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L'ultimo film che avete visto, al cinema, in casa, dove volete...


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Boris Lametta
Il 15/2/2026 at 18:32, Velvet ha scritto:

Ciprì Maresco per ricordarci come l'arte ogni tanto, inaspettatamente, può far capolino nel mondo di tutti i giorni per sorprenderci.

A suo tempo vidi:

- Totò che visse due volte

- Lo zio di Brooklyn

Religione, sesso e mafia raccontati in modo magistrale e grottesco.

Fantastici.

 

analogico_09

Da Prime. "Lo Straniero nella valle oscura"  (Das finstere Tal) è un film austro-tedesco del 2014 diretto da Andreas Prochaska, un insolito western della vendetta europeo molto intrigante, ambientato l nelle suggestive, spettacolari e inquietanti location del trentino-alto adige

 

 

analogico_09
Il 22/02/2026 at 10:13, Boris Lametta ha scritto:
Il 15/02/2026 at 18:32, Velvet ha scritto:

Ciprì Maresco per ricordarci come l'arte ogni tanto, inaspettatamente, può far capolino nel mondo di tutti i giorni per sorprenderci.

A suo tempo vidi:

- Totò che visse due volte

- Lo zio di Brooklyn

Religione, sesso e mafia raccontati in modo magistrale e grottesco.

Fantastici.

 

 

Da non perdere il documentario "Io sono Tony Scott" di Franco Maresco. Per chi ama il jazz, il suo mondo presentato senza esoticismi e luoghicomunismi di risulta. Un viaggio istruttivo e commovente incentrato sulla figura di un grande musicista , persona umanissima, disarmante, ineffabile, metafisico. Qualche tempo prima della sua sconparsa lo incontrai in un un negozio di strumenti musicali di Roma e ci intrattenemmo lungamente in una chiacchierata durante la quale m sembrava di sognare mentre mi raccontava di Coltrane , di Parker e Billie Holiday con i quali era molto intimo.., mi parlava di mezza storia del jazz... mi sembrava davvero di sognare...  Tra i più grandi clarinettisti della storia del jazz, amatissimo dai neri riamati. 

Da non perdere, ottima copia YuTube
 






 

  • Thanks 2
Il 15/02/2026 at 18:32, Velvet ha scritto:

Un film fatto per Bene - Maresco

Un tuffo antologico nella poetica dell'immenso autore palermitano che con l'escamotage del film incompiuto su Carmelo Bene, mette in scena sé stesso ed i meccanismi del suo cinema.

Un divertente metacinema che riserva momenti esilaranti ma che sul fondo lascia l'amarezza nostalgica per un momento irripetibile della nostra società, quando nella prima serata di Guglielmi passava davanti ad un pubblico attonito l'iconoclastia apocalittica delle creature che popolavano le periferie in bianconero di Cinico TV.

Da vedere, e ovviamente da rivedere anche tutta l'opera della coppia Ciprì Maresco per ricordarci come l'arte ogni tanto, inaspettatamente, può far capolino nel mondo di tutti i giorni per sorprenderci.

Segnalo che sulla benemerita RaiPlay è disponibile   "Grazie Lia -  Breve inchiesta su Santa Rosalia"  (1996).

Imperdibile

  • Melius 1
spersanti276
Il 23/02/2026 at 15:54, analogico_09 ha scritto:

Da Prime. "Lo Straniero nella valle oscura"  (Das finstere Tal) è un film austro-tedesco del 2014 diretto da Andreas Prochaska, un insolito western della vendetta europeo molto intrigante, ambientato l nelle suggestive, spettacolari e inquietanti location del trentino-alto adige

Pssss...mi sto vedendo (per la prima volta!) i 3 Maigret con Jean Gabin, splendidamente restaurati in un B&W da favola.

Gabin monumentale.

"E ho detto tutto" [cit.]

Partizan

image.png.4db1b14b32b5a6906aef7816c5036e4b.png

 

Miroirs No.3 - Il mistero di Laura di Christian Petzold Drammatico, 86', Germania, 2025. (V.O.S.)
 

*** **

(3/5)
 

Visto ieri in sala.
 

ATTENZIONE VIENE SVELATA LA TRAMA DEL FILM, FINALE COMPRESO.

 

Ho visto più film di questo celebrato, e per me mediocre, regista e sempre con un po’ di fastidio.

La sua presunta e celebrata leggerezza io la chiamo superficialità: manca di spessore e di senso tragico, anche quando le vicende-immagini lo richiederebbero.

Tuttavia non gli si può negare una certa abilità nel dirigere, nel comporre il cast di attori; si appoggia quasi sempre a vicende “al limite” e le sviscera con una introspezione piuttosto superficiale, con accelerazioni narrative, salti poco comprensibili e poco lineari nelle vicende e nella storia.

Sono entrato in sala con tutte queste riserve, legate ai film precedenti, e nonostante le abbia ritrovate anche in questa opera, il film non mi è dispiaciuto.

