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La questione ucraina


newton

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7 minuti fa, Cano ha scritto:

restano altri interrogativi che a te non piace indagare 

Terza volta che lo scrivo in replica a te, apri un tread dedicato e ne discutiamo ulteriormente e  mettere in ordine fatti/responsabilità evitando possibilmente il mischione.

Rileggiti i post in quest tread dall'inizio, vedrai che Baia dei porci, Crisi di Cuba, Vietnam, Guerre del Golfo, Memorandum di Budapest, accordi di Misk, Transnistra, Georgia, Siria, Bielorussia, Serbia, ecc sono state indagate più volte. Anche da me.

 

7 minuti fa, Cano ha scritto:

E chi ha mai detto che abbia giustificazioni? 

Da quello che scrivi pare che ci siano giustificazioni o motivazioni, altrimenti quale sarebbe il significato del "Ma restano altri interrogativi" appena scritto da te?

12 minuti fa, Cano ha scritto:

E chi avrebbe detto di non guardarlo?

E' pieno di post che cercano di spostare l'attenzione sull'operato degli americani dagli anni '60 in poi, tuoi post inclusi.

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https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/772/#findComment-440996
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11 minuti fa, wow ha scritto:

Poi trovo davvero stucchevole questo termine "comico" che usi come un epiteto offensivo. Se vuoi che vengano rispettate le tue opinioni, rispetta quelle degli altri e chi sta rischiando la pelle, senza fuggire.

ma non bisogna dire che e' aderente alla propaganda filo russa , altrimenti lo etichetti.

E' aderente alla propaganda filorussa.

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Adesso, Cano ha scritto:

Che hanno due signifocati ben diversi 

Trovarne il motivo non vuol certo significare discolpare 

Non menare il can per l'aia, trovare motivazioni in questo tread è diventato sinonimo di giustificare, altrimenti non sarebbe stato ripetuto più volte: "cosa ha fatto Biden quando è stata approvata la seconda guerra del golfo?" facendone un paragone con pootin. 

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22 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Alla fine la conferma di quanto dichiarato da Zelensky a Scholtz sull’attendibilità della parola di Putin, un uomo di cui non ci si può fidare. 

 

Ci è mai stata una proposta concreta, o stiamo parlando di spifferi giornalistici sebbene del NYJ?

 

 

Perché il conflitto non può essere «colpa della Nato»

Corriere della Sera

21 Mar 2022

di Federico Fubini

 

Dall’inizio si parla dell’ipotesi di ingresso ucraino nell’Alleanza come causa del conflitto, ma se fosse vero le ostilità sarebbero cessate quando Zelensky ha ammesso: non entreremo

Giorni fa Volodymyr Zelensky si è lasciato sfuggire un’ammissione: «L’Ucraina non è nella Nato. Lo comprendiamo — ha detto —. Per anni abbiamo sentito parlare di porte aperte, ma non possiamo entrarci». Così il presidente ucraino stava togliendo dal tavolo l’ipotesi che, fra un certo numero di anni, l’Ucraina avrebbe aderito all’Alleanza atlantica.

Le accuse

Se questa fosse stata la causa della guerra, le sue parole avrebbero dovuto far tacere le armi. Dopotutto nell’annuncio dell’aggressione il 24 febbraio Vladimir Putin era stato chiaro: «Gli eventi attuali sono legati alla difesa della Russia da coloro che hanno preso l’Ucraina in ostaggio e cercano di usarla contro il nostro Paese». E ancora: «Nel nostro territorio storico (l’Ucraina, ndr), una “anti-Russia” ostile sta prendendo forma. Controllata dall’esterno, fa di tutto per attrarre forze della Nato e ottenere le armi più avanzate». Se questo fosse vero, togliere l’adesione alla Nato dal tavolo — come aveva fatto Zelensky — sarebbe dovuto bastare almeno per una tregua. Ma davvero è l’ingresso dell’Ucraina nella Nato che ha causato questa guerra? Ed esso avrebbe posto un problema di sicurezza alla Russia?

Andiamo con ordine. Fino alla vigilia del conflitto, l’Ucraina non stava per entrare nella Nato. Ancora per molti anni l’adesione all’Alleanza atlantica sarebbe rimasta per Kiev solo un’aspirazione e Mosca avrebbe avuto molto tempo per negoziare le proprie garanzie di sicurezza. Quand’anche l’Ucraina fosse entrata nella Nato, la probabilità di veder collocati sul proprio territorio missili in grado di minacciare la Russia era vicina a zero. Vediamo perché.

L’integrazione

Dal 2009 la cosiddetta «Nato Ukraine Commission» cerca di far progredire il processo d’integrazione e di recente a più riprese le autorità di Kiev avevano preso iniziative per avanzare la propria candidatura. L’Ucraina aveva fretta di accedere proprio perché la Russia avrebbe esitato ad attaccare, se avesse saputo che la Nato sarebbe stata tenuta a difenderla. La realtà però è che agli ultimi vertici della Nato nel 2021 all’Ucraina non era stata offerta neanche un «Membership Action Plan» in vista dell’adesione. Si riconosceva la candidatura, ma non si offriva a Kiev una strada per raggiungere l’obiettivo. Francia e Germania si opponevano anche a causa dello stato di guerra in Donbass, alimentato dal 2014 dalla Russia: non si voleva nell’Alleanza uno Stato non ancora pacificato.

Di questo parlò Emmanuel Macron con Putin e Zelensky l’11 e 12 febbraio scorso. Il presidente francese si scontrò con il collega ucraino perché il primo voleva che fosse Zelensky a rinunciare alla candidatura. Zelensky invece sfidava Macron e gli europei a chiudergli loro stessi la porta in faccia, perché non voleva tradire il mandato ricevuto dagli elettori. A Mosca nove giorni prima della guerra, Olaf Scholz trovò a suo modo la quadratura del cerchio. Disse il cancelliere tedesco della candidatura dell’Ucraina alla Nato, in piedi a fianco di Putin: «Non è una questione che probabilmente incontreremo finché siamo in carica. E ho l’impressione che sarà a lungo». In sostanza, poiché Putin pensa di restare al potere almeno fino al 2036, Scholz stava dicendo che di far entrare l’Ucraina nella Nato non si sarebbe parlato per almeno altri 14 anni. Non esattamente un buon motivo per colpire a freddo oggi una nazione nel cuore dell’Europa.

La minaccia

Il dittatore del Cremlino però parla spesso della minaccia che la Nato presenta per la Russia, che andrebbe respinta sul suolo ucraino.

Ma è così? Pierluigi Barberini del Centro studi internazionali presenta un quadro diverso. In nessun Paese d’Europa centrale e orientale della Nato sono installati missili balistici terra-terra atti a colpire sul suolo nemico, anzi in nessun Paese europeo lo sono.

I balistici

In nessun Paese della Europa centrale sono installate armi atte a colpire il suolo nemico

I soli in Europa sono a Deveselu in Romania e, presto, in una seconda sede in Polonia. «Ma sono intercettori terra-aria senza esplosivo, disegnati per impattare in volo missili o aerei nemici che invadono», spiega Barberini. Quand’anche l’Ucraina fosse entrata – e ne era lontanissima – la Nato non avrebbe puntato da lì missili contro la Russia. La quale invece ne ha già lanciati circa 900 negli ultimi venti giorni sull’Ucraina e ne ha migliaia puntati sull’Europa.

 

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