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Chopin concerto n. 1 per pianoforte ed orchestra


oscilloscopio
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Alpine71
3 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Checchè se ne dica, in Chopin, Rubinstein viaggia una spanna sopra al suo “amico-concorrente” Horowitz..

Beh beh beh Simo questo a mio modo di vedere non è vero. Certamente il Rubinstein dell’”integrale” propone un messaggio all’ascoltatore di qualità eccelsa e sublime. 
Ma su singoli brani il buon Volodia è spesso superiore, a mio modesto parere beninteso. Come ho scritto ancora, ad esempio, lo stile rapsodico horowitziano di talune Mazurke è per me inarrivabile ove invece il grande Arturo dà l’impressione di fare un compitino. Idem per la Polonaise-Fantasie. 
Arturo, per come lo sento fin da cinino, è invece irraggiungibile nei Notturni, da ascoltare e riascoltare senza annoiarsi mai. 
Sono invece super d’accordo circa l’interpretazione della Pires, di una rara sensibilità e raffinatezza che consiglio a tutti. Pires che per me è straordinaria anche nella giovanile interpretazione con Armin Jordan (Erato). 
un saluto a tutti

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maverick
8 ore fa, Lolparpit ha scritto:

Di Zimerman, se non piace l'edizione in cui fa solista e direttore con un'orchestra polacca (a me personalmente piace molto), c'è una bellissima registrazione DG con Carlo Maria Giulini, più equilibrata rispetto alla successiva. Grande direttore Giulini, ottimo anche quale accompagnatore. 

Angelo

Anch'io preferisco la vecchia incisione con Giulini.

Quella "tutto Zimerman " ( registrata al Lingotto) mi sembra troppo "estrema" nella libertà dei tempi , quasi alla ricerca di un qualcosa che nessun altro avesse mai scoperto.

Pur adorando Zimerman,  la trovo una delle sue registrazioni meno riuscite; in più la registrazione mi pare poco equilibrata, con un pianoforte enorme, che copre tutta l'orchestra: poco credibile.

Anche io adoro Rubinstein e la Argerich (sia con Abbado che nella versione più matura con Dutoit).

 

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analogico_09

Tornando un po' indietro nel tempo, un'interpreazione "classica" ma sensibile e musicale dl Menahem Pressler con la direzione di David Josefowitz orchestra Wiener Staatsoper. Una delle prime interpretazioni con le quali ho fatto la conoscenza di questa meravigliosa perla chopiniana.

 

I, II, III movimento
 

 

https://www.youtube.com/watch?v=TDF9YVWbZRE

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=lwiu-LQ_a58

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=6OsLV_HubRE

 

 

@oscilloscopio

 

Per un "archeoricercatore" di dischi come te, se non lo conoscessi già, lo troveresti credo senza difficoltà a buon prezzo.
 

 

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analogico_09
7 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Sono assolutamente d’accordo nel definire meravigliosa la versione del primo concerto di Chopin con la giovanissima Argerich e il giovane Abbado.

 

 

Sempre giovanissima, anche con Franco Mannino (direttore e pianista virtuoso "listziano) con i dovuti, naturali distinguo, non è che scherzasse...

 

 

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analogico_09
27 minuti fa, maverick ha scritto:

Quella "tutto Zimerman " ( registrata al Lingotto) mi sembra troppo "estrema" nella libertà dei tempi , quasi alla ricerca di un qualcosa che nessun altro avesse mai scoperto.

 

 

Solito Zimerman che fa come gli pare anteponendo se stesso a tutto...

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maverick
35 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Solito Zimerman che fa come gli pare anteponendo se stesso a tutto...

Mah .."solito" direi di no.

Con Giulini e ' misurato ed in linea col direttore.

Con Bernstein è andato d'amore e d'accordo.

Con Rattle mi sembra ci sia ottima sintonia, celebrata ufficialmente più volte dai due protagonisti.

L'unica circostanza a me pare proprio quella dei concerti di Chopin, ..progetto incentrato al 100% sul pianista.

Ma mi è sembrato un caso isolato, non troppo riuscito ,  e poi mai più ripetuto.

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oscilloscopio
8 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Per un "archeoricercatore" di dischi come te, se non lo conoscessi già, lo troveresti credo senza difficoltà a buon prezzo.

