Partizan Inviato 17 Dicembre 2021 Autore Condividi Inviato 17 Dicembre 2021 One Second di Zhang Yimou Drammatico, 105', Cina, 2021. **1/5 *** (2,5/5) Visto ieri in sala. ATTENZIONE, VIENE SVELATA LA TRAMA, FINALE COMPRESO. Casualmente ieri mi sono trovato a vedere, in anteprima nazionale, l’ultimo film di Zhang Yimou, One second. Avevo letto la breve recensione di Emiliano Morreale sulla Repubblica dove ne emerge un giudizio positivo con una valutazione di tre stelle e mezza; poi casualmente ho visto che era in programmazione anche a Padova ed addirittura nel “mio” cinema, il mitico Lux. Nonostante la scomoda programmazione tardo pomeridiana ho deciso di non perderlo e sono contento di averlo fatto, anche se il film sostanzialmente non mi è piaciuto. E’ prima di tutto un atto di amore per il cinema… questi registi, quando diventano vecchi propongono opere sul cinema, non si capisce bene se come tributo o come mancanza di altre idee più originali. Yimou lo inserisce però in un contesto storico ben preciso, la rivoluzione culturale cinese, ed in ambito generazionale come scontro-incontro tra padri e figli. Diciamo che il limite maggiore di questa opera, ovviamente a mio parere, è che non graffia, non scava in profondità… ed allora perché ambientarlo in quella precisa e molto controversa fase storica? Per amor di verità va ricordato che il film doveva essere presentato a Berlino 2020 e che poi fu ritirato per non precisati motivi tecnici, ma pare presumibilmente fosse un atto di censura e che alcune scene siano state rigirate, questo potrebbe spiegare la non incisività, ma un autore se non si ritrova nella sua opera ha il diritto-dovere di rinunciarvi, anche se nel cinema questo può avere, dati i costi, un esito catastrofico a livello economico. Il risultato è un racconto fiabesco con paesaggi magnifici del deserto che circonda il fantomatico secondo distretto, l’amore per la pellicola, la pizza cinematografica contesa. Zhang Jiusheng evaso da un campo di lavoro, dove era finito per una rissa con delle guardie rosse, è alla ricerca della pizza che contiene il Cinegiornale n° 22 che mostra la sua giovane figlia eroe del lavoro, anche se per solo un secondo. Lo vediamo arrivare nel villaggio dove è appena stato proiettato, le pizze vengono caricate su dei borsoni di una motocicletta per essere trasportate al successivo villaggio, ma improvvisamente irrompe Liu, una ragazzetta sporca e scapigliata, ruba una delle pizze, manco farlo apposta quella del cinegiornale, perché deve costruire un paraluce per il suo piccolo studioso fratellino, per proteggergli gli occhi mentre studia la sera. E’ un continuo inseguimento, un road movie sulla stradina nell’assolato deserto, dove dopo un passaggio su un camion, che ha evitato loro la morte per sete, un tentativo di prendere un passaggio da una motocicletta, finalmente raggiungono il villaggio e si imbattono subito in Signor Cinema, una autentica autorità, quasi una divinità… è il proiezionista del locale cinema! Zhang gli consegna la pizza n° 22, in extremis sottratta a Liu, che lo accusa di essere un malfattore e di voler chiamare le guardie. Il protagonista spiega il motivo del suo interesse per il cinegiornale ed il Signor Cinema si tranquillizza ed offre loro il pranzo. Poi quando tutto sembra essere rientrato, un frastuono li richiama fuori dalla locanda, vediamo rotoli di pellicola trascinata sulla strada polverosa, il figlio del Signor Cinema, un povero idiota ridotto in quelle condizioni perché da piccolo aveva bevuto la soluzione detergente per pulire le pellicole, e questo gli aveva comportato lesioni al cervello. Ovviamente delle numerose pizze rimaste nel contenitore, l’unica che ne è uscita ed è stata trascinata nella polvere è la n° 22. Ma il Signor Cinema è un autentico dio, e senza mezzi adeguati decide di far bollire l’acqua per ricavarne acqua distillata e poi, coinvolgendo gli abitanti, molto meglio le