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Chopin concerto n. 1 per pianoforte ed orchestra


oscilloscopio
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  • Moderators
oscilloscopio

Buon sabato a tutti, ho la versione suonata dalla Argerich e diretta da Abbado che trovo semplicemente meravigliosa, ci sono altre versioni a vostro parere che meritano attenzione?

Grazie a tutti.

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  • Moderators
oscilloscopio

@Panurge sto ascoltando Zimmerman ma sinceramente non mi fa impazzire...lo trovo un po' troppo largo nella direzione e troppo asciutto e staccato al pianoforte, la Argerich pare che scorra sui tasti come seta, poi ho è la mia impressione e non mi reputo un esperto...

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Lolparpit

@oscilloscopio Di Zimerman, se non piace l'edizione in cui fa solista e direttore con un'orchestra polacca (a me personalmente piace molto), c'è una bellissima registrazione DG con Carlo Maria Giulini, più equilibrata rispetto alla successiva. Grande direttore Giulini, ottimo anche quale accompagnatore. 

Angelo

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  • Moderators
oscilloscopio

@Lolparpit  Apprezzo molto Giulini che ho anche visto Alla Scala in una bella interpretazione della III di Beethoven, proverò ad ascoltare la registrazione che hai segnalato poi ti dico.

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SimoTocca

@oscilloscopio Sono assolutamente d’accordo nel definire meravigliosa la versione del primo concerto di Chopin con la giovanissima Argerich e il giovane Abbado. In fondo è un “vincere facile”, con questi due nomi ... 

E... però... pur amando questo album della DG, la mia versione preferita del primo concerto è quella mitica di Pollini registrata per la EMI come “fresco” vincitore del premio Chopin.

Pollini ha una tecnica stellare, che non teme confronti neppure con la Martha, ma la sua interpretazione del concerto, pur “affilata e priva di smancerie romanticheggianti”, ha una affettuosità ancora maggiore di quella della Argerich. E il direttore poi, Paul Kletski conosce bene per “nascita” la musica di Chopin.

È un’ascolto imperdibile, a mio,avviso, anche perché quest’album è, al tutt’oggi, il riferimento di molti grandi critici musicali di tutto il mondo.

Una registrazione peraltro fatta molto bene dalla EMI all’inizio degli anni ‘60 ...insomma ..ecco...può anche non piacere ma “va ascoltato”.

Il virtuosismo stellare del giovane Pollini lascia senza fiato...

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  • Moderators
oscilloscopio

Adesso sto ascoltando Rubinstein con la Symphony Orchestra of London diretta da Skrowasczewski e rispetto  a Zimmerman per i miei gusti è altra cosa...

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SimoTocca

@oscilloscopio E per quanto riguarda Zimerman: hai ascoltato l’album “sbagliato”! Quello che Zimerman registrò per la DG, in occasione dell’anniversario chopiniano per la DG, in veste sia di direttore che di pianista...

È un album che può piacere, per carità... ma trovo che ci siano davvero molte pecche: i tempi eccessivamente lenti e con accelerazioni del tutto arbitrarie, l’orchestra che suona in maniera “dilettantesca” rispetto alle grandi orchestre di altre registrazioni (la London per Abbado, e la Philharmonia per Pollini...).

Invece Zimerman, che è ancora un pianista straordinario, e che è sempre nel mio “terzetto” preferito, insieme alla Argerich e a Pollini, lo devi sentire quando, anche lui fresco del trionfo al Premio Chopin, incise i due concerti sotto la bacchetta di Giulini a Los Angeles.

Ecco, questa, quella della Argerich con Abbado e Pollini con Kletski sono le mie tre registrazioni di assoluto riferimento...

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  • Moderators
oscilloscopio

@SimoTocca ascolterò certamente anche quella, comunque mi sta piacendo molto anche questa di Rubinstein.

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SimoTocca

Di certo hai ragione anche a dire che Rubinstein è sempre un grandissimo interprete di Chopin e che si ascolta sempre con “meraviglia”...

forse per via di quel suo “rubato” pressoché unico... Checchè se ne dica, in Chopin, Rubinstein viaggia una spanna sopra al suo “amico-concorrente” Horowitz...

E questa mitica registrazione della RCA, che hai ascoltato, rimane da tempo, come “quarta” preferenza nella mia “cinquina” personale... (non che sia fissato nel dare un “numero di posto alle mie preferenze, ma giusto per dare un ordine mentale a quelle che conosco..)..ne avevo il disco in vinile... ma si era rovinato e l’ascolto del primo riversamento in CD a mio avviso, faceva perdere non poco quell’eleganza tipica del “tocco” di Rubinstein, quel suo suono “esclusivo” che riesce a far uscire dal grand piano...

