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Audiofilo sarà lei


giorgiovinyl

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ascoltoebasta
11 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Come dici.., tu non spendi per staroba? Ci credo, fai bene,  buon per te, ma ora sei invitato a farti più là perchè per quanto mi riguarda è finito il termpo dell'inutile e molesto OT che hai ingenerato.

Guarda, mi faccio in là per mia scelta e non certo perchè me lo chiede chi definisce al pari di collezionisti di lattine di birra altri appassionati che seguono il proprio gusto nella scelta del proprio impianto.

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10 ore fa, OTREBLA ha scritto:

Quando si ricorre al termine audiofigo, o si usa l'aggettivo audiofilo in maniera sarcastica, credo che si intenda additare con disprezzo chi ricerca il prodotto di qualità superiore.

 

 

Ma non è affatto vero, non per quanto mi riguarda, già spiegato e rispiegato con novizia di particolari cosa intendo per audiofigo.., lo ridico riassumendo: è audiofigo colui che, lo dice la parola stesa, con 'audiofilia ci vuole fare il figo sensa saperci  fare un beato nulla con la musica.

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1 ora fa, ascoltoebasta ha scritto:
12 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Come dici.., tu non spendi per staroba? Ci credo, fai bene,  buon per te, ma ora sei invitato a farti più là perchè per quanto mi riguarda è finito il termpo dell'inutile e molesto OT che hai ingenerato.

Guarda, mi faccio in là per mia scelta e non certo perchè me lo chiede chi definisce al pari di collezionisti di lattine di birra altri appassionati che seguono il proprio gusto nella scelta del proprio impianto.

 


Io penso che tu non abbia letto i post di questa discussione, oppure leggi quello che ti pare interpretando alla "kazzenger".., a sto punto dai da pensare che tu ci sia proprio e non che ci faccia...

Il mio associare la passione per le collezione di lattine di birra alle passioni per le "collezioni" degli audiofili "teologici", altrimenti detti audiofighi, è una risposta retorica, ironica e pertinente ad un discorso mediante il quale si associava la passione audiofiga alla passione per l'"acquetta",  addirittura, e per altre cose più o meno altre od ordinarie. Ragionamento legittimo che legittima anche me di formulare la mia idea, in accordo o in disaccordo, ma in tema, ovvero in modo pertinente.
Riporto testualmente quanto sia stato scritto in due riprese (non so multiquotare, faccio il copia incolla). Non serve fare nomi, non ne faccio una questione pesonale, ciascuno indaghi per conto suo, se crede chi sia l'autore, quali siano i post che intendo citare; io mi limito a leggere e a soffermarmi  sulle idee che vengono pubblicamente condivise da noi forume "anonimi"... Scrivo  anonimi perchè noi utenti siamo tutti delle entità virtuali separati l'una dall'altra da uno schermo.., il quale è monitor, finestra aperta sul mondo virtuale sempre più simile al mondo reale.., e spesso anche scudo, postazione di difesa o di attacco...
A meno che non nasca in alcuni il desiderio o l'interesse di conoscersi personalmente, ma questo è un altro discorso, siamo tutti anonimi..
Tu ed io in tutta sincertià non abbniamo mai preso il latte e caffè insieme, quindi, come io sto nel mio, tu stai nel tuo evitando di sbarellare disinvoltamente ad cacchium le cose che scrivo in modo chiaro e inquivocabile.
Se mi scrivi fermo posta potrei valutare la possibilità di incontrarci all'alba, magari nel verde prato che fronteggia la cattedrale gotica del ridente borgo di Cantagalli di Sopra, con i rispettivi padrini...😄

 

1 step - Come fai a sapere se c’è qualcosa che può soddisfarti di più, se almeno non provi? 
Che uno si possa accontentare, ci sta benissimo, ma è insito nella natura umana e audiofila migliorarsi e migliorare ciò che si ha. 

 

2 step - la lavatrice, il frigorifero, li tengo se sono soddisfatto… ma se sono un’appassionato di orologi, trenini, moto, stilografiche, cappelli, acquolina ecc … cercherò compatibilmente con le mie possibilità, di trovare sempre qualcosa di migliore, più bello che mi dia maggiori soddisfazioni.

