grisulea Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 38 minuti fa, Savgal ha scritto: Se il PIL ha un incremento e la percentuale diminuisce ne consegue che la tassazione si è ridotta rispetto al passato, se la percentuale è uguale la tassazione è rimasta invariata, se la percentuale ha un incremento ne consegue che la tassazione ha avuto anche essa un incremento No, banale semplificazione. Non per come la si è voluta intendere postando il video. Infatti se rispondi a quelle quattro domande e fai due conti vedi che non è così. Il pil può rimanere esattamente lo stesso, le imposte esattamente le stesse in percentuale e quel rapporto cambiare. Guarda da cosa è composto principalmente. In questo caso sembra molto probabile che le imposte siano rimaste praticamente le stesse. Non male vista la situazione. Mala tempora currunt, sed peiora parantur.
PL-L1000 Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 4 minuti fa, grisulea ha scritto: No, banale semplificazione. Io la trovo esemplare, qui in molti hanno fatto il classico.
UpTo11 Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre Sarebbe il caso di cambiare il titolo al thread a questo punto. Ormai non ha niente a che fare con l'apertura. Propongo "INPS alla lavagna!". 1
Gaetanoalberto Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 11 minuti fa, nullo ha scritto: qualche spunto di riflessione tocca metterlo sul piatto, volenti o nolenti. Si, che va sempre peggio. L’astensione è stata provata e non funziona, vedasi Reggio Calabria. Tocca sforzarsi. Ora hanno pure reintrodotto qualche possibilità tramite le preferenze. Fa parte del mitico trottare.
Savgal Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 7 minuti fa, PL-L1000 ha scritto: Io la trovo esemplare, qui in molti hanno fatto il classico. Sarà discalculico, la sola spiegazione che riesco a dare.
neroacustico Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 20 minuti fa, UpTo11 ha scritto: Propongo sinistra=tasse destra=evasione
extermination Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 39 minuti fa, grisulea ha scritto: Il pil può rimanere esattamente lo stesso, le imposte esattamente le stesse in percentuale e quel rapporto cambiare. Guarda da cosa è composto principalmente Stai dicendo questo? prendiamo, a titolo esemplificativo, il seguente scenario semplificato ai minimi termini: Scenario A: PIL: 100 miliardi € Spesa Interamente concentrata su beni con aliquota 22%: imposte incassate 22 miliardi - pressione fiscale 22% Scenario B: PIL: 100 miliardi € (lo stesso) Spesa Interamente concentrata su servizi con aliquota 10%: imposte incassate 10 miliardi - Pressione Fiscale 10%. le aliquote restano identiche e il PIL pure ma la pressione fiscale cambia a causa dello spostamento dei consumi. ps- piccola precisione: nel calcolo del PIL, il valore dei consumi viene conteggiato al lordo delle imposte dunque 100 miliardi, l'imponibile e l'IVA si scompongono diversamente nei due scenari
grisulea Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 7 minuti fa, extermination ha scritto: Stai dicendo questo? Non esattamente, comunque pur essendo brutale l'esempio può essere esplicativo. Il discorso piu che altro riguarda il montante imposte che non impatta sul PIL.
nullo Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 38 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: Ora hanno pure reintrodotto qualche possibilità tramite le preferenze Ammiro la tua incrollabile speranza e il tuo stomaco. Quella delle preferenze è una barzelletta ulteriore. Alle prossime elezioni però torneremo a parlare di fascismo e di inutili bandierine. Da una parte la pace in Ucraina con la mediazione di Conte che sa parlare la lingua di Putin, di cittadinanza agli immigrati, magari ancora della necessità urgente di un terzo cesso per gli indecisi e di diritti svuotati di ogni contenuto. Dall'altra lo specchio in negativo con trovate dello stesso spessore. Mi ci devono costringere a forza.