Grazie per la segnalazione Peppe, vedrò se riesco a recuperarlo.

Tornando a Zimmerman, forse da giovane era più attento alle indicazioni del direttore e si è concentrato sull esecuzione pianistica, ed in effetti il risultato è pregevole, nel secondo caso ha voluto strafare con un risultato per me molto deludente.

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  • Moderators
oscilloscopio
10 ore fa, maverick ha scritto:

sia con Abbado che nella versione più matura con Dutoit

Bella anche quella performance...👍

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  • Moderators
oscilloscopio
18 ore fa, SimoTocca ha scritto:

mia versione preferita del primo concerto è quella mitica di Pollini registrata per la EMI come “fresco” vincitore del premio Chopin.

Pollini ha una tecnica stellare, che non teme confronti neppure con la Martha, ma la sua interpretazione del concerto, pur “affilata e priva di smancerie romanticheggianti”, ha una affettuosità ancora maggiore di quella della Argerich. E il direttore poi, Paul Kletski conosce bene per “nascita” la musica di Chopin.

È un’ascolto imperdibile, a mio,avviso, anche perché quest’album è, al tutt’oggi, il riferimento di molti grandi critici musicali di tutto il mondo.

Una registrazione peraltro fatta molto bene dalla EMI all’inizio degli anni ‘60 ...insomma ..ecco...può anche non piacere ma “va ascoltato”.

Il virtuosismo stellare del giovane Pollini lascia senza fiato...

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Di quell'incisione mi pareva ricordare qualcosa...ed in effetti ho la prima stampa italiana del 1960 di quel disco...dopo lo metto sul piatto...

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Lolparpit
9 ore fa, maverick ha scritto:

L'unica circostanza a me pare proprio quella dei concerti di Chopin, ..progetto incentrato al 100% sul pianista.

Spezzo una lancia per KZ (non che abbia bisogno del mio 'sostegno'...): quella registrazione fece scalpore al tempo, ma ebbe anche recensioni estremamente positive, che la definirono una rivelazione (ricordo frasi come 'non solo un genio del pianoforte, ma un genio della musica'). In un'intervista spiegò che il suo scopo era di valorizzare l'orchestrazione chopiniana per superare l'idea dei concerti sbilanciati sul pianoforte. Fu lui a selezionare i giovani musicisti (la moglie di KZ è una violinista, pur non professionista, e l'aiutò molto...), a cercare gli strumenti, a studiare le prassi esecutive antiche, e lavorarono insieme molto tempo per costruire l'interpretazione. Una preparazione da atleti per le olimpiadi. Personalmente, se l'obiettivo era valorizzare l'orchestra, c'è riuscito bene, dal mio punto di vista. Certo la dilatazione dei tempi, l'abbondanza del rubato, l'orchestra talora ingigantita, il fraseggio molto personale possono non piacere, o piacere meno. Io, che sono un po' anticlassico, e preferisco le età argentee a quelle auree, amo molto questo Zimerman.

A me le interpretazioni di KZ che non convincono, con l'orchestra, sono i due concerti in la minore, Schumann e Grieg, con Karajan, più per demeriti del direttore che del solista (allora giovinetto di bellissime speranze). 

Un saluto a tutti,

Angelo

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oscilloscopio

@Lolparpit

6 minuti fa, Lolparpit ha scritto:

A me le interpretazioni di KZ che non convincono, con l'orchestra, sono i due concerti in la minore, Schumann e Grieg, con Karajan, più per demeriti del direttore che del solista (allora giovinetto di bellissime speranze). 

Non conosco quelle due incisioni ma in merito a Karajan con me sfondi una porta aperta, a parte le sinfonie di Beethoven dove lo apprezzo (anche se pure in quelle gli preferisco un Walter, un Abbado, Toscanini o Furtwangler) in generale non apprezzo particolarmente la sua direzione.

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miklovj

Rispetto ad alcuni di voi esperti di classica, io non sono nulla, ergo prendete quel che dico in questo ambito senza volermi prendere a schiaffoni virtuali se dico fesserie.

