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Estate rovente...si ascolta IEM solamente! Cuffie IEM a confronto...


SimoTocca
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Col caldo l’ascolto in cuffia diventa abbastanza scomodo: aperte o chiuse, gli earpads fanno sudare e l’orecchio si “scalda”... 

Per questo motivo niente di meglio, anche per l’ascolto casalingo, avere a portata di mano una buona IEM ....

Ma qui sta il punto: chi è abituato ad ascoltare da un eccellente DAC, ascoltare dal DAP fa perdere qualità audio (almeno io avverto benissimo questo calo netto di qualità audio).

Ma è anche vero che almeno per me è stato difficile trovare un amplificatore che rendesse giustizia alle piccole IEM che ho a casa. Ci ero andato abbastanza vicino con lo Schiit Jotunheim, che ha la possibilità di selezionare il guadagno di ingresso, e quindi di erogare minor potenza.

Il Jot (quello originale, non quello per la RAAL, la versione R, di cui si parla in un altro Thread) è un ampli universale e, a costo abbordabile, pilota senza problemi sia le cuffie IEM sia le planari più “ostiche” e dure...

E però.. però anche il Jot non riusciva a “convincermi” del tutto...

Di sicuro è un ampli ben progettato e silenzioso...perché quasi tutti gli ampli cuffia con le IEM sono “rumorosi”, se non addirittura “ronziosi”, per la semplice ragione “del basso carico” in uscita costituito da una IEM. Però..insomma...un minimo fruscio di fondo simavverte anche con lo Jot e gli acuti... beh, gli acuti sono sempre un po’ troppo “frizzanti” per i miei gusti.

Pochi mesi fa è arrivato a casa mia il Burson Soloist XP (ne avevo parlato nel vecchio Forum..) e ha pilotato in maniera esemplare la mia HiFiMan 1000... ma non avevo avuto modo di provarlo con le IEM che ho in casa. Quali? La Campfire Andromeda (che costa circa 1100 dollari/euro, ma su Drop in alcuni periodi si trova a 900 dollari più ...dogana ovviamente!), la ben più economica Tin P1 (IEM planare pura, poco meno di 200 euro..con dogana compresa) e la Shuoer Tape (meno di 150 euro tutto compreso) addirittura presentata come “elettrostatica”

Ebbene io parlerò di queste tre IEM che ho a casa.... ma vedo (basta andare su Drop) che le IEM sono un Universo a se stante  in continua espansione....e ogni volta, con tutti marchi nuovi, rischio di perdermi... Quindi benvenuti gli interventi di ascolto di altre piccole IEM, magari di un certo livello qualitativo...

Per adesso vorrei mettere a confronto la Campfire, che è un po’ il mio riferimento “assoluto”, con le altre due cinesine, assai più economiche..

Ecco quindi l’Andromeda

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E poi qui sotto la Tin P1

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E infine più sotto la Tape

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Scusate per la qualità delle foto ma..le ho prese sul momento con l’iPhone..

E ...ovviamente il resto della mia catena audio... è sempre lo stesso, dettagliato al mio profilo ...

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da un po' di tempo mi sto dilettando con le IEM. all'inizio avevo gli stessi tuoi dubbi, ma mi sono dovuto ricredere alla prova dei fatti, ovvero avendo messo a confronto dap+iem con i miei setup desktop.... sicuramente con quello che sto per dire perdero' ogni credibilita' (se mai l'ho avuta), ma ho sempre pensato che e' meglio essere onesti con se stessi e andare controcorrente, che seguire ovinamente il flusso...... ebbene, gia' un iBasso DX300 (circa 1200€) + Mangird Tea (circa 300€) +  cavo Xinhs Graphene 8 core (circa 100€) e' alle mie orecchie sorde e foderate di prosciutto a livello del mio rig secondario, ovvero Vega+Halgo 2A3+HEKv2, e se la gioca su alcuni parametri anche col primario Vega+Halgo 300B+Utopia. solo i miei rig estat risultano abbastanza chiaramente superiori - MSB Analog+KGGG+009/JadeII 

considerata la differenza di prezzo, direi un risultato scioccante e completamente, assolutamente, incredibilmente inaspettato .

