Gaetanoalberto Inviato 4 ore fa Inviato 4 ore fa 1 ora fa, nullo ha scritto: Il problema di Germania e Francia che vogliono bloccare da sempre acquisizioni nel loro territorio è una realtà Perché noi no? 1
senek65 Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa 22 ore fa, nullo ha scritto: il rapporto di causa effetto di una deriva economica Maggiori esportatori al mondo Cina – Primo esportatore mondiale (oltre i 3,5 - 3,7 trilioni di dollari) Stati Uniti – Secondo posto globale Germania – Primo esportatore europeo e terzo a livello mondiale Italia – Quarta potenza esportatrice mondiale 1
senek65 Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa 10 ore fa, nullo ha scritto: Ma ora abbiamo i cortei sul carovita fatti da chi non ha mai pagato una bolletta in vita sua e metteremo le cose a posto. Ma tu che lavoro facevi pre pensionamento?
nullo Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto: Perché noi no? Infatti, manco una azienda e una banca abbiamo dato a francesi e tedeschi. Ma sei serio?
appecundria Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 10 ore fa, nullo ha scritto: Ma ora abbiamo i cortei sul carovita fatti da chi non ha mai pagato una bolletta in vita sua Alle volte ti rendi inutilmente antipatico e offensivo. Tu sai i penēs di camionisti, agricoltori, lavoratori e studenti? Di' la tua senza offendere, per cortesia. 1
appecundria Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 7 minuti fa, nullo ha scritto: manco una azienda e una banca abbiamo dato a francesi e tedeschi Ma "abbiamo dato" chi? e cosa? Le aziende sono dei proprietari, non del governo.
nullo Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa Adesso, appecundria ha scritto: Ma "abbiamo dato" chi? e cosa? Le aziende sono dei proprietari, non del governo. Ma tu hai seguito la vicenda stx per esempio?
nullo Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 3 minuti fa, appecundria ha scritto: Seagate puoi cercare e vedere come si sia comportato Macron e il suo entourage. In ogni caso numerose aziende che erano sotto il controllo del governo italiano sono passate ai francesi...
appecundria Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa Adesso, nullo ha scritto: aziende che erano sotto il controllo del governo italiano sono passate ai francesi Vuol dire che il governo ha ritenuto di dismetterle e nessun italiano le ha comprate. Il libero mercato funziona così.
Gaetanoalberto Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 32 minuti fa, nullo ha scritto: Ma sei serio? Non solo sono serio, ma direi anche informato, perfino da fonti diverse del collega forumer espertissimo in alta finanza mondiale e gggggeopolitiga. Si', ci sono state e continuano a esserci forti resistenze alle acquisizioni straniere di aziende italiane ritenute strategiche. Questa resistenza si manifesta sia a livello politico-mediatico, a difesa del "Made in Italy" e della sovranita' industriale, sia a livello strettamente giuridico. Lo strumento principale con cui l'Italia blocca o condiziona le scalate estere e' il Golden Power. LO STRUMENTO DI DIFESA: IL GOLDEN POWER Introdotto nel 2012 e progressivamente rafforzato dai vari governi (inclusi quelli Conte, Draghi e Meloni), il Golden Power e' una normativa che permette all'esecutivo di porre il veto o dettare condizioni stringenti sull'acquisto di aziende italiane da parte di investitori esteri (e in alcuni casi anche europei). Si applica a settori considerati vitali per l'interesse nazionale: difesa, sicurezza, energia, trasporti, telecomunicazioni, salute e, piu' recentemente, semiconduttori e intelligenza artificiale. CASI RECENTI DI BLOCCO O INTERVENTO DIRETTO L'applicazione del Golden Power ha portato a interventi molto decisi negli ultimi anni, spesso per arginare i capitali cinesi o per difendere le filiere della difesa anche da alleati europei: Il caso Pirelli (2023): Il governo Meloni e' intervenuto per disinnescare il controllo del socio di maggioranza cinese, il colosso statale Sinochem. Pur non bloccando l'assetto azionario, il governo ha imposto prescrizioni severissime sulla governance aziendale per impedire a Pechino di avere accesso ai sensori avanzati degli pneumatici e per blindare l'autonomia del management italiano. Il blocco di Microtecnica (Novembre 2023): Il governo ha esplicitamente posto il veto all'acquisizione della societa' aerospaziale italiana Microtecnica da parte della multinazionale francese Safran. L'obiettivo era garantire la sicurezza degli approvvigionamenti per le forze armate italiane e per il programma dei caccia Eurofighter, ritenendo la cessione a Parigi un rischio per le catene di fornitura. I semiconduttori e la LPE (2021): Il governo Draghi ha utilizzato per la prima volta il veto assoluto del Golden Power per impedire che la milanese LPE, azienda leader nei reattori per semiconduttori, venisse comprata dalla cinese Shenzhen Invenland Holdings. Reti 5G e Telecomunicazioni: In piu' occasioni, i governi italiani hanno imposto limiti durissimi a operatori come Fastweb o TIM nell'acquisto di componentistica per le reti 5G dai giganti cinesi Huawei e ZTE, obbligandoli a diversificare i fornitori per evitare dipendenze tecnologiche a rischio spionaggio. LA RESISTENZA POLITICA E IL CASO PARMALAT Oltre ai blocchi formali, ci sono state storiche barricate politiche. Il caso piu' emblematico e' quello di Parmalat (2011). Quando il gruppo francese Lactalis lancio' l'Offerta Pubblica di Acquisto per inglobare l'azienda di Collecchio, la politica italiana tento' di tutto per creare una cordata tricolore (coinvolgendo banche, Ferrero e Granarolo) e l'allora governo varo' persino un decreto anti-scalate nel tentativo di prendere tempo. Alla fine, il mercato ebbe la meglio e Lactalis acquisi' Parmalat, ma l'operazione lascio' forti strascichi sull'asse italo-francese. Il dibattito e' tutt'oggi caldissimo: recentemente, i sindacati dei metalmeccanici (FIOM) hanno sollevato forti polemiche segnalando come, nonostante le tutele statali, centinaia di piccole e medie industrie manifatturiere italiane stiano passando silenziosamente in mani estere, denunciando una progressiva perdita di sovranita' industriale.
