Discopersempre2 Inviato 31 Ottobre 2021 Condividi Inviato 31 Ottobre 2021 Ladri di biciclette e Umberto D. del duo Zavattini/De Sica in dvd: che dire.....capolavori del "neo-realismo"; come fare del Cinema con "poco😎. Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-256500 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
raf_04 Inviato 3 Novembre 2021 Condividi Inviato 3 Novembre 2021 Al cinema nell'ultime mese ho visto: Dune: (voto 8 ) mi è piaciuto molto, un'esperienza visiva e sonora che non fa rimpiangere troppo le atmosfere del libro 007 No Time to Die (voto 7): bel giocattolone, divertente ma questo James Bond un pò "padre di famiglia" romantico e apprensivo mi ha fatto storcere il naso: lo preferivo duro, cattivo e politicamente scorretto 😅 Madres Paralelas (voto 6,5): 2 storie raccontate nello stesso film, un pò slegate tra di loro, che non mi hanno fatto impazzire; bella la regia e la fotografia, superba la Penelopina ma il film non mi ha lasciato granchè Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-259834 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 7 Novembre 2021 Autore Condividi Inviato 7 Novembre 2021 Rifkin's Festival di Woody Allen Commedia, 92', USA, Spagna, 2020. *** ** (3/5) Me lo sono proiettato ieri sera in streaming, è disponibile free su Amazon Prime. ATTENZIONE, VIENE SVELATA LA TRAMA, FINALE COMPRESO. Non il miglior Allen, ma sicuramente neanche il peggiore, e considerando i 94 anni di quando l’ha girato, non mi sembra neanche male come risultato. Girato in Spagna causa l’ostracismo totale dell’ambiente cinematografico americano per le note vicende con Mia Farrow, mostra le ripicche di Allen nei confronti del cinema americano, celebrando i grandi maestri europei: Fellini, Bergman, Godard e via dicendo. Il film è in realtà una seduta psicoanalitica, in cui Mort Rifkin, alter ego di Allen, racconta la fine del suo rapporto-matrimonio con Sue, avvenente press agent cinematografica, culminata al Festival del Cinema di San Sebastian, dove si lascia sedurre dal giovane regista che rappresenta. Racconta anche della bellissima cardiologa Jo Rojas, da cui era andato per una fibrillazione psicosomatica, e che per un attimo gli aveva acceso la passione. Il vecchio insegnante di cinema, brutto come un colpo, e che aveva fatto centro su Sue, a suo tempo, con la sua preparazione, la sua arguzia, il suo snobismo, in effetti fa colpo sulla giovane Jo, incasinatissima nel suo rapporto con suo marito pittore-fedifrago, ma è appunto un fuoco fatuo. Non è felice di quanto è successo il vecchio Mort, ma i sogni e le visioni oniriche, virate in b/n, che ha e che “vede” calate nelle scene di 8 ½, Jules e Jim, Il settimo sigillo, Fino all’ultimo respiro e via dicendo gli servono ad interrogarsi, ad essere finalmente onesto e non autoassolutorio con se stesso; ha smesso di insegnare cinema (e gli piaceva farlo) per inseguire il sogno di fare lo scrittore, ma non una mezza tacca, ma almeno a livello di un Dostoevskij; quindi sono anni che scrive una pagina, non ne è soddisfatto e la strappa. Prima del ritorno a New York, dopo l’abbandono della moglie ed il non riuscito aggancio con la giovane Jo Rojas, tutto solo e sconsolato va nella bellissima spiaggia di San Sebastian (Donosti, come la chiamano i baschi) e, rigorosamente in bianco e nero, incontra la Morte che tipo Settimo sigillo di Bergman gli propone la classica partita a scacchi, ma non è ancora giunta la sua ora gli dice la Morte, anche lei non è più quella di una volta, anzi lasciandolo si informa se fuma, consigliandolo di non farlo e dandogli consigli dietetici e salutisti, pochi grassi saturi, corsetta… Forse mi hanno aiutato le basse aspettative, ma la visione non mi è dispiaciuta; certo la struttura del film è meno fantasiosa di un tempo, c’è ripetizione sui suoi tic e fobie, le sue battute sono meno graffianti di un tempo, ma mi pare inevitabile. Ciao Evandro Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-263871 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 