avendo avuto conferma che queste IEM non sono giocattolini, e superata la naturale e del tutto comprensibile riluttanza a spendere cifre importanti su questi bacarozzetti, ho deciso di seguire il mio solito percorso di upgrade, e ho preso una Thieaudio Oracle (circa 500€) e una UM MEST MKII (circa 1400€). l'anno prossimo prendero' una EE Odin (o altro se esce qualcosa di meglio).

per vari motivi la Oracle e' in fortissimo ritardo, ma da un po' di giorni sto ascoltando la MEST MKII. per ora non mi sbilancio, ma posso dire fin d'ora che e' un prodotto in assoluto eccezionale.

lo sproloquio qui sopra solo per dire che si sbaglierebbe alla grande a considerare questi bacarozzetti come semplici "rimpiazzi per l'estate". se scelti opportunamente (ci sono molti fattori in gioco, primo fra tutti la comodita' visto che sono a contatto diretto con l'orecchio) possono diventare soluzioni definitive.

ovviamente non voglio convincere nessuno, e' solo la mia personale esperienza, ma se ne avete la possibilita' consiglio di provare a mente aperta una buona IEM (la Tea ad esempio) con un buon DAP (ce ne sono molti). magari poi come da me i setup desktop inizieranno a prendere polvere.

  • Haha 1
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Shure 846, estate e inverno. Le utilizzo con un dap Astell e Kern sp2000. Dato la spesa complessiva, avrei potuto acquistare un sistema desktop di buona qualità, ma avrei dovuto rinunciare alla comodità di ascolto (normalmente sdraiato sul divano). Quindi per me, per il momento, solo iem. Queste di casa Shure sono di buona qualità, sia costruttiva che sonora. Il “subwofer”è molto discreto e interviene solo quando effettivamente deve. Anzi a volte ne gradirei una maggior presenza. Difetti? Ho impiegato mesi per trovare i tips adatti al mio meato acustico e nonostante tutto gli auricolari necessitano di essere riposizionati abbastanza frequentemente. Il suono tende ad essere eccessivamente luminoso, soprattutto con la musica classica, in particolare con gli archi. Più facile apprezzarli con la musica rock/jazz. Ma questo potrebbe dipendere anche dalla firma sonora del dap, non ho ancora fatto prove con dap di altri marchi. Nè ho provato iem di pari lignaggio. Ho le kz 10 pro che utilizzo in mobilità, ma non sono lontanamente paragonabili alle 846. Neanche nel prezzo lo sono, però! Se qualcuno avesse consigli per un eventuale acquisto di iem particolarmente adatte alla classica lo ringrazio fin da ora. 

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@Paolo.68 Nel tuo intervento hai centrato diversi punti “critici” nell’ascolto di cuffie IEM.

3 ore fa, Paolo.68 ha scritto:

Ho impiegato mesi per trovare i tips adatti al mio meato acustico

È un problema particolarmente importante, anche per me.

3 ore fa, Paolo.68 ha scritto:

Il suono tende ad essere eccessivamente luminoso, soprattutto con la musica classica,

Secondo problema, comune a tutte le IEM da me provate 

3 ore fa, Paolo.68 ha scritto:

Più facile apprezzarli con la musica rock/jazz

Assolutamente vero, tanto che in questi due generi le Andromeda vanno benissimo.

Ma ecco, sulla classica, e parlo sopratutto della grande orchestra permangono questi limiti.

Direi in più che il grande “affanno”, sulla classica, è sopratutto nei pieni orchestrali (sempre un po’ troppo “ingolfati”) e nel “palcoscenico”, sempre così striminzito e poco largo e profondo...