Gaetanoalberto Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa Il Made in Italy non e' solo "preda" di capitali stranieri, ma e' anche capace di guardare oltre confine con investimenti e acquisizioni molto importanti. Spesso queste operazioni rimangono in sordina, ma i numeri, i mega-deal storici e le mosse dei grandi marchi dimostrano una forte vitalita' internazionale dell'industria italiana. Ecco un quadro completo delle principali acquisizioni italiane all'estero. I MEGA-DEAL STORICI (LE GRANDI ACQUISIZIONI) Quando si parla di "grandi acquisizioni" (da svariati miliardi di euro), l'Italia ha messo a segno colpi storici che hanno cambiato gli equilibri di interi settori a livello globale: ENEL ED ENDESA (Energia - 2007): E' probabilmente la piu' grande acquisizione straniera mai fatta da un'azienda italiana. Enel ha rilevato il colosso spagnolo dell'energia Endesa con un'operazione superiore ai 40 miliardi di euro, trasformandosi da operatore nazionale a gigante mondiale con una presenza massiccia in Spagna e in Sud America. FIAT E CHRYSLER (Automotive - 2009/2014): Un capolavoro strategico di Sergio Marchionne. Partita nel 2009 in piena crisi americana, Fiat ha progressivamente acquisito Chrysler salvandola dal fallimento. L'operazione ha dato vita a FCA, creando il pilastro per l'attuale Stellantis. UNICREDIT E HVB (Finanza - 2005): Unicredit ha sborsato oltre 19 miliardi di euro per acquisire la banca tedesca HypoVereinsbank (HVB). Questa mossa ha fatto di Unicredit uno dei piu' grandi gruppi bancari d'Europa, con una leadership assoluta in Germania e nell'Europa dell'Est. ATLANTIA E ABERTIS (Infrastrutture - 2018): La holding italiana Atlantia (oggi Mundys), alleandosi con l'azienda spagnola ACS, ha inglobato il colosso spagnolo delle autostrade Abertis per oltre 16 miliardi di euro, dando vita al principale operatore mondiale nel settore delle reti autostradali. LEONARDO E DRS TECHNOLOGIES (Difesa - 2008): L'allora Finmeccanica ha acquisito l'americana DRS Technologies per oltre 5 miliardi di dollari. Una mossa vitale per superare le barriere protezionistiche ed entrare nel mercato statunitense, diventando fornitore diretto del Pentagono. PRYSMIAN NEGLI STATI UNITI (Cavi e Sistemi - 2017/2024): Prysmian ha consolidato il suo dominio globale spendendo circa 3 miliardi di dollari nel 2017 per General Cable e oltre 4 miliardi nel 2024 per Encore Wire, blindando il mercato nordamericano. I GRANDI PROTAGONISTI DELLO SHOPPING (CONSUMER E RETAIL) FERRERO: Il gruppo piemontese ha acquisito storici marchi inglesi, il comparto dolciario dell'americana Nestle', fino a rilevare il business dei biscotti e degli snack di frutta di Kellogg's per oltre 3 miliardi di dollari. LUXOTTICA: Prima di creare EssilorLuxottica, l'azienda di Leonardo Del Vecchio ha comprato brand statunitensi iconici come Ray-Ban e Oakley, oltre a colossi del retail ottico. CAMPARI: La campagna acquisti e' da manuale. Ha inglobato marchi esteri di enorme prestigio come l'americana Skyy Vodka, il celebre bourbon Wild Turkey e lo storico liquore francese Grand Marnier. LAVAZZA: L'azienda torinese ha investito massicciamente all'estero per imporsi come leader globale, comprando concorrenti come la francese Carte Noire e la danese Merrild. IL RUOLO DELLE PMI E I "RITORNI A CASA" Non si muovono solo i colossi. L'Italia eccelle nella meccanica e nella manifattura di precisione, con scambi vivacissimi: tra il 2020 e il 2024 le imprese italiane hanno acquisito oltre 180 societa' solo negli Stati Uniti, per un valore superiore ai 36 miliardi di euro. L'attivita' e' molto forte anche in Europa (Regno Unito e Spagna in testa). In alcuni casi, i capitali italiani riescono persino a ricomprare marchi storici precedentemente ceduti all'estero. Un esempio recente e' quello di Plasmon, tornato in mani italiane dopo essere stato venduto all'americana Kraft-Heinz. Per avere un quadro completo delle dinamiche del mercato internazionale, questo approfondimento illustra il fenomeno inverso, esaminando i noti marchi italiani che sono passati sotto il controllo estero negli ultimi anni: Marchi italiani diventati francesi: una storia di acquisizioni Le visualizzazioni di video di YouTube verranno memorizzate nella tua cronologia di YouTube e i tuoi dati verranno memorizzati e utilizzati da YouTube in base ai suoi Termini di servizio
