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Dune


leoncino

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LaVoceElettrica

 

Dune new edition mi pare un po’ piatterello e se Kyle MacLachlan nel vecchio film era un tantino ingessato, il nuovo principino lo vedo meglio su un monopattino ottenuto col bonus, che al comando di un’astronave.

Il barone gonfiato alla Jabba the Hutt mi ha fatto ridere assai, ma con Skarsgård mi è già successo; è un attore bravo in tutto. Cattivo per cattivo, però, mi piaceva di più il laido del vecchio film.

In effetti sono uno dei pochi a cui il Dune dell'84 piacque. Criticato per le sue incoerenze, secondo me sta qui il bello.

Del resto, se la storia si basa su viaggi intergalattici utilizzando una spezia allucinogena prodotta dalla popò di terribili vermazzi giganti (che poi tanto cattivi non sono), che razionalità ci si deve aspettare?

Confermo anch’io che alle Bene Gesserit avrebbero potuto dare più peso.

In questa edizione tutto è messo a poco a poco e per benino in chiaro, perdendo così il mistero originario, anche se a tanti il film parve assai sgangherato.

///

A latere, la faccenda dei bacini d’acqua nascosti sotto le sabbie del deserto mi fece poi apprezzare, a suo tempo, la realizzazione del Great Man-made River, unica opera buona e degna di menzione realizzata dal quel maramaldo di Gheddafi.

Ma questa è un’altra storia.

 

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Il 30/9/2021 at 13:56, LaVoceElettrica ha scritto:

alle Bene Gesserit avrebbero potuto dare più peso

Già da tempo è in lavorazione la serie spin-off che parlerà proprio dell'ordine delle Bene Gesserit. Non so quando andrà in porto ma anche il film di suo ha subito ritardi pandemici

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Visto la scorsa settimana...per me bellissimo anche se molto distante dal taglio dato a suo tempo da Lynch. 

E molto più vicino al libro,nei limiti dei diversi media...anche sé devo ammettere che alcune trovate sopra le righe di Lynch le avevo trovate all'epoca dannatamente funzionali ad aggiungere pathos ad una narrazione che rischia di essere fin troppo algida.

Comunque il nuovo Dune è film di ben altro spessore e fedeltà all'originale con una fotografia sensazionale,una colonna sonora finalmente centratissima  e realmente "aliena", scene di azione realistiche (niente Marvel effect, fortunatamente) ed in generale una solidità sconosciuta alla stragrande maggioranza dei film di genere degli ultimi anni.

Rischia imho di diventare un nuovo Lotr in salsa maggiormente adulta se le promesse fatte in questa prima parte dovessero essere mantenute nella seconda. 

PS E' un Film da vedere al cinema senza se e senza ma. Nessun impianto domestico(a meno di non essere MOLTO ricchi)riuscirà a ricreare il senso di grandiosità e l' epicità di di cui questo film è farcito.

 

 

  • Melius 1
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  • 2 settimane dopo...

Alcune osservazioni su Dune, riflettendoci con calma dopo averlo visto:

- i costumi femminili sono molto simili a quelli della Medea di Pasolini. Un caso?

- Hans Zimmer scrive musiche basate su un paio di incisi della colonna sono di Lawrence d'Arabia. Un caso?

- il barone Harkonnen sembra l'alter ego del colonnello Kutz in Apocapypse Now. Un caso?

-  Leto, re degli Atridi, è ritratto come il Cristo del Mantegna dopo aver disceso per l'ultima volta i gradini della reggia. Un caso?

- Il romanzo di Herbert si trasforma in una elegia del deserto e di al-Mahdi, il Salvatore della tradizione islamica. Un caso?

 

Ah, saperlo...

 

  • Melius 1
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5 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Un caso?

 

 

Non credo.., troppe coincidenze.
Non ho visto questo DUNE, parlo in generale, mi riferisco alla tendenza che dura da alcuni decenni in modo diffuso, al "citazionismo", cinefilo e non cinefilo, presente in molte opere cinematografiche. Spesso le citazioni diventano una sorta di pretesto per omaggiare la settima arte, la sua storia, il suo vastissimo e straordinario immaginario sul quale costruire opere originali di qualità estetica più o meno alta ma sempre personale, sincera, apprezzabile a vari livelli e dai diversi punti di vista. Altrettanto spesso, troppo spesso.., capita invece che - in questa nostra epoca contrassegnata da una severa crisi creativistica che colpisce in modo più o meno profondo tutte le arti, a mio modesto avviso - la "citazione" ostentata potrebbe rappresentare una scopiazzatura, un'appropriazione esteticamente, "sentimentalmente"  e intelletuelmente non onesta ed abusata, non spontanea, non ispirata, da parte del regista citazionista che non riesce ad esprime nulla di nuovo, di proprio, di "increato" e che per sopperire al suo onanismo ricorre ai paradigmini della grande storia del cinema, dove è pur vero che l'arte "copia sempre" se stessa, in modo più o meno rimarchevole, ma sempre, irrinunciabilmente, per rinnovarsi. 

