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Il disco in vinile che state ascoltando ora!


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analogico_09
5 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Sonny Rollins - East Broadway Rundown - 1966, pubblicato dopo una delle due pause di riflessione che l’artista si prende tra fine cinquanta e anni sessanta per ritrovare l’anima messa alla prova dal suo grande successo. Ho appreso che ha registrato 60 dischi circa, difficile orientarsi perciò per chi, come me, cerca di pizzicare qualcosa di significativo.

Beh, questo disco lo è senz’altro, e la maestria  di Sonny viene fuori alla grande con un jazz innovativo, basato su strutture semplici e magistralmente riprese dal contrappunto della tromba di Hubbard, dagli assoli della batteria di Elvin Jones, con il basso di Garrison di cui ho apprezzato l’ipnotico tessuto della title track.

Free, ma ancora ritmicamente legato alla tradizione e facilmente apprezzabile.

Molto bello.

 

 

Uno dei miei dischi preferiti di Rollins (forse il mio preferito in assoluto) e dell'intero jazz.
Un disco "cardiaco" che pompa sangue musicale giovane e vigoroso contribuendo ad irrorare gli estesi e fertili "orti" del jazz con una spinta energetica che sembra quasi voler superare i limiti delle espressioni e delle forme musicali  più temerarie scansando per di più il rischio d'infarto. Lo postai mesi fa, mi limiterò a ripetere l'aggettivo che posati: "micidiale". Una grandiosità quasi sacrale da trattare contatto approfondendo quel tanto senza fare cattedra ma evitando se possibile osservazioni generiche, legittime ma he potrebbero andar bene, cambiando ovviamernte i nomi dei musicisti, per descrivere  una grande quantità di dischi jazz dei più celebrati jazzman della storia che siano stati ed ancora siano di eccellente grado, innovatori e/o rivoluzionari.  Detto fuori polemica in modo altrettanto leggittimo suppongo.


A dire il vero, sarà stata una svista, con tanti primi ascolti così ravvicinati può succere.., il disco che Sonny Rollins inciderà dopo il "ritiro", anzi la pausa di riflessione sotto al "ponte" iniziata nel 1959 e conclusasi tre anni dopo, sarebbe l'atrettanto celebre e celebrato album intitolato per l'appunto "The Bridge" inciso nel 1962, in memoria di quella esperienza che è passata un po' alla legganda. Molto prima del "East Broadway Rundown" del '66, quando era oramai passata molta altra "acqua" musicale sotto il... "Ponte". 

Un giorno di questi lo riascolterò.., ah.., te lo consiglio visto che eri alla ricerca del meglio del "nostro".., calcola che ci suona, tra gli altri, il grande chitarrista Jim Hall che ritroveremo anche nell'otterrimo "What's New" sempre del '62.

 

  • Melius 1
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analogico_09

SOLO FLIGHT - The Genius of Charlie Christian //  l'"inventore" della chitarra elettrica nel jazz

 

Ogni tanto bisogna tornare al jazz "tradizionale", ai Padri della musica afroamericana. Era da un po' che non riascoltavo questo doppio album mono che si sente una favola rilasciato dalla Columbia nel 1972 e che rappresentò un vero e proprio evento discografico che mi spinse ad acquistarlo seduta stante...
segue https://melius.club/topic/1001-jazz/?do=findComment&comment=1196060




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  • Melius 2
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Gaetanoalberto
1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

il disco che Sonny Rollins inciderà dopo il "ritiro", anzi la pausa di riflessione sotto al "ponte" iniziata nel 1959 e conclusasi tre anni dopo, sarebbe l'atrettanto celebre e celebrato album intitolato per l'appunto "The Bridge" inciso nel 1962

Già. Ho fatto confusione con l'altra pausa che Sonny inizia nel 1966, è l'ultimo album che incide prima di questa seconda, devo aver mescolato un po' di inglese.

Grazie del suggerimento su The Bridge, pian pianino vediamo di recuperare anche Rollins che mi piace moltissimo...veramente arduo con tutti questi giganti...

Spesso, se rifletto, mi viene il desiderio di mollare il vinile e dedicarmi alla liquida, ma il disco nero mi piace troppo.

Sulle descrizioni faccio del mio meglio ma non credo al momento di poter fare tanto di più, non è cosa che si improvvisa ... magari tra una quindicina d'anni mi sarò fatto le ossa... 

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analogico_09
5 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ho fatto confusione con l'altra pausa che Sonny inizia nel 1966, è l'ultimo album che incide prima di questa seconda, devo aver mescolato un po' di inglese.

 

A Rollins piaceva fare ogni tanto qualche anno sabbatico, quello del "Ponte" fu per riflettere sulla sua "vocazione" musicale e spirituale, per migliorare la sua arte.  Si ritirò nella passerella pedonale del Williamsburg Bridge per esercitarsi con il sax 15-16 ore al giorno, a suo stesso dire, per evitare anche di disturbare i vicini di casa, in particolare una donna incinta.
lo lessi da qualche parte anche che non so quando vi fu un tentativo di appassionati del nostro che cercarono di far cambiare nome al ponte reintitolandolo  "Rollins", un nome musicale e "sv elto" molto appropriato per un ponte... .
La successiva pausa che iniziò nel 1969 fino al 1971, fu solo uno stacco dalla sola musica, attratto anche da altre cose che evidentemente servirono a rendere ancora più ricca la sua musica, ma senza gli esrecizi "forzati" del "Ponte". Fu in Giamaica da cui tornò con il "Calypso" che trasfigurava con le lunghe, estenuanti, interminabili improvvisazioni (una sera a Perugia, anni '90, non Umbia Jazz, mandò il pubblico in visibilio: la tirata  in auto Roma Peruggia andata e ritorno dopo il concerrto, ci fu ben ripagata da uno uno di quei concerti jazz più indimendicabili della mia vita). Rollins andò in India a fare yoga, meditazione, preso dalle filosofie misticorientali... Altra dimensione, altri percorsi e finalità rispetto al primo "stacco".

5 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Spesso, se rifletto, mi viene il desiderio di mollare il vinile e dedicarmi alla liquida, ma il disco nero mi piace troppo.

Sulle descrizioni faccio del mio meglio ma non credo al momento di poter fare tanto di più, non è cosa che si improvvisa ... magari tra una quindicina d'anni mi sarò fatto le ossa... 

 

Non credo il problema sia con cosa ascoltare la musica bensì di come ascoltarla e di tempo, dedizione e "pazienza" che ci vogliono per poterla interiorizzare un poco di più. L'eccessivo attaccamento ad uno specifico supporto distrae dal fine primo ed ultimom che è la musica e non già il "feticcio". Dici bene, spesso ci vogliono anni, ed è il percorso che tutti gli appassionati di jazz - vale anche per tutte le musiche d'arte: popolare, scritta, dotta e non - lo stesso che ho fatto anch'io prendendo quello che riuscivo a capire, sentire e immagazzinare in proprio e con l'aiuto dei libri, riviste, scambi di pareri vis a vis, ecc, durante il lungo divenire, evitando di improvvisare pareri critici sugli aspetti estetici, linguistici, di stile e di storia che non avevo ancora imparato a riconoscere, ad assimilare in maniera adeguata.

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12 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ho appreso che ha registrato 60 dischi circa, difficile orientarsi perciò per chi, come me, cerca di pizzicare qualcosa di significativo.

Oddio, 60 non direi .

Però se cerchi di pizzicare qualcosa di significativo questo è, davvero ,un capolavoro:

IMG_20240511_225628.thumb.jpg.f23472a231791add8d942d31f1888a0f.jpg

P.S: Mi raccomando: o una stampa Japan o una Usa!

  • Melius 1
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6 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Spesso, se rifletto, mi viene il desiderio di mollare il vinile e dedicarmi alla liquida

Mandategli la Finanza a casa a requisirgli il giradischi...non se lo merita...

Io devo ancora ascoltarlo un disco di Sonny Rollins che non sia perlomeno eccellente; e ne ho parecchi. Secondo me puoi anche andare un po' a caso nello scegliere cosa comperare.

Saxophone Colossus e Tenor Madness tuttavia, al di là del fatto che siano di Sonny Rollins, sono due monumenti alla musica Jazz. Non puoi non averli.

Alberto.

 

  • Thanks 1
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