delicate abitanti, puliscono con movimenti precisi centimetro per centimetro tutta la pellicola distendendola amorevolmente su filamenti tipo per bucato. Poi ancora con più amore, con dolci movimenti di ventagli donne e ragazze provvedono all’asciugatura. Poi quando tutto è pronto la pizza sparisce nuovamente e Signor Cinema decide di partire ugualmente col film, si tratta di Eroic Sons and Daughters, un patriottico film di guerra, che tutti devono aver già visto dato che tutti cantano le canzoni patriottiche, o forse conoscevano quelle. Impressionanti le scene della enorme sala, dove migliaia e migliaia di persone sedute, abbarbicate dappertutto seguono il film. La quantità di persone presenti dappertutto, moltitudini dappertutto, è quello che colpisce di più in Cina, anche il turista più disattento e sprovveduto non può non notarlo. Difficile vedere in altre parti del mondo tante persone tutte assieme… Alla fine la pizza salta fuori e coltello alla gola Zhang intima a Signor Cinema di proiettarlo più volte, questi acconsente, poi propone di farlo girare il continuo, mediante una tecnica “ad otto” che dice conosce solo lui e pochissimi altri, praticamente un loop continuo. Invita quindi Zhang ad andare a vederlo comodamente in sala, e mentre questi commosso continua a riguardare il cinegiornale, l’operatore ne approfitta per sgattaiolare dalla cabina di proiezione ed andare a denunciarlo alle guardie rosse. Questi arrivano ed al buio iniziano a picchiare la incolpevole Liu, poi identificato, passano a Zhang. Li legano ed al mattino dopo, contattato il campo di lavoro, si mettono in marcia nel deserto per riconsegnarlo alla giustizia. Signor Cinema dice al povero Zhang che gli dispiace per quello che è successo e gli infila qualcosa nel taschino della giacca. Mentre sono in viaggio, una guardia rossa che aveva notato il gesto di Signor Cinema, gli estrae dal taschino un foglio arrotolato dove dentro sono protetti due fotogrammi del famigerato cinegiornale dove appare sua figlia. Con disprezzo, tra le furiose proteste del prigioniero, li getta via. In lontananza Liu vede tutto e si precipita a raccogliere il foglio di carta, non sapendo del contenuto, che la sabbia spinta dal vento nel frattempo ha coperto… Due anni dopo, a rivoluzione culturale finita, o stroncata, vediamo Zhang ben vestito lasciare il campo di detenzione, la situazione è cambiata gli dicono le guardie, è un uomo libero. Lo vediamo tornare nel villaggio, tutto è più bello, più ordinato, più ricco ed anche la piccola Liu è completamente ripulita. Subito felice gli consegna il foglio, lui lo scarta, ma non trova il frammento di pellicola. Lei lo accompagna sul luogo del ritrovamento, provano, a calci, a spostare la sabbia del deserto, poi rinunciano. Fine. Ciao Evandro Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-302016 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
audio_fan Inviato 17 Dicembre 2021 Condividi Inviato 17 Dicembre 2021 Come un gatto in tangenziale, ritorno a Coccia i Morto Filmino di propaganda rozzo e didascalico, eppure godibile. Il maschio-vecchio-pelato-grassoccio (Albanese) del ceto dominante (un presunto "acculturato" che dispone di fondi pubblici nel ruolo non meglio definito di responsabile di un progetto edilizio-culturale) rende edotta la femmina-piacente-incolta-incasinata (Cortellesi) di provenienza "periferica" sulla bellezza e sull' utilità della cultura, dei progetti "ufficiali", dei finanziamenti UE, insomma - in una parola - del Sistema che lo fa campare con un tenore di vita da classe dirigente. . Sullo sfondo personaggi stereotipati come il "prete di periferia impegnato nel sociale", coatti e coatte di periferia del tutto ignari di cosa sia il mondo al di fuori della loro borgata (si suppone che non hanno nemmeno la Tv immagino), occupanti di case che formano una comunità felice e solidale. . Ciò che può essere irritante è la "appropriazione" da parte