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Lo shopping di Trump


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Inviato

Ma quando mai, e chi si scandalizza?

 

Semmai si fa notare come l'acquisto di qualche barile di petrolio da parte di Trump sia solo una baggianata ad usum destriculi

mariovalvola
Inviato
Adesso, Velvet ha scritto:

Ma quando mai, e chi si scandalizza?

 

Semmai si fa notare come l'acquisto di qualche barile di petrolio da parte di Trump sia solo una baggianata ad usum destriculi

Non so. L'opener aveva scritto questo "Putin aveva bisogno di soldi per alimentare le sue casse malridotte causa spese di guerra. Trump lo ha rifornito comprando il 4,8 milioni di tonnellate di diesel, fregandosene delle sanzioni e degli accordi EU così la Russia, rimpinguata, può acquistare altre armi e continuare una battaglia che si sperava si calmasse per scarsità di fondi. Ora la guerra può  ripartire ancora più  prepotentemente e l'Europa tutta adesso  è umiliata e intrappolata.  Ho capito bene?"

Inviato

L'Europa si è trovata a dover smantellare in pochi mesi una rete di approvvigionamento costruita da decenni. Nonostante ciò, le importazioni di gas via tubo dalla Russia sono crollate da oltre il 40% del totale UE (prima dell'aggressione) a meno del 10%.

Interrompere dall'oggi al domani ogni acquisto di gas e petrolio russo non avrebbe significato soltanto essere coerenti, ma provocare il collasso economico e industriale del continente, con conseguenze sociali devastanti per i cittadini.

La strategia europea è stata quindi quella di ridurre progressivamente le entrate di Mosca attraverso sanzioni, price cap ed embargo sul petrolio via mare, pianificando l'uscita totale dall'energia russa.

E tipico delle argomentazioni populiste e fortemente indulgenti con il cleptocrazia russa, confrontare la spesa per l'energia e gli aiuti bilaterali all'Ucraina. L'acquisto di energia è uno scambio di mercato basato su contratti preesistenti necessari alla sopravvivenza economica europea; gli aiuti all'Ucraina sono sovvenzioni a fondo perduto e trasferimenti di risorse militari ed economiche.

Qui invece si nega che, con questo tipo di politiche (sanzioni, price cap) e il reindirizzamento dei flussi energetici, i profitti del Cremlino dall'energia diretta all'Europa sono stati drasticamente ridimensionati rispetto al passato, costringendo la Russia a vendere a forte sconto ad altri mercati (come Cina e India). 

La Russia ha avviato un'invasione su larga scala di uno Stato sovrano confinante, con l'obiettivo esplicito di ridefinire i confini europei con la forza e annettere territori.

Come si fa a sostenere che la differenza tra Trump e l'Europa sia solo nella retorica trasparente e transazionale quella di Trump, ipocrita quella europea?

Presentare le proprie scelte attorno a principi morali e legali (come la difesa della sovranità e del diritto internazionale) non è un semplice esercizio retorico, ma la base del sistema multilaterale. Se si accetta che valga solo la logica dell'interesse economico e transazionale ("la forza fa il diritto"), si legittima la disgregazione delle regole internazionali a favore degli aggressori.

Riconoscere le contraddizioni interne all'Unione Europea e la lentezza con cui si è affrancata dal gas russo serve a migliorare e velocizzare l'autonomia strategica europea, non a giustificare il disimpegno morale o a mettere sullo stesso piano la democrazia europea e l'autocrazia russa.

 

 

 

  • Melius 1
mariovalvola
Inviato

Hai scritto parecchio, ma hai risposto soprattutto a cose che non ho mai sostenuto.
Non ho negato la dipendenza energetica europea, non ho chiesto di interrompere le forniture russe dall'oggi al domani, non ho contestato la legittimità del sostegno all'Ucraina e, soprattutto, non ho giustificato l'invasione russa.
Ho sollevato un problema di coerenza politica e di applicazione selettiva dei principi morali.
Mi spieghi perché, quando Trump subordina i principi agli interessi economici, si parla giustamente di cinismo e ipocrisia, mentre quando l'Europa fa prevalere le proprie necessità economiche, le stesse contraddizioni diventano comprensibili esigenze di realismo politico?
Che gli acquisti energetici siano scambi commerciali e gli aiuti trasferimenti è un'ovvietà. Non li ho mai equiparati contabilmente. Ho confrontato i flussi finanziari, adottando per gli aiuti lo stesso perimetro bilaterale utilizzato dalla famosa cartina. Il fatto che abbiano natura economica diversa non cancella i pagamenti alla Russia.
E non occorre neppure affidarsi alle dichiarazioni di Mosca: il centro studi CREA ha calcolato che nel terzo anno dell'invasione l'UE ha acquistato combustibili fossili russi per 21,9 miliardi di euro. Non proprio spiccioli.
Peraltro, nel 2024 le importazioni europee di gas russo sono persino tornate a crescere rispetto al 2023. Lo riconosce la stessa Commissione europea. Dunque il racconto di una riduzione continua e lineare è quantomeno incompleto.
Quanto al richiamo alla sovranità degli Stati e al diritto internazionale, sono principi che condivido. Proprio per questo mi interessa capire se vengano applicati universalmente o secondo convenienza.