nullo Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 2 ore fa, Savgal ha scritto: Se il PIL ha un incremento e la percentuale diminuisce ne consegue che la tassazione si è ridotta rispetto al passato, se la percentuale è uguale la tassazione è rimasta invariata, se la percentuale ha un incremento ne consegue che la tassazione ha avuto anche essa un incremento Monsieur De Lapalisse La banalità eletta a pensiero di livello superiore e nonostante gli spunti più volte qui discussi. Li facciamo riassumere e facciamo rispondere a entità non schierate politicamente e notoriamente inclini alla discalculia. CLAUDE Quel ragionamento è vero solo in senso tautologico: se per "tassazione" si intende il carico medio sul PIL, allora per definizione sale quando sale il rapporto. Ma la discussione è sulle scelte di politica fiscale (le aliquote), e lì il ragionamento non regge, perché il rapporto gettito/PIL non isola quella variabile. 1. Rapporto costante non significa tassazione invariata. Si possono ridurre alcune aliquote e compensarle con la fine di detrazioni o con la crescita di basi imponibili più dinamiche. Il rapporto resta uguale, ma la struttura del prelievo è cambiata. 2. Rapporto in calo non significa che le tasse siano scese. Se il PIL cresce per componenti poco tassate (ad esempio affitti imputati, sommerso stimato, voci che non generano gettito proporzionale) o se la base imponibile cresce meno del PIL, il rapporto scende anche con aliquote aumentate. 3. Rapporto in aumento non significa che le aliquote siano salite. È il caso del fiscal drag: con redditi nominali in crescita e soglie non indicizzate, il gettito IRPEF cresce più del reddito. Esempio: redditi e PIL nominali +5%, gettito IRPEF +7% con aliquote e scaglioni invariati. Il rapporto sale senza alcuna decisione di alzare le tasse. Lo stesso vale per la scadenza dei bonus: a parità di norme sulle aliquote, l'imposta netta aumenta. 4. Il numeratore include anche gettiti non strutturali, come recupero evasione e una tantum, e il denominatore è sensibile all'inflazione e al ciclo. In sintesi: il rapporto misura quanto prelievo c'è in media rispetto al PIL, non come ci si è arrivati. Per dire che le tasse sono state aumentate o ridotte servono dati sulle aliquote legali, sulle aliquote medie effettive per fascia di reddito e sul gettito a politiche invariate. Gemini Questa affermazione non è del tutto corretta, perché confonde la variazione del valore assoluto delle tasse con la variazione della pressione fiscale (la percentuale delle tasse rispetto al PIL). Chat gtp una precisazione fondamentale: un aumento della pressione fiscale non dimostra necessariamente che siano state aumentate le aliquote. Può derivare anche dal fiscal drag, cioè dal passaggio a scaglioni IRPEF superiori quando i redditi nominali aumentano per effetto dell'inflazione, senza un adeguamento completo delle soglie. Per esempio, se il gettito aumenta del 7% mentre il PIL nominale cresce del 5%, non possiamo attribuire automaticamente i due punti percentuali aggiuntivi a un aumento delle tasse. Dobbiamo verificare quanto dipenda dal fiscal drag, dalla crescita dell'occupazione e dei salari, dalla composizione dei redditi e dalle modifiche normative. 2
Gaetanoalberto Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 27 minuti fa, nullo ha scritto: La banalità eletta a pensiero di livello superiore È pensare che i numeri, quali che siano, traducano la complessità della realtà, come l’ipotizzare soluzioni semplici per i sistemi sociali. Quello che ti si dice da qualche anno, e che si ripete inutilmente ai fruitori di messaggi semplici. D’altra parte, anche l’analisi continua, sfugge alla necessitá dell’azione, che inevitabilmente espone a critica chi fa, da parte di chi guarda. Lo dico per esperienza quotidiana.
nullo Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 6 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: pensare che i numeri C'è poco da pensare, quella sintesi è una banalità. Quel rapporto è complesso e ridurlo a tale semplificazione e parlare di discalculia dice più e pure diversamente di quanto si pensasse di esprimere.
grisulea Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 31 minuti fa, nullo ha scritto: La banalità eletta a pensiero di livello superiore Mi ero fermato a semplificazione. Basterebbe parlare di pensioni, borsa, transazioni immobiliari, fiscal drag, aumento occupazione ecc... Questi o non aumentano il PIL, o poco o non comunque proporzionalmente, mentre il gettito sale. Le imposte sono le stesse, è il conto Istat che aumenta. Aumenta perchè tiene conto di tutto il riscosso anche se non genera PIL. Quindi corretto dire che il gettito aumenta, sbagliato dire che le imposte sono aumentate. La cosa è ancora più complicata ma credo si sia resa l'idea.
nullo Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre 1 ora fa, grisulea ha scritto: Aumenta perchè tiene conto di tutto il riscosso anche se non genera PIL. Per essere banali almeno allo stesso livello dei soggetti capaci di operare una frazione... In pratica la composizione del pil non genera tasse in proporzione diretta e viceversa, e non puoi quindi ricavare il pil partendo dalla entità del gettito. Puoi solo fare il rapporto una volta ottenute le due grandezze. Per esplicitare il concetto come si è inutilmente tentato di fare, se crescono componenti poco tassate o molto tassate cambia il rapporto a parità di pil. Vale anche il contrario: il gettito può variare per ragioni diverse dalla entità del PIL. In sintesi, e ora uso di nuovo Claude perché altrimenti tocca di nuovo sentirsi presi per il cūlus ed essere definito kamikaze pro Meloni: Conclusione: il rapporto gettito/PIL è un indicatore sintetico del prelievo medio, non una misura delle scelte di politica fiscale. Per giudicare queste ultime servono le aliquote legali, le aliquote effettive per fascia di reddito e il gettito a politiche invariate. Spero che sia finita questa inutile querelle che si poteva chiudere fin da subito se non si fosse ciechi e sordi o, peggio, non ci fosse dietro una inutile strumentalizzazione politica e non interesse a conoscere i dati dietro a quel rapporto. 1
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