del ceto dominante (rappresentato da Albanese) dell' eredità di una cultura millenaria rispetto alla quale ci si propone come "sacerdoti" come se il resto del mondo fosse popolato da capre. Appropriazione didascalicamente messa in scena quando il milanese Albanese porta in giro per Roma la "periferica" Cortellesi in un imbarazzante inversione di ruoli con la poveretta che di fronte al Ratto di Proserpina del Bernini riesce solo a commentare la cellulite che si vedrebbe sulle gambe della ragazza di marmo (credo che gli autori nemmeno sappiano bene cosa sia la cellulite per immaginare una scena simile). . Manifesto in chiusura tutta la mia solidarietà alle attrici dei film comici: per forza di cose se non gli tocca baciare Albanese gli tocca Massimo Boldi o magari un invecchiato Pieraccioni, insomma di girare film con George Clooney, Brad Pitt ecc non se ne parla proprio. . p.s. sono l'unico convinto che Albanese sarà pure un ottimo monologhista ed inventore di grandi "macchiette" (tipo Cetto Laqualunue) ma... non sa recitare? Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-302097 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ferdydurke Inviato 17 Dicembre 2021 Condividi Inviato 17 Dicembre 2021 @Partizan Sinceramente mi è sembrato un film molto scadente sia come trama che per la sceneggiatura e pure la recitazione faceva pena…Woody ci ha dato in passato molto di meglio…per me invedibile Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-302165 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 17 Dicembre 2021 Autore Condividi Inviato 17 Dicembre 2021 @ferdydurke Non sono del tutto d'accordo, soprattutto in relazione alle tantissime schifezze che passano sullo schermo. Ciao Evandro Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-302497 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Membro_0015 Inviato 18 Dicembre 2021 Condividi Inviato 18 Dicembre 2021 The tragedy of Macbeth di polanski 11 minuti di skolimovski Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-302982 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
senek65 Inviato 19 Dicembre 2021 Condividi Inviato 19 Dicembre 2021 Il 6/12/2021 at 11:18, Partizan ha scritto: Visto ieri sera in sala. Che dire, brutto veramente, anche se non fastidioso come altri suoi film. Sarà che mi aspettavo tutt'altro film , ma a me è piaciuto. Forse proprio per quelli che tu definisci difetti. Più che un racconto lo vedo quasi come un sogno. 2 Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-304439 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Guru Inviato 19 Dicembre 2021 Condividi Inviato 19 Dicembre 2021 House of Gucci: sarà che mi piacciono le saghe familiari ma l'ho gradito molto. Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-304482 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 19 Dicembre 2021 Autore Condividi Inviato 19 Dicembre 2021 @senek65 Ci sta che un film possa piacere ad uno e non ad un altro 😉 Tuttavia rimango sconcertato per quanto è quotato Sorrentino, e personalmente non ho dubbi nel considerarlo un regista mediocre... Ciao Evandro Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-304838 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
senek65 Inviato 19 Dicembre 2021 Condividi Inviato 19 Dicembre 2021 1 ora fa, Partizan ha scritto: Tuttavia rimango sconcertato per quanto è quotato Sorrentino, e personalmente non ho dubbi nel considerarlo un regista mediocre... Non ho competenza per giudicare il lavoro di un registra al di là del fatto che mi piaccia o no il suo lavoro. Per farti un esempio non riesco a guardare i film di Fellini. Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-304920 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 19 Dicembre 2021 Autore Condividi Inviato 19 Dicembre 2021 @senek65 Questo è MOLTO più grave!😉 🤣😱 Ciao Evandro 1 Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-304926 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