Con le recenti riedizioni Sony in formato 24/176 direi che Rubinstein ha avuto giustizia e l’ascolto del suo modo di suonare Chopin, così misurato anche nell’essere romantico, è ancora così emozionante da ...commuovere!

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  • Moderators
oscilloscopio

Comunque con Giulini stò ascoltando un altro Zimermann...decisamente molto più nelle mie corde...

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SimoTocca

Ti segnalo, per finire la “scorpacciata” altre due edizioni assolutamente straordinarie.

La prima, che rientra nella mia “cinquina” è quella del giovane Perahia con il “mio” Zubin Mehta a New York.

È una versione che, in grande sintesi, assomiglia molto a quella di Pollini e che mostra quanto straordinaria fosse la tecnica di Perahia dopo era “passato” dalle lezioni di Horowitz.... che lo aveva incoraggiato a liberare il suo virtuosismo tecnico senza averne paura...

Una interpretazione davvero notevole, sostenuta da par suo da uno Zubin Mehta che “quando ci azzecca” non teme confronti... e questa volta...ci azzecca!

Zubin e Perahia registreranno poi ancora insieme, un album con tutti e due i concerti di Chopin, con la Israel Philharmonic, qualche anno dopo...

ma la magia di questa registrazione newyorkese non si ripeterà...

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SimoTocca

@oscilloscopio È lo Zimerman vero... hehehe! 😉 Una tecnica stellare... che non deve essere “distratta” dalla direzione (e Zimerman, proprio come Pollini, è pianista sublime ma...direttore mediocre! Se posso permettermi un giudizio così trachant parlando di due musicisti così stellari...l).

Giulini riesce a dare un “passo” assolutamente giusto e la Los Angeles suona in maniera strepitosa...

L’ultima segnalazione “classica” è per la recente uscita dell’album della Pires sotto la bacchetta di Previn, con la terza orchestra di Londra...

Un album che, in grande sintesi, per interpretazione elegante ed affettuosa, ricorda da vicino quello di Rubinstein...

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SimoTocca

Se poi, e qui chiudo, ti venisse la curiosità di ascoltare il “giovane divo del momento”, Trifonov, nel concerto di Chopin... ecco lo puoi fare ma...solo se “accetti” il fatto che l’orchestrazione originale sia stata rivista e modificata da Pletnev, che è anche sul podio della Mahler Orchestra (sì, quella fondata da Abbado...).

Pletnev, che è anche un grande pianista oltre che direttore, ha “ritoccato” sopratutto i passaggi dove orchestra e pianoforte trovano un certo “squilibrio”.... perché in verità Chopin non è Beethoven quando tratta la scrittura orchestrale, e non gli riesce sempre a farla stare “in equilibrio” sonoro con il pianoforte.

Questo “ritocco” è stato vissuto molto male dalla grande maggioranza degli appassionati... e questo album non ha avuto il successo, che invece a mio avviso, merita.

Insomma, ecco non vedo nulla di “sacrilego” e se ascolti con attenzione e senza pregiudizi capisci che poi le modifiche sono tutto sommato scarse e tutte poco “evidenti”....

In compenso Trifonov regala emozioni intensissime al pianoforte... perché riesce a far uscire dalla tastiera una valanga di colori che...forse neppure l’orchestra intera ne è capace!

 

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Via... passo e chiudo... e vado sulla spiaggia... (che caldo anche oggi! Qui con sto clima sta diventando un problema davvero serio...).

Buon ascolto!

  • Melius 1
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  • Moderators
oscilloscopio

@SimoTocca grazie per i tuoi contributi, nei prossimi giorni ascolterò anche queste segnalazioni. Intanto finisco di godermi il lll movimento di questo ottimo Zimmerman Giuliani.

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  • Moderators
oscilloscopio

Che dire... emozionante... comunque non so se dipenda dalla direzione di Giuliani o sia solo un caso, anche il concerto n. 23 di Mozart suonato da Horowitz con appunto la direzione di Giulini e l'orchestra della Scala lo trovo assolutamente pregevole.

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Grancolauro

Se parliamo di “giovani”, a Trifonov francamente preferisco, in questo concerto perlomeno, Benjamin Grosvenor. Molto bella la sua registrazione dei concerti di Chopin per la Decca, consiglio senz’altro di ascoltarla.

È piena di ingegno e deliziosa attenzione per i dettagli.

 

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Tra le registrazioni di qualche anno fa, mi permetto di ricordare anche quella di Istvan Székely con la Budapest Symphony diretta da Németh. Uno potrebbe dire: e chi è sto conosciuto? Perché perdere tempo ad ascoltarlo? E invece vale decisamente la pena. Nessun languore romantico o abbandono espressivo. Eppure c’è un calore e una forza trascinante in questa versione dei concerti di Chopin che me la fa preferire a quella di diversi pianisti ben più famosi, senza fare nomi ovviamente 🙂

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