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L'ultimo film che avete visto, al cinema, in casa, dove volete...


Partizan
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Il gioco del destino e della fantasia di Ryûsuke Hamaguchi Drammatico, 121', Giappone, 2021.

 

Visto in sala.

Tutto è molto giapponese in questo film, ad eccezione della tematica universale dell’amore, che però viene affrontata in modo molto giapponese… molto giapponesi le immagini, il rigore della composizione, i dialoghi che a noi risultano spesso verbosi e complicati.
Tre episodi, ognuno dei quali...

 

Ciao

 

Evandro

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@analogico_09 Se ritieni che l'altro 3d (che non avevo evidentemente visto) possa essere un contenitore generico di tutti i film che uno vede, chiediamo ai moderatori di cancellare questo.

L'avevo inteso come il corrispettivo di "Cosa state ascoltando ora" nella sezione musica.

 

Ciao

 

Evandro

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The irishman l’altro ieri e non mi è piaciuto.una stanca ripresa degli stilemi dei gangster film,

de niro per tutto il film si muove a rallentatore come un ottantenne mentre dovrebbe esserlo solo nell’ultima parte. Al pacino ripete il suo personaggio sbruffone e magniloquente visto molte volte,finale crudo ed inutilmente insistito sulla permanenza del nostro in ospizio con dipartita in solitudine. Forse più centrato joe pesci nel personaggio del vecchio boss

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  • Moderators
2 ore fa, Partizan ha scritto:

Se ritieni che l'altro 3d (che non avevo evidentemente visto) possa essere un contenitore generico di tutti i film che uno vede



Beh.., nel post di presentazione del topic preciso che tipo di contenitore intendessi proprorre, una sorta di diario dei film visti al cinema, in TV, in home, ecc. Parlavo di film meno noti, ma è relativo cosa sia più o meno noto... i film di Ophuls ad esempio, un gigante della storia del cinema, come li calssificheremmo.., eppure ne ho parlato anche di loro, perchè sono solo definizioni.., e sono stati citati anche film popolari.

Ma sta bene così, ho segnalato la cosa perchè mi sono sembrati due topic sovrapponibili ravvicinati tra di loro, potrei sbagliarmi e in ogni caso meglio abbondare che deficitare... 😉

 

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@analogico_09 Io penso invece che i doppioni siano dispersivi. Valuta pertanto se il tuo ritieni possa essere un contenitore generico, dove ci può stare tutto, film sconosciuti e popolari, impegnati e popolareschi.

Fammi sapere, che poi coinvolgiamo i moderatori.

 

Ciao

 

Evandro

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Zorba il greco di Michael Cacoyannis Drammatico, b/n, 146', Grecia, 1964.

 

Me lo sono proiettato ieri sera in dvd.

Una bella delusione, avevo ricordi diversi. Tra l'altro la condizione della donna nell'isola di Creta, in quegli anni '60, non era dissimile da quella dei paesi musulmani (purtroppo anche oggi).

Ciao

 

Evandro

 

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  • Moderators
Il 7/9/2021 at 06:55, Partizan ha scritto:

Io penso invece che i doppioni siano dispersivi. Valuta pertanto se il tuo ritieni possa essere un contenitore generico, dove ci può stare tutto, film sconosciuti e popolari, impegnati e popolareschi.

Fammi sapere, che poi coinvolgiamo i moderatori.

 

 

Avevevo presentato il topic come contenitore-diario generico nel quale postare ogni genere di film visto o rivisto, al cinema o altrove, film insoliti, più "defilati" e misconosciuti (il che non vuol dire che potrebbero essere o essere stati popolari perlomeno nella memoria) ma film di "valore", quindi non di smaccata marca "pecoreccia", e senza neppure l'obbligo di citare solo i capolavori da settimo cielo... invitando a scrivere due parole di commento dell'opera condivisa.

Ci sono stati alcuni contributi con film che vanno mi pare in questa direzione.., quindi potrebbero somigliarsi i due topic, ma nel reciproco dubbio rimanderei al giudizio salomonico alla moderazione... 😉

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  • Moderators
4 ore fa, Partizan ha scritto:

Tra l'altro la condizione della donna nell'isola di Creta, in quegli anni '60, non era dissimile da quella dei paesi musulmani (purtroppo anche oggi).