 

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Barone Birra

@pier Ma io in realtà sono un infiltrato 😅

Scherzi a parte, anche io sono partito nel trovare delle alternative estive alle over ear (l'anno scorso, ad agosto non ascoltai quasi nulla via cuffie nell'impianto casalingo) e - conoscendomi - ho preferito spendere subito invece che arrivare a una somma superiore a step successivi 🤪

Devo dire che ho anche avuto "culo" nella scelta, o forse oggi informandosi si riescono a fare valutazioni oculate, con tutte le info e recensioni disponibili. E conta il fatto di avere un amplificatore casalingo che va a nozze con le IEM e le basse impedenze in generale (piuttosto di usarle in mobilità mi sparo una fucilata sui piedi).

E quindi? E quindi, probabilmente oggi le U18t sono le mie cuffie preferite in assoluto. 

In generale, IEM vs Over Ear, direi...

- Le IEM sono molto sensibili ai tips, alla calzata e al conseguente isolamento dato dai gommini. Se "sfiatano" va all'aria completamente il tuning e spariscono i bassi, diventano esili come moscerini. In compenso non hanno i problemi di peso/stanchezza delle over ear.

- Il soundstage non si avvantaggia della camera che formano con le orecchie le over ear, che possono offrire più riverberi e sensazioni di profondità (sempre A PARITA' di livello prestazionale), in compenso una IEM ti dà una sensazione di naturalezza del suono, quasi di presenza reale all'evento, negando al cervello la sensazione di indossare qualcosa di ingombrante e "artificiale".

- Sempre grazie ai cuscinetti, almeno personalmente i bassi hanno un impatto più fisico nelle over ear, forse perché vengono percepiti anche esternamente nella zona delle tempie. Voglio dire, la Final D8000 mi fa vibrare la cartilagine delle 'recchie quando spara i 40 Hertz. Di contro, strillandoti direttamente a un centimetro dal timpano, risoluzione e separazione strumentale nelle IEM possono essere spettacolari.

 

Alla fine della fiera, oggi sono più incuriosito da altre IEM che da altre over ear, oltre a quelle che possiedo. Da vecchio "sennheiserista" mi piacerebbe provare le nuove IE900, forse finanziandomele parzialmente vendendo la HD800 (tanto in famiglia ne abbiamo 2)...

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@Barone Birra Certamente d’accordo con te. 

Ad iniziare dall’importanza di dotarsi di un amplificatore adeguato, anche per sfruttare al meglio la propria sorgente digitale di casa e non usare un DAP!

Le mie esperienze sono, a dire il vero, inverse: sono partito dalle piccole KZ ZS6, da 30 euro e sono poi arrivato alle Campfire Andromeda.

Ma mentre su tutti gli altri generi, Pop-Rock e Jazz in particolare, trovo le IEM (almeno quelle di buon livello) davvero “alternative” alle classiche over the ear, per quanto riguarda la Classica, in particolare la grande orchestra, e la Lirica non sono ancora riuscito a trovare la “quadratura del cerchio”....

Se, in particolare, passo dalle Gold Planar GL 1200 o, peggio mi sento, dalle RAAL, alle Campfire ecco... il palcoscenico “si collassa” come in un buco nero e la correttezza timbrica, specie degli archi acuti, va un po’ a pallino...😃😉😢

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Considerato che le Andromeda sono considerate da molti esperti un po’ il “gold standard” delle IEM, quelle a cui paragonare le altre insomma, ecco che, riscontrando questi problemi con la classica anche con le Andromeda, sono un po’ “restio” a spendere duemila o più euro “alla cieca”....cioè senza una prova vera...

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Un altro punto di perplessità, sulle IEM, nasce dal fatto che diminuisce di molto la differenza fra formato HiRes 24/96 e formato 16/44.