OLIVER10 Inviato 19 Dicembre 2021 Condividi Inviato 19 Dicembre 2021 Il 7/12/2021 at 19:07, regioweb ha scritto: il film di Sorrentino ha lasciato anche me un po’ indifferente, È un minestrone tra Amarcord di Fellini e Ovosodo di Virzì ma manca della magia del primo e dell'ironia sferzante del secondo. Alla fine risulta una passerella di personaggi grotteschi stile famiglia Addams. Si salva la fotografia di Napoli. Ovviamente parlo per me. Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-305012 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
raf_04 Inviato 20 Dicembre 2021 Condividi Inviato 20 Dicembre 2021 16 ore fa, OLIVER10 ha scritto: Alla fine risulta una passerella di personaggi grotteschi vero, però io non sono così tranchant sul film come lo sono stati altri forumer. Certo, mi aspettavo di più visto il clamore che lo ha preceduto, ma alla fine ho trascorso 2 ore piacevoli. A parte la fotografia incantevole, sono proprio i personaggi che "reggono" il film passando drasticamente dalla parte più divertente della storia a quella più drammatica, con lo spartiacque rappresentato dalla tragedia di Roccaraso. Non dimentichiamo che si tratta di un film autobiografico, quindi rappresenta tutto quello che il regista ha vissuto con i suoi occhi e il ricordo che gli ha lasciato... Io darei un bel 7. . Nota di servizio: Luisa Ranieri è una topolona clamorosa! Non la conoscevo affatto, ma ora muoio di invidia per il Commissario Montalbano (ma stì lazzi, tutte lui ce le ha, le fortune? 😉 ) Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-305561 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ferdydurke Inviato 24 Dicembre 2021 Condividi Inviato 24 Dicembre 2021 Ieri sera ho visto The Last Duel, il bel film di Ridley Scott che ci narra di una vicenda accaduta nel XIV secolo tra due vassalli in Francia. Ho letto che il film non è stato un grande successo al botteghino, ma a me è piaciuto molto, sia per l'ottima recitazione (cast stellare con Matt Damon, Jodie Comer, Adam Driver e BenAffleck), sia per la precisa e avvincente sceneggiatura sia per l'ottima la tetra fotografia che ci porta diretti nella buio atmosfera medievale. Imperdibili le scene del duello tra i due contendenti, di un realismo impressionante. Qualcuno l'ha visto? Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-309290 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 25 Dicembre 2021 Autore Condividi Inviato 25 Dicembre 2021 SCOMPARTIMENTO N.6 di Drammatico, 107’, Finlandia, Estonia, Germania, Russia, 2021. *** ** (3/5) Visto ieri sera in sala. ATTENZIONE VIENE SVELATA LA TRAMA, FINALE COMPRESO. Juho Kuosmanen, il simpatico regista ha aperto la proiezione ringraziando il pubblico in sala, “i film hanno bisogno di un pubblico”, un buon incipit. Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Rosa Liksom (che non ho letto), è ambientato in un mondo che non c’è più. La fine del secolo scorso, l’Unione Sovietica, un mondo non ancora omogenizzato, stritolato, frantumato dagli individualistici smartphone, il vero virus dei tempi moderni, lo scardinatore della privacy, lo strumento di controllo totale sull’individuo, con buona pace dei no wax. Nel disfacimento dell’impero sovietico, si crea una nuova classe di intellettuali che attraggono intellettuali da tutta Europa, attirati dai fermenti artistici che si liberano immancabilmente quando la storia si produce in grandi virate. Soprattutto dai vicini paesi nordici, come la giovane finlandese Laura che frequenta l’Università di Mosca, è l’amante della professoressa Irina, che nel suo grande e lussuoso appartamento da’ continui ricevimenti e feste, partecipate dal bel mondo dell’intelligentia, quel mondo le piace, come le piace il lusso della casa, i begli oggetti, il concetto stesso di bello. Irina e Laura programmano un viaggio a Murmansk, al circolo polare artico, per vedere i petroglifi, misteriose