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In questi giorni ho recuperato Metropolis di Fritz Lang, e The Shape Of Water di Del Toro.

 

del primo vabbè , non credo che ci sia bisogno di parole per descriverlo se non che ha ispirato praticamente tutto filone fantascientifico ( e non solo) 

 

Anche The Shape Of Water mi è piaciuto. Bravissimi tutti gli attori , tra i migliori post 2000 a mio parere. La storia è semplice ma ben raccontanta. una sorta di rivisitazione della favola “la bella e la bestia” alla “ Del Toro maniera”. Scenografia e fotografia magistrali. 
 

  • Melius 1
Il 29/08/2025 at 22:28, Napoli ha scritto:

Un uomo da marciapiede,uno dei più bei film americani su prime.

 

 

Questo potrà mettere d'accordo tutti.

 

 

 

Il 29/08/2025 at 14:24, P.Bateman ha scritto:

Se scrivo che "C'era una volta in America" dalle nostre parti è eccessivamente sopravvalutato mi lapidate?

 

 

Da quali "nostre" parti lo sarebbe? C'era una volta in America dalla parte mia ha dei momenti di cinema eccelso, nell'insieme è una palla che gira, gira e da' la volta intorno a se stessa... Di quei film che non sono più tornato a vedere dall'inizio alla fine se non a spezzoni separati, i più gagliardi... per il resto c'è troppa ipertrofia retorica, morale e da feuilleton sentimentale con molte scene misogene ricorrenti nel cinema di Leone. Magari è un mio limite, ma la sento così. 

C'era una volta il west 1968 - Blu Ray semplicemente stupendo: video e audio ai massimi, incredibilmente vista l'età.

IMHO tronfio e magniloquente il film, che non vedevo forse da una cinquantina d'anni, ma lo immaginavo.

Quando lo vidi da ragazzino rimasi affascinato, ma, come per "C'era una volta in America", lo stile

è quello: ha la leggerezza del piombo e la pretesa disperata di "fare poesia".

Ma dialoghi "caricati"  ed eterni silenzi non bastano.

 (e si che la musica, quella si meravigliosa, farebbe da sola metà lavoro).

Arrivare alla fine è stata dura.

 

 

 

 

6 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Da quali "nostre" parti lo sarebbe? C'era una volta in America dalla parte mia ha dei momenti di cinema eccelso, nell'insieme è una palla che gira, gira e da' la volta intorno a se stessa... Di quei film che non sono più tornato a vedere dall'inizio alla fine se non a spezzoni separati, i più gagliardi... per il resto c'è troppa ipertrofia retorica, morale e da feuilleton sentimentale con molte scene misogene ricorrenti nel cinema di Leone. Magari è un mio limite, ma la sento così.

Condivido il tuo giudizio, ma su queste pagine spesso è stato citato come uno dei punti più alti della storia del cinema (magari esagero un po').

Sarebbe interessante parlare di tutto il cinema di Leone; brevemente la trilogia del dollaro ha fatto la storia, opere che oggi possono anche sembrare ingenue e datate ma che hanno influito sul cinema in tutto il mondo.

 

19 minuti fa, P.Bateman ha scritto:

opere che oggi possono anche sembrare ingenue e datate

Dopo la semplicità (virtù poco frequentata da Leone) l' ingenuità è una delle qualità che pone un capolavoro, purché tale sia, ai vertici del suo genere.

:

Mi verrebbe da dire che il limite dei suoi "C' era una volta...", oltre al definitivo rifiuto della semplicità, potrebbe essere proprio la perdita dell' ingenuità delle origini.

:

(Datate: sicuramente meno di tante cose girate sessanta anni fa)

Molto più scattanti e veloci nell'azione che tiene ben sveglio lo spettatore sono i tre film della trilogia del dollaro.
"Per un pugno di dollari" però.., copiato quasi paro paro da "La Sfida del Samurai" di Kurosawa fece perdere a Leone la causa per plagio intentata dalla produzione giappones. La condanna fu che non ricordo per quanti anni, per ogni biglietto del film staccato in Giappone, dove il film ironia della sorte un po' beffarda ebbe enorme successo, sarebbe andato il royalties all'avente diritto. Kurosawa nella sua biografia confessa, senza nessuna acredine o sciocca vanagloria, di non avere mai guadagnato così tanti soldi come quelli ottenuti da tali entrate... 

Io credo che Leone non intendesse copiare bensì rendere omaggio con un suo proprio stile al mestro giapponese senza tuttavia citare la fonte dalla quale aveva attinto a piene mani. 

Per chiudere con Sergio Leone, abbiamo articolato qualche critica poco entusiastica, probabilmente è vero che i due film "epici" citati oggi risentano un eccesso di "dilatazione" del tempi narrativi e figurativi, alcune tematiche morali o di costume d'antan... ma la regia di Leone, fatta la tara alle letteratura di troppo, alle ipertrofie "romanzate" che da punti di vista più "snelli" hanno un loro perchè nell'incantare lo spettatore senza le invereconde falsificazioni di tanto cinema blockbuster americano, sul piano puramente cinematografico, fotogenico_cinetico-plastico, resta davvero un grande maestro, grandissimo artigiano dell'arte dell'immagine con il "fiuto" del cinema. 

 

Una delle sequenze più belle, una regia di pitagorica perfezione è quella finale girata nella fumeria d'oppio. L'invenzione narrativa che rinuncia ad ogni spiegazione testuale tutta concentrata sull'immagine (forse in un tratto la musica diventa un po' troppo "presente".., il momento del coro dell'ottimo score di Morricone) ) è davvero geniale, chiude in maniera enigmatica, aperta, dopo aver forse troppo "spiegato" nel corso del film. L'enigma affidato al sorriso "iconico" ed ineffabile di De Niro (grazie anche  alla sublime qualità interpretativa del "nostro") sta al cinema come il sorriso enigmatico della Gioconda sta alla pittura. 

 

Da non perdere anche per chi lo conosce già. Confesso che mi è tornata voglia di rivedere, parafrasando  il "C'era una volta... il cinema" ...   ☺️

 


 

5 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Una delle sequenze più belle, una regia di pitagorica perfezione è quella finale girata nella fumeria d'oppio. L'invenzione narrativa che rinuncia ad ogni spiegazione testuale tutta concentrata sull'immagine (forse in un tratto la musica diventa un po' troppo "presente"..,

Ah si, parola per parola concordo su questo.

E ci sono altri 'momenti' quasi altrettanto belli (anche come hai detto, grazie agli attori); ma il tutto, a parte

la mitica "Cosa hai fatto in questi anni? Sono andato a letto presto", riflette il gusto di Leone, purtroppo.

Greve, pesante, dalle parti sue dicono 'coatto'.

 

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