 

Non che in diverse "lande" dell'italico suolo la condizione della donna fosse tanto migliore in illo tempore...

Effettivamente il film resta nei ricordi generazionali più per  le musiche di Theodorakis che per l'intrinseco valore cinematografico molto datato e già ai tempi permeato da un folclorismo per "turisti"...

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"Il collezionista di carte" di Paul Schrader con un ottimo Oscar Isaac.

Film godibile, molto bella e calibrata la regia che accompagnata da un ottima fotografia ti trascina nei tormentati pensieri di William Tell (Oscar Isaac).

Questo film, segna anche il mio ritorno in sala.
 

  • Melius 1
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@PaoloR. La presentazione del mio cinema preferito, il Lux di Padova: "Il collezionista di carte era indiscutibilmente il miglior film del Festival e non ha avuto nessun premio dalle varie giurie veneziane, né da quelle ufficiali della Mostra, né dalle tante che assegnano i premi collaterali!
Sono i misteri del mondo del cinema che sembra davvero voler trascurare un grande autore come Paul Schrader (anche due anni fa il suo memorabile First Reformed era passato a Venezia senza alcun riconoscimento). L'invito è a non perdere l'occasione per vedere sul grande schermo questo capolavoro (sempre vedibile anche in VOS al martedì)".

Probabilmente lo perderò, perche questo fine settimana sarò impegnatissimo, e lo tengono solo 3 giorni... vedremo di recuperarlo altrove.

 

Ciao

 

Evandro

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Il collezionista di carte di Paul Schrader Drammatico, 112', USA, Gran Bretagna, Cina, 2021.

 

Visto ieri sera in sala.

 

Non mi è piaciuto molto, anche se certamente realizzato con delle qualità. Il moralismo del regista Schrader, piatto e "malato", la necessità di espiazione a livello individuale e di nazione, per i terribili crimini compiuti dagli americani in giro per il mondo, non risolvono e non fanno mai decollare il film, la mono-espressione di Oscar Isaac certamente non  aiuta.

Non sono mai riuscito ad "agganciare" il film, è stata una visione distaccata ed un po' annoiata.

 

 

 

 

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Ciao

 

Evandro

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  • 2 weeks later...

Dato che il thread è iniziato con un film di Hamaguchi parlo qui di "Drive my car" dello stesso regista.

 

Visto in versione originale (anch'io al Lux di Padova) e sono contento di questa scelta. Non capisco infatti come possa circolare una versione doppiata. Gli attori parlano in 5 lingue diverse (se includiamo il linguaggio dei segni coreano). O hanno doppiato tutte le lingue (non credo) o hanno doppiato solo il giapponese lasciando i sottotitoli per le altre lingue e allora tanto valeva vedere questa VOS... Magari qualcuno che ha visto la versione doppiata mi può illuminare.

 

Tornando al film, risulta come diviso in 2 parti e la prima non mi è piaciuta molto, anche perché non mi ha convinto affatto la recitazione dell'attore principale. Un tizio con una faccia inespressiva e una pettinatura assurda. Difficile capire se è stato il regista a caratterizzarlo in tal modo e a chiedere all'attore di recitare in modo così neutro, ma il risultato secondo me è controproducente.
La seconda parte molto migliore, con alcuni degli altri interpreti veramente bravi, soprattutto le attrici.
Nel complesso posso dire che si intuisce un gran potenziale dalla storia, ma non espresso in modo soddisfacente.
Probabilmente il racconto di Murakami, che però non ho letto, risultava più efficace.

Credo che il regista questo progetto sia stato troppo ambizioso. Certe scelte stilistiche poi mi sono sembrate fin troppo ricercate e introdotte solo per creare effetto. Hamaguchi deve ancora maturare parecchio secondo me.
La gente che usciva sembrava soddisfatta. Io, insomma. Si poteva inoltre tagliare tranquillamente quasi un'ora di pellicola (dura tre ore).