incisioni preistoriche. All’ultimo momento la professoressa rinuncia, ma Laura decide di partire da sola: sarà un lunghissimo viaggio in treno che attraverserà 2.000 chilometri di Russia del nord. Appena accomodata sul suo scompartimento, il numero sei appunto, si rende conto che dovrà condividere l’angusto spazio con un buzzurro, un giovane russo, anche lui diretto a Murmansk, ma per motivi diversi, lui disoccupato, in cerca di un riscatto sociale affronta tutto questo per andare a lavorare, in condizioni proibitive, in una miniera di terre rare. Il giovane Ljoha, gran bevitore come tutti i russi, è un gran maleducato e quando si rivolge a Laura lo fa in modo brutale e volgare. Laura chiede alla capotreno di poter cambiare scompartimento, ma è impossibile, il treno è pieno, la ragazza fa buon viso a cattivo gioco e, approfittando delle assenze del suo compagno di viaggio, confida alla sua telecamera le sue annotazioni ed impressioni. Proseguendo il viaggio inizia a notare anche degli aspetti positivi nel giovane; lui prova anche ad abbordarla, ma quando si rende conto della distanza sociale rinuncia. Il treno fa delle lunghe fermate in cui i passeggeri scendono. In una di queste occasioni, in cui Laura continua ad entrare in cabine telefoniche per provare a contattare Irina, che evidentemente la ha scaricata, Ljoha, dopo aver rubato una macchina, le propone di andare a trovare una vecchietta molto simpatica. Laura stranamente accetta e dopo un viaggio in una tormenta di neve, passerà una serata davvero divertente, bevendo come una pazza, ma notando anche il buon cuore del ragazzo che ha portato un sacco di provviste alla signora e che la mattina dopo si alzerà di buon’ora per spaccar un bel po’ di legna per l’ospite. Laura è sempre perplessa nei confronti di Ljoha, ma ha anche dei moti di simpatia, come quando al vagone ristorante gli consegna un bel ritratto a matita che gli ha fatto mentre lui dormiva nello scompartimento, gli chiede anche che anche lui le faccia un ritratto, lui nascondendo il foglio con la mano lo porta a termine, ma non glielo consegna perché dice è troppo brutto. Ad una fermata vediamo la capotreno discutere con un ragazzo, cercando di fargli capire che lui ha prenotato su un altro vagone, ma lui è finlandese e non capisce, interviene Laura che con la sua parlata finlandese rassicura il ragazzo, ed anzi lo invita nello scompartimento. Ljoha non gradisce l’intruso ovviamente e come rifiuto si mette a dormire. Il nuovo ragazzo è esattamente l’opposto di quello russo, tutto sorridente, educatino, ha una grossa custodia, ne tira fuori una chitarra ed inizia ad accompagnarsi il canto di dolci ballate folk, per Ljoha è troppo e ripetutamente abbandona lo scompartimento. Il giovane finlandese scende con la sua chitarra la fermata prima di Murmansk, sorrisi saluti, ma poco dopo Laura cerca la sua videocamera e si rende conto che le è stata rubata dal suo gentile connazionale; è molto dispiaciuta perché contiene tutti i ricordi di Mosca, le feste e le persone che frequentano la casa di Irina, oltre alla casa stessa. Ma se ne fa una ragione, la vive come una lezione di vita. In prossimità dell’arrivo, e quindi della separazione, Ljoha e Laura vanno nel vagone ristorante, consultano il menu, Ljoha si affida a lei, ma non è rimasto più niente –il viaggio è ormai alla fine- solo dei miseri panini; Laura ordina champagne, il ragazzo assaggia, non gradisce e ordina una bottiglia di cognac, per pagarlo vende l’orologio al barman… Scendono dal treno e le loro strade si dividono, vediamo Laura in hotel che cerca da subito una escursione per vedere i petroglifi, ma nella stagione invernale, le spiegano, non sono raggiungibili; mancano le strade, la neve è troppo abbondante… Laura accetta di fare altre escursioni che le risultano poco interessanti, prova a contattare personalmente dei tassisti per cercare un passaggio per i suoi reperti archeologici, ma deve essere veramente pericoloso, perché tutti declinano. Prende allora un taxi e si fa accompagnare alla fabbrica di Ljoha e lascia l’indirizzo del suo hotel a dei colleghi del ragazzo; lui è incredulo e felice e va a far subito visita della ragazza in hotel. Venuto a conoscenza delle difficoltà che ha avuto, si offre di aiutarla a realizzare il suo obbiettivo. Trova velocemente un tassista che li accompagnerà, con grande abilità alla guida, fino al porto da cui partono le spedizioni archeologiche. Mare grosso, tempesta in arrivo sono le motivazioni che tutti i pescatori adducono per rifiutare di trasportarli, ma finalmente uno accetta e li trasporta sull’isola. Qua li vediamo soddisfatti, Laura cammina sulle rocce guardando in basso, salta di qua in là, non sapremo mai se ha visto o meno questi petroglifi. Il tempo peggiora, inizia a nevicare, vediamo una imbarcazione apparentemente rovesciata su un fianco sugli scogli, i due ragazzi scherzano sul fatto se riusciranno mai a tornare indietro. Ma poi vediamo un taxi che ritorna, accompagna Laura in hotel e prima di scendere il conducente consegna alla ragazza un foglietto di Ljoha, è il suo ritratto, quello che il giovane russo non aveva voluto consegnarle in treno, con una bella scritta: VAFFANCULO. Infatti appena saliti mentre Ljoha la importunava, le aveva chiesto come si dice “ti amo” in finlandese e lei prendendolo per il cūlus le aveva dato la traduzione appunto di vaffanculo… Questo road movie dei sentimenti, della emancipazione, della ricerca della libertà, ha la particolarità di avvenire su rotaie, quindi un tragitto obbligato, che come ha detto qualcuno lo rende più legato al destino alla fatalità… La splendida interpretazione della star russa emergente Yuriy Borisov e della magnifica attrice finlandese Seidi Haarla aiuta molto a vincere la monotonia della pellicola che, con una fotografia morbida ed impastata attutisce la durezza del paesaggio della steppa innevata, e la spigolosità dei personaggi. Una ottima regia, decisa nelle scelte di fondo, che appunto si discostano moltissimo dal romanzo a cui è ispirato, nella progressiva definizione dei personaggi, nell’incastro delle situazioni, nonostante l’immancabile lentezza, lo rende accettabile e godibile. Non un capolavoro, ma vero cinema. Da vedere. Ciao Evandro Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-310175 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 26 Dicembre 2021 Autore Condividi Inviato 26 Dicembre 2021 TUTTI LO SANNO di Asghar Farhadi Drammatico, 130’, Spagna, Francia, 2018. **1/5 *** (2,5/5) Me lo sono proiettato ieri sera. ATTENZIONE VIENE SVELATA LA TRAMA DEL FILM, FINALE COMPRESO. Ne avevano parlato così male di questo film europeo del grande Farhadi che le mie aspettative erano talmente basse da trovarlo bello, da apprezzarlo. Poche storie, Farhadi è uno dei pochi che sa davvero fare grande cinema, ne ha decodificato i meccanismi ed è in grado di gestirli a suo piacere, con i risultati che tutti conosciamo. Ed anche qui, in questa opera, ci sono delle riprese di altissima qualità, che mozzano il fiato; la produzione di alto livello gli ha permesso mezzi di cui probabilmente in precedenza non poteva disporre, e la pulizia e la bellezza delle immagini sono lì a testimoniarlo. I meccanismi delle sue vicende-sceneggiature sono molto geometrici oltre che correlati tra loro, ed oltre alla estrema bravura degli attori a cui si rivolge, è lo scavo piscologico che fa sul personaggio ad aggiungere valore, nella essenzialità delle vicende, che a noi di cultura diversa spesso sembrano lunari, ma allo stesso tempo credibili, vere. Forse sta qua l’inghippo, la presunzione del regista iraniano di gestire le psicologie dei personaggi europei, forse più complesse, sicuramente diverse e movimentando le vicende, il ritmo per adattarlo al nostro sistema di vita caotico. Il risultato è che nell’avvicendamento delle sequenze iniziali non si capisce quello che sta succedendo, creando fastidio. Uno stuolo di belle donne è affaccendato nella preparazione del matrimonio della sorella più giovane di Laura (Penelope Cruz) la protagonista col marito Javier Bardem che nella finzione filmica è Paco, amico ed in gioventù amante di Laura. Scopriamo per gradi che Laura dopo la fine del rapporto con Paco, probabilmente anche a causa dei dissesti finanziari della famiglia, causati dalle perdite dello scorbutico padre ai tavoli di gioco, Laura è andata in Argentina, ha sposato Alejandro ed ha due figli. Il ritorno al paese natio nella regione de La Rioja, zona a fortissima vocazione vitivinicola, Laura lo farà solo con i figli perché il marito ha inderogabili impegni di lavoro; evidentemente non è tornata a casa da parecchio tempo, trova molte cose cambiate, suo padre è diventato un vecchio con difficoltà a deambulare, è un po’ spaesata in tutto quel trambusto di preparativi, sua figlia Irene è scatenata, si apparta con un ragazzo sul campanile e apprende che sua mamma da giovane ha avuto una relazione con Paco, in paese “lo sanno tutti”, poi scorrazza per la campagna guidando a scavezzacollo la moto di un amico, e cadono anche. Il giorno dopo tutti in ghingheri per la cerimonia, poi grande tavolate con cibo a iosa e conseguenti bevute, i partecipanti un po’ alticci fanno casino, danzano, poi ormai è sera fonda, parte l’illuminazione, tutti si danno da fare per farla ripristinare, Paco procura un generatore. Laura sale in camera e trova la porta chiusa a chiave, continua a chiamare Irene che non risponde. Abbattono la porta e scoprono che la camera è vuota, sul letto ritagli di giornale di un rapimento di una bambina, qualche anno prima e nella stessa zona, l’epilogo fu tragico. Tutti le sono vicini, iniziano le ricerche, nel frattempo Laura riceve un messaggio sul telefonino: è l’annuncio del rapimento che prevede un riscatto, con l’avvertenza di non avvisare la polizia per evitare una brutta fine alla ragazzina. Paco salta in macchina a folle velocità, sostiene che non possono essere lontani, ma non può sapere chi sono, né la direzione… la povera mamma è spaventata a morte, ma è determinata a fare in modo che la polizia non sia informata dell’accaduto. Esplodono le prime tensioni, il litigioso e rompicojoni padre di Laura, viene prelevato da un bar dove stava insultando tutti ed imperterrito prosegue una volta a casa, rinfacciando che una volta era tutto suo, che tutti gli devono la posizione, il benessere che hanno, compreso Paco a cui imputa di aver comprato i terreni di Laura sottoprezzo, lei interviene a difesa di Paco, giustificando la vendita con la fretta che aveva di farlo e la scarsità di risorse economiche di Paco stesso, alla fine a lei andò bene così… Cominciano le tensioni in famiglia, che si accentuano dopo che il cognato della protagonista con Laura e Paco sono andati a consultarsi con un amico, un poliziotto in pensione, che ascoltando i racconti comunica loro che il tipo di informazioni riservate di cui dispongono i rapitori, fa pensare a persone molto vicine, forse familiari stessi; inorridiscono, ma la tensione sale ulteriormente tra i familiari. Laura telefona al marito Alejandro, gli racconta di quanto successo e gli intima di raggiungerla. Nel frattempo scopriamo che questo marito facoltoso, che aveva fatto una grossa donazione per sistemare la facciata della chiesa del villaggio, nel frattempo è fallito e sono due anni che è disoccupato, e la sua non partenza era legata ad un colloquio di lavoro, che tra l’altro non aveva avuto buon esito. Arrivato dapprima sembra convinto di dover avvisare la gendarmeria, poi si ricrede e dice di confidare nel suo dio per la soluzione (forse in Iran caro Farhadi, qui da noi non funziona così); poi viene accompagnato dall’ex poliziotto che dopo averlo ascoltato gli precisa che se si rivolgesse alla polizia sarebbe il primo ad essere sospettato, vista la sua situazione, e consiglia la combriccola di simulare una raccolta di soldi per permettere un allungamento dei tempi, almeno. Paco il più benestante simula di voler vendere la sua campagna, le sue viti; va dal suo socio e gli propone l’acquisto, la notizia salta di bocca in bocca in paese, anche perché si dice che caratterialmente e come comportamenti Irene assomiglia troppo a lui. Laura è sempre più determinata alla soluzione con pagamento del riscatto e per forzare Paco a mettere realmente a disposizione la somma richiesta gli rivela che Irene è realmente sua figlia! Dopo che si erano lasciati e che lei era andata a Buenos Aires, lei era tornata a far visita i genitori e si erano incontrati, poi mentre lui la accompagnava all’aeroporto per tornare in Argentina, avevano fermato l’auto ed avevano consumato un ultimo rapporto. Tornata a casa si rese immediatamente conto di essere incinta di lui, voleva abortire, ma fu proprio Alejandro, il marito che insistette perchè la tenesse, vide il fatto come un segnale del suo dio, che gli offriva una via di scampo alla sua situazione di semialcolizzato, ed in effetti da allora non toccò più un goccio di alcool, e giurarono a se stessi che mai avrebbero rivelato a nessuno la vera paternità di Irene. Le cose non vanno bene a casa di Paco, sua moglie Bea è convinta che sia tutto un raggiro per sfilargli i quattrini, con tutta la fatica che hanno fatto prima a bonificare quei campi e poi il grosso investimento di denaro e fatica a piantare e coltivare le viti, ma il carattere generoso ed irruento, con l’aggiunta della nuova responsabilità di padre, lo porta a vendere per raccogliere la somma del riscatto. Irene, come concordato, alla consegna dei soldi, viene rilasciata. Tornato a casa Paco cerca invano Bea: sua moglie se ne è andata. Distrutto, ma con il viso sorridente di chi è convinto di aver fatto la cosa giusta si butta letteralmente sul letto. Nelle scene precedenti avevamo visto Ana, la figlia di Mariana, sorella maggiore di Laura, raggiungere il marito (ufficialmente in Germania a cercar lavoro, con il loro rapporto dichiarato agli sgoccioli nonostante abbiano una bambina di pochi anni) che insieme ad un’altra persona, apparentemente un immigrato, sta tenendo prigioniera la ragazza. Ana intima al marito di rinunciare al rapimento, di liberare immediatamente Irene, in caso contrario lei rivelerà tutto… hanno sbagliato a compiere una cosa del genere, e la situazione è diventata insostenibile! Il marito la rassicura, le dice che non è prudente lasciare libera una ragazza di sedici anni di notte, lo farà certamente la mattina. Il turbamento di Ana, le sue vesti bagnate, le sue scarpe sporche di fango insospettiscono sua madre che ha sorvegliato la bambina mentre la figlia “andava dal medico”. Il mattino dopo, a liberazione avvenuta con una Irene spaventatissima e sotto shock, si organizza il rientro in Argentina, vediamo la famiglia al completo in auto con bagagli appresso, partono. Mariana vede suo marito Fernando, l’amico del poliziotto in pensione, seduto al bar e con aria severa gli dice che gli deve parlare, siede anche lei e finisce il film. Una trama complessa, le molte cose che il film vuole dire circa la complessa fragilità delle relazioni umane, sui sensi di colpa, la fatalità inevitabile di certe cose, più le osservazioni fatte all’inizio portano questo film ad essere comunque un’opera non riuscita, nonostante le grandissime interpretazioni di Cruz, Bardem e di tutti gli altri; una passione di fuoco messa a disposizione dagli ottimi attori, non gestita, non incanalata a dovere per un film che appunto vuol essere troppo, snaturando la sua veste noir. Da vedere comunque a mio avviso. Ciao. Evandro Link al commento https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/5/#findComment-310636 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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