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Melius Club

Lo Stato Del Vinile [Parte Seconda...]


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Per la recensione senza parole di questa settimana parlerò, ehm scusate, non parlerò di un vero e proprio fantasma, l’etichetta audiophile tedesca ARS, che negli anni ‘90 produsse un pugno di uscite su vinile. Tra le quali questa:
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Henry Mancini – The Pink Panther – RCA Victor (1964) – AAA Audiophile Record Service (ARS) – 1993

E’ uno dei primissimi vinile audiophile che ho comperato, quindi avrà…27-28 anni.
Naturalmente è intonso e immacolato, come quasi tutti i miei vinile.

Tè pronto, biscotti pure, e vai di Mancini...

Alberto.

 

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Avrete notato che non recensisco mai i doppi 45 giri. Il suono del 45 giri è proprio un’altra cosa, non ha senso recensirlo, anche soltanto dal punto di vista tecnico. Non è migliore nel senso della registrazione, perché se una registrazione è realizzata male il 45 giri miracoli non ne fa. E’ che cambia proprio il suono, il quale risulta più fermo, vero e reale. Registrato male o registrato bene, il suono, che ne so, del contrabbasso, è diverso, più individuabile e scolpito. Assimilabile al suono del nastro, più che a quello del vinile. A questo proposito è interessante notare la recente scelta di Chad Kassem, di ristampare dieci titoli Fantasy già ristampati su doppio 45 giri tra il 2002 ed il 2005. Parliamo della prima serie 45 giri Analogue Productions, con la copertina da quattro soldi detta direct-board. Kassem ha recentemente annunciato la ristampa della ristampa, relativa ai seguenti titoli, che usciranno nel corso del 2026:
1. Gene Ammons – Blue Gene – Prestige 1958 (consigliatissimo, chi possiede Boss Tenor no lo perda)
2. Chet Baker – In New York – Riverside 1958
3. The Tony Bennet And Bill Evans Album – Fantasy 1975
4. Bill Evans – Quintessence – Fantasy 1976
5. Charlie Byrd – The Guitar Artistry Of Charlie Byrd – Riverside 1960
6. Wynton Kelly – Kelly Blue – Riverside 1959 (questo lo prendo di sicuro)
7. Kenny Dorham – Quiet Kenny – New Jazz 1959 (capolavoro)
8. Blue Mitchell – Blue’s Moods - Riverside 1960
9. Wes Montgomery – The Trio – Riverside 1962
10. Wes Montgomery – Full House – Riverside
I vinile 45 giri saranno stampati alla Quality Records Pressing e dotati di copertina Stoughton doppia con finitura opaca antigraffio. La cosa interessante dicevo è che Kassem utilizzerà le lacche del riversamento effettuato da Kevin Gray nel 2002. Pertanto quei riversamenti vengono ancora considerati meritevoli di attenzione, nonostante all’epoca Gray non avesse ancora ricablato il Cohearent Studio.
Tornando a noi, in generale io evito di recensire non soltanto i 45 giri ma anche i capolavori. Questo perché si presume che tutti conoscano, che ne so…Steamin’ di Miles Davis; certo, potrei anche recensirlo, ma alla fine cosa volete che scriva su Steamin’?
Mi pare inutile recensire certe pietre miliari della storia della musica, casomai se lo faccio è per raccontare retroscena e soffermarmi sul suono della nuova edizione audiophile.
Ciò non di meno vi sono dischi che vengono ristampati nel migliore formato possibile, il doppio 45 giri, con la migliore cura possibile, la cui notorietà è inversamente proporzionale al loro valore musicale.
A questo punto mi corre l’obbligo di segnalarli.
Questa Domenica voglio quindi aprire una nuova rubrica, chiamata “Coso chi?”, dedicata alle ristampe di dischi meno noti o per nulla noti. Perché non è detto che un tè di marca sconosciuta sia peggiore di un tè di marca famosa...a parte il mio di tè, che lo compero in ferramenta (scontato) e non oso chiedere con cosa lo fanno.
Art Farmer & Jim Hall – Big Blues (CTI Records – 1979 – R. 1978) – AAA Org Music 2LP 45 RPM (2016)
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Recensione alla veloce per chi va soltanto a 45 giri: i soliti miei acquisti tipo: “Boh…io lo prendo, costa poco…al massimo se non mi piace lo rivendo”. Seee…col cavolo che lo rivendo!
La cosa non dovrebbe sorprendermi: dopo tanti anni di acquisti vinilici dovrei aver capito come funziona; ristampare un lavoro sul formato doppio 45 giri significa preventivare sin dall’inizio un prezzo al dettaglio piuttosto elevato, due o tre volte il prezzo del 33 giri. Si deve pertanto puntare su titoli di conclamato valore sonico/tecnico e che siano conosciuti.
Infatti questa edizione audiophile non se l’è filata nessuno ed io l’ho trovata a prezzo scontato. Storia vecchia…è una vita ormai che piombo come un avvoltoio sugli invenduti e me li porto a casa a meno del lecito, fidandomi della competenza musicale di chi li ha ristampati.
E qua viene il punto: le etichette dedite alle ristampe audiophile devono sintonizzarsi sul grado di cultura media di un appassionato, o rischiare e guardare anche a lavori meno noti? Che poi magari per me non sono noti ma per un altro appassionato sono notissimi?
Se i dischi “a rischio” appartengono tutti alla categoria di Big Blues, io dico che si DEVE rischiare. L’unione della qualità tecnica a quella artistica, obbliga quantomeno a prendere in considerazione un’edizione audiophile, 33 o 45 giri.
Bene ha fatto Org Music ad optare per il doppio 45 giri, poiché questa registrazione fine anni ’70 la merita senz’altro; peraltro a quanto pare il disco non veniva ristampato dal lontano 1979: ragione di più.
Ogni facciata ospita un solo brano e le facciate sono...spetta che le conto...tre…quatt…sono quattro...confermo, quattro. Si va dal Jazz-Funk, al Blues, al Be-Bop che prende le mosse nientemeno che da Ravel. Vi sono anche rimandi alla musica Pop.
Ergo: il disco fa pietà. Troppa roba, troppe digressioni: Funk, Blues, Pop, Classica, alcuni passaggi di chitarra vibrata, stile Woodskock….
E invece no: il disco è bellissimo.
Questo succede quando i musicisti pongono innanzi a sé innanzitutto il Jazz, e si servono degli altri generi soltanto per creare echi, impressioni, lampi.
E’ un gioco pericoloso, bisogna tenersi in equilibrio, accennando, alludendo, senza sbracare; e questi ragazzi ci riescono in pieno.
Non ce n’è uno che sia fuori posto: Art Farmer con la sordina è quasi Miles Davis, Jim Hall sembra un chitarrista Rock prestato al Jazz, Mike Mainieri al vibrafono è l’elemento sorpresa; spessissimo ruba la scena e lascia indietro i due titolari. Mike Moore e Steve Gadd, contrabbasso e batteria, non potrebbero essere più in sintonia. Mike Moore in particolare ammalia dall’inizio alla fine e se dovessi decretare un vincitore, non avrei dubbi: Mike Moore al contrabbasso!
Il suono è quello dei ’70, vale a dire finto e manipolato. Compattezza, riverbero, immagine in avanti tipo disco Rock (e daglie…), sovraincisioni, aggiustamenti...risultato: cavolo che suonare! Con quel basso di grana dura e potente che ti fa le crepe nei muri!
I giri aumentati danno man forte e se alzi il volume è subito Live.
Copertina doppia Stoughton, vinile Pallas che non fanno quasi rumore.
Edizione limitata e numerata a 1.500 copie.
Disco della Madonna, come diceva un mio amico al mare…mostrandomi la stereocassetta del momento…e io: “Ah è bello quindi…” e lui…”No, dico, è di Madonna…la cantante…”.
Pagato una cicca che mi vergogno a dire quanto…ma veramente mi vergogno…con lo sconto “Avvoltoi” concesso soltanto a chi piomba a tradimento sugli invenduti.
Voto artistico: 10 ma pieno proprio.
Voto tecnico: è un doppio 45 giri…parte già un chilometro avanti a qualsiasi 33 giri. Comunque, il voto è 10.

Alberto.

 

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