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USA: cancellato diritto costituzionale di abortire


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8 minuti fa, appecundria ha scritto:

Io ho proposto un punto di vista antropologico culturale, se interessa mi fa piacere, se non interessa amen.

Non è che deve per forza essere inquadrato in schemi preconfezionati. 

Guarda che ho compreso perfettamente Bruno, hai ragione in astratto, se vogliamo hai ragione anche al lato pratico quando parli di razzismo ad esempio, se lasci decidere l’Alabama Rosa Parks non dovrebbe sedersi sull’autobus e magari neppure prenderlo l’autobus, ma nel caso specifico di cui discutiamo le cose stanno in modo un po’ diverso perché l’argomento è diverso e va inquadrato diversamente, poi non riscrivo ciò che ho già scritto altrimenti devi comprare un altro server. 😄 

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5 minuti fa, wow ha scritto:

non so quanto sia cogente questo trattato per i singoli stati. Già, per il momento, siamo impotenti difronte al calpestamento delle norme democratiche più elementari con i Paesi di Visegrad. 

Io infatti ho portato ad esempio il caso ungherese per le decisioni di Orban, la UE gli ha chiuso i rubinetti con l’accusa di non rispettare lo stato di diritto, non abbiamo invaso l’Ungheria ma abbiamo detto loro o ti adegui o non becchi più un centesimo, non è la

stessa cosa che accadrebbe in uno stato come gli USA se non venisse rispettata una legge federale, ma ha la sua efficacia pratica perché priva Orban degli strumenti necessari per la sua politica populista e clientelare, gli

toglie i fondi. 

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ottimo articolo di Cassese.

.

Perché la Corte sull’aborto ha sbagliato

Corriere della Sera

27 Jun 2022

Di Sabino Cassese

La maggioranza dei giudici della Corte suprema americana ha «ridato il potere di regolare o proibire l’interruzione volontaria della gravidanza al popolo e ai suoi rappresentanti eletti», come ha scritto nella sua sentenza del 24 giugno scorso. Invece, la minoranza dissenziente ha osservato con amarezza che ora «uno Stato può forzare una donna a portare a termine la gravidanza anche se deve affrontare i più grandi costi personali e familiari, anche se il feto ha le più gravi anomalie o è il frutto di uno stupro o della violenza commessa da un padre su una giovane figlia».

Il presidente della Corte si è dissociato osservando che la maggioranza ha fatto un passo che non era necessario, mentre avrebbe dovuto autolimitarsi. La Corte suprema, contestando sé stessa, ha scritto una delle più brutte pagine della storia della giustizia costituzionale e ha messo in crisi il modello che essa ha rappresentato nel mondo. La sentenza che aveva permesso l’aborto, riconosciuto come diritto della donna, era di cinquant’anni fa. Era stata confermata da un’altra sentenza del 1992. I 28 casi citati dalla maggioranza a sostegno della propria tesi, in cui la Corte ha radicalmente modificato il proprio orientamento, si fondavano su precedenti decisioni della Corte stessa.

La sentenza e le opinioni concorrenti e dissenzienti mostrano che la Corte americana è divenuta più simile a un Parlamento che a un tribunale: prevalgono gli schieramenti sui ragionamenti; le tesi sono sostenute con acredine e in modo apodittico, senza evitare contrapposizioni e cercare il compromesso (proposto dallo stesso presidente). I tribunali sono solitamente organi collegiali perché lì si deve esercitare l’arte di ascoltare, convincere, cercare accordi, ragionare, ponderare, mostrare l’equilibrio non i muscoli, decidere incrementalmente, aiutando il progresso civile, non opponendovisi o imponendosi ad esso.

Questa decisione ha mostrato tutti i difetti della Corte suprema (che hanno contribuito a ridurre della metà la fiducia della popolazione). I suoi giudici hanno solo una provenienza: sono nominati dal presidente, con il consenso del Senato. Una provenienza, quindi, eminentemente politica. Sono nominati a vita e lasciano la carica solo per morte o dimissione. Ma questo consente ai singoli giudici di stabilire quando lasciare libero il posto, in modo che il successore sia nominato da un presidente e da un Senato dello stesso orientamento. La nomina senza durata, che doveva servire ad assicurare l’indipendenza dei giudici, si è rovesciata, diventando un modo per consentire la continuità dell’influenza politica sulla Corte. Infatti, l’attuale presidente degli Stati Uniti ha nominato una commissione con l’incarico di riesaminare le norme sulla Corte.

Il terzo paradosso messo in luce da questa sentenza è più generale. Nel Paese in cui è stato maggiormente enfatizzato il ruolo creativo dei giudici, dove si insegna che il diritto è quello che stabiliscono i tribunali («judge – made law»), piuttosto che quello che decidono i parlamenti, proprio i giudici supremi si sono spogliati del proprio potere e l’hanno delegato ai cinquanta parlamenti degli Stati.

