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Suono avanti indietro


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Salve,

altro argomento molto interessante...cosa dovrebbe uscire dal nostro sistema ?

Semplice : quello che gli buttiamo dentro.

Il problema è che non sappiamo cosa è successo a monte del supporto che stiamo usando per cui....dobbiamo fidarci e sperare nella competenza di chi ha lavorato a monte.

Dando per scontato il buon lavoro a monte...il resto è tutto compito nostro : scelta dei componenti , coretto abbinamento , corretta sistemazione in ambiente , corretto settaggio ....se facciamo bene il tutto ...il combinato disposto di tutte queste cose ci darà il risultato.

I diffusori non si dovrebbero "sentire", neanche nel caso ci si sposti fuori asse; la scena dovrebbe riempire completamente la porzione d'ambiente attorno,  e dietro ai diffusori , fino al soffitto ,fino al punto in cui non si riesca mentalmente a tracciare ujn perimetro certo di dove finisca la percezione di suoni ,echi , riverberi ( le pareti non dovrebbero essere un limite invalicabile)

La voce ( è sempre bene ci sia quando si valuta) dovrebbe essere bene a fuoco in posizione centrale, ad altezza verosimile,  ben enucleata dal contesto, di dimensioni il più ridotte possibili;  gli strumenti , ben distinguibili , distanziati e collocati in posizione credibile con la corretta dislocazione che fa distinguere quelli in posizione avanzata rispetto agli altri in posizione più arretrata. La profondità , da non confondere con  la proiezione piatta sul muro posteriore , è il riempimento totale che, in funzione della tipologia di diffusore che si sta usando prende tutto lo spazio disponibile in ambiente , solitamente a partire dalla linea che unisce i due diffusori , in caso di planari anche da davanti e , con distinguibili piani fino (e oltre)alla parete di fondo.

Utopia ? Forse.

Se si lavora bene , col minimo  di artifizi , ....nei limiti dell'ambiente a disposizione... è un obiettivo  per il quale vale la pena fare qualche sforzo.

 

Saluti, Fabrizio.

 

  • Melius 2
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56 minuti fa, fabrizio ha scritto:

Utopia ? Forse.

Se tutte queste belle cose sono incise sul disco, allora non è un'utopia, le senti anche con le cassette Logitech appoggiate sulla scrivania, se non ci sono, non escono fuori neanche col miglior impianto al mondo.

  • Melius 1
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21 minuti fa, pro61 ha scritto:

Se tutte queste belle cose sono incise sul disco, allora non è un'utopia, le senti anche con le cassette Logitech appoggiate sulla scrivania, se non ci sono, non escono fuori neanche col miglior impianto al mondo.

Per questo è importante avere un'idea, anche vaga di cosa contiente il disco o di come dovrebbe essere riprodotto quel disco.

Faccio due esempi estremi: io amo gli U2, non cercherò mai la "scena", sono dischi fatti un studio e le finalità perseguite in faee di produzione non prendono in minima considerazione questo parametro.

Amo che gli Weavers: beh, qui li voglio proprio materializzati nel mio ambiente d'ascolto, il più possibile così come erano sul palco.

Il più delle volte non serve avere perfetta conoscenza delle scelte operate in fase di produzione, basta un minimo di..cultura dell'ascolto domestico ed un pari minimo di esperienza

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1 ora fa, fabrizio ha scritto:

La voce ( è sempre bene ci sia quando si valuta) dovrebbe essere bene a fuoco in posizione centrale, ad altezza verosimile,  ben enucleata dal contesto, di dimensioni il più ridotte possibili;  gli strumenti , ben distinguibili , distanziati e collocati in posizione credibile con la corretta dislocazione che fa distinguere quelli in posizione avanzata rispetto agli altri in posizione più arretrata.

Questo è il tuo gusto.

Non è detto che chi fa quel disco desideri questo.

Per conseguenza: se tu percepisci e/o  l'impianto restituisce per il tal album, una voce molto avanti e di grandi dimensioni (per usare tuoi termini), non puoi dire che la "registrazione" è pessima né che lo è l'impianto. 

Quest'ultimo anzi, in questo caso potrebbe essere un impianto molto  fedele, se restituisce una voce di grandi dimensioni, perché così è stata voluta. 

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2 ore fa, scroodge ha scritto:

Quest'ultimo anzi, in questo caso potrebbe essere un impianto molto  fedele, se restituisce una voce di grandi dimensioni, perché così è stata voluta

Allora prendiamo nota del nome di quel fonico, speriamo che cambi mestiere e soprattutto evitiamo i suoi dischi

  • Haha 1
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Mi sembra evidente che il primo che decide se il suono e' "in avanti, o indietro", "più o meno profondo", con più o meno larghezza ed in generale spazialità ,  è l'ingegnere del suono che registra il disco.

Magari in accordo con l'artista, ma la "foto" dell'evento sonoro (Il fatto se in un ipotetico teatro ci si senta in terza o in trentesima fila) la fa l'ingegnere del suono, non l'impianto.

Poi un impianto di qualità,  messo a punto bene,  soprattutto nella collocazione dei diffusori-ambiente, deve saper riprodurre al meglio il messaggio originario.

Con le caratteristiche dei componenti.

Ci sono soprattutto diffusori,  che "naturalmente" sono progettati per dare un suono "monitor", più sparato in avanti e preciso, altri invece concepiti per riproporre un suono più profondo e meno dettagliato.

Ma se l'incisione vuole ricreare la "foto" di un ascoltatore posto a 30 metri dal direttore, quello si deve sentire.

Ascoltando la registrazione magari in mp3, con componenti scrausi e mal posizionati può darsi che questo non appaia,  e che sembri tutto piatto.., quello è normale

  • Melius 1
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21 ore fa, scroodge ha scritto:

Quest'ultimo anzi, in questo caso potrebbe essere un impianto molto  fedele, se restituisce una voce di grandi dimensioni, perché così è stata voluta. 

Wishful thinking, che l'ingigantimento sia il prodotto  di una distorsione, senza voler entrare nel merito di quale, lo confermerà la presenza dello stesso fenomeno, non soltanto per la voce ma anche per qualsiasi altro strumento utilizzato nella stessa registrazione. 

Con ogni probabilità,  se il problema si manifestasse con eccessiva evidenza in alcune registrazioni,  sarà  presente comunque in forma magari più lieve in qualsiasi altra.

In ogni caso non esiste un sistema che non produca un ingigantimento ed una dilatazione dell'immagine sonora al progressivo incrementare del volume.

 

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11 minuti fa, leonida ha scritto:

In ogni caso non esiste un sistema che non produca un ingigantimento ed una dilatazione dell'immagine sonora al progressivo incrementare del volume.

Vero. Come anche che ad un certo punto entra in crisi l'ambiente e un parametro colsì delicato come la scena e l'equilibrio dei livelli (voluti in produzione), semplicemente.. si perdono o vengono stravolti.

 

11 minuti fa, leonida ha scritto:

l'ingigantimento sia il prodotto  di una distorsione

Ovvero? Cosa intendi per "distorsione" in questo caso specifico?

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@scroodge

In risposta  al tuo quesito sulla presunzione dell'esistenza di una vera e propria distorsione e di notevolissima entità in alternativa al concetto di saturazione identificato abitualmente  come causa di sensazioni acustiche sgradevoli, e genericamente inteso come limite attribuito ad apparecchiature  o ambienti d'ascolto.

__________

Contemporaneamente in risposta al quesito del thread, " suono avanti indietro" condizione acustica  che prevede sensibili scostamenti della linearità percepita non riscontrabili strumentalmente,  e strettamente  collegata anche a progressive variazioni del livello d'ascolto, ben lontane da condizioni di stress di apparecchiature ed ambiente, 

________________________________

 

 

Prova, in ambiente assolutamente silenzioso,  ad ascoltare e valutare il risultato qualitativo del tuo sistema o di un qualsiasi  altro a qualsiasi livello, al più basso volume possibile.

Valuta l'articolazione dei suoni, le variazioni di tonalità, la collocazione spaziale delle informazioni,  ma soprattutto valuta complessivamente l'equilibrio tonale del tutto e la sensazione  di comfort acustico.

Quello che percepirai, rappresenta, qualitativamente,  la massima espressione del suono del tuo sistema, quello è  l'equilibrio che, nella normalità,  dovrebbe rimanere intatto a progressivi incrementi  del volume d'ascolto fin quando non sopravvenuta un'oggettiva distorsione del segnale elettrico e/o acustico.

____

 

Se pero proverai ad incrementare anche minimamente il livello d'ascolto rispetto al minimo precedente,   ti accorgerai sicuramente di come stia iniziando e progressivamente  crescendo ad ulteriori livelli d'ascolto, un processo di degrado qualitativo su tutti indistintamente i parametri acustici, una  deformazione/dilatazione delle singole informazioni che progressivamente culminerà in una modalità di riproduzione del tutto alterata rispetto a quella di partenza.

La condizione acustica conseguente provocherà una sensazione  di disagio sotto forma di un eccesso di rumore, e verrà nella quasi totalità dei casi, diagnosticata come prodotto  di un livello di volume eccessivo.

Procedendo a ritroso, ossia dal punto di apparente saturazione/distorsione di qualcosa non razionalizzata, il suono percepito  tenderà  a riprendere via via la sua  forma  qualitativamrnte migliore, quantomeno  la condizione che nel 100% dei casi verrà  recepita come situazione  piu confortevole.

Da notare come quest'ultima versione di compromesso, ossia a medio basso volume, potrebbe risultare anch'essa a lungo termine ancora fastidiosa in termini di eccesso di presenza  delle medie ed alte frequenze, ad esempio un livello d'ascolto ritenuto intuitivamente medio o basso, potrebbe risultare talmente da alto da impedire lo svolgersi di una normale conversazione, dalla quale  sensazione si rivelerà necessaria una ulteriore riduzione  del volume quando non il suo azzeramento.

Diversamente però,  si conversa normalmente senza alcuna attenzione al rumore e senza che questo interferisca minimamente,  passeggiando in un marciapiede anche con traffico intenso e rumore ambientale di 80 db ed oltre.

Questa alterazione interferente   è  già presente, invece,  a  soli 70 db di pressione e la sua progressiva espansione  non permetterà un  un'ascolto a lungo termine a soli 80 db ,  quelli che con un diffusore  mediamente si ottengono con circa un watt a tre metri di distanza.

Non può quindi trattarsi di eccesso di volume,  in quanto la sensazione di fastidio per presunta sensazione di eccesso di pressione  sonora, non diminuisce al progressivo allontanamento della sorgente sonora quando oggettivamente il livello di pressione scende anche a meno di 70 db, condizione  verificabile ascoltando da un altro ambiente dove la qualità o meno del suono riprodotto  verrà ,  incredibilmente in base a qualsiasi misurazione elettroacustica,  percepita  esattamente  allo stesso modo.

____

Ancora

Non esistendo alcuna motivazione del perché  riducendo il volume l'equilibrio tonale tenda a parità di tutto,  a ricomporsi culminando nella migliore versione a volume infinitesimale, va da sé che l'ambiente  non possa essere incolpato non essendo in grado di produrre variazioni della pressione sonora a varie frequenze tali da poter essere percepite con tale evidente chiarezza.

Altrettanto, questa evidente alterazione non può  ovviamente essere attribuita a limiti fisici delle apparecchiature di riproduzione in quanto il fenomeno appare platealmente riscontrabile,   sia tecnicamente  ad un orecchio esperto, sia in termini di confortevolezza.  da qualsiasi soggetto cosciente o incosciente della presenza in ambiente di un suono riprodotto tramite qualsivoglia mezzo di riproduzione. 

 

 

  • Melius 1
  • Confused 1
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Mighty Quinn

 

48 minuti fa, leonida ha scritto:

da qualsiasi soggetto cosciente o incosciente della presenza in ambiente di un suono riprodotto tramite qualsivoglia mezzo di riproduzione. 

 

Tutto molto affascinante 

Ma i quesiti del referendum erano quasi più interpretabili 

 

  • Haha 1
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@leonida

concordo in gran parte con la tua disamina e con le tue descrizioni rispetto alla percezione della "distorsione" da te nominata, salvo alcuni punti, o melgio uno solo, laddove tu dici che l'ambiente non può essere incolpato della perdita diciamo della zona di comfort, ritengo invece da mia esperienza, che non l'ambiente, ma l'interazione tra ciò che esce dagli altoparalnti e lo stesso, sì.

Infine, posso affermare che che quello da de tescritto è esattamente il mio modo di procedere per mettere a punto un impianto (il mio) di riproduzione. Nel mio caso la zona di comfort, se così vogliamo chiamarla, si situa tra i 90 e i 100 dB di SPL - C, con tutti e tre i set di diffusori che uso ora.

 

 

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 Anstendig Institute has pointed out another distortion inherent in sound-reproduction. When sound is reproduced, all of the original overtones act as fundamentals, generating their own series of overtones. This results in a massing of overtones that must be compensated for.

__________________

 

Aggiungono a quanto individuato e risolto attraverso la formulazione delle classiche curve isofoniche da Fletcher & Munson,  questa ulteriore problematica  acustica anch'essa ritenuta  inerentemente percettiva, che ritengono vada risolta  tramite equalizzazione. 

 

Ad un'attenta osservazione le due teorie cozzano pesantemente,  secondo Fletcher e Munson ed i vari revisori a seguire fino ai giorni nostri, la percezione acustica umana, pesantemente carente sulle basse frequenze  e meno, ma lo stesso sulle alte, tende a linearizzarsi all'incrementare del livello d'ascolto, mentre l'osservazione dell'Astendig Institute afferma praticamente il contrario, ossia un incremento  percepito degli overtones all'incrementare del livello d'ascolto.

Quello che ti ho suggerito di verificare, ossia il progressivo ingigantimento dei suoni all'incrementare del livello d'ascolto gia presente anche a  bassissimo volume, conferma l'osservazione dell'Astendig che per risolvere   suggerisce, anzi, ritiene necessaria un'equalizzazione con interventi opposti a quelli deducibili dalle curve isofoniche.

Anche la curva Moller degli anni 70 assumeva che per una sensazione  di linearità alle alte frequenze, queste avrebbero dovuto essere attenuate con pendenza di 1 db per ottava a partire da 1000 hz.

Ancora quindi un caso in opposizione  alle curve isofoniche che prevedono sempre e comunque un'esaltazione variabile in relazione  alla pressione sonora.

____________

Se hai voglia di approfondire 

 http://www.anstendig.org/EQ.html

 

  • Melius 1
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Alcune riflessioni:

A volume molto basso, il suono manca di armoniche, quindi alzando il volume, la musica prende corpo, escono fuori informazioni che tendono a modificare leggermente il sound stage. Intanto l'apparato uditivo tende ad andare in protezione, per cui tendiamo ad alzare ancora il volume. Arrivati ad una certa pressione, i riverberi ambientali,  sopratutto a basse frequenze, tendono a impastare il suono,  che comincia a perdere di chiarezza.  Se torniamo velocemente al volume iniziale (molto basso), praticamente non sentiamo più niente finché l'orecchio non abbassa il livello di protezione.

Da notare che non ho parlato di distorsioni, perché queste secondo me non sono ancora intervenute, dato che interviene prima la saturazione dell'ambiente, a meno che, non si stia ascoltando in giardino.

  • Melius 1
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