 

 

Tutto giusto.., ci mancherebbe, anche il mio contributo.., se la passione audiofila può essere associata a quella per l'acquetta, dei cappelli, trenini, ecc,  perchè ci si dovrebbe scandalizzare se la si associa anche alla collezione di lattine di birra? Sai quante ce ne saranno nel mondo tutte variamenre e caledoscopicamnete colorate.., una autentica gioia per gli occhi...  🙏

Sono certo che ora riuscirai a capire il senso vero dei discorsi ed evitara di andare contromano mettendo a rischio la tua e l'altrui incolumità... 🤷‍♂️

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Come si fa ad esempio (mi rivolgo agli appassionati di classica perche’ questo e’ il settore che conosco un po’) a non avere e soprattutto non ascoltare le nove sinfonie dirette da Bruno Walter solo perche’ non sono audiofile al punto giusto?

Questo e’ il punto.

ovviamente e’ legittimo collezionare solo dischi sceltissimi dal punto di vista audio, ma questo non sempre coincide con il meglio musicale che -rispetto a una certa interpretazione, mettiamo la terza di Beethoven-  e’ altrove.

Quindi si sono due cose non del tutto coincidenti passione per la Musica e audiofilia

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ascoltoebasta
20 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Quindi si sono due cose non del tutto coincidenti passione per la Musica e audiofilia

Audiofilia,per me, non significa scartare i dischi non audiofili,ma se in questi vi è un contenuto musicale valido e che apprezzo,cercare di ascoltarlo al meglio che le mie possibilità mi consentono, possiedo lavori degli anni '60 e ad ogni significativo upgrade del mio impianto il medesimo disco svelava qualcosa di "nuovo" ed arricchiva il messaggio musicale percepito,e questo,se si ama la musica,dovrebbe essere il fine a cui ambire,per me.

Poi se alcuni intendo per audiofilia lo scartare tutto ciò che non è registrato alla perfezione........affar loro.

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3 ore fa, mozarteum ha scritto:

Questo e’ il punto.

 

Il giusto punto centrale, anzi più punti sui quali ho battuto anch'io. In un post più recente ho cercato di sostenere, in base alle mie dirette, numenrose ed inde_fesse esperienze di ascolti iniziati "organicamente" alla fine dei '60, come l'ascolto di musiche superbe, fatte con dischi da edicola, edizioni economiche, alcuni rovinati per la scarsa importanza che davano prima all'"oggetto" (sbagliato ma così usava ai tempi...), suonati con  strumenti che oggi defeniremmo cessi (verso la fine dei '60 c'erano già degli stereo più "performanti", ma non potevo ancora permettermeli, avevo all'epoca la fotovaligetta Lenco...), mi infiammasero il cor e le cerevella.., segnando l'inizio di una passione per la musica travolgente che andava sempre più alimentandosi, anche seguitando ad ascoltare su caccavelle... Verso il '71/72, proveniente da un buon compattone stereo dell'Augusta,  iniziai con il Thorens, il Nikko, le Altec, Stanton, Piastra non ricordo la marca... più attento ache alla qualità dei vinili nuovi che acquistavo, senza dismettere i vecchi, sempre più a mano a mano migliorando l'arsenale.
Passione che vige ancora più forte che pria, oggi che ascolto le mie musiche della mia nutritissima e sceltissima discoteca formata da ogni genere musicale, con un più che dignitoso ed umanissimo impianto stereo che soddisfa in pieno le mie aspettative di ascoltaore di musica e non di stereo, il quale,  per di più, non essendo un impianto vanitoso da riccastro vanaglorioso, visti i tempi duri che stiamo vivendo e quelli peggiori che bussano alle porte,  non è neppure uno schiaffo alla miseria.. come suole dirsi... Augh!  😇

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3 ore fa, ascoltoebasta ha scritto:

possiedo lavori degli anni '60 e ad ogni significativo upgrade del mio impianto il medesimo disco svelava qualcosa di "nuovo" ed arricchiva il messaggio musicale percepito

 

 

Sicuro che non cambiasse semplicemente il "messaggio" audiofonico, vale a dire il suono fisico e non già il "messaggio" musicale che è psichico, poetico, estetico, che nessun apparato stereo può modificare, nè in meglio, nè in peggio?
Esclusi ovviamente gli apparati più scadenti e pessimi, con uno stereo da 3.000 euro si percepisce lo stesso "messaggio" musicale che si percepisce con un impianto da 30.000 euro. Dove in realtà non è lo stereo o impianto a percepire in maniera "tecnica" il messaggio musicale che resta un elemento "morale", bensì il nostro orecchio interiore, a seconda di come e di cosa sia stato abituato ad ascoltare.
E dove non bastasse la normale dotazione biorecchiale, l'ascoltatore musicale evoluto e attento al linguaggio della musica non solo ai suoni degli stereo, potrà sempre ricorrere al terzo orecchio "metafisico"...

