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Dietro alle violenze una mancanza di valori


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extermination
Inviato
13 minuti fa, senek65 ha scritto:

ma se non riuscite a cogliere la differenza tra un'istanza economico-sociale di una parte della popolazione in concreta difficoltà

Perdonami! Da cosa avresti dedotto che io non lo abbia capito ?

Inviato
35 minuti fa, extermination ha scritto:

Perdonami! Da cosa avresti dedotto che io non lo abbia capito ?

Dovevo esprimermi al singolare 

Inviato
2 ore fa, Paolo 62 ha scritto:

Fino a quando la legge si limita a regolare i rapporti tra cittadini, tra cittadino e Pubblica Amministrazione e a regolamentare l'uso degli spazi pubblici niente da obiettare. Mi dà fastidio se si pretende di controllare e regolamentare la vita privata delle persone.

Io nella vita privata solitamente passo il tempo a fare il serial killer, non deisdero regolamentazioni.

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Inviato

Esclusioni e diseguaglianze erano in passato legittimate dalla religione ed essa reggeva l'ordine e la coesione sociale, la solidarietà meccanica di cui scriveva Durkheim.

In società secolarizzate, in cui la religione e la fede in una vita dopo la morte sono divenute marginali, esclusioni e diseguaglianze divengono prive di legittimazione.

L'ordine e la coesione sociale in società secolarizzate possono reggersi se sono giuste ed inclusive.

Inviato
30 minuti fa, Idefix ha scritto:

Io nella vita privata solitamente passo il tempo a fare il serial killer, non deisdero regolamentazioni.

Io no. La differenza tra uno Stato liberale e una dittatura sta nel fatto che il primo non si fa gli affari miei mentre il secondo sì.

Inviato
8 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

affari miei

Affari miei in 8 miliardi diventa complicato

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Inviato
7 minuti fa, Coltr@ne ha scritto:

Affari miei in 8 miliardi diventa complicato

Fatti gli affari tuoi !!!

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Inviato
7 minuti fa, Coltr@ne ha scritto:

Affari miei in 8 miliardi diventa complicato

Lo capisco, ma in via di principio è così. Cosa indosso, leggo, ascolto, guardo, mangio ad esempio.

Inviato
9 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

Lo capisco, ma in via di principio è così. Cosa indosso, leggo, ascolto, guardo, mangio ad esempio.

Mi spiace informarti che questo non lo controlla la Legge, ma il Sistema.

Inviato

L'ordine sociale si regge anche sulla interiorizzazione e sulla condivisione delle norme. Ma vi sono anche forme di auto-costrizione, per il contenimento degli impulsi aggressivi, distruttivi, che pesano sulla psiche dei singoli 

Le società si reggono su fragili equilibri, in cui la coercizione delle istituzioni è uno degli elementi. Il solo monopolio della violenza legittima da parte dello stato non è tuttavia sufficiente a garantire la coesione e l'ordine sociale.

Peraltro le nostre società sono strutturate su una complessa divisione del lavoro e ciò impone ai singoli dei ruoli talvolta non condivisi ed accettati, nonché lo stesso lavoro.

Spesso si dà per scontato ciò che scontato non è. L'ordine e la coesione sociale è considerata al pari dell'aria che respiriamo, come l'aria ci rendiamo conto di quanto sia necessaria solo quando non ci è possibile respirare.

Inviato
21 minuti fa, Idefix ha scritto:

Mi spiace informarti che questo non lo controlla la Legge, ma il Sistema.

D'accordo ma esiste un principio di diritto negativo per cui dev'essere così.

Inviato

 

La religione non è stata solo fonte di esclusione, ma anche di uguaglianza Ridurre la religione a solo strumento di oppressione, significa dimenticare il ruolo svolto nel promuovere l'uguaglianza ontologica tra gli esseri umani (es. l'uguaglianza spirituale) e nel formare le prime forme istituzionalizzate di solidarietà e protezione dei deboli (carità, ospedali, ecc.).

Le società cambiano forma, ma se l'essere umano non cambia nella sua essenza, le stesse dinamiche di egoismo, competizione e sopraffazione tendono a ripetersi con forme diverse
Il cambiamento sociale, senza una trasformazione della coscienza individuale, rischia di essere soltanto un cambiamento posticcio

 

 

Inviato

Allora , se posso permettermi, di fronte alla ripetuta evocazione del 'Leviathan' di Hobbes,

e l'altra incessante dell'inevitabile  e certo 'baaratro' che ci aspetta, io riposto quella bellissima foto di ieri

1.thumb.jpeg.b3ea5e309fee71836c8c3056f55c4c9d.jpegperchè, della citazione,

l'accento lo volevo porre sulla noia; che sembra affliggere anche l'adolescente ritratta.

 

La noia, in una società ricca, la nostra, fa anche rubare la cintura Vuitton o le sneakers più costose

dalla vetrina infranta, tirare sassi ai poliziotti, davastare la scuola,

anche investire i passanti con una minicar:

 mentre sono in netta diminuzione i crimini gravi in generale, sono netto aumento gli stessi

causati da adolescenti.

zigirmato
Inviato

Tanto per dire la mia a proposito di questo 3D ” Dietro alle violenze una mancanza di valori "

A mio parere la mancanza di valori dipende da diversi fattori, in primis direi dalla la mancanza di tempo che resta da  dedicare ai figli , che  fin da piccoli passano più tempo a scuola che a casa , perché i genitori lavorano entrambi.

Secondo 

 La Scuola dell' obbligo fino a 16 anni , è a mio parere un altro cancello assurdo, perché obbligare un ragazzo che a finito le medie a proseguire con gli studi , son sicuro che tanti ragazzi preferirebbero andate a guardarsi la pannocchia facendo l'apprendista  come si faceva una volta , e invece e invece non trovano  un lavoro assicurato se non hanno almeno 18 anni , e vanno a zonzo tutto il giorno.

Cosa volete che facciano i ragazzi che non vogliono o non possono andare avanti con gli studi ?

Ragazzi  famiglie in  difficoltà economiche.

Ora c'è chi  dall' alto dice .... Chi rompe paga , se i ragazzi non possono pagare pagano le famiglie,

Ma che pensassero a fare pagare a quelli che rubano in un modo o nell'altro milioni di euro  . 

Vedo tanti giovani che non hanno neanche i soldi per comprarsi un paio di scarpe e vanno in giro con le ciabatte , e se poi ne  rubano un po' scoppia lo scandalo in TV , manco fosse la fine del mondo.

Di chi è la maggior responsabilità, quando vengono a mancare i valori , in questa società.

Non  di certo  dalla stragrande maggioranza delle famiglie.

 

 




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