Questa decisione evidenzia la bontà della soluzione scelta dai costituenti italiani nel decidere come comporre la Corte costituzionale e di quella del sistema politico-costituzionale italiano nell’introdurre nel nostro Paese la disciplina dell’interruzione volontaria di gravidanza. Infatti, la Costituzione italiana prevede che i giudici abbiano tre diverse provenienze: siano per un terzo nominati dal presidente della Repubblica, per un altro terzo eletti dal Parlamento e per l’altro terzo dalle supreme magistrature. Quanto alla disciplina dell’interruzione volontaria di gravidanza, ad essa si è arrivati con un processo lento, che ha visto l’intervento prima, nel 1975, della Corte costituzionale; poi del Parlamento nel 1978, con la legge numero 194; poi del popolo con i due referendum del 1981, e, infine, nuovamente della Corte costituzionale con la sentenza numero 35 del 1997. L’«iter» ha coinvolto popolo, Parlamento e Corte costituzionale. L’errore delle forze politiche americane è stato quello di pensare che la disciplina di un tema così sensibile potesse essere lasciata per mezzo secolo soltanto alla decisione della Corte Suprema del 1973.

In conclusione, la Corte suprema americana, con questo atto eversivo, rovesciando una sua decisione di mezzo secolo fa e contestando sé stessa, ha ammesso che i giudici non hanno quel ruolo supremo o finale che viene illustrato in tutte le «Law School» americane, perché esso spetta ai rappresentanti dei cinquanta Stati (creando così forti diseguaglianze tra i cittadini appartenenti alle diverse zone del Paese), ed ha anche contribuito alla disgregazione della federazione, stabilendo che una questione tanto importante, su un diritto fondamentale, non va presa a Washington.

 

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2 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Io infatti ho portato ad esempio il caso ungherese per le decisioni di Orban, la UE gli ha chiuso i rubinetti con l’accusa di non rispettare lo stato di diritto, non abbiamo invaso l’Ungheria ma abbiamo detto loro o ti adegui o non becchi più un centesimo, non è la

stessa cosa che accadrebbe in uno stato come gli USA se non venisse rispettata una legge federale, ma ha la sua efficacia pratica perché priva Orban degli strumenti necessari per la sua politica populista e clientelare, gli

toglie i fondi. 

si Mauro, possiamo essere d'accordo, ma diciamo che tra il caso USA e quello maltese (di cui, confesso, sono venuto a conoscenza solo ieri), con tutto il rispetto per Malta, le portate e le implicazioni sono differenti. 

Malta in realtà dovrebbe essere presa dalle orecchie anche per altri motivi. 

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@wow vedi che alla fine Cassese fa un’analisi più che condivisibile  comunque si approcci alla questione, critica il sistema più che la decisione in se, l’aveva già fatto anche Mozarteum qui in realtà in attesa di Cassese, non si può affrontare la questione dal punto di vista politico e la Corte Suprema americana prima che un organo legislativo è uno strumento politico, da questo punto di vista noi siamo più avanti, oltre al bidè ora anche questo, sto acquisendo maggiore autostima come italiano nei confronti degli USA. 😄 

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@maurodg65 prima di imbattermi nell'articolo di Cassese mi chiedevo per quale meccanismo il Congresso viene bypassato e si demanda tutto agli stati. Credo di aver capito che la sentenza in effetti cancella la costituzionalità del diritto per cui la decisione non è più materia federale.

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Il limite dell’articolo di Cassese, che non condivido, e’ non aver considerato che nel sistema americano i giudici sono i “guardiani” della costituzione, e nella costituzione il diritto al l’aborto libero non era contemplato.

Per cui, semmai, la violazione della costituzione l’hanno fatta gli altri giudici.

Altro limite di questo articolo, secondo me essenziale, (che e’ anche il limite del ragionamento di@appecundria, fatto proprio da Cassese) e’ quello di non aver considerato il fatto che il parlamento degli Stati Uniti ha sempre la possibilità di introdurre una legge federale che imponga a tutti gli stati di non proibire l’aborto (e magari di vietare eccessi dalla parte opposta, come consentirlo entro le 24 settimane e non entro le 20 o le 12, oltre a proibire norme abominevoli come quelle dello stato di New York).

In sostanza, per ovviare alla stortura denunciata da appe’ (quella delle tribù’) e’ sufficiente fare una legge ordinaria.

Certo, ci vogliono i voti, ma questa e’ la democrazia.

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1 ora fa, wow ha scritto:

per quale meccanismo il Congresso viene bypassato e si demanda tutto agli stati.

Non e’ bypassato, infatti Biden sta proprio proponendo una legge federale che permetta l’aborto in tutti gli Stati (ovviamente entro certi limiti altrimenti i voti non li troverà mai).

Ripristinando, ed anzi, migliorando la situazione quo ante rispetto alla sentenza della corte costituzionale).

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9 minuti fa, appecundria ha scritto:

Qualsiasi cosa prescriva una legge federale, nel mio ragionamento è preferibile ad una legge locale, su questo tema.

Succede anche qua che i giudici si debbano fare carico della dabbenaggine dei parlamentari, continuamente.

quando una società si trova di fronte ad un bivio, non è che si debba stiracchiare uno scritto che NON contempli chiaramente qualcosa.

lo si SCRIVE chiaro e tondo.

se in parlamento là e qua, ci sono dei cretini che non riescono a trovare una sintesi possibile, ci si trova in stallo.

ecco invece perché nel MIO di ragionamento, non servono quelli che gridano al lupo al lupo e spaccano in maniera irreversibile i parlamenti, servono i pontieri.

gente che chiuda la partita con la miglior sintesi POSSIBILE al momento, poi ricomincia la semina, ma senza delegittimare mai l’avversario, perché si apre la porta agli estremisti e ai reazionari.

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