E' questo un altro fondamentale e semplicissimo punto della questione.., tutto il resto è a mio modesto avviso è sovrastruttura, vale a dire che, sempre imho, da quel che mi è capitato di osservare numerose volte nella realtà dei fatti,  l'audiofilia per l'audifilia crea nell'audifilo "ideo_teo-logico" delle vaghe illusioni e qualche senso di onnipotenza presuntuosa. 
 

Parlo degli audiofili "esagerati";  esclusi gli audiofili più equilibrati che danno una botta allo stereo , senza strafare, e una alla musica, magari strafacendo (chè in tale ambito non giugne mai a nuoscer),  come fa pure il sottoscritto, premesso che, in ogni caso, ognuno a casa sua è libero di vivere legittimamente la sua audiofilia come gli pare e piace.., ma nel momento in cui ci si mette in discussione in un pubblico forum cercando il confronto delle idee, dovrebbe anche accettare le opinioni diverse e le eventuali critiche, giuste o sbagliate ma rispettosamente avanzate e volenterosamente motivate.

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A parte il fatto, se l'impianto ha un suono equilibrato, tutti i dischi sono godibili, anche le interpretazioni storiche, quello che conta veramente è il contenuto artistico che fa dimenticare qualche imperfezione.

Per fare un esempio la mia discoteca di circa 5000 unità tra LP e CD conta nemmeno lo 0,5% di etichette speciali, tra l'altro le manipolazioni di alcuni di esse non sempre regalano emozioni come l'originale.

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5 ore fa, mozarteum ha scritto:

Come si fa ad esempio (mi rivolgo agli appassionati di classica perche’ questo e’ il settore che conosco un po’) a non avere e soprattutto non ascoltare le nove sinfonie dirette da Bruno Walter solo perche’ non sono audiofile al punto giusto?

Questa è la differenza tra chi ascolta la musica e chi ascolta l'impianto. Non c'è un vincitore, entrambi provano soddisfazione dalla loro passione, ed è giusto così. Ognuno è libero di fare ciò che più gli aggrada. Nessuno di noi può giudicare cosa è meglio e cosa no per il prossimo

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ascoltoebasta
48 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Sicuro che non cambiasse semplicemente il "messaggio" audiofonico, vale a dire il suono fisico e non già il "messaggio" musicale che è psichico, poetico, estetico, che nessun apparato stereo può modificare, nè in meglio, nè in peggio?

Credo sia corretto rimanere nel contesto  delle singole percezioni di ognuno di noi,non discuto che a tuo sentire con un impianto da 3000 € tu senta il medesimo "messaggio" rispetto ad un impianto da 30000 €. Per me non è stato così,ad ogni upgrade le sfumature in secondo piano si dipanavano e svolgevano un ruolo di contorno distintamente percepibile di accompagnamento, i piani sonori dei diversi strumenti erano sempre più distinti ma non slegati, un esempio su tutti, ascoltare Waka Jawaka  di Zappa col mio attuale impianto è una meraviglia,rivela dettagli sottili ma fondamentali,una seconda batteria spazzolata,arretrata ma di cui si sente ogni singolo colpo,la sezione fiati che permette quasi di contarne il numero,e molto altro,tutto ciò che prima era confuso ora è percettibile. E con la prova di pochi mesi fa,con  due componenti d'un mio amico inseriti nel mio impianto,solo per curiosità,un lettore CD MBL ed un PRE Pass Labs di qualità superiore al mio Pass X1, il tutto migliorava ulteriormente, ma come ho già scritto io mi son dato una cifra massima da dedicare a questa passione,in termini di impianto hifi,al di la del fatto che possa o meno permettermi l'acquisto

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