 

A margine segnalo che l'impronta di Murakami si nota nella musica di sottofondo (classica e jazz) di molte scene e nelle inquadrature dell'impianto stereo del protagonista. Fra l'altro in una scena il disco si "incanta". L'incubo di ogni appassionato...

 

 

  • Melius 1
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Z - L'ORGIA DEL POTERE di Costa-Gavras x, Bernard Fresson. Cast completo Titolo originale: Z. Genere Drammatico, 126', Francia, 1969.

*** **

(3/5)

Me lo sono proiettato ieri sera in dvd.

 

 

 

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Ciao

 

Evandro

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DRIVE MY CAR di Ryûsuke Hamaguchi Drammatico, 179', Giappone, 2021.

**** *
(4/5)

Visto ieri sera in sala.

Film basato sulle parole, scritte e dette, ma sorretto da immagini stupende nella loro semplicità e funzionalità, tutto tipicamente giapponese.
Tratto da un racconto di Murakami che non ho letto, ma che apprezzo come autore, il film si svolge in modo lineare facendo scorrere le tre ore di proiezione senza appoggiarsi ad episodi eclatanti, senza effetti, trucchi: credo sia qui la grandezza del film.
Certo ci sono episodi importanti, tragici, la morte della moglie-musa del protagonista non è cosa da poco, ma anche questi momenti sono trattati senza enfasi, sovraeccitazione.
Appoggiandosi al testo delle Zio Vanja di Anton Čechov, l’ottimo Ryûsuke Hamaguchi fa dialogare i personaggi sulle cose significative della vita: le relazioni umane, l’amore, gli altri. Ed è impressionante la “leggerezza”, e qui probabilmente Murakami ci ha messo del suo, con cui si disquisisce, non scadendo mai nel banale e catturando l’attenzione dello spettatore attento, senza mai annoiarlo… e non mi pare cosa da poco!
Parallelamente a Čechov, l’ossatura e lo snodo del film è la rossa Saab turbo e la giovane autista che il teatro di Hiroshima gli ha imposto, e che presenta a Yûsuke Kafuku, l’attore-regista protagonista, una occasione di confronto con una persona reale, assai poco letteraria, il confronto di due dolori, di due vite massacrate da tragedie, entrambi con tante cose irrisolte, da decifrare, da superare.
Le immagini finali sembrano indicare questo superamento, una nuova ripartenza, nonostante tutto.

 

Ciao

 

Evandro

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@8Franz Per essere precisini Il gioco del destino e della fantasia l'avevo visto al MultiAstra, perchè al Lux dovevano ancora programmarlo. Al Lux ho visto ieri sera Drive my car...

Come vedi, da quanto scritto sopra, non condivido il tuo giudizio: a me il film è piaciuto moltissimo e non ho trovato scollamenti tra le parti e tantomeno recitazioni fuori posto, certamente il protagonista è rigido, il progressivo "smollamento" è lo sviluppo del film.

Ovviamente dissento anche sul fatto che Hamaguchi sia immaturo e debba crescere come regista, per me è un grande, uno che ti tiene incollato per tre ore alla poltrona senza effetti speciali, colpi di scena fantasmagorici, è davvero uno che ha capito bene cosa è il cinema, e come si fa, a mio avviso.

Circa il doppiaggio degli attori (mi avevi preoccupato) è stato semplice: doppiato a voce in italiano i giapponesi, nelle loro lingue gli altri e con sottotitoli ovviamente in italiano. Non ho provato fastidio.

Però il tuo punto di vista è interessante; ieri sera parlando col Signor Mario, il proiezionista del Lux, mi ha detto che quando è andato a vederlo la prima volta è uscito dopo un'ora. Successivamente, causa forza maggiore, l'ha visto più volte ed ora lo considera un capolavoro!

 

Stammi bene, ciao

 

Evandro

 

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@Partizan Come ho scritto mi ero accorto all'uscita dalla sala come la valutazione generale degli spettatori fosse positiva e vedo che anche la tua si allinea in questo senso. Sempre meglio avere più punti di vista nel giudicare un'opera. Resto comunque della mia opinione. Alla prossima.

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