Velvet Inviato 19 ore fa Inviato 19 ore fa Il trucco per impressionare il cliente dei non notai è iniziare la numerazione a gennaio da 299 2
Bentley Boy Inviato 18 ore fa Inviato 18 ore fa 7 ore fa, shoegazer_82 ha scritto: in realtà: - il coeff. di redditività è del 78% per i professionisti, per cui su 85k di fatturato si dichiarano automaticamente 66,3k di reddito; Scusa, ma ci sono due errori: 1) i contributi pensionistici. Dagli 85.000 € fatturati si detrae il 26% di contributi INPS. Su quello che resta, pari a 62.900 €, si applica il coefficiente di redditività, che nel caso sia del 78%, porta il reddito tassabile a 49.062 €. 2) il coefficiente di redditività. Non per tutti e’ il 78%; per alcune categorie di professionisti, può arrivare al 60%. Per conseguenza il reddito tassabile scende da 49.062 €, a 37.740 €. Sono sempre stato un dipendente, e non ho mai avuto partita IVA. Sono in pensione da pochi mesi, e mi hanno proposto delle consulenze, ma ho deciso di lasciar perdere: aprendo la partita IVA, avrei dovuto obbligatoriamente adottare il regime ordinario semplificato, in quanto con le norme attuali, se nell’anno precedente hai avuto un reddito superiore ai 30.000 € lordi, non puoi aprire una partita IVA con regime forfettario. Con il regime ordinario semplificato, su ogni fattura avrei dovuto detrarre il 24% di contributi INPS (pur essendo pensionato, i contributi li devi pagare: però ti concedono uno sconto del 2%…); e sul restante, facendo cumulo col reddito da pensione, il 43% di aliquota. Risultato, su 100 € fatturati, me ne restavano in tasca poco più di 40. Poi qualche spesa la potrei detrarre/dedurre, ma prima di detrarre/dedurre si deve pur incassare… 🤔 un saluto, BB 1
dariob Inviato 18 ore fa Inviato 18 ore fa 9 ore fa, Velvet ha scritto: S'alzano alte le grida di dolore che s'acquietano al pervenire della tredicesima (manca poco). Si ma prima ci sono da pagare gli acconti, altre grida di dolore...
newton Inviato 18 ore fa Autore Inviato 18 ore fa 1 ora fa, Velvet ha scritto: Il trucco per impressionare il cliente dei non notai è iniziare la numerazione a gennaio da 299 Credo si possa fare davvero
Velvet Inviato 17 ore fa Inviato 17 ore fa 1 ora fa, Bentley Boy ha scritto: su 100 € fatturati, me ne restavano in tasca poco più di 40. Ovvero ciò che accade normalmente ad ogni partita IVA. 44 minuti fa, dariob ha scritto: Si ma prima ci sono da pagare gli acconti, altre grida di dolore... Non me ne parlare
Questo è un messaggio popolare. damiano Inviato 16 ore fa Questo è un messaggio popolare. Inviato 16 ore fa 9 ore fa, Velvet ha scritto: 5 milioni di partite IVA attive è una discreta percentuale. Sono convinto che gran parte siano comunque assimilabili a lavoratori dipendenti "travestiti". È quanto ho scritto ad inizio thread. Il regime forfettario ad 85k ha spinto molte aziende a fare dimettere i dipendenti anziani costosi per riprenderli come PI Con trattamento da lavoratore subordinato, ho visto PI con cartellino ed obbligo di rapportino. Per 'aiutare" i soliti stanno devastando il mondo del lavoro Ciao D. 3 1
Savgal Inviato 5 ore fa Inviato 5 ore fa Vi è un pregiudizio ideologico radicato, la convizione che sia possibile un sistema economico composta solo da autonomi e micro-imprese, proprio di certa piccola borghesia. E' la tesi dello stesso autore che affermò che "La proprietà è un furto", Pierre-Joseph Proudhon, ostile sia al comunismo che al capitalismo. A suo tempo ricordo la battaglia contro l'art. 18 della L. 300/1970 (Statuto dei lavoratori), mentre mai si è discusso di modificare l'art. 35, che stabilisce l'ambito di applicazione dalla stessa legge alle imprese con più di 15 dipendenti. Sarebbe sufficiente elevare l'ambito di applicazione a partire dalla media impresa, ossia con oltre 50 dipendenti (D.M. 18 aprile 2005), limite più consono alla struttura economica dei nostri giorni. Invece ho letto che si intende portare il limite dimensionale dell'impresa artigiana a 50 dipendenti, come se un'impresa che a spanne avrebbe quasi 2 milioni di euro di costo del lavoro possa ancora dirsi artigiana.
appecundria Inviato 3 ore fa Inviato 3 ore fa 20 ore fa, neroacustico ha scritto: "piccolo è bello" Come disse la pornostar 1
Idefix Inviato 3 ore fa Inviato 3 ore fa 22 ore fa, appecundria ha scritto: Modestamente sono uomo di mondo. Napoletano di origine cuneese? O cuneese di origini napoletane. Ti prego non lasciarmi nel dubbio!!!! 2
shoegazer_82 Inviato 3 ore fa Inviato 3 ore fa 15 ore fa, Bentley Boy ha scritto: Scusa, ma ci sono due errori: 1) i contributi pensionistici. Dagli 85.000 € fatturati si detrae il 26% di contributi INPS. Su quello che resta, pari a 62.900 €, si applica il coefficiente di redditività, che nel caso sia del 78%, porta il reddito tassabile a 49.062 €. 2) il coefficiente di redditività. Non per tutti e’ il 78%; per alcune categorie di professionisti, può arrivare al 60%. Per conseguenza il reddito tassabile scende da 49.062 €, a 37.740 €. nessun errore: 1) si parlava di un avvocato per cui l'aliquota del 26% non si applica, applicandosi integrativo e soggettivo della cassa forense; in tal senso il reddito lordo è come detto il 78% dei ricavi, poi - a valle - si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno, che però variano da soggetto a soggetto (diverse casse di previdenza di appartenenza, anzianità, iscrizioni ad altre forme di previdenza obbligatoria, etc.). In tal senso - essendo la deducibilità dei contributi previdenziali analoga a quella del regime ordinario - il confronto va fatto a monte. L'unica differenza è che un forfettario non ha spazio fiscale per la deduzione della previdenza complementare. 2) nessun professionista (propriamente detto) ha un coefficiente al 60%, la totalità ha il 78%; possono esserci delle figure di lavoratori autonomi (penso a consulenti informatici e servizi generici alle imprese) che hanno un coefficiente del 67%.
Discopersempre2 Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 2 ore fa, appecundria ha scritto: Come disse la pornostar Veramente, mi ricordavo diversamente😁.
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