Sappiamo che il film è girato in una calda estate a Belino perché ce l’ha detto il regista in una sua breve presentazione, come anteprima dell’opera.

Nelle prime immagini vediamo una ragazza, piuttosto bella, in riva ad un fiume, borsa appoggiata a terra, l’aria è un po’ smarrita, fa pensare ad una situazione di suicidio con la lentezza dello scorrere del fiume contrapposta al turbinio di pensieri che deve avvenire nella sua testa. Nella scena successiva la vediamo a casa dove dice al suo compagno che deve aver perso la borsa; questo manco la fila chiedendole solamente di accelerare perché una coppia di amici sta per arrivare, devono fare una gita, che per il ragazzo deve essere piuttosto importante. Su una decappottabile rossa sfrecciano in strade di campagna, verso una destinazione a noi sconosciuta. Non parlano molto tra loro, ascoltano sull’autoradio una musica rock di una cantante olandese, Laura viene interpellata solo per chiederle in che tonalità è eseguito il brano. Presenza inquietante una signora di mezza età in piedi davanti al cancello di casa sua, mentre loro passano, gli sguardi si incrociano tra lei e Laura.

Arrivati a destinazione, Laura non li segue e chiede di poter tornare a casa; l’amico lancia le chiavi al compagno di Laura che senza dire una parola, ma evidentemente infastidito, guida a velocità elevata l’auto tra le stradine di campagna. Quasi investe la signora ancora in piedi davanti a casa, poi riparte e subito dopo essere scomparso dietro la prima curva sentiamo un botto della madonna! La signora si precipita a vedere… L’auto è rovesciata su un fianco, i corpi sbalzati fuori, lui morto dopo aver battuto la testa su un sasso, la ragazza più in là ancora viva. La trascina a casa sua e chiama soccorsi e polizia. Il medico intervenuto dice che la ragazza è stata molto fortunata, praticamente non si è fatta niente, ad eccezione di un piccolo taglio sulla schiena. Laura a questo punto chiede di poter restare dalla signora per qualche giorno, il medico dice che si può fare e Betty la padrona di casa acconsente e cura amorevolmente la ragazza, coprendola di mille attenzioni.

Non parlano dell’incidente, Laura non pare molto scossa della perdita del compagno.

Scorre tutto bene, ma gli occhi scuri di Betty trasmettono il suo disagio, percepiamo il suo disagio.

Laura viene coinvolta nei lavori di casa, vanno a fare la spesa in bicicletta e Betty le comunica che quella sera avranno a cena suo marito e suo figlio, che vivono da soli non distanti da lei dove lavorano come meccanici di auto.

Laura prepara la cena con delle polpette di Königsberger Klopse e patate, una ricetta che dovrebbe essere apprezzata dal marito, ma nessuno dice niente, sono molto strani anche marito e figlio; si intuisce un loro segreto: la figlia di Betty si è suicidata qualche anno prima, questo li ha fatti precipitare in una profonda depressione, che ha colpito duramente Betty che viene curata con pesanti psicofarmaci.

La età simile, simile corporatura, infatti Laura indossa gli abiti di Jelena, la figlia scomparsa, il fatto che entrambe suonassero il piano, fa deflagrare nei genitori malati il desiderio di sostituire la figlia con Laura. Sarà il figlio che dopo una reazione inspiegabilmente violenta, gettando a terra Laura le dirà che lei non è sua sorella!

La ragazza scappa in bicicletta verso casa, il ragazzo la rincorre inutilmente, lei è distrutta dalla notizia, non prova nemmeno a cercare spiegazioni, si chiude a chiave nella camera che le hanno prestato, rifiuta di parlare con Betty ed il marito, telefona al padre che viene a prenderla… lei non ringrazia, né saluta, fugge via!

Tutto questo ha però ha portato a ricomporre la famiglia di Betty; anzi il figlio, in incognito, va a spiare Laura a Berlino, la fotografa e discutono se Laura stia bene o meno.

La ragazza è una studentessa di pianoforte al conservatorio, quando Betty viene a sapere che la ragazza a giorni dovrà sostenere il concerto finale per ricevere il diploma, decide che devono assolutamente presenziare all’avvenimento, gli altri due non sono del tutto d’accordo, ma li vediamo in sala assistere all’esame, anche Laura li vede, ma imperterrita siede al piano e si produce in un’ottima prova.

Non ci sono contatti tra la ragazza e la famiglia, ma vediamo il giorno dopo il volto di Laura quasi sorridente; la camera si sposta e vediamo la famiglia pranzare all’aperto della casa di Betty, finalmente ricompattati ed apparentemente tranquilli, con volontà nuove: regalare i vestiti di Jelena, rimodernare la sua camera, proseguire i lavori di restauro della casa, iniziati quando arrivò Laura…

Finisce il film.

Il titolo si riferisce al terzo movimento Une barque sur l'océan (Una barca sull’oceano) della suite per pianoforte Miroirs di Maurice Ravel.

Ciao.
Evandro

 

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