Gaetanoalberto Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa Il punto è che insinuano nel nostro DNA il concetto di sospetto, subordinazione, assistenza, che poi si traduce in una visione populista e sovranista, solo apparentemente rivolta al mercato, che vorremo al nostro servizio esclusivo e quando ci conviene. Quando mai il mondo è stato fatto di benefattori disinteressati. Non è che deve trottare solo il muratore marocchino. Mi permetto di osservare che l'industria italiana deve molto alle commesse tedesche che l'hanno a lungo sostenuta. Le acquisizioni francesi sono state tra le più corrette in termini di mantenimento dell'occupazione e trattamento dei lavoratori. 1
Savgal Inviato 1 ora fa Autore Inviato 1 ora fa 9 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: Il punto è che insinuano nel nostro DNA il concetto di sospetto, subordinazione, assistenza, che poi si traduce in una visione sovranista, solo apparentemente rivolta al mercato, che vorremmo solo al nostro servizio Gaetano, la pertinenza con il tema del thread? In topic, relativamente ai giovani che protestano e agli anziani in pensione con il retributivo che li condannano. La prima preoccupazione della politica: Pensione anticipata a 64 anni, l’ipotesi del governo: chi potrebbe beneficiarne, quanto si perde sull’assegno e cosa cambia nel 2027 - Pensioni, fondo da 850 milioni per l’uscita anticipata e ipotesi 64 anni: cosa cambia in Manovra https://www.facebook.com/reel/1546053650622274 --- «Gerontonomia», il neologismo per una politica senza giovani di Paolo Di Stefano | 28 ottobre 2026 Si deve a Tim Vlandas, politologo dell’Università di Oxford, secondo cui i governi si impegnano sempre più a favorire l’elettorato anziano Conoscevamo la gerontocrazia, il potere gestito dagli anziani a mo’ di oligarchia («gray power», potere grigio è la definizione inglese). Conoscevamo la gerontofilia, come perversione o come attrazione ideale verso la saggezza dei vecchi. Ma la «gerontonomia» non è ancora entrata nel vocabolario italiano anche se, probabilmente, guadagnerà presto il suo spazio visto che già è stata battezzata in inglese. Il neologismo si deve a Tim Vlandas, politologo dell’Università di Oxford, secondo cui la «gerontonomy» sarebbe un fenomeno pressoché inarrestabile del nostro tempo, ovvero la tendenza di politica economica per cui con l’invecchiamento demografico i governi si impegnano sempre più a favorire l’elettorato anziano (maggioritario) puntando l’attenzione sui consumi e sulle pensioni e trascurando gli investimenti intesi a sviluppare la crescita, quelli che dovrebbero guardare al futuro a vantaggio delle giovani generazioni. Il paradosso è dunque che l’invecchiamento, fantastico risultato del progresso economico e scientifico, finisce per produrre l’effetto esattamente inverso in una sorta di assurda nemesi: più progresso, più popolazione anziana, più priorità ai bisogni dei vecchi, meno impegno sui giovani e sul futuro, più regresso sociale ed economico. E se questo per il momento accade nei Paesi avanzati, dobbiamo aspettarci che in futuro lo stesso fenomeno si verificherà anche nei Paesi emergenti (oggi più giovani) una volta emersi e invecchiati. Naturalmente, ci sarebbe da obiettare che, nonostante la «gerontonomy», le politiche attuali in molti casi finiscono per penalizzare in egual misura, sul piano sociale, i giovani come gli anziani, ma questo è un altro discorso. Tuttavia, è vero che il futuro non sembra proprio una preoccupazione dei governi, ed è lecito immaginare che la Generazione Z scenda in piazza contro la «gerontonomia» ma anche contro la «gerontosofia» imperante.
nullo Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 20 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: LO STRUMENTO DI DIFESA: IL GOLDEN POWER Introdotto nel 2012 E grazie al ciufolo.... La stalla chiusa dopo che.... Dai, non sei serio, ok. 34 minuti fa, appecundria ha scritto: Vuol dire che il governo ha ritenuto di dismetterle e nessun italiano le ha comprate. Il libero mercato funziona così. Pari pari in Francia e in Germania. Proprio libero.
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