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Le differenze: non le sento, ergo, non esistono.


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22 ore fa, Paperinik2021 ha scritto:

In pratica siamo alla "realtà aumentata audio", preferita alla realtà in natura.

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Non necessariamente preferita, sebbene qualcuno come succede in altri hobby vi trova rifugio per fuggire dalla realtà. In pratica stiamo confrontando due ambiti di ascolto diversi.

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22 ore fa, mozarteum ha scritto:

Per carita’

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Certo chiediamo a chi in quel campo non ne sa nulla, così siamo più sicuri che abbiamo una risposta genuina. Totalmente inutile, ma almeno è genuina. Certe volte mi sorprendo delle ingenuità che si possono scrivere qua. Anche perchè non esiste un suono dal vivo di riferimento neanche per gli strumenti acustici classici. Il loro suono dipende anch'esso da dove suonano (Teatro, aperto, Auditorium, buca o palco), come sono fatti, chi li suona, chi li dirige, dove si ascolta ecc.

 

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Diablo le chiacchiere stanno a zero. La verosimiglianza (non altro) richiede esperienza assidua del suono vero. Ho sentito impianti di audiofili orgogliosi che non hanno alcuna verosimiglianza. Io stesso mi arrabbio col mio come ieri sera (e’ un full mbl non il massimo ma manco una chiavica). Sara’ stata la corrente o il fatto che

lunedi’ ho sentito in prima fila il pianoforte bei due libri dei preludi di debussy, ma alla fine ho spento.

 

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20 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Si ricaverebbe tutto da un segnale musicale

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Questo "tutto" mi sfugge. Comunque quello che intendo dire è che sai già che i DAC sono diversi dalle misure normali, con le misure chiamaiamole musicali saranno ugualmente diverse no?

Magari coi cavi può essere più interessante, però anche lì ci sono macrocaratteristiche che cambiano (Resistenza induttanza e capacità) mi aspetto che qualche valore diverso salti fuori anche lì.

Però non riuscirai ad individuare delle caratteristiche di segnale che poi riconosci una volta uscite dall'altoparlante (per le misure ambientali ci sono limiti invalicabili fino a che non si riuscirà a costruire una testa artificiale equiparabile all'ascolto umano).

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20 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Quante "attenzioni" !!

Tutte azzerate invece nel momento in cui si confronta alla vista degli occhi

Li sparisce tutto, lo stress e tante altre amenità che sorgono soltanto se sopra i dac gli si mette un telo nero

No, mi spiace, state barando 😄

 

Non è questione di barare, è questione di trovare risposte in qualche modo utili. Per come sono condotti ora i test in cieco quando le risposte non sono discriminanti, non puoi concludere nulla.

.

Pensaci, in condizioni di ascolto normale:

- Sai cosa sta suonando quindi il processo di attribuzione delle varie caratteristiche non è incerto. Certo potresti essere soggetto a influenze e pregiudizi, ma potrebbero essere anche due oggetti similari, non da acquistare, in cui il condizionamento è molto minore o in teoria non c'è proprio.

- Puoi essere stress free

- Puoi ascoltare ciò che vuoi per quanto tempo vuoi

- Puoi decidere il volume

- Puoi fare confronti quante volte vuoi

- In generale non ti corre dietro nessuno per formulare un giudizio.

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In condizioni di Test:

- Non sai cosa sta suonando. Se le differenze sono minimamente sottili vai in confusione facilmente nell'attribuire le caratteristiche a oggetti che non conosci, e magari non sei sicuro neanche se suoni A o B.

Il risultato è che il cervello si inventa risposte a caso interpretando stimoli ambigui. Questo è quello che succede quando bendati non si distingue una mela da una pera, nell'ambiguità essendo abituati a fare affidamento anche su altri sensi ci si inventa risposte a caso. E inutile dire che le differenze tra mela e pera esistono veramente, le abbiamo imparate associando la vista a un effetto (vedo mela --> gusto mela). Certo questo è un "condizionamento" ma è conoscitivo, non lo sarebbe nel caso in cui si trovasse una mela che sa di pera.

- Ascolti ciò che è proposto per il tempo proposto

- Il volume è in genere fisso

- Sei costretto a formulare un giudizio in breve tempo.

 

 

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15 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Diablo le chiacchiere stanno a zero. La verosimiglianza (non altro) richiede esperienza assidua del suono vero. Ho sentito impianti di audiofili orgogliosi che non hanno alcuna verosimiglianza. Io stesso mi arrabbio col mio come ieri sera (e’ un full mbl non il massimo ma manco una chiavica). Sara’ stata la corrente o il fatto che

lunedi’ ho sentito in prima fila il pianoforte bei due libri dei preludi di debussy, ma alla fine ho spento.

.

Premetto che eviterei di fare esempi giudicanti nel particolare, sto parlando in generale.

Il mio punto è: tu o chi altro sei in grado di giudicare perchè sei un audiofilo non perchè sei un musicolfilo (nel tuo caso sei anche musicofilo e ti fa bene esserlo ma non è un prerequisto). Altrimenti se non sai cosa aspettarti, se non hai mai fatto confronti con altri impianto HI-FI come potresti giudicarli?

