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Scusate eh... ma il vintage è così superiore al contemporaneo?


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Ciao, rispondo da neofita riportando il mio caso.

Negli ultimi anni ho seguito la regola "definitiva" delle approssimazioni successive partendo da un impianto base acquistato con pezzi sia nuovi che residui della gioventù, l'intento, quindi la grandezza data a cui avvicinarsi, era trovare un suono limpido e pulito per i miei vinili di jazz e classica, vicino all'ascolto nelle salette di alcuni localini londinesi od anche, a due passi, al Fuori Porta di Bergamo.

Sottolineo che non parlo di cifre pazzesche che non potevo ed ora non voglio spendere, ma di un normale impegno di spesa che dia come somma dell'impianto (pre+finale/giradischi/tuner/casse) un valore non superiore ai 5k€.

Tornando agli esperimenti parliamo delle casse, parto con le Pioneer CS-R700 da ragazzo, passando per delle JBL L100, altre JBL di cui non ricordo il tipo poi delle Amphion da scaffale (un suono particolare), BOSE 301, 601 e 901, le 901 mi sembravano il massimo ma poi ho ascoltato per caso delle Quad ESL57 e mi sono innamorato del suono, appena avuta l'occasione, circa un 1 anno di ricerche tra rottami e prezzi strani, ho trovato le ESL63 che utilizzo ora. E quindi via a cambiare le elettroniche, l'incredibile "mostro" Soundcraftsman che giochicchiava con le 901 avrebbe "dissolto" le ESL al primo errore!

Nel mezzo 40 anni di follie tra l'hifi, le moto e le ragazze (ma quì uno stop provvidenziale mi àncora con grande felicità da 30 anni!). 

Nuove casse contemporanee all'acquisto solo le Amphion, le altre tutte anzianotte o mai nuove, cambi vari per suono non piaciuto o per spazi cambiati, idem per le varie elettroniche, solo i giradischi ne ho avuti 2: Lenco75 e, da 10 anni circa il Luxman PD272.

Cosa cambia tra vintage e nuovo? Girati alcuni negozi non ho trovato lo stesso suono delle ESL nella produzione moderna stando in un range <2.500€, e quindi sposo l'idea del massimo miglior suono a medesimo costo.

Ma poi c'è qualcosa d'altro che muove questa passione, ora chiedo, provo, cerco un finale valvolare per le ESL, poi passerò al pre mantenendo quanto sto usando, che venderò risolto il problema.

Si potrebbe anche definire quasi un "gioco", come per le moto o le auto, o, parlo per me, le bici da corsa, non cambierei mai la mia Grandis su misura in acciaio tutta Campagnolo del '81 con una moderna in carbonio, non la sentirei parte di me...

Che dire, forse sbaglio, ma quando accendo il mio impianto e metto un qualsiasi vinile di Stan Getz, di Miles Davis o chiunque altro non trovo lo stesso suono che da mio fratello ascolto con le sue Sonus accoppiate ad elettroniche altrettanto nuove e blasonate.

E poi, come sempre, è il nostro orecchio che decide.

 

  • Thanks 1
1 ora fa, jammo ha scritto:

il nostro sogno sarebbe ricreare ( e in questo vengo incontro al tuo ragionamento) quei muri di amplificatori e diffusori dei negozi di alta fedeltà degli anni d'oro.

Pazzesco!

Ne parlavo proprio ieri al telefono con Tito @oscilloscopio di questi impressionanti "muri" di apparecchi che rivestivano fino al soffitto i negozi di quegli anni, come ad esempio Teleonda di piazzetta Pattari, a Milano, per chi se lo ricorda.

Mi vergogno un po' a rivelarlo, ma mi capita di sognare di entrare per caso in un negozio di quella fatta e trovare il proprietario che vuole disfarsi per un tozzo di pane di tutto quel ben di Dio 😁.

Secondo me anche l'effetto nostalgia ci mette del suo, oggetti che 30/40 anni fa costavano come una berlina tedesca sono ancora in grado di dire la loro, ovviamente se in condizioni perfette,altro discorso per la paccottiglia spacciata per vintage che era meno che mediocre anche da nuova.

Una piccola considerazione, in 30 anni l'elettronica ha fatto passi enormi pensare che solo nel nostro hobby sia rimasta ferma agli anni 60/70 mi sembra un po' pretestuoso.

  • Melius 1
oscilloscopio

@diego_g  Ehh...a Milano c'era da perdersi...Studio Hifi, Buscemi, Giovenzana, Spinelli, Melchioni, Hi fi Club e chi più ne ha più ne metta, con quel profumo di essenza e gomma dei diffusori e le cataste di elettroniche...bei ricordi

  • Melius 1
oscilloscopio

@Gici HV  Mah...probabilmente a livello strumentale ci saranno delle differenze, ma a livello di prestazioni sonore, tutta questa differenza con le mie povere orecchie da cinquantenne avanzato non le colgo e soprattutto a mio parere è cambiato il modo di porgere il suono.

  • Melius 1
  • Thanks 1
1 ora fa, BEST-GROOVE ha scritto:

Giusto....ma quelli se non ricordo male son arrivati dopo la scissione M&A

Mentmore era il nome di una azienda a partecipazione statale che acquisì e commercializzo, un pochino rivisti, i prodotti ex M&A (TVA-1, TVA-10, M100 e M200) intorno al 1984.
Premetto che non conosco i prodotti M&A originali, ma, nonostante gli "strombazzi pubblicitari" dell'importatore e di alcuni giornalisti (magari si documentassero bene, prima di scrivere !), il passaggio da M&A a Mentmore, secondo me non fu positivo.
I Mentmore M200, in mio possesso, nonostante avessero serial number vicinissimi, anche se non consecutivi, non erano "perfettamente identici" ........ per esempio avevano le PCB, che supportano la circuitazione di segnale, con il colore della vetronite e la fattura differenti (una con le piste ramate e una con le piste stagnate); se non erro, anche gli zoccoli per le valvole di segnale erano di fattura visibilmente differenti. Anche gli otteti di KT77 Gold Lion, su un esemplare, avevano le basi marrone e sull'altro nere. Probabilmente li avevano assemblati con le ultime rimanenze di magazzino.
Addirittura, alcuni anni dopo, a causa di una piccola vibrazione "molesta" mi accorsi che, su entrambi gli esemplari, una calotta dei trasformatori di uscita era fissata al telaio con 2 viti anzichè tre come previsto (nella calotta erano presenti 3 dadi rivettati così come 3 fori sul telaio ; invece le altre calotte "gemelle", quelle rivolte verso il lato posteriore erano fissate con 3 viti. Probabilmente gli operai non si volevano sforzare più di tanto perchè il montaggio di quella 3°vite era reso meno agevole dall'intralcio dovuto alla presenza di una boccola di uscita.

Ho anche l'impressione che, visto che si volevano tirare fuori 200-250W da 8 EL34/KT77 (50w da 2 EL34 nel TVA-10) si trattasse di progetti un pò tirati per il collo e, magari, un tantino sottodimensionati per cui racconto un'altro aneddoto (spero di non annoiarvi) ........ dopo oltre un anno che ce li avevo, uno dei due esemplari fece un botto con tanto di fumata: era esploso un elettrolitico sull'anodica da 22uF/500V ...... misurai ai suoi capi ben 520V, quindi ripetei la misura anche sull'altro esemplare con gli stessi risultati. Scrissi all'importatore, che mi mandò il pezzo da sostituire e mi rispose che, per lui, era normale far funzionare a 520V un elettrolitico da 500V (sic!) ...... dopo qualche anno, appena li trovai sul mercato, li sostituii con dei polipropilene Solen 22uF/630V levandomi ogni preoccupazione.

Un altro appassionato della mia citta, che li ebbe, invece, fu un pò meno fortunato di me perchè i suoi esemplari ebbero un guasto più consistente e richiedettero l'intervento di un laboratorio specializzato con la sostituzione di alcune parti, fornite direttamente dall'importatore.

Successivamente quei progetti ricomparvero sotto il marchio "Papworth Audio Technology" che ampliò la gamma dei monofonici (mi ricordo un monofonico, con un otteto di KT88) ma, al giorno d'oggi, mi pare che non siano più prodotti.

  • Melius 1
22 minuti fa, Gici HV ha scritto:

Una piccola considerazione, in 30 anni l'elettronica ha fatto passi enormi pensare che solo nel nostro hobby sia rimasta ferma agli anni 60/70 mi sembra un po' pretestuoso.

pensa ha fatto talmente tanti passi che quello che facevano 50 anni fa con piccoli recap lo riporti al nuovo, quello che fanno oggi se si rompe lo butti...dai scherzo, certo che tante cose sono intervenute per migliorare e facilitare la vita dell'audiofilo, basti pensare alla comodità del telecomando; sicuramente amplificazioni e diffusori di ieri hanno sonorità differenti rispetto ad oggi, cio non toglie che alcuni valvolari di quel periodo(penso ai Mac,Harman Kardon,Marantz,The Fischer etc.)  anche ascoltandoli oggi lasciano a bocca aperta

26 minuti fa, Gici HV ha scritto:

Una piccola considerazione, in 30 anni l'elettronica ha fatto passi enormi pensare che solo nel nostro hobby sia rimasta ferma agli anni 60/70 mi sembra un po' pretestuoso.

In parte sono d'accordo con te però bisogna ammettere che ci sono oggetti d'altri tempi che sono stati progettati e costruiti con dei criteri e una lungimiranza tali da sembrare ancora attuali (p.es un Marantz 500, un 8B, un 1200, un Sansui AU919 ecc) 

Poi, comunque, secondo me, gli apparecchi vintage sono per gli appassionati un pochino smaliziati, in grado di sapersi  destreggiare autonomamente o di rivolgersi alle persone giuste in caso di problemi e/o guasti, sempre dietro l'angolo, visto che parliamo di apparecchi con svariate decine di anni di età sulle spalle.

Comunque, concordo sul fatto che oggigiorno diversi oggetti vintage stiano assumendo prezzi di vendita esagerati, addirittura assurdi, considerando che si tratta di prodotti non coperti da alcuna garanzia ufficiale.

  • Melius 1
  • Moderatori
12 minuti fa, jammo ha scritto:

cio non toglie che alcuni valvolari di quel periodo(penso ai Mac,Harman Kardon,Marantz,The Fischer etc.)  anche ascoltandoli oggi lasciano a bocca aperta

Forse perché la produzione odierna suona piú precisa, dettagliata, senza il bencheé minimo accenno di distorsioni, spacca il capello in 4, suona quasi da digitale, troppo per credere sia tutto vero.

  • Melius 1
oscilloscopio

@Pimpinotto  Credo che quanto hai scritto in merito ai prodotti Mentmore possa ampliarsi a parecchi prodotti inglesi, non è raro incontrare amplificatori Creek con la stessa sigla ma componentistica leggermente differente, a me è capitato con i crossover delle Ditton in cui un condensatore era di valore differente e quando sono andato dal tecnico che mi ha procurato i tweeter HF 2000 visto che gli stessi erano stati sostituiti con altri Celestion, anche se in realtà i diffusori sfiatavano, non ha escluso che l'intervento possa essere stato fatto direttamente dall'assistenza Celestion...

  • Moderatori

Un vintagista non è soltatnto un  nostalgico, è sicuramente un appassionato che conosce bene gli apparecchi, storicamentre e tecnicamente.

Sà bene che le attenzioni  da prestare non sono indifferenti, che il cedimento strutturale è dietro l'angolo; proprio per questo tesse contatti con riparatori e fornitori di ricambi, spende il proprio tempo alla ricerca  sul web di componenti originali, piuttosto che modificare  il progetto originario con qualcosa che possa andare alla meno peggio .

Personalmente ho reperito dei mids delle Bozak B301 Tempo ,dopo un anno di ricerche; le sospensioni delle B&W DM 70 Continental, mi sono arrivate giorni addietro;il riparatore mi aveva detto " adatteremo qualche cosa"...

  • Melius 2
12 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

Credo che quanto hai scritto in merito ai prodotti Mentmore possa ampliarsi a parecchi prodotti inglesi,

Creek era un marchio "budget" e il fatto che, tra esemplari prodotti in tempi anche leggermente differenti, ci siano differenze, ci può stare.
-
Nel mio caso, sto parlando di una coppia di finali che, all'epoca (primi mesi 1985) costava ben 6,4 milioni delle vecchie lire.

Secondo me, a quel prezzo, non dovevano dare adito ad alcun tipo di critica nè costruttiva, estetica o funzionale (vedi elettrolitici 22uF/500V). Le differenze rilevate erano non su due coppie differenti ma sui due esemplari della stessa coppia.

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