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Jazz!


analogico_09

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analogico_09
Il 14/5/2021 at 16:39, dariob ha scritto:
Il 14/5/2021 at 12:58, analogico_09 ha scritto:

Blue Trane.

Volevi dire "Blue Train", credo: e' il titolo dell'album. ( E' proprio "lapsus freudiano"😀 ....

 

l'assolo di Morgan nel

1°brano, Blue Train, e' forse il piu' bello...

 

 

 

E' proprio un lapsus "coltraneiano"... 😉

 

👍 per Morgan...

 

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https://melius.club/topic/1001-jazz/page/21/#findComment-84857
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analogico_09

Io penso che la storia del jazz si fatta più da cose "sconosciute", tali non perchè non siano mirabili, tutt'altro, che dalle cose più popolari e note... Parlo ovviamente in base a quel che conosco io del jazz, non in assoluto.

 

Ascoltavo prima, riascoltato dopo un bel po' di tempo,  l'album del periodo Prestige di Miles Davis, "Blue Haze", 1958. Arrivato al bellissimo brano intitolato Smooch (Mingus al piano, Percy Heat al basso, Max Roach alla batteria) mi è sembrato di averlo già sentito da qualche altra parte... Indagando un po', leggendo anche le note di copertina, ho scoperto, o mi sono ricordato - immaginazione e realtà a volte quasi si confondono -, che il brano composto da Mingus, sul disco impropriamente accreditato come Davis-Mingus, non è altro che la reintitolazione del brano scritto dal grande contrabbassista  un po' di anni prima, nel 1939, con il titolo di Weird Nightmare , in realtà una "canzone" o ballad, già che Mingus compose anche le "parole", un testo poetico che veniva cantata.
Un brano che Mingus risprese più volte in registrazione, con cantanti diversi, musicisti e "arrangiamenti diversi.
Questo mi ha ha riportato all'altro aspetto fondamentale e molto affascinante della creazione musicale mingusiana che mirava a una forma integrata di musica e "parola", poesia della musica e poesia del testo letterario, di teatro, danza (balack saint and sinner lady..., ecc), di testi sull'esistenzialità, sulla condizione sociopolitica razziale degli afroamericani, testi dell'"impegno", della rabbia, della protesta, ecc, mi piacerebbe riprendere questo aspetto (ne parlammo già prima dell'incendio) che abbraccia un panorama musicale mingusiano, e oltre, molto ampio e straordinario..,le commistioni che la cultura letteraria della beat-genetatio, dello stesso Mingus artista anche della parola, ecc..  ora non posso, devo chiudere, mi riprometto di tornarci su, chi vuole nel frattempo entrare nelle danze è il benvenuto...

 

Il brano di Davis
 