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Melius Club

Le differenze: non le sento, ergo, non esistono.


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Inviato

E scientificamente provato, che la memoria uditiva dura 3 secondi. Io non so sinceramente cosa ricorderei di un suono sentito la sera prima. Faccio un impianto su quello che ricordo. Non molto

 

  • Melius 1
Inviato
6 minuti fa, Ggr ha scritto:

E scientificamente provato, che la memoria uditiva dura 3 secondi. Io non so sinceramente cosa ricorderei di un suono sentito la sera prima. Faccio un impianto su quello che ricordo. Non molto

.

Questa invece è una semplificazione inesatta legata alla memoria a breve termine in compiti fonetici di attenzione, ma ricorderesti benissimo la voce di un tuo caro e la distingueresti in mezzo a tante senza alcuna difficoltà.

Ciò che è pregnante o rilevante viene memorizzato nella memoria a lungo termine. Lo stesso può avvenire per interi pezzi o particolari musicali. Certo non puoi pretendere che arrivino tutti i dettagli e siano richiamati intonsi, e man mano che passa il tempo vengono rielaborate o perse, ma se lo stimolo è ripetuto, fortemente emotivo e/o ci dedichi attenzione si sedimenta e può diventare quantomeno familiare o un riferimento.

Inviato
12 minuti fa, alexis ha scritto:

Se fosse così non riconosceresti nemmeno la voce della moglie quando ti chiama per il pranzo… 😋

 

Lì può subentrare un altro meccanismo difensivo dovuto all'abitudine: il sistema orecchio-cervello applica un filtro notch selettivo a -100db sulle frequenze della moglie. Filtro che si disattiva provvidenzialmente solo in caso di chiamata ai pasti 🤣

Inviato

@alexis

…che è pure un altro motivo per evitare di sposarsi ! 
😂😂😂

Inviato

Sbaglio o qua disquisiamo di dettagli particolari, che solo con un ascolto attento si colgono. Un conto è riconoscere una voce, quella la riconosco anche dal citofono, un conto è ricordarne tutti i dettagli e le inflessioni di quella voce. Chissa quante volte le noatre mogli o compagne/compagni ci hanno parlato con mezzo tono in piu o in meno senza che ce ne accorgessimo, però le abbiamo riconosciute lo stesso. 

Inviato
46 minuti fa, _Diablo_ ha scritto:

rinascimentali

??

Inviato

Ggr vero. Percio’ serve pratica assidua.

Quanto al mio concetto di verosimiglianza espresso piu’ volte ma non importa e’ la sensazione di aver sentito quel suono una volta da qualche parte. Puo’ essere la Scala dalla mediocre acustica (ma voi ne parlate senza esserci manco stati e non dico certo di Granco o Stanzani che vedro‘ domani sera) i cui spettacoli ottimi mi hanno indotto a fare a me romano l’abbonamento, puo’ essere la Philarmonie puo’ essere anche la Chiesa di San Zeno.

Quanto agli altri generi benissimo. Ma

nascono gia’ elettrificati (il rock e’ elettrico non e’ acustico se non per la batteria forse) e quindi il discorso audiofilo e’ diverso.

Cosi’ come per le voci con il

gelato in mano…

 

Inviato
6 ore fa, leonida ha scritto:

anche eventualmente maggiore del corrispondente reale.

Ma deche

Inviato
1 ora fa, alexis ha scritto:

Se fosse così non riconosceresti nemmeno la voce della moglie quando ti chiama per il pranzo…

Non puoi paragonare la voce della moglie con un segnale a spettro complesso

Comincio a desistere, si fa troppa confusione

Sarebbe come dire ricordarsi della forma di una foglia a confronto di un foliage visto in questi posti

Parco del Monte Beigua

Colli Piacentini

Val Masino

Foresta Umbra

Langhe

Valle dei Mocheni

Foreste Casentines

 

  • Melius 1
Inviato
1 ora fa, _Diablo_ ha scritto:

Questa invece è una semplificazione inesatta legata alla memoria a breve termine in compiti fonetici di attenzione, ma ricorderesti benissimo la voce di un tuo caro e la distingueresti in mezzo a tante senza alcuna difficoltà.

Ciò che è pregnante o rilevante viene memorizzato nella memoria a lungo termine. Lo stesso può avvenire per interi pezzi o particolari musicali. Certo non puoi pretendere che arrivino tutti i dettagli e siano richiamati intonsi, e man mano che passa il tempo vengono rielaborate o perse, ma se lo stimolo è ripetuto, fortemente emotivo e/o ci dedichi attenzione si sedimenta e può diventare quantomeno familiare o un riferimento.

Guarda che dall'orecchio al cervello arrivano poche informazioni, e tutte le volte che ripeti un ascolto queste (poche) informazioni si rimescolano

Parlate di soggettività e percezione che è meglio, l'uomo non è assolutamente adatto per confronti oggettivi, per questi ultimi ci vogliono le misure

Quando due appassionati si mettono a confrontare apparecchi, cavi ed accessori (meno i diffusori in quanto occupano un ruolo troppo evidente) non vi sarà neanche un solo caso in cui ci azzecheranno qualcosa

  • Melius 1
Inviato

Le differenze non le sento, quindi, potrebbero non esserci davvero. 

Forse il succo sta li, passiamo la vita a voler sentire cose, che potrebbero non esserci. In fondo, se nessuno le ha mai sentite, come si fa a dire che ci sono...

 

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