Il punto non è sostenere che Trump e l'Europa siano identici, né tantomeno mettere sullo stesso piano l'UE e la Russia. Il punto è che la necessità economica viene invocata per giustificare le nostre contraddizioni, mentre quelle altrui diventano materia di indignazione morale.

E definire questa osservazione populista o indulgente verso il Cremlino non è una confutazione. È un modo piuttosto comodo per evitare di rispondere.

Insomma, hai spiegato diffusamente perché l'Europa avesse delle buone ragioni per comportarsi come si è comportata. Non hai spiegato perché le ragioni economiche europee debbano meritare una comprensione che viene negata, per principio, a quelle degli altri.

 

Inviato

Non ho voglia di leggere tutte le 12 pagine di una storia che va avanti da 4 anni. 

Bisogna essere obbiettivi: la Storia parte dal 1991 col crollo dell'URSS, si è rinvigorita nel 2000 con l'avvento di Putin, gli USA hanno sempre fatto, fanno, e continueranno a fare i propri interessi, indipendentemente dal Presidente e dal partito al governo.

L'Europa, che prima non c'era, adesso fa la scimmietta che balla al ritmo dell'organetto.  

Inviato

interessante notare che il duce russo offrirà sul mercato una quantità di barili che non risolverà nessun problema sia perché non sufficienti sia perché avendo le raffinerie in manutenzione dopo gli attacchi della Resistenza Ucraina non può comunque immetterli sul mercato a breve a meno di non comprarli fuori. 

In sostanza è un operazione per dare la percezione al mercato di una situazione in miglioramento e per arrivare a cio' ha fatto ennesime figure di palta in cui si è contraddetto con le nazioni che comprano armi da lui.

Nazioni che comprano armi da lui per poi girarle all'Ucraina.

L'ennesima puttanata "la tregua energetica" comunicata dal roscio è durata sui social qualche ora prima di essere smentita addirittura dai ruzzi.

Veramente siamo in una situazione pericolosa tra un duce sanguinario in difficoltà, e non parlo della situazione di stallo nella guerra quanto della situazione economica interna, e un altro matto dall'altra parte del mondo che ogni giorno dice una cosa per contraddirsi dopo. Addirittura sostenendo i suoi nemici. 

Nuovo disordine mondiale.

Chiusura finale il matto d'oltre oceano non permette negli ultimi giorni di avere accesso ai dati dei rilevamenti radar usati dagli Ucraini per salvare civili durante gli attacchi del duce russo.

Tradotto negli ultimi giorni i soliti lanci di missili del duce verso civili e strutture abitative di civili sono andati a segno senza che la gente potesse essere avvertita.

Che scarsità.

Inviato
3 minuti fa, criMan ha scritto:

situazione pericolosa tra un duce sanguinario in difficoltà, e non parlo della situazione di stallo nella guerra quanto della situazione economica interna,

Mi preoccuperei di più per la situazione economina di Spagna, Francia e Germania. Oltre che della nostra ovviamente. 

Inviato
2 ore fa, LeoCleo ha scritto:

Mi preoccuperei di più per la situazione economina di Spagna, Francia e Germania. Oltre che della nostra ovviamente. 

Si vede che ne mastichi poco.

Se la guerra si dovesse protrarre altri 2 3 anni ,secondo molti che analizzano gli indicatori economici ruzzi, si potrebbe andare verso scenari .... esplosivi .. che potrebbero mettere il duce in un angolo e fargli prendere decisioni più incisive per salvarsi.

L'economia di guerra non si puo' finanziare all'infinito con bond a tassi altissimi.

 

 

Inviato
28 minuti fa, mariovalvola ha scritto:

Non hai spiegato perché le ragioni economiche europee debbano meritare una comprensione che viene negata, per principio, a quelle degli altri.

E aspettiamo ancora il primo pacchetto di sanzioni economiche o commerciali generali contro lo Stato di Israele.

Inviato

La distinzione tra l'operato europeo e la politica estera di Donald Trump non sta nel fatto che l'Europa sia priva di interessi economici o non commetta contraddizioni, ma nel rapporto che intercorre tra l'interesse economico e l'ordine giuridico internazionale.

Ho la presunzione di pensare che l'Europa agisca entro un quadro normativo di difesa delle regole: L'UE utilizza la moralità e il diritto internazionale non come un ornamento, ma come l'architettura stessa su cui si fonda la sua esistenza. 