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Saresti ingenuo a voler riprodurre quel pianoforte simile a casa tua. Sono due cose diverse uno è uno strumento, l'altro un dispositivo elettro-meccanico è inutile che ti ci arrabbi. Arrabbiati se senti altri impianti che fanno meglio del tuo (magari pure costando meno).

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Senza contare che la verosimiglianza deve essere in primis nell'incisione. Altrimenti fatti un impianto in grado di colorare sempre il suono nella direzione che ti piace o ti sembra più verosimile (scelta legittimissima). Avresti meno fedeltà alla sorgente, ma più fedeltà al messaggio originale diciamo.

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Diablo ma ti pare che in 50 anni di audiofilia non ho sentito impianti? Altro che 100.

il Punto e’ solo uno ed e’ evidente dalla sezione Musica. La

musica acustica (classica in particolare) sta ancora ai carmina burana e miles davis e poco piu’. Vi incavolate (in generale non tu) date dei presuntuosi agli altri (come se fosse una colpa frequentare la musica vera un museo vero una donna vera) ma a mio superbo avviso cultura generale e musicale sono necessarie anche all’hifi.

 

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12 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Diablo ma ti pare che in 50 anni di audiofilia non ho sentito impianti? Altro che 100.

il Punto e’ solo uno ed e’ evidente dalla sezione Musica. La

musica acustica (classica in particolare) sta ancora ai carmina burana e miles davis e poco piu’. Vi incavolate (in generale non tu) date dei presuntuosi agli altri (come se fosse una colpa frequentare la musica vera un museo vero una donna vera) ma a mio superbo avviso cultura generale e musicale sono necessarie anche all’hifi.

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Appunto, tu come me sei a pieno titolo un audiofilo. Ci sono audiofili che ascoltano perlopiù Rock, elettronica, Metal e altre cose. Magari sono stati a concerti live dei generi a loro affini. Mi stai dicendo che loro se non ascoltano tutto il giorno classica e Jazz sono meno audiofili di te?

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Magari hanno molta più esperienza di ascolti e confronti, sono in grado di dirti se hai un problema ambientale di posizionamento, ti possono suggerire altri componenti ecc.

.

Quando vado Alla Scala il mio primo pensiero non è quello di chiedere al mio vicino di posto (quando si poteva) che cosa mi consiglierebbe per ascoltare quello che abbiamo sentito stasera a casa? Sono convinto che nella maggior parte dei casi mi guarderebbe stralunato.

Certo anche per me è un ottimo plus avere esperienze di ascolto dal vivo (culturale, di allenamento all'orecchio ecc), ma quell'esperienza in modo molto parziale la puoi traslare agli apparecchi Hi-FI. Perchè sono domini diversi.

Se non riesci ad accettarlo dubito che sarai mai soddisfatto. Anzi credo proprio che il primo insegnamento dell'ascolto dal vivo sia proprio: ok questa è una cosa diversa dal farsi le pippe sugli impianti.

 

 

 

 

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4 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Ma figurati 

.

Vedi che allora hai un problema di piedistallo, non riesci neanche ad accettare che qualcun altro possa avere esperienze diverse arrivando da percorsi diversi.

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Vuoi davvero un confronto Live Vs Riprodotto? L'unico modo sarebbe questo:

 

 

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20 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

C’è poi forse una quarta categoria, quella degli audiofili disincantati. Questi hanno imparato che l’esperienza dal vivo e l’esperienza dell’ascolto a casa propria sono diverse, per molti versi incomparabili. Rassegnati a questo, si accontento di godere della musica dal vivo, per come viene e quando possono, e del loro impianto, per come suona.

 

Quasi quasi mi iscrivo alla categoria. Così mi evito anche di sentire i criticoni delle sale da concerto, che "ti imparano" che Alla Scala si sente male e dove vanno loro è tutta un'altra roba. 😂

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23 minuti fa, _Diablo_ ha scritto:

Vuoi davvero un confronto Live Vs Riprodotto? L'unico modo sarebbe questo:

Sono strumenti fonogenici. Ma la questione e’ diversa: si parla di verosimiglianza non di confronto a/b vero riprodotto.

 

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4 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Certo l’acustica della

philarmonie o del nuovo teatro di Firenze e’ un’altra cosa.

 

Ma è chiaro che in quell'occasione non me ne frega una sega, perchè se vado a sentire quello dal vivo è per sentire quello dal vivo.

 

4 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Ma quale piedistallo, non e’ una colpa frequentare la musica vera nel

modo migliore possibile. Qua sembra che uno debba scusarsi cosa ridicola

.

Non è che devi scusarti, smetterla di sparare sentenze sbagliate sarebbe già un buon passo.

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3 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Sono strumenti fonogenici. Ma la questione e’ diversa: si parla di verosimiglianza non di confronto a/b vero riprodotto.

.

Quello è l'unico modo per avere verosomiglianza, stesso ambiente e presa diretta dell'evento. In caso di riproduzione c'è tutta una catena di mezzo da considerare che fa da filtro tra il reale e l'artificio, senza contare l'ambiente diverso.

 

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