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Quanti mi paiono scadenti i Carmina Burana di orff


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Inviato
3 ore fa, Grancolauro ha scritto:

strano caso di recensione che stronca un’opera musicale e il fatto che venga eseguita, anziché il modo in cui viene eseguita

un tempo, sarebbe stato il lavoro dei censori...

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Nell’ Otello Giuseppe Verdi (e Boito) sfotte i critici facendo dire a Jago in risposta a Cassio che lo incitava a cantare le lodi di Desdemona (quindi a fare musica): “io non sono che un critico”

  • Haha 1
Inviato

Ma alla fine, qualcuno degli intervenuti ha ascoltato i Carmina Burana da Venezia, o no?

Non per altro, solo per giustificare le 6 pagine di interventi

Inviato

Che poi uno sta a Venezia, in una bella serata in una delle piazze piu’ belle al mondo (ogni volta che ci vado devo toccare qualcosa perche’ mi sembra di sognare), a sentire in mezzo a tanta gente contenta musica che bene o male e’ un gaudeamus igitur e questo se ne esce con sta sepolcrale beckmesserata…

Inviato

@mozarteum Sempre che ci sia andato. Magari aveva il pezzo già pronto e aspettava l'occasione buona

Inviato

"Non dubito della bravura di Fabio Luisi", dice il nostro. Ma che concerto ha ascoltato?

L'orchestra ha sbagliato tanti di quegli attacchi che la metà sarebbe stata sufficiente.

 

Inviato

@stanzani  be molto semplicemente al critico non piacciono - ma (purtroppo ne ho incontrati nella mia vita) il critico costruisce tutto un castello anche di velati colti insulti (disprezzo anche) su una parola: mistificazione.

 

Quindi il Villatico si preoccupa ascoltando i carmina burana (non è che mi piacciano proprio a me - si sono di impatto) che gli ascoltatori vengano quasi obnubilati e che non siano in grado di isolare il vero ... boh e stra boh - quale verità? La sua? Chi è il custode di cosa?  Teniamo anche conto di cosa sono i carmina burana - degli sfottò se non ricordo male verso la curia corrotta  - cosa c'è da mistificare? 

Inviato

Aggiungo anche una idea del medioevo questa sì molto rudimentale - penso che il critico ne abbia una idea semplificata - se mai mitologica

 

Forse una sana lettura di Huizinga può aiutare -almeno credo, a me è servita

Inviato

Chissa’ che dira’ Villatico del Trovatore o di Sherazade

Inviato
8 ore fa, jakob1965 ha scritto:

il critico costruisce tutto un castello anche di

Mai sentito parlare di analisi della partitura e cose simili? Villatico le sa fare bene queste cosette... Io no... E nemmeno tu. Io cerco di imparare e di non ascoltare mozart o Beethoven come sottofondo di uno spot delle ceramiche

Per aspera ad Astra insomma 

 

Poi tu ascolta cosa è come ti pare... 

Vedo gente che va in visibilio per allevi i maneskin Diana krall

Siamo liberi no? 

 

Inviato

@stanzani ma certo che siamo liberi - io di mestiere faccio altro come anche tu ovviamente (non siamo critici musicali) , Però ho il gusto dell'approfondimento - come nel caso dell'episodio di Berlinguer che ti suggerii qualche  tempo fa (caso volle che ci fu qualche giorno dopo un docufilm su sky dove la figlia dichiarò esattamente quello che ti scrissi)

Se leggi Huizinga capisci che l'idea che ha Villatico sul medioevo è piuttosto banale e che quindi tutto il discorso sulla mistificazione è privo di senso

 

Quindi nulla da dire sul discorso estetico

Inviato

@stanzani  in soldoni per dirti in assoluta serenità che meritiamo qualcosa di più che quell'articolo che definirei strampalato - tutto qui

 

Buoni ascolti ovviamente e speriamo arrivi un poco di fresco

Inviato

Approfondire non significa strizzare l’occhio a uno che la pensa come noi.

l’esame della partitura dice non molto. Alcuni valzer di Strauss sono strepitosi nonostante la semplicita’ di scrittura, come alcune sonate per piano di Mozart anche della maturita’.

Per aspera ad astronzata talvolta

  • Haha 1
Inviato
7 ore fa, mozarteum ha scritto:

l’esame della partitura dice non molto

A me dice tanto. I libri di mila sulle opere di da ponte li trovo illuminanti. Per aspera ad Astra siempre. Apprezzo sia il semplice che il complesso. Doppio godimento. 

Inviato

@stanzani Va bene approfondire ma bisognerebbe non farlo a senso unico. Ora, non voglio annoiare nessuno ma a sto punto vale la pena notare come Villatico riprenda le sue critiche, pari pari, da un articolo molto citato di Michael Kater, “Karl Orff im Dritten Reich”, Vierteljahrshefte für Zeitgeschichte 43, 1995, in particolare pp. 33-34. L’unica differenza che c’è tra le critiche di Kater e quelle di Villatico è che il Nostro recensore non ricollega espressamente, a differenza di Kater, le scelte estetico-musicali di Orff all’adesione spirituale di quest’ultimo al nazismo. Da notare che né nell’articolo di Kater né in quello di Villatico c’è traccia alcuna di “analisi della partitura”, qualsiasi cosa questo voglia dire. Sulla banalizzazione e denigrazione dell’opera di Orff da parte della critica postbellica c’è una ricca letteratura. In particolare se ne è occupato il musicologo Werner Thomas. Come dire: il problema-Orff non sta tanto nella qualità della musica di questo compositore, su cui ci sono opinioni diverse, ma nella sua vicenda personale e artistica durante gli anni bui del nazismo. Per onestà intellettuale Villatico avrebbe potuto ammetterlo apertamente

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