Se è vero che i grandi vantaggi dell’HiRes riguardano sopratutto le informazioni spaziali e le escursioni dinamiche più ampie, vantaggi che in cuffia un po’ si perdono sempre, rimane il fatto che ascoltando con cuffie di buona qualità la differenza fra due album identici, ma uno in 16/44 e l’altro in 24/96, balza subito all’orecchio per la maggior naturalezza del suono degli strumenti e una maggior “realtà” sonora, con le IEM questa differenza è più difficile da apprezzare...

Ascoltavo proprio stamani il capolavoro di Mahler, i Das Lied von der Erde, nella mitica registrazione di Klemperer fatta più di 50 anni fa...ed ancor oggi un capolavoro di ripresa sonora ...

Ecco, ascoltando con i miei diffusori  Magneplanar 3.7 II la differenza fra questa versione 16/44

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... e questa identica, ma rimasterizzata a 24/96

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è una differenza tale che la prima versione 16/44 diventa davvero “inascoltabile”! Perché in 24/96 finalmente ciascun strumento dell’orchestra prende il suo posto nello spazio, il fagotto ben identificabile in alto a destra, sopra l’oboe sempre destra ma più in basso e al centro....

e poi i violini suonano morbidi come la seta...con tutte le loro armoniche..

Questa differenza di qualità balza all’orecchio anche con tutte le mie cuffie circumaurali... ma ancor più con la RAAL....

Ma con le IEM tutto diventa più piatto e il formato 16/44 suona quasi uguale all’HiRes...

Un bel problema.... per le IEM dico!

 

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E se metto su questa registrazione in HiRes 24/192, che ascoltata con le RAAL o le GoldPlanar è così bella e reale che sembra di essere in teatro!, ascoltata con le IEM, anche le Andromeda, suona così così e comunque peggio dell’album di Klemperer in formato 16/44....

Insomma... non dovrebbe essere proprio così...

E con la classica, dunque, le IEM rivelano numerosi limiti...non da poco...

Ricordo che l’Andromeda costa più della GoldPlanar 1200...!

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1 ora fa, SimoTocca ha scritto:

e non usare un DAP!

Addirittura 🙂

Io credo ci siano DAP perfettamente in grado di pilotare al meglio le IEM.... e poi parlando in termini strettamente pratici l'accoppiata IEM/DAP non si batte, ti garantisce un ascolto di livello che puoi portare sempre con te. 

Al momento sto ascoltando con AK Kann Alpha e Beyerdynamic Xelento, veramente un bel sentire. 

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Barone Birra

Non so, magari dipende da come è stata progettata la Andromenda, per esaltare quale caratteristiche. Voglio dire, anche le over era hanno delle "settorializzazioni" (se non erro hai la Z1R, probabilmente per la classica la riterrai meno versatile della Goldplanar).

Io posso dire che le U18t sono un "mostro" soprattutto se poi guardi le loro dimensioni e ti chiedi come possano tirar fuori quel suono. A differenza di altre, sono "semi-open" perché comunicano all'esterno attraverso i moduli APEX. Come timbrica (specie in "alto") e completezza della risposta in frequenza sono facilmente superiori alle HD800, per dirne una "famosa" per l'uso con la classica.

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Pur non su impianto controllato la 64 U18t è stata una delle IEM che ho ascoltato ad uno degli ultimi CanJam preCoVid... e avevo rilevato acuti “troppo enfatizzati” rispetto ai medi e, lo stesso, un basso che è tutto fuorché “naturale”, cioè il basso “libero” che ti arriva e ti fa “vibrare” tutto il corpo anziché solo il quadrante ore 15 di 4 mm quadrati della membrana del timpano!

E si sta parlando, se non ricordo male, di una cuffietta IEM che costa quasi TREMILA euretti! Tremila! 

Nel confronto diretto avevo preferito l’Andromeda che, come tutte le Campfire, è molto più equilibrata sulla gamma medio acuta... Eppure, una volta a casa mia... ecco, piacevolissima col Jazz e il Pop/Rock, ma con la classica rivela tutti i suoi limiti...