8 Novembre 2021 Autore Condividi Inviato 8 Novembre 2021 La scelta di Anne - L'Événement di Audrey Diwan. Drammatico, 100’, Francia, 2021. **** * (4/5) Visto ieri in sala. Gran film, altro che balle! Leone d’Oro a Venezia, c’erano state illazioni sul premio al politically correct, balle è un film potente con nessuna concessione alla piacevolezza, sostanza e basta! Ti far star male dal primo all’ultimo minuto, in questo senso ne sconsiglio assolutamente la visione, ed infatti all’uscita del cinema, distrutto, mi sono sentito parecchio masochista. Una vicenda narrata senza orpelli, però con una grande recitazione di Anamaria Vartolomei, la protagonista, riprendendo il testo autobiografico di Annie Ernaux e ci racconta l’esperienza di una giovane universitaria alle prese con una gravidanza non desiderata, e che le tarperebbe le ali. Siamo negli anni sessanta, in Francia dove, come quasi dappertutto, l’aborto è un reato, un reato grave, punibile col carcere e questo comporterà il poco aiuto e sostegno da parte delle sue amiche stesse e l’isolamento che la ragazza vivrà nelle scelte. Ma la ragazzina è un tipo tosto e determinato, capisce perfettamente che avere un figlio a quell’età le avrebbe impedito qualsiasi cosa. La voglia di emancipazione dalla campagna, dalla famiglia proletaria, l’amore per lo studio, è iscritta a lettere, i buoni risultati fin lì raggiunti nello studio sarebbero andati a farsi friggere. Forte, anticonformista, determinata, raggiungerà il suo scopo, con sofferenze e facendo un salto epocale nella sua maturazione, con tutta la sofferenza che una scelta di questo tipo comporta. INTERVISTA ALLA REGISTA Cosa l’ha spinta ad adattare il romanzo di Annie Ernaux? Conosco da tempo il lavoro della scrittrice, la forza del suo pensiero e la purezza del suo stile. Sono però arrivata tardi al romanzo. Mi ha colpito la dicotomia tra l’aborto clandestino e la realtà concreta della procedura. I miei primi pensieri sono andati alla giovane protagonista, al suo corpo e a cosa deve aver sofferto nel momento in cui le hanno detto che era incinta. E al dilemma che ha dovuto affrontare: rischiare la vita e abortire o avere il bambino e sacrificare il suo futuro? Corpo o mente? Non avrei saputo scegliere. Tutte queste domande sono sollevate concretamente già nel libro. Io ho provato a tradurle in immagini mettendo in atto un processo carnale che mi ha permesso di rendere la narrazione un’esperienza fisica, un viaggio che spero vada oltre le considerazioni inerente al periodo della storia o al genere. Ha discusso del suo approccio al romanzo con Annie Ernaux? Sì, sin dall’inizio. Volevo sia rispettare il libro sia trovare una chiave di lettura personale, un sentiero sì stretto ma essenziale. Per prima cosa, abbiamo trascorso un giorno insieme durante il quale la scrittrice ha accettato di rivedere ogni dettaglio. Ha fatto chiarezza sui passaggi per me più oscuri del testo spiegandomi meglio il contesto politico in modo da capire quale paura attanagliasse le donne nel momento in cui prendevano una decisione così forte. Quando poi è arrivata nel punto in cui ha dovuto rivedere il suo aborto, ho notato che gli occhi le si sono riempiti di lacrime mentre ricordava ciò che la società le ha imposto quando era poco più che ragazzina. Ero sconvolta dall’intensità del suo dolore. Me lo sono ricordato spesso mentre scrivevo la sceneggiatura. Mi ha aiutato a trovare l’approccio più onesto possibile, un approccio che ha guidata anche durante tutto il making of come una linea guida da seguire. E, appena prima delle riprese, Annie Ernaux mi ha mandato una citazione di Cechov: Sii precisa, il resto verrà a tempo debito. Perché adattare il romanzo oggi? Sospetto che questa domanda mi verrà fatta spesso, cosa che devo dire mi stupisce. Dubito che si ponga tale domanda a chi realizza un film in costume che affronti una questione sociale o politica del passato. E quando uso la parola “passato” non prendo in considerazione tutti i Paesi in cui non esiste