La dottrina mercantilistica e spesso amorale di Trump nega la validità stessa delle norme sovranazionali. Il modello Trump non subordina temporaneamente i principi all'interesse per necessità contingente come fa la UE, ma rifiuta l'esistenza di un ordine morale o normativo globale. Quando Trump minaccia di ignorare l'Articolo 5 della NATO o propone scambi puramente commerciali sulla pelle di Stati sovrani sta dichiarando che il diritto internazionale non esiste e che conta solo il rapporto di forza o di profitto immediato.

Occorre ricordare che gran parte delle importazioni residue non sono decisioni "politiche" dei governi UE, ma l'esecuzione di contratti commerciali stipulati da aziende private prima del 2022, che la politica non può annullare per decreto senza violare lo stesso "stato di diritto" di cui si fa vanto.

Se un'accusa di ipocrisia va rivolta all'Europa, è quella di aver costruito nei decenni precedenti un modello di sviluppo basato sull'energia russa a basso costo ignorando i rischi geopolitici. Ma questa è miopia e non si può equiparare al cinismo deliberato di Trump.

Tuttalpiù l'Europa potrebbe ammettere, con trasparenza, di comprare ancora gas russo perché il prezzo di non farlo sarebbe la destabilizzazione delle nostre democrazie che sarebbe anche in questo caso, l'obiettivo delle strategie di USA ed ex URSS. In tal modo forse sarebbe meno ipocrita ma politicamente identica.

Tuttavia accettare che tutte le posizioni siano semplicemente "interessi mascherati" (è la rappresentazione comune al qualunquismo marmottista populista) porta alla conclusione che non vi sia alcuna differenza tra un'alleanza democratica e una dittatura aggressore, riducendo le relazioni internazionali alla legge del più forte.

 

Inviato
17 ore fa, mariovalvola ha scritto:

E prima di scandalizzarci per le contraddizioni altrui, forse sarebbe opportuno riconoscere le nostre. Altrimenti non stiamo difendendo un principio: stiamo semplicemente scegliendo a chi applicarlo.

nessuno è perfetto , anche l'UE come attore ha le sue contraddizioni come hai giustamente fatto notare.

Rimane solo che tutto si gioca su ordini di grandezza diversi tra il duce russo e l'UE.

Anche perché il duce negli anni aveva teso una bella tela con le sue risorse energetiche a buon prezzo..

 

 

Inviato
2 minuti fa, criMan ha scritto:

tutto si gioca su ordini di grandezza diversi

E di fini

  • Melius 1
Inviato
12 minuti fa, criMan ha scritto:

nteressante notare che il duce russo offrirà sul mercato una quantità di barili che non risolverà nessun problema sia perché non sufficienti sia perché avendo le raffinerie in manutenzione dopo gli attacchi della Resistenza Ucraina non può comunque immetterli sul mercato a breve a meno di non comprarli fuori. 

Infatti quei barili non arriveranno mai.

BALLE tutte balle, balle evidenti del Potus. Ed è interessante notare come segno dei nostri tempi che comunque

'funzionano' nonostante le continue contraddizioni.

Anche incolpare l'Ucraina per il prezzo del barile e non il demenziale attacco all'Iran, è incredibile ma

in qualche modo funziona.

 

50 anni fa Nixon si dimise per molto molto meno.

  • Melius 2
Inviato
10 minuti fa, claravox ha scritto:

aspettiamo ancora il primo pacchetto di sanzioni economiche o commerciali generali contro lo Stato di Israele.

Questo è un altro discorso ed è legato alla composizione politica dei vertici UE, conservatori, di destra, ideologicamente filo israeliani. E' la democrazia e non un difetto dell'architettura UE.

Inviato
2 ore fa, dariob ha scritto:

Infatti quei barili non arriveranno mai.

BALLE tutte balle, balle evidenti del Potus. Ed è interessante notare come segno dei nostri tempi che comunque

'funzionano' nonostante le continue contraddizioni.

Anche incolpare l'Ucraina per il prezzo del barile e non il demenziale attacco all'Iran, è incredibile ma

in qualche modo funziona.

 

50 anni fa Nixon si dimise per molto molto meno.

ti ringrazio per l'assist  per postare un grafico dal canale Youtube Parabellum dove si dimostra che non c'é

correlazione tra prezzo gasolio e guerra in Ucraina. 

Questo a dimostrazione che il grosso del problema è la guerra scatenata dal matto in iran e non le raffinerie buttate giù dagli Ucraini. 

A scanso di equivoci anche le raffinerie buttate giù dagli Ucraini hanno un riflesso sui mercati ma non paragonabile ad oggi a quello della guerra in Iran.

 

prezzo diesel scorrelato dalla guerra in Ucraina.png




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