Ho i SACD del concerto suonato da Pollini e della Argerich;  ho ascoltato il lavoro della Pires (una delle mie pianiste preferite). Noto che i consigli riguardano sempre i mostri sacri, che è giustissimo per carità, ma di esecuzioni moderne, ben registrate e bene eseguite credo ce ne siano un buon numero. Faccio sempre fatica a districarmi tra le ultime uscite proprio per il fatto di trovare moltissimo dello storico con opinioni e recensioni ma scarsi giudizi sul nuovo.

Ecco che quindi, a proposito del thread, do il mio modestissimo contributo: William Youn e la Nurnberger Symphoniker, ci sono i due concerti per pianoforte ed è anche in SACD che non guasta mai, registrato in DSD della Ars Produktion. Io l'ho trovato una brezza fresca nel campo di queste esecuzioni.

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  • Moderators
oscilloscopio

Ho riascoltanto sia Pollini che Pressier, bravo ed interessante quest'ultimo, ma con Pollini è a mio parere altra musica.

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maverick
2 ore fa, Lolparpit ha scritto:

Certo la dilatazione dei tempi, l'abbondanza del rubato, l'orchestra talora ingigantita

a me pare che in quella registrazione, .. piuttosto ravvicinata, il gigantismo sia soprattuto quello del pianoforte, ripreso molto da vicino, e probabilmente enfatizzato anche in post-produzione.

E' una registrazione un po' particolare, e visto il calibro del pianista e della casa discografica, credo sia una cosa assolutamente voluta e studiata : hanno voluto realizzarla così, punto, sapendo bene che avrebbe fatto discutere.

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analogico_09
13 ore fa, maverick ha scritto:

Mah .."solito" direi di no.

 

Magari no come al "solito", ma direi di si per quanto riguarda altre interprtazioni di brani puramente pianitici di Chopin. Ne parlammo in un topic credo sparito di una Ballata, se non ricordo male, ridotta a "peripatetica" di un "virtuosismo" egonarcisisticocentrico affatto ritulante e prevedibile.


 

3 ore fa, oscilloscopio ha scritto:

mia versione preferita del primo concerto è quella mitica di Pollini registrata per la EMI come “fresco” vincitore del premio Chopin.

Pollini ha una tecnica stellare, che non teme confronti neppure con la Martha, ma la sua interpretazione del concerto, pur “affilata e priva di smancerie romanticheggianti”, ha una affettuosità ancora maggiore di quella della Argerich. E il direttore poi, Paul Kletski conosce bene per “nascita” la musica di Chopin.

 

 

Concordo in pieno con le tue osservazioni ed impressioni; ho riascoltato Pollini e Kletski  con Philarmonia Orchestra e, da Tidal, stessa opera, stessi interpreti  registrati in concerto ma con Orch. Nationale RTF. Entrambe splendide, con quella marcia in più che hanno gli approcci interpretativi più personali e "visionari"

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analogico_09
3 ore fa, oscilloscopio ha scritto:

Ho riascoltanto sia Pollini che Pressier, bravo ed interessante quest'ultimo, ma con Pollini è a mio parere altra musica.

 

Concordo, come dicevo sopra.., Pollini, con Kletski, sono "speciali".
Pressler è più "misurato, meno "avventuroso" ma il garbo interprrtativo resta ancora attuale, un ottimo antitodo contro gli scompostie e forzuti attacchi paravirtuoistici delle nuove generazioni di pianisti sia nostrani, sia di tipo  "jan jang pen ku" ... 😄 Con tutto il rispetto e l'ammirazione per quelle che sono le splendide particolarità culturali più specifiche ed autentiche, elettive e "naturali",  in rapporto all'insieme delle arti, nella fattispecie  per quanto riguarda l'arte musicale nata in seno al nostro "occidente".  il quale benchè stracco riesce ancora a recuperare, vantare ed esprimere le proprie intrinseche  valorialità estetico-sociali, poetiche, "psicologiche", ludiche e spirituali non ancora del tutto scadute o fatte oggetto di smanettamenti impropri da parte di chi sia calato nel meraviglioso mondo culturale "altro". Auspiacata e favorita sia  la commistione ma non le alienanti sovrapposizioni a doppio senso di circolazione per entrambi nocive...

