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C’era una volta l’auto italiana


luckyjopc
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Non ho letto l'articolo ma a me del posto dove fanno un bene poco interessa. 

Interessa che abbia il miglior rapporto tra prezzo, qualità e prestazioni. Possono farlo anche su Marte se lo fanno meglio.

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@Jack Dal punto di vista di chi acquista ovviamente sono d'accordo con te.

Peró non dimentichiamoci di chi in Italia ci lavora e ci campa la famiglia. Non tutti, come me, come te e come non molti altri, hanno la fortuna di essere svincolati per la produzione del proprio reddito dal 'dove si produce' 

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@qzndq3 una volta probabilmente ma oggi se prendi un prodotto auto e analizzi tutto il ciclo economico e tecnologico che lo ha reso fruibile nel caso meno complesso ci trovi decine e decine di paesi coinvolti.

Non c’è nulla che sia ascrivibile ad una nazione. Al piú l’idea e la filosofia di un marchio di auto è ascrivibile ad una nazione ma è più per ragioni di marketing. Ragioni che il marchio stesso utilizza per caratterizzare se stesso.

L’auto come espressione di capacità produttiva (in senso lato) di un sistema paese (professionalità, scuole, indole etc) non esiste più da un pezzo. Tutto si riduce (se è una riduzione) alla capacità di eseguire al meglio un determinato passaggio all’interno della filiera.

L’italia ha perso - per mia opinione a causa delle condizioni quadro pessime - la competitività sui prodotti di grande serie dov’è produttività e costi sono il driver. 

Un conto è fare un paio di scarpe su misura ed esclusive ed un conto assemblare pezzi elettromeccanici tutti uguali guidati da impianti tecnologici. 

Nel primo caso se le condizioni quadro ti impongo 1500€ di costi, aggiungi il tuo margine e vendi a 3-4000 il paio tanto c’’è la fila fuori e puoi permetterti di pagare e mantenere il know how artigianale necessario negli anni, nel secondo l’assemblaggio si va a fare in altro luogo. 

Perché non ci siano adeguate condizioni quadro per assemblare un’auto qua è un discorso lungo che va molto oltre l’automotive.

 

 

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2 ore fa, Jack ha scritto:

una volta probabilmente ma oggi se prendi un prodotto auto e analizzi tutto il ciclo economico e tecnologico che lo ha reso fruibile nel caso meno complesso ci trovi decine e decine di paesi coinvolti.

Non cambia il punto, linee produttive e di assemblaggio spostate altrove. Impoverimento del tessuto produttivo italiano. Non tutti possiamo essere dirigenti, quadri, progettisti, ingegneri, architetti, medici , avvocati. Dove mandiamo gli operai? Come creiamo "ricchezza"? Agricoltura e Turismo non credo siano sufficienti. Cercare di spingere il più possibile la produzione in ambiti ad alto valore aggiunto? Io davvero non ho la risposta.

2 ore fa, Jack ha scritto:

L’italia ha perso - per mia opinione a causa delle condizioni quadro pessime - la competitività sui prodotti di grande serie dov’è produttività e costi sono il driver. 

Vero. Ma non solo per le condizioni quadro.

E' innegabile che i paesi dell'Est Europa, la Cina e l'India offrono maestranze a costi estremamente bassi ed impianti con costi di produzione per unità prodotta molto competitivi, ma sovente anche per via delle inesistenti misure di sicurezza e di rispetto ambientale. Per non parlare degli stipendi da fame, giusto per fare un esempio la tedesca Continental produce pompe ad iniezione per BMW e Mercedes a Brasov in Romania, un operaio specializzato dopo cinque anni di lavoro guadagna circa 500€/mese, appena sufficienti per l'alloggio nelle zone popolari e parte del vitto per una persona.

Andando alla Francia e ai Francesi, è bene sapere che i loro impianti ed i loro CED "costano" meno per via del ridotto costo dell'energia elettrica, piccolo dettaglio: investimenti e costi di smaltimento materiale nucleare in buona parte a carico della collettività o non ancora messi a bilancio. Al limite della concorrenza sleale.

2 ore fa, Jack ha scritto:

Perché non ci siano adeguate condizioni quadro per assemblare un’auto qua è un discorso lungo che va molto oltre l’automotive.

Di certo la PA fagocita fiumi di "margini" in tasse/balzelli e l'insieme di regole e leggi non facilitano qualsiasi tipo di attività. 

 

 

 

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LaVoceElettrica
19 ore fa, Jack ha scritto:

Possono farlo anche su Marte se lo fanno meglio.

Il problema è che non lo fanno su Marte ma, da buoni sciovinisti, faranno il possibile per portare quanto possibile in Francia. E ciò che ne risentirà non saranno tanto i marchi (o il marchio, al singolare) automobilistici italiani, che già sono costati tanto alla collettività, quanto l'indotto della componentistica, che fino a oggi è stato un fiore all'occhiello dell'industria italiana e che ora rischia di ridursi al lumicino.

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Carissimi, io capisco tutti i punti che evidenziate ma le condizioni quadro di una nazione le devono “curare” le classi dirigenti di una nazione innanzitutto la politica e chi la sceglie votando. 
Le condizioni quadro non son fatte solo di costo del lavoro. È ben di più e se su queste veniamo battuti dall’estero con che ce la vogliamo prendere? O le miglioriamo in tutti i punti o scapperanno sempre le aziende ed il lavoro 

  • Melius 1
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53 minuti fa, LaVoceElettrica ha scritto:

Il problema è che non lo fanno su Marte ma, da buoni sciovinisti, faranno il possibile per portare quanto possibile in Francia.

Hanno torto?

Non mi pare. Hanno il coltello dalla parte del manico e ragione da vendere.

Peggio per l'Italia che non ha saputo nè tutelare un passato glorioso e ricco di frutti in campo automobilistico, nè preparare il futuro dell'automotive legandosi mani e piedi alla famiglia Agnelli ed ai suoi simpatici guitti.

  • Melius 1
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il bello è che quando ormai anni fa dissi che si stavano preparando alla vendita del gruppo ( dopo la cessione di magneti marelli ) qui dentro mi prendevano pure per il cūlus. 

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45 minuti fa, audio2 ha scritto:

il bello è che quando ormai anni fa dissi che si stavano preparando alla vendita del gruppo ( dopo la cessione di magneti marelli ) qui dentro mi prendevano pure per il cūlus. 

Se ti ricordi io paventavo la possibilità che rimanessero in mani italiane solo Ferrari e Maserati. Ero stato ottimista 😞 

 

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Scusate, prima dell'incendio avevo anch'io paventato il rischio che i francesi avrebbero affossato le linee di produzione in Italia, ma ero stato rassicurato da @briandinazareth che, come noto è addentro ad ogni cosa, aveva detto che anzi sarebbero state potenziate ed addirittura si sarebbe proceduto ad un rilancio del marchio Lancia.

E lui queste cose le sapeva avendo partecipato alle trattative per la "fusione".

Ed ora voi mi dite che non è così?

Maledetti, mi spezzate il cuore.

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resta il fatto che ai subfornitori italiani è stato detto che non sarebbero più serviti e che i nuovi modelli verranno

costruiti su piattaforme psa e non certo fca. quindi.

5 minuti fa, vizegraf ha scritto:

Maledetti, mi spezzate il cuore.

siamo degli spietati.

  • Haha 1
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