di cui all'articolo 1, comma 48, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. --- D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026 Decreto concernente l’attuazione degli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, recante la revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici Articolo 1 (Oggetto e finalità) 1 Con il presente decreto si provvede alla revisione dell'assetto ordinamentale dei percorsi degli istituti tecnici, in attuazione degli artt. 26 e 26-bis del decreto legge 144/2022, al fine di poter adeguare i curricoli alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale secondo gli obiettivi della Riforma 1.1 della Missione 4, Componente 1, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che mira ad allineare i curricoli degli istituti tecnici alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo del Paese, in particolare verso l’output di innovazione del piano nazionale Industria 4.0 e l’innovazione digitale in atto in tutti i settori del mercato del lavoro. 2 Ai fini dell’attuazione del comma 1, nel rispetto dei principi di potenziamento dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e della maggiore flessibilità nell'adeguamento dell'offerta formativa, la revisione dell'assetto ordinamentale dei percorsi degli istituti tecnici tiene conto dei seguenti criteri: A) aggiornamento dei profili dei curricoli vigenti degli istituti tecnici, attraverso: − il rafforzamento delle competenze generali linguistiche, storiche, matematiche e scientifiche, giuridiche ed economiche e delle competenze tecnico-professionali riguardanti i profili in uscita; − l’implementazione della connessione al tessuto socioeconomico-produttivo del territorio di riferimento, favorendo la laboratorialità, l'innovazione e l'apporto formativo delle imprese e degli enti del territorio; − la valorizzazione della metodologia didattica per competenze, caratterizzata dalla progettazione interdisciplinare e dalle unità di apprendimento, e l’aggiornamento del Profilo educativo, culturale e professionale (P.E.Cu.P.) dello studente.
Jack Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 3 ore fa, senek65 ha scritto: Una. Forse 10. Le altre 380.000 lavorano alla CIR per du soldi. te non hai idea di cosa parli
Panurge Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre I cuochi di buona scuola guadagnano fin da giovani ma il cūlus che ci si fa in cucina è abbastanza impressionante.
UpTo11 Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre Si continuerà a fare disegno tecnico oppure si passerà al disegno liceale? 1
lampo65 Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 10 ore fa, appecundria ha scritto: Nessuno ha mai reputato non dignitoso frequentare un istituto tecnico Eeee si in teoria...ma vedi che l'ufficio marketing del governo, su questa si è superato, una vera chicca, più fine di quello che sembra, secondo me. 1
extermination Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre I cuochi che si fanno apprezzare - anche dalla clientela- ci mettono passione che trasforma le “fatiche fisiche da cucina” in piena soddisfazione mentale il che vuol dire che arrivano a sera contenti del proprio lavoro. Il che, ai giorni nostri, è tutt’altro che usuale
audio2 Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre contento del proprio lavoro finchè sei giovane, dopo è un attimo diverso. però ci si può sempre aprire un ristorantino proprio ed allora è diverso.
mozarteum Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre Si fallisce in 4-5 anni salvo eccezioni, @panurge dixit
mozarteum Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 20 minuti fa, audio2 ha scritto: contento del proprio lavoro finchè sei giovane, dopo è un attimo diverso. A cucinare ogni giorno ai massimi livelli per accontentare riccastri ipercritici ed emissari di guide che s’atteggiano a guru (non il nostro che quello naufraga fra orate di cocco e hummus) ecc. La svolta la si fa al modo di Romito o Ceresa: scuole, franchising da Singapore a Dubai a quel punto non sei piu’ cuoco ma imprenditore da 10 milioni di fatturato. Si contano sulle dita. Avvocati e Notai da 2 milioni di media con punte di 20 (imponibile non fatturato) sono invece tremila. il classico ha ancora un perche’ se la mettiamo sul piano economico, e non e’ neanche quello per cui si sceglie il classico secondo me
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