ancora una legge che regoli l’aborto. La scelta di Anne si sofferma su un periodo della nostra storia recente che raramente viene raffigurato. Ma, per come la vedo io, un film non può limitarsi al solo soggetto. Se fosse così, sarebbe meglio fare un documentario. Con il mio lavoro, volevo sondare i sentimenti e concentrami su una suspense intima che aumenta man mano che la storia va avanti. Con il passare dei giorni, l’orizzonte si restringe e il corpo diviene una prigione. L’aborto, però, non è l’unico argomento di cui si parla. Anne, la mia protagonista, è una che infrange le regole sociali. Viene dalla classe operaia ed è la prima della sua famiglia ad andare all’università. L’ambiente della facoltà è molto più borghese con un’etica molto più ristretta e severa. Anna va avanti e indietro da un mondo all’altro custodendo un segreto che potrebbe annientare ogni sua speranza. A vent’anni, sta già cercando il suo posto nel mondo. Cosa fare quando il futuro è continuamente messo in pericolo? Ha scelto Anamaria Vartolomei come protagonista. È presente in ogni sequenza del film e molto spesso in primissimo piano. Sin dai primi provini, Anamaria aveva il fisico giusto per il personaggio. E poi c’era in lei qualcosa di molto misterioso e potente: la sua pelle diafana e la sua visione interiorizzata del mondo, difficili da decifrare e accattivanti al tempo stesso. Riesce a comunicare molto con il minimo sforzo. Insieme abbiamo costruito il personaggio di Anne partendo dal corpo e dalla postura. Le continuavo a ripetere che Anne è un soldato che, con i piedi per terra e lo sguardo fisso davanti a sé, è pronta a conquistare il mondo. Sa cosa vuol dire sfidare le regole sociali e avere gli occhi puntati addosso. Ciao Evandro 1 Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-265516 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
P.Bateman Inviato 9 Novembre 2021 Condividi Inviato 9 Novembre 2021 Mi sono commosso. 2 Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-266227 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Napoli Inviato 9 Novembre 2021 Condividi Inviato 9 Novembre 2021 Finito ora di vedere free state of jones,un episodio poco conosciuto sulla guerra civile americana. Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-266307 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 10 Novembre 2021 Autore Condividi Inviato 10 Novembre 2021 Ariaferma di Leonardo Di Costanzo Drammatico,117', Italia, 2021. **1/5 *** (2,5/5) Visto ieri sera in sala. ATTENZIONE, VIENE SVELATA LA TRAMA, FINALE COMPRESO. Due ottime prove attoriali di Servillo, prezzemolo del cinema italiano, e soprattutto di Orlando per un film ben girato, attento ai dettagli, ma che in definitiva non mi ha comunicato quasi niente, se non la tensione perché da un momento all’altro potevano esplodere episodi di violenza. La faberiana “Di respirare la stessa aria dei secondini non mi va” mi è tornata alla mente più volte durante la visione, ma emotivamente non mi sono mai sentito né dalla parte dei carcerati, manco in quella dei poliziotti, che mi sono parsi più cialtroni e irrispettosi delle regole e della legge che umani. Dopo una partita di caccia notturna, una decina di guardie carcerarie sedute davanti ad un bel fuoco brindano per il loro trasferimento imminente, dato che l’enorme e fatiscente struttura carceraria è stata chiusa. Ma quando rientrano trovano una sorpresa: nella nuova prigione, in fase di ultimazione, non c’è posto per tutti i detenuti, ed esattamente dodici dovranno rimanere “per qualche tempo” nella vecchia struttura e saranno sorvegliati da un manipolo di agenti, il cui comando per anzianità spetta al maresciallo Gargiulo-Servillo, così dice la direttrice del carcere nell’abbandonarlo. Dà anche precise disposizioni circa la proibizione alle visite e l’utilizzo di cibo preconfezionato, dato che le cucine sono state chiuse ed il personale trasferito nella nuova prigione. I carcerati “animalmente” percepiscono le difficoltà dei carcerieri ed ogni