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Lolparpit
1 ora fa, maverick ha scritto:

E' una registrazione un po' particolare, e visto il calibro del pianista e della casa discografica, credo sia una cosa assolutamente voluta e studiata : hanno voluto realizzarla così, punto, sapendo bene che avrebbe fatto discutere.

Verissimo. Nella stessa intervista - mi pare - Zimerman diceva che aveva chiesto alla DG un tecnico 'fresco di diploma', fuori dalle consuetudini, proprio per ottenere una registrazione particolare. Vero che anche quello che dici sul rapporto sbilanciato pianoforte/orchestra: quest'ultima è messa in evidenza con i tempi larghi, con la sottolineatura delle diverse parti...almeno io ascoltatore, abituato ad altre registrazioni, finivo/sco per concentrarmi sul fraseggio orchestrale.

Il problema del pianoforte ingombrante ce l'ho in particolare con i Concerti di Rachmaninov con Ozawa: ecco, il 2° per me non è riuscito bene (l'orchestra sembra nella stanza accanto...). 

Un saluto a tutti,

Angelo

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oscilloscopio
35 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Concordo in pieno con le tue osservazioni ed impressioni; ho riascoltato Pollini e Kletski  con Philarmonia Orchestra e, da Tidal, stessa opera, stessi interpreti  registrati in concerto ma con Orch. Nationale RTF. Entrambe splendide, con quella marcia in più che hanno gli approcci interpretativi più personali e "visionari"

Il commento che hai citato è di @SimoToccae comunque dopo aver riascoltato il brano in oggetto, mi trova concorde con quanto da voi asserito.

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maverick
1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

Ne parlammo in un topic credo sparito di una Ballata, se non ricordo male, ridotta a "peripatetica" di un "virtuosismo" egonarcisisticocentrico affatto ritulante e prevedibile.

eh, .. caro Peppe, .. stavolta non siamo proprio d'accordo.

Le Ballate di Chopin col Nostro ( che mi autografò la prima volta che lo sentii dal vivo, .. qui a Padova alla sala dei Giganti, .. nel 1990) restano un disco modello, per me uno dei più belli dell'intera mia cd-teca.

"Virtuosismo egonarcisisticocentrico" magari lo si può dire di Lang Lang o di qualche macchinetta sparanote di origine orientale che va ora per la maggiore.

Di Zimerman ? 😠

direi che è un virtuosismo trascendentale ( non solo per il numero di note al secondo, ma per il timbro e la coerenza del discorso musicale), che non si può non cogliere ed ammirare.

No Peppe, .. davvero qui non ti seguo, .. sorry

 

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analogico_09
1 ora fa, maverick ha scritto:

eh, .. caro Peppe, .. stavolta non siamo proprio d'accordo.

Le Ballate di Chopin col Nostro ( che mi autografò la prima volta che lo sentii dal vivo, .. qui a Padova alla sala dei Giganti, .. nel 1990) restano un disco modello, per me uno dei più belli dell'intera mia cd-teca.

"Virtuosismo egonarcisisticocentrico" magari lo si può dire di Lang Lang o di qualche macchinetta sparanote di origine orientale che va ora per la maggiore.

Di Zimerman ? 😠

direi che è un virtuosismo trascendentale ( non solo per il numero di note al secondo, ma per il timbro e la coerenza del discorso musicale), che non si può non cogliere ed ammirare.

No Peppe, .. davvero qui non ti seguo, .. sorry

 

 

Non c'è problema, Maurizio, a volte potrei mostrarmi un po' "umorale"..,  le tue osservazioni mi stimolano ad approfondire la faccenda, non avrei problemi ad ammettere la mia eventuale idiosincrasia "privata" e sfocata... ☺️

Sugli spatanote orientali ed occidentali però siamo d'accordo,  e so' contento! 😄 😉



 

3 ore fa, oscilloscopio ha scritto:

Il commento che hai citato è di @SimoToccae comunque dopo aver riascoltato il brano in oggetto, mi trova concorde con quanto da voi asserito.

 

 

Il caldo e la siccità cominciano a frare veffetto anche sulla vista... 🤓 ... cmq, cambiano i "quotati" non la sostanza anzi è bello essere d'accordo in tre sull'interpretazione polliniana dell'opera in questione. Ringraziamo @SimoTocca della segnalazione! 😉

 

 

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