E torno per un attimo alla mia riflessione sul fatto che con le IEM si appiattisce di parecchio la differenza fra file 16(44 e file 24/96 con due considerazioni.

La prima è che, quando doversi forumers mi obbiettano di non sentire alcuna differenza fra formato 16/44 e formato 24/96, l’ascolto con le IEM mi ha confermato una supposizione fatta da tempo: solo con impianto adeguato (no, non costoso, solo “adeguato” per qualità) sia possibile ascoltare la differenza che, allora, diventa grossa come una casa!

Ed ecco perché molti sostengono che ascoltare un buon DAP sia come ascoltare da un DAC eccellente... ora sì che capisco il perché! In fondo basta prendere quel DAPme usarlo come sorgente almpostomdel DAC su un impianto cuffia “normale” per capire i limiti del,DAP rispetto ad un DAC eccellente!

La seconda è che, se le IEM non “passano l’esame con la classica”, vuol dire che non sono cuffie adatte a me e ai miei standard. Specie se come la Campfire Andromeda, costano 1200 euro o, peggio mi sento, come la 18 t quasi tremila!

Comunque sia, è ovvio che il capitolo IEM è un capitolo in evoluzione e rimango curioso di... approfondire!

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E devo dire che @2slow4u aveva ragione, quando proprio ai miei inizi con le IEM, fremeva il mio  entusiasmo per le cuffie in ear... mi ci sono voluti un paio di anni per capire le sue ragioni... 😉

  • Melius 1
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@SimoTocca Sarà stato scritto almeno mille volte che se l'ascolto in cuffia, anche full size, è un compromesso quello con iem è il compromesso dei compromessi.

Comunque a mio parere esageri, mischi "cose" con altre "cose" e poi non ci risparmi mai la parabola del "buon 24/96", dandoci neanche velatamente degli incompetenti.

Il 22/7/2021 at 09:37, SimoTocca ha scritto:

un basso che è tutto fuorché “naturale”, cioè il basso “libero” che ti arriva e ti fa “vibrare” tutto il corpo anziché solo il quadrante ore 15 di 4 mm quadrati della membrana del timpano!

Questa però potrebbe essere più interessante o almeno mi incuriosisce, però spiegala per cortesia anche a noi non laureati in medicina.

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28 minuti fa, djansia ha scritto:

Sarà stato scritto almeno mille volte che se l'ascolto in cuffia, anche full size, è un compromesso quello con iem è il compromesso dei compromessi

A me pare che alcuni post  precedenti, in particolare quelli scritti da @baronebirra e @Phaeton, siano a netto favore delle IEM e che quindi contraddicono in maniera netta la tua affermazione “si è scritto mille volte...ecc...ecc..”.

Nel caso dei due forumer citati si tratta, peraltro, di esperti, nonché possessori di impianti cuffia di livello eccellente.

E questo rende il loro parere non solo assolutamente legittimo e rispettabile, ma anche degno di mettere in dubbio quello che io (e te con me) penso.

E io sono qui sopra proprio per capire e quindi discutere con chi la pensa diversamente da me.

Per quanto riguarda la mia affermazione sul “buon” 24/96, questa è una semplice considerazione che qui ripeto: adesso sì, che capisco come mai ci sono molti che non sentono la differenza eclatante! Perché probabilmente hanno un impianto non ottimale... così come non sono, a mio avviso ripeto, ottimali le IEM per evidenziare le differenze fra formato red book e HiRes!

È un mio pensiero, non c’è mica scritto sulle Tavole della Legge di Mosè! Ma è un pensiero logico e coerente e deriva dalle prove dirette fatte personalmente poco sopra riportate.

Peraltro, seppure io ho riportato alcune mie impressioni non completamente soddisfacenti riguardo alle, è pur vero che queste cuffiette hanno innegabili vantaggi...pratici certo, ma forse anche “sonori”... e sono qui anche per approfondire questi aspetti positivi...

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30 minuti fa, djansia ha scritto:

Questa però potrebbe essere più interessante o almeno mi incuriosisce, però spiegala per cortesia

Lo ha già scritto sopra il Barone, e forse qualcun altro, il perché le cuffie circumaurali siano più soddisfacenti per i bassi. È oramai noto, da tempo, che gli esseri umani sentono non solo con l’orecchio, cioè il timpano e i tre ossicini dietro alla membrana, cioè staffa e incudine e martello, ma “sentono” anche grazie ai propriocettori, una specie di sensori detto in termine semplice, che sono situati nelle ossa. Certamente le ossa del cranio, ma anche nelle ossa di tutto il corpo. Questo spiega facilmente perché i diffusori diano ascolti “più soddisfacenti” rispetto alla cuffia circumarale, perché questa fa “vibrare” solo le ossa vicine all’orecchio, mentre i diffusori fanno “risuonare” anche le altre ossa del nostro corpo.

E quindi Asia volta, per lo stesso motivo,  la cuffia classica fa sentire meglio i bassi perché fa risuonare le ossa introno  all'orecchio, mentre le IEM fanno risuonare solo una piccola porzione del condotto uditivo poco prima del timpano...

In questo caso ...”le dimensioni contano”...!! 😃😂😉

 

P.S. Sono quegli stessi propriocettori che, a chi ha avuto una frattura, fanno avvertire che il tempo “cambia” perché avverte vago dolore osseo...

con un meccanismo analogo, perché la pressione atmosferica è una forma di “pressione”, proprio come le onde sonore...

  • Melius 1
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@SimoTocca No, intendevo quello che avevo quotato "... solo il quadrante ore 15 di 4 mm quadrati della membrana del timpano ...".
Nella spiegazione sopra a mio parere manca soprattutto il ruolo dell'orecchio esterno (padiglione auricolare?) nell'identificazione della sorgente o comunque provenienza dei suoni, ovviamente il ruolo di entrambi i padiglioni. Con le IEM sono totalmente esclusi, ecco perché se cerchiamo una sorta di "palcoscenico frontale" magari è il caso di lasciare proprio perdere le IEM ... il tuo caso con la classica nello specifico.

Se ascolto classica con una IEM non è per concentrarmi sul palcoscenico o la posizione degli strumenti perché non sono registrazioni idonee, la ripresa è unica e soprattutto l'orchestra non la mischio come cavolo mi pare. Nel rock e pop in generale possiamo invece farlo anche con le IEM perché comunque la "posizione" degli strumenti e "la stanza" dove posizionarli lo decidono nel missaggio e sarà sempre così con qualsiasi mezzo ascolteremo.
 

Il 21/7/2021 at 09:59, SimoTocca ha scritto:

Ad iniziare dall’importanza di dotarsi di un amplificatore adeguato, anche per sfruttare al meglio la propria sorgente digitale di casa e non usare un DAP!

 

Ecco perché @aleniola ti ha risposto "Addirittura?", tutto il sacrificio di rinunciare a parti fondamentali del sistema uditivo infilandosi una supposta nel canale auricolare e dobbiamo pure stare attaccati a un impianto fisso?

Suvvia, ormai abbiamo DAP capaci di suonare alta risoluzione pura (anche DSD) e ci incateniamo a un impianto fisso con sorgente eccellente, DAC eccellente, ampli cuffia eccellente attraverso una limitatissima (anche se costosissima e tecnologicamente avanzatissima) IEM? Liberissimi di farlo ma realizziamo subito per cortesia che si tratta del compromesso di un compromesso e questo a @Barone Birra l'ho scritto tempo fa in un altro forum e solo perché, almeno così avevo interpretato, voleva capire quanta similitudine potesse esserci tra IEM e sovraurali (se non erro poi ha una Z1R).

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