situazione è vissuta con tensione, con sfida, fino al servizio pasti in cella, nelle vaschette di cartone-metallo. Il cibo viene giudicato pessimo e rifiutato, la tensione sale, sullo sfondo il rumore di oggetti sbattuti contro le sbarre. Il detenuto Lagioia, giudicato un tiratore di fili, un puparo dai poliziotti, probabilmente una figura di rango della camorra, interpretato da un veramente splendido Orlando, si offre di cucinare lui per tutti… I carcerieri si riuniscono e, contrariamente ad ogni buon senso, misura di sicurezza, regolamenti Gargiulo-Servillo accetta la proposta, disponendo il suo controllo personale a vista di Lagioia mentre cucina. Gargiulo e Lagioia si confrontano, sempre in modo secco, essenziale su un ragazzo con grossi problemi, tale Fantaccini, che con una pletora di regresso microcriminale deve affrontare un processo dove rischia molto. Volti immobili, ingrigiti, intensi vorrebbero esprimere una umanità di cui le loro categorie sociali sono, in realtà, molto povere. Una sera, causa un brutto temporale, proprio quando sta iniziando la cena salta la tensione elettrica e rimangono senza illuminazione; naturalmente gli obsoleti generatori elettrici sono fuori uso (c’erano dubbi?) ed alla fine, sotto il fascio di luce delle poche torce a batteria dei poliziotti, i carcerati sono autorizzati a portare fuori le tavole dalle celle e pranzare tutti assieme al centro della grande sala su cui guardano le celle. Il defilato Lagioia invita a tavola i poliziotti, un maresciallo è schifato-sconvolto dalla proposta, ma Gargiulo accetta e con lui siedono a tavola un paio di carcerieri e cenano con i prigionieri che esprimono soddisfazione per quanto successo. Salta fuori una bottiglia di vino, Gargiulo è incredulo, ma noi sappiamo che in prigione, da sempre, arriva di tutto. Improvvisamente come era saltata, torna la corrente elettrica e l’illuminazione; i carcerati sono invitati a tornare nelle celle: una situazione di promiscuità, buoni movimenti di macchina fanno salire moltissimo la tensione, ma non succederà nulla, se non che finisce il film. Davvero non ho capito cosa volesse dirci il regista, che la prigione è un posto orribile lo sapevamo già, che “buoni e cattivi” condividono quasi sempre la stesse meschinità della vita… e anche su questo non avevamo dubbi. C’è un buon gioco sul rapporto tra gli umani negli spazi angusti, e su questo indubbiamente il regista ha fatto un buon lavoro, ma per me non è risultato sufficiente per apprezzare questo film, che comunque ha anche parecchi aspetti positivi. Ciao Evandro Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-266775 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 12 Novembre 2021 Autore Condividi Inviato 12 Novembre 2021 Contagion di Steven Soderbergh Thriller, 105’, USA, 2011. *** ** (3/5) Me lo sono proiettato ieri sera. Non appena saputo che l’ottimo Soderbergh, nel 2011 aveva realizzato un film su una pandemia con caratteristiche molto simili all’attuale, l’ho cercato sui servizi di streaming e non trovandolo mi sono messo a caccia del dischetto, comprandolo in versione Blu-Ray perché costava circa la metà della versione dvd, dallo stesso venditore… misteri. Le analogie con la pandemia in corso sono impressionanti, come identica è l’origine (la Cina) e l’elemento scatenante (pipistrello-maiale). Molto ben girato, con immagini pulite e molto belle, fa della compassatezza la spina dorsale del film ed indaga i vari aspetti medici e sociali del fenomeno, compreso l’aspetto fakes, dove un odioso blogger si costruisce una fortuna economica personale promuovendo un farmaco assolutamente inefficace. Un gruppo di star holliwoodiane interpreta i personaggi principali, con Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet, Jude Law e certamente questo sarà stato un richiamo per il pubblico, ma pur nelle buone interpretazioni, toglie un po’ di credibilità al racconto. Importante l’aver capito la globalità del problema, dove con mezzi di trasporto veloci, aerei in primis, il virus