Ripeto, non avendo visto il film parlo in generale, del fenomeno di gran moda; le tue osservazioni sugli aspetti "cinefili" del film mi incuriosiscono e mi spingono a chiedere, approfittando della tua cortese e sempre equilibrata disponibilità, se secondo te il citazionismo di Dune, cinefilo, musicale, pittorico, letteraio, ecc, si mantiene sul piano "legalitario"  oppure su quello della ... "pirateria"... o del minestone riscallato, ovvero del nuovo lavato con perlana.., ecc...  😄 😉

 

  • Melius 1
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Caro @analogico_09 , condivido senz'altro le tue osservazioni. In effetti il "citazionismo" è piuttosto di moda, e spesso non viene usato con finalità "virtuose". Per altro verso (lo dico semplicemente a completamento di quanto hai già detto tu) può comunque avere un valore artistico, anche elevato. Basta pensare a grandi maestri come Welles, Kubrik, Tarkovsky o von Trier, che hanno spesso tratto spunto dalle opere d'arte del passato (pittoriche, musicali, teatrali) per creare dei capolavori.

Nel caso di Dune, a me sembra che le citazioni che ho notato (chissà quante altre ce ne sono...) siano usate in maniera virtuosa. Insomma, non servono semplicemente a catturare l'attenzione dello spettatore in modo strumentale. Hanno un senso complessivo, una trama ben precisa, o perlomeno così pare a me. In questo film, il regista ha tentato di creare un racconto per immagini epico e mitologico che potremmo definire "transculturare", nel quale elementi narrativi, iconografici, visuali e musicali provenienti da culture diverse si fondono insieme per creare un universo sì immagginario, fantascientifico, eppure a noi vicino, riconoscibile come "nostro". E per farlo usa alcuni archetipi, delle immagini primordiali che ormai appartengono all'inconscio collettivo nelle quali si condensa la storia delle diverse esperienze umane.  Gli esempi che ho indicato nel post precedente hanno questo carattere simbolico, e al contempo si legano insieme in modo coerente per dar corpo alla storia, attribuendole un senso complessivo che va oltre il succedersi degli avvenimenti, i drammi, le battaglie e altri elementi superficiali. Questa è la ragione per cui il film mi è piaciuto molto, alla fine. Non sarà un capolavoro assoluto, ma ha una grande potenza espressiva (forse) anche grazie a questi elementi.

  • Melius 1
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@Grancolauro Grazie delle tue osservazioni, mi fa piace che il citazionismo di Dune sia "costruttivo", per riassumere concetti che abbiamo cercato entrambi di esprimere in maniera più circostanziata.

 

1 ora fa, Grancolauro ha scritto:

Basta pensare a grandi maestri come Welles, Kubrik, Tarkovsky o von Trier, che hanno spesso tratto spunto dalle opere d'arte del passato (pittoriche, musicali, teatrali) per creare dei capolavori.

 

Creando quindi l'"increato" e per di più facendo "scuola", punto di riferimento per le future generazioni di cineasti, anche per i più coevi  (il von Trippen 😄  però non lo accosterei agli enormi autori che hai citato 😉 putroppo non sono ancora riuscire il senso di una provocazione programmatica, ancora "dogmatica" che viene sbattuta in faccia allo spettatore e sotto la sua cintura in maniera greve, ottundente mentre a mio avviso la provocazione nell'arte dovrebbe nascere nel "sottotesto", daciò che sembra inespresso  cogliendo tuttavia il fruitore di "sorpresa...")

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@Panurge hai ragione, altro regista molto iconico.

@analogico_09 von Trier mi è venuto in mente qui per Melancholia, dove ci sono molti riferimenti pittorici, ad esempio all’Ophelia di Millais, la donna nel lago. Lars può piacere come no per il suo sguardo contundente, in effetti. Alcuni suoi film, per me, sono geniali. Melancholia su tutti, restando nel genere fantascienza

 

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@Grancolauro Con Lars Von potrei non essere del tutto attendibile.., è il mio calletto più doloroso non solo quando cambia il tempo... 😄

 

 

@Panurge è, da me condiviso, un fordiano di ferro... e la lista dei registi da non dimenticare si farebbe piuttosto lunga ...

 

Questi primi piani sequenza virtuosi e molto espressivi di Max Ophuls , anni '52/53 vengono  ripresi da Welles, Polansky, Altman, Kubrick, ecc...

 

La mdp si insinua nella casa de "Le Plaisir".., il video viene troncato bruscamente, mentre il piano sequenza è più lungo e racconta cose del luogo ben più che le parole della voice-off...

 

 

 

 

All'inizio del film vengono mostrati i gioielli, il guardaroba di "Madame de...", scarpe comprese.., la quale si prepara per la toilette.., la mdp indugia sugli oggetti della vanità e del "feticismo".., per presentare il carattere frivolo della donna della quale possiamo osservare il volto riflesso nello specchio a sorpresa, poco prima della fine del piano sequenza... Geniale anche questa "tecnica" che si fa linguaggio, espressione, "allegoria"... Kubrick adorava Ophuls.., trovava ispirazione in lui, diceva che i suoi film racchidevano tutte le meraviglie del cinema.., vado a memoria.

 

Scusare l'OT ma quando mi piglia non so resistere... ☺️

 

 

 

 

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  • 1 mese dopo...

Premetto di non conoscere il libro, o i libri.

Il Dune di Lynch invece sì, non m'è piaciuto in sala quando uscì e neppure quando l'ho voluto rivedere anni fa.

Questo Villeneuve lo fa rimpiangere, grigio e noioso quanto quello era colorato e scombinato, la storia si capisce ma non è poi tanto interessante o originale e la narrazione è piatta.

Anche Blade Runner 2049 era stato una delusione

 

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