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Melius Club

Ristampe in vinile Blue Note Tone Poet e Blue Note Classic


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Nei giorni scorsi mi sono stati consegnati, praticamente assieme, due dischi molto simili:
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The Big Beat e The Witch Doctor, entrambi del batterista Art Blakey, assistito dai suoi Jazz Messengers, ovvero Lee Morgan alla tromba, Wayne Shorter al sassofono tenore, Bobby Timmons al pianoforte e Jymie Merritt al contrabbasso. The Big Beat (ristampa Blue Note Classic) è stato registrato nel 1960 mentre The Witch Doctor, con la sua copertina quasi tutta nera (anche se in fotografia non sembra) dalla quale non si distingue un gran che di ciò che è fotografato, risale al 1961. Questi vinile rappresentano due fulgidi esempi dei differenti livelli di qualità artistica e tecnica che si possono riscontrare in presenza di condizioni quasi identiche. Stessi musicisti, stesso tecnico del suono, più o meno stesso periodo, stesso riversamento realizzato dalla medesima persona, ovvero Kevin Gray.
Tuttavia uno è un lavoro da 9 e ½ e forse anche da 10, mentre l’altro si ferma a 8, sia dal punto di vista tecnico che artistico.
In The Big Beat i musicisti sono troppo vicini ai microfoni, ed il suono risulta sì più aggressivo ma anche più affilato, meno arioso e rotondo rispetto a The Witch Doctor. Inoltre in alcuni punti mi è sembrato di percepire un leggerissimo accenno di distorsione sulla tromba di Lee Morgan (non vorrei però che di ciò fosse in parte responsabile la stampa Optimal).
In The Witch Doctor i musicisti emergono con maggiore naturalezza, grazie a quel tanto di distanza in più dai microfoni, il suono guadagnandone di corpo e quindi polpa.
Inoltre secondo me, perché qua si entra nell’ambito dei gusti personali, The Witch Doctor è artisticamente superiore a The Big Beat: più indovinati i brani e più affiatati i musicisti. In The Witch Doctor tutto funziona alla perfezione, in The Big Beat tutto funziona piuttosto bene.
Dovendo consigliare uno solo dei due dischi, consiglierei The Witch Doctor.
Alberto.

Ringrazio in anticipo per chi vuole spendere due parole sul contenuto artistico e tecnico per questi due titoli che vorrei prendere della serie blue note classic……

 

Wayne Shorter

Speak No Evil

Herbie Hancock 

Maiden Voyage

Ascoltati entrambi, quello di Hancock mi è piaciuto molto.

Shorter un po’ meno, lo prenderei per spalmare le spese di spedizione, ma se l’incisione merita potrei dargli un’altra possibilità.

Grazie,

Giorgio

 

 

1 ora fa, GioSim ha scritto:

due parole sul contenuto artistico e tecnico per questi due titoli che vorrei prendere della serie blue note classic

da avere entrambi assolutamente, sia per qualità artistica (capolavori assoluti) che per rapporto q/p della stampa full analog

  • Melius 1

 

Di questa serie ne ho presi molti, questi due li avevo messi da parte perché al primo ascolto veloce (e anche perché un po’ prevenuto nei riguardi di Hancock e Shorter non proprio nelle mie corde) non mi avevano colpito.

Adesso riascoltati e grazie hai vs commenti mi metto alla ricerca della migliore offerta.

Buona giornata a tutti,

Giorgio

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