si trasporta e diffonde nei posti più lontani del pianeta ed ad una velocità pazzesca. Forse perché un po’ troppo asettico e la curiosità di verificare le analogie con la situazione attuale, tolgono un po’ di fascino alla visione, resta tuttavia una grandissima domanda, ma se quasi 10 anni prima, un regista cinematografico, documentandosi opportunamente, è riuscito a prevedere tutto questo, come ha fatto l’OMS a risultare così spiazzata ed impreparata all’inizio del 2020? Ciao Evandro 1 Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-268722 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
dariob Inviato 16 Novembre 2021 Condividi Inviato 16 Novembre 2021 Morto Stalin se ne fa un altro. Commedia nera, del 2017, pervasa da un humor inglese, ma oltretutto fedele sul piano storico, a parte la tempistica delle varie vicende. Per me, oserei dire capolavoro: si ride di gusto, pur imorridendo di fronte al dramma della situazione dell' URSS. Guardatelo, non resterete delusi. - Anche merito del grandissimo Steve Buscemi, caratterista innumerevoli volte per i Coen, ma attore versatilissimo che qui fa Nikita Krusciov. Di lui come regista, vorrei segnalare il poco conosciuto The Interview, del 2007, una specie di piece teatrale con Sienna Miller, anche un po' sullo stile dei fratelli Coen, con vari rovesciamenti di fronte, che a me e' piaciuta molto. Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-272720 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
preste Inviato 16 Novembre 2021 Condividi Inviato 16 Novembre 2021 per gli amanti dello stop motion: Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-273337 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 17 Novembre 2021 Autore Condividi Inviato 17 Novembre 2021 WELCOME VENICE di Andrea Segre Drammatico, 100', Italia, 2021. **1/5 *** (2,5/5) Visto ieri in sala. ATTENZIONE, VIENE SVELATA LA TRAMA DEL DILM, FINALE COMPRESO. Ho vera ammirazione per Andrea Segre come regista, per le idee chiare che ha, per la sua opera registica e per l’impegno e l’intelligenza che ci mette a perseguirli, ed ovviamente anche per i risultati che raggiunge. L’attenzione agli ultimi, anche quando si accosta alle vicende della sua terra veneta è sempre rispettosa ed encomiabile, le vicende che racconta sono aderenti alla realtà, ed in genere non troppo complesse, ma sufficienti per far emergere, contraddizioni e personaggi che esplora con rispetto ed acume. Eppure dico subito che il film di ieri non mi ha convinto, in alcuni momenti mi ha urtato, e dispiace dirlo è legato principalmente all’interpretazione, sopra le righe, di Pennacchi che pure è attore ed autore che mi piace moltissimo: i suoi monologhi di Pojana, sono allo stesso tempo indagini sociologiche caricate del senso del grottesco tipico della grande tradizione del teatro veneto. Perché è bene ricordarlo il Veneto non è stato solo Pojanistan, con si suoi padroncini che per i schei passerebbero sul cadavere della loro mamma, di imprenditoria criminale rispetto ai lavoratori ed all’ambiente, sagrestia democristiana e poi vandea leghista che incorona con l’80% dei voti (quasi) una nullità come l’attuale presidente della regione. E’ stata anche terra illuminata dalla potenza della repubblica marinara di Venezia, che fece risplendere per secoli le arti: Canaletto, Tintoretto, Giovanni Bellini, Tiepolo, Tiziano, Giorgione, Veronese, pittori assolutamente tra i più importanti nelle loro epoche. La sfilza di compositori della scuola musicale veneziana in età barocca, e la promozione dei grandi artisti dell’epoca, Antonio Vivaldi in primis. I grandi letterati Baffo, Lamberti, il sommo Carlo Goldoni… di questo grande passato ce ne dimentichiamo per primi noi veneti, tranne i leghisti che lo edulcolorano e travisano. Ma tornando al film, Andrea Pennacchi l’Alvise impacchettato nei suoi abiti troppo stretti, a significare la cafonaggine dell’uomo arrivato economicamente o che vuole arrivare, è il meno attaccato alla sua città dei tre fratelli nati e vissuti in Giudecca. Toni e Pietro fanno i pescatori, le pregiate moeche sono la loro principale fonte di guadagno, e tarano le loro giornate, la loro vita, sui ritmi naturali, con alzatacce alle 4 di mattina, navigando la magica laguna per raggiungere i luoghi di pesca. Alvise, a differenza dei fratelli, abita in una “bella casa”, affitta e poi offre ai turisti appartamenti, ed economicamente se la cava meglio dei fratelli. Il lockdown causato dalla attuale pandemia, toglie totalmente i turisti dalla città di Venezia, quindi lui si trova con gli esborsi degli affitti, senza poter incassare, e di lì una grande voglia di vendere la casa paterna, condivisa coi fratelli, o destinarla ad impieghi turistici… il futuro. Durante una uscita di pesca, con tempo che minaccia tempesta, Toni si allontana dagli altri, non vedendolo tornare il fratello Pietro lo raggiunge e lo trova morto. Dopo i convenevoli del funerale, Alvise parte subito alla carica per convincere a vendere la casa, la cognata, con cui avrà gioco facile, non ha reddito e deve pagare il mutuo, ma Pietro, l’altro comproprietario si rifiuta, lui vuol fare il pescatore. Insomma il conflitto, perso in partenza, tra chi vorrebbe continuare ad abitare e vivere a Venezia, pur nella sua specificità e fragilità e chi, incurante di tutto vuole solo ricavarne profitto e subito, favorendo gli squali immobiliaristi, per fare della città “un bel giro di giostra” di gucciniana memoria, e lasciarla al suo inevitabile destino, Mose o non Mose, dove hanno speculato mafiosamente ed intensamente, e tuttora continuano a farlo. Nonostante buoni momenti di dialogo in veneziano, opportunamente sottotitolati, spesso, soprattutto nella parte finale, si scade nello scontato, nel banale. E’ un peccato perché avrebbe potuto essere un gran bel film; comunque vedibile. Ciao Evandro 1 Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-273996 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 17 Novembre 2021 Autore Condividi Inviato 17 Novembre 2021 ANTIGONE di Sophie Deraspe Drammatico, 109’, Canada, 2019. *** ** (3/5) Visto ieri sera in sala. ATTENZIONE, VIENE SVELATA LA TRAMA DEL DILM, FINALE COMPRESO. Una bambina algerina di pochi anni vede i corpi dei suoi genitori uccisi, buttati in strada davanti casa sua. Subito dopo la vediamo in aeroporto con nonna, sorella e due fratelli ad una dogana del Canada, dove ottengono rifugio. Vive con tutta la famiglia una condizione di rifugiata in aerea suburbana, con tutti i problemi relativi, ma questo non impedisce di far emergere la sua vivace intelligenza, e di brillare negli studi, vincendo anche un premio-borsa di studio. L’ottima regista Sophie Deraspe adatta una vicenda realmente successa alla tragedia classica, individuandone affinità, pur nella evoluzione in una società complessa come può essere quella canadese di Montreal, confinante con gli Stati Uniti. La vita scorre tranquilla in una apparente integrazione, dove solo la nonna non sa una parola di francese, la sorella Ismene lavora in un salone di bellezza e non aspira altro che averne uno suo, sposare una persona per bene, avere figli ed una bella casa, quella che chiama una vita normale . Più problematici i fratelli: Eteocle, un bel ragazzone sportivo ammirato e ben voluto da tutti ed il giovane Polynice, decisamente più problematico, spacciatore affiliato ad una gang di malviventi con precedenti penali. Una sera in un campetto di calcio pieno di ragazzetti, quasi tutti immigrati, irrompe la polizia, c’è un fuggi fuggi generale e nella confusione la polizia spara ed uccide Eteocle, al che il fratello più piccolo insulta ed aggredisce i poliziotti e sarà arrestato. Dati i suoi precedenti penali e la maggiore età, anche se ha appena 18 anni, sarà sicuramente espulso e rimpatriato in Algeria. Antigone non riesce ad accettare questa ingiustizia, Polynice ha semplicemente reagito all’ingiustificata uccisione del fratello da parte dei poliziotti; scopriremo e lo scoprirà con noi Antigone che anche Eteocle, quello che portava i soldi a casa, non era uno stinco di santo, ma anche lui era affiliato alla gang criminale, ma a livello più alto, più “rispettabile”. Antigone, ancora minorenne, decide di sostituire il fratello in galera per farlo fuggire. Si taglia i capelli, cerca di assomigliare il più possibile ad un maschio, poi con l’aiuto della nonna Menecee va a fare visita al fratello in carcere e si sostituisce a lui, che può uscire dal carcere per fuggire negli Stati Uniti. Poco dopo la ragazza viene scoperta e trasferita ad un riformatorio femminile. Qui vediamo emergere la grande intelligenza della ragazza, unita alle altre sue qualità: sincerità, onestà assoluta, amore per il prossimo, ricerca della giustizia, di una vera giustizia. Ed è proprio su questo aspetto finale, la ricerca assoluta della giustizia, di una giustizia superiore a quella degli uomini che ha fatto scattare nella Deraspe, la regista, il parallelo col testo di Sofocle. Antigone non si lascia sopraffare e sia in carcere che nelle udienze di processo, con la purezza dei suoi intenti, affascina e conquista chi le sta vicino. All’esterno sorgono comitati di sostegno per Antigone, favoriti da Hemon, suo compagno di classe ed innamorato, da sempre affascinato dall’intelligenza e dall’integrità di Antigone, cui lei decide di concedersi pur sapendo che non ci sarà futuro per il loro rapporto. Le autorità carcerarie, e non solo, sono imbarazzate ed intenzionate a sgonfiare il caso a ricercare una soluzione soft per la ragazza ed infatti durante il processo, nonostante le dure e pure prese di posizione della ragazza, il tifo da stadio dei giovani presenti in aula, che vengono allontanati, sembra andare in questa direzione risolutiva, fino a quanto la pubblica accusa dice di avere un nuovo elemento: il colloidale di Polynice, il giovane fratello, anziché fuggire si è fatto arrestare e sarà rimpatriato in Algeria. La nonna Menecee deciderà di seguirlo in Algeria, mentre sua sorella Ismene rivendica il diritto a farsi una vita, normale. Nelle scene finali vediamo in aeroporto, scortati dalla polizia ,Polycene, nonna Menecee ed Antigone; durante il percorso la ragazza incrocia, “vede” se stessa, con nonna e fratelli all’arrivo in Canada, immagini potentissime. Grande opera civile, una grande capacità di visualizzazione della vicenda e delle situazioni ed individuazione degli attori, a cominciare dalla splendida Nahema Ricci, ragazza franco-tunisina di origine, al suo spettacolare esordio cinematografico, come moltissimi altri attori del film. L’intensità, la luce, la fermezza del suo sguardo è sconvolgente, dà la forma di reale tragedia classica alla vicenda, analoga a chissà a quante altre, a questo film. Da vedere! Ciao Evandro Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-273999 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Guru Inviato 19 Novembre 2021 Condividi Inviato 19 Novembre 2021 Se avete amato le atmosfere de "La isla minima" non perdetevi questo thrillerone... per me anche più bello. 1 Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-276444 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 20 Novembre 2021 Autore Condividi Inviato 20 Novembre 2021 @Guru Grazie per la segnalazione. La isla minima mi era davvero piaciuta un sacco! Non è programmato in nessuna sala di Padova, ma vedo che è uscito da giorni, speriamo bene. Grazie ancora, ciao Ciao Evandro Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-276534 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Guru Inviato 20 Novembre 2021 Condividi Inviato 20 Novembre 2021 @Partizan A Bologna fortunatamente l'offerta cinematografica è sconfinata. Nonostante qualche critica lo stronchi per me è un grande thriller moderno. Sottogenere che amo tantissimo. A proposito, hai visto lo stupendo "Omicidio al Cairo"? Io ho avuto l'occasione proprio all'indomani del caso Regeni, tragica casualità... Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/3/#findComment-276602 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora