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E' stata la mano di Dio, film di P. Sorrentino


crosby
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non so, ditemi voi, è questo il miglior cinema italiano? cosa non comprendo di un film che sembra banale e forse lo è anche, che non cattura e che lascia poco o niente. forse gli ultimi minuti lo sguardo ell'attore (bravo) le aspettative per il futuro, napulè e la scoperta della libertà meritano una visione. Per il resto mi ha lasciato abbastanza freddo, cosa non capisco? distante dalla meglio gioventù diverso anche nell'impianto anche se di amarcord si parla

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Per me un gran film.

A tratti intenso e mai banale.

Certo non ha la perfezione assoluta della "grande bellezza", ma è pur sempre un bel cinema.

In Italia non vedo meglio.

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@bombolink il finale è senz'altro la parte poetica del film, il giovane sorrentino che sulle note di Napulè sogna il suo futuro non ha prezzo, è pura poesia.  Per il resto , posti a parte, bellissimi sono uno spaccato storico che non mi appartiene. Sono i suoi ricordi di una Napoli di gioventù, che come dice lui stesso sono dolci e amari. Un film autoreferenziale? comunque belli bellissimi gli ultimi minuti

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10 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Ma piace tanto mi pare a una certa intellighenzia radical_choc a cui piace tanto il famolo strano cinematografico fatto coi film degli altri...

Proprio non ce la fate a non attaccare il prossimo....

Si parlava del film.

12 ore fa, giagiu ha scritto:

"Mediterraneo" di Salvatores.

Che io invece ho trovato in molti passaggi banale.

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7 ore fa, bombolink ha scritto:

Proprio non ce la fate a non attaccare il prossimo....

Si parlava del film.

 

 

Ma che stai a di'...

 

Il "prossimo" non c'è.., avanti un'altro...

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a me è piaciuto, come mi era piaciuto la grande bellezza, che reputo però superiore. Sono come i film di Fellini che vanno visti più di una volta per entrarci dentro, la sua forza e al contempo la sua debolezza è di essere un film autobiografico e una autobiografia non è mai un esercizio privo di rischi.

Non sono film "universali" ma quasi nessun filmm che desctive un contesto specifico lo è

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21 ore fa, crosby ha scritto:

il finale è senz'altro la parte poetica del film, il giovane sorrentino che sulle note di Napulè sogna il suo futuro non ha prezzo, è pura poesia. 

confesso che in quel momento c’e scappata la lacrimuccia, ed io, polentone doc, non so cosa avrei dato per essere almeno un poco partenopeo..

 

edit: dimenticavo la menzion d’onore, come ho già scritto in qualche altro thread, per la meravigliosa Luisa Ranieri che mi ha fatto “commuovere” - anche se in senso un poco diverso - sin dalla prima scena... 😬

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@senek65 ma no dai è una questione diversa. Il film ha aspetti emozionali diversi a seconda delle scene. Non si può e non si deve essere per forza partigiani di una idea di italianità a tutti i costi. Ripeto che gli ultimi minuti sono molti belli, in se la storia è piuttosto banale, napoli, maradona, i parenti pittoreschi e sullo sfondo di una Napoli che non esiste se non nell'immaginario dell'autore una sequenza di racconti di vita vissuta.  Su tutti luisa Ranieri pazza ma non troppo che indugia seducendo il nipote o la vecchia baronessa " nave scuola" che svergina il ragazzo chi non li avrebbe voluti avere?  Un bel film che  non si avvicina al pathos di Nuovo cinema paradiso 

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Nella prima parte molti richiami al cinema felliniano con i personaggi macchiettistici e surreali della famiglia. Sequenze non indimenticabili a mio modesto parere.irritante il fischiettio tra servillo e la moglie, più veritiere le scene dello scombussolamento della famiglia dovuto al tradimento di servillo.

nella seconda parte un dramma non proprio nelle corde di Sorrentino. La parte meglio riuscita è quella finale con l’incontro col regista capuano alla piscina mirabilis. Non si disunisca schisa! 

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6 ore fa, bombolink ha scritto:
6 ore fa, senek65 ha scritto:

Il successo non lo si perdona mai dalle nostre parti.

Verissimo.

Popolo di rosiconi.

 

 

Perdona il popolo tuo come te stesso... meglio restare suglia argomenti, le battute forfettarie non dicono nulla sul film.
Ci sono tanti artisti connazionali di scuccesso, di autentica grandezza, di ogni forma d'arte, d'ogni tempo, cui va la nostra ammirazione sconfinata, il senso del rispetto e perfino della graditudine di "italiano" ad italiamno vero.., lascitemi cantare  con la chitarra in mano... che, penza un po'.., manco quel mussolini lì del popolo di poeti e di santi, di navigatori, trasmigratori e maccaronari riuscì a cantare con tanto ardore... 😄

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1 ora fa, Sonicrage ha scritto:

Questi i film di Sorrentino che ho visto:

 

Ti consiglio di vedere L'amico di famiglia, con un Giacomo Rizzo strepitoso, da annali.., usuraio lussurioso.., sorta di "nosferatu" riletto in chiave moderna molto trasversale ma decisamente assonante;  Le conseguenze dell'amore... L'Uomo in più resta un must...  Dopo il Divo, che mi piacque a metà.., per me Sorrentino va a caduta libera. Purtroppo non posso riportare nei dettagli quanto già scritto sul regista e sui suoi film nel corso del mio tempo forumistico per maggiori approfondimenti... 
 

1 ora fa, Sonicrage ha scritto:

Per il cinema italiano di qualita' guardate altrove, ad es. Matteo Garrone di cui ho visto e apprezzato tutto a partire da "Terra di Mezzo" del 1996; mi mancano solo "Pinocchio" e "Il Racconto dei Racconti" che francamente non mi attirano.

 


Grande Matteo Garrone, forse il mio regista italiano preferito tra quelli di "ultima" generazione... Memorabile L'Imbalsamatore.., pregevoli i primi medio e lungometraggi: Estate Romana; Terra di Mezzo; Oreste Pipolo; Ospiti...

Eccellenti Gomorra; Primo amore; Reality, un grande film, di grande genio, misconosciuto e sottovalutato.. Pinocchio non mi è piaciuto, nè dispiaciuto.., una specie di limbo.., nulla di nuovo si aggiunge all'immaginario pinocchiesto molto battuto; una vera sorpresa, imprevedibilmente bello invece Il Racconto dei racconti.., film col quale Garrone consolida il suo genio cinematografico cimentandosi con un "genere" apparentemente lontano dalle sue corde.., e invece...

E senza dimenticare il devastante, livido, dolente e lirico Dogman, penultimo film in ordine cronologico, l'ultimo film degli eccellenti, con il quale il regista si ricongiunge idealmente e stiliticamente con i suoi inizi, con il "rivoluzionario"  L'Imbalsamatore...

 

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Sorrentino ha rifatto Amarcord in salsa napoletana, utilizzando l' avventura napoletana di Maradona come wallpaper narrativo e la memoria delle sue disgrazie personali per dare corpo alla narrazione (che, per carità, non voglio dire che non sia "sentita" vista la delicatezza dei temi messi in campo).

.

100% felliniana la scena (da me vista a velocità aumentata per farla finire prima, preso un po' dalla noia un po' dall' imbarazzo)...

.

-----spoiler (evidenziare per mostrare)------------

del sesso con la vecchia (a proposito: ma tecnicamente non è una "scena pedofila"?

------fine spoiler------------------------------------

.

...il tutto condito dalla consueta visione di Napoli come miniera infinita di "caratteri" curiosi  o vagamente grotteschi, sia pure con un rimarchevole sforzo a non cadere nel macchiettismo.

 

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Sorrentino ha fatto un film autobiografico con i suoi pregi (molti) e i suoi difetti (pochi). Eppure non si può disconoscere la grande bellezza  di Napoli e del suo mare che il regista è stato in grado di rappresentare pienamente. La fotografia, i costumi e le scenografie sono ottime, more solito. Le figure caratteriali al limite del macchiettistico-fantastico sono generosamente rappresentate: la maschera, sempre impressionante, di Servillo; la mamma innamorata del figlio (bravissima la Saponangelo); la zia ()Ranieri, brava oltrechè bona; Fabietto ed il fratello; impagabile la baronessa...

Il film è pieno di metafore ossessive ed è folcloristicamente colorato. Va rivisto più volte, come ha detto qualcuno, per non perdere nulla del suo ricco contenuto.

Un film di formazione che porta Fabietto/Paolo alla maturità e alla piena presa di coscienza di se stesso. Sicuramente il film può avere una valenza molto ampia...

 

P.S. Pienamente d'accordo con chi osanna Garrone. "Lo cunto de li cunti" merita, assolutamente, la visione.

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28 minuti fa, Hironobu ha scritto:

metafore ossessive

Oddio, di metafore (nel senso letterale di "non nomino A però parlo di B ed è chiaro che intendo parlare di A") non ne ho colte, allora...

...per non fare figuracce ho fatto una ricerca su internet e su comingsoon leggo "(il film) ... regala delle metafore su miti cittadini come il calcio, la religione, la famiglia"... queste forse? MA...

...a me sembra che quando Sorrentino parla di calcio intende proprio il calcio, quando parla della famiglia intende proprio la famiglia ("senza se e senza ma"), non ricordo che parli di religione (ma non lo escludo)... 

...comunque per farla breve mi è sembrata una narrazione esplicita e diretta, cosa che ritengo un pregio enorme, e non lo dico certo sotto metafora!

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Madonna santa, il finale in treno col monaciello e Napul'è.

Bene il Sorrentino dell'uomo in più e le conseguenze dell'amore, qua si vola bassi, a tratti. Alcune parti meglio, ma insomma.....i capolavori cercateli altrove.

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6 ore fa, Hironobu ha scritto:

...cosa ci hai visto tutto il resto?

Il mio intervento sul tema è nel post immediatamente precedente al tuo. 😉

.

Aggiungo ora che si tratta senz' altro di "grande cinema" e che Sorrentino usa il linguaggio dei grandi del passato ma non teme il confronto con loro, dimostrando anzi che con quel linguaggio si possono ancora fare cose molto buone.

.

D' altro canto parlare di sé, delle proprie esperienze emotive, affidando il proprio ruolo ad un personaggio con il nome inventato e trasfigurando le proprie esperienze proiettandole in un mondo fantastico - come del resto fa Zerocalcare in "Strappare lungo i bordi" - è cosa che risale a Proust, che scrive di sé negando al contempo che il protagonista della sua storia sia veramente lui o che le persone di cui parla, pur ispirate a personaggi che ha incontrato nella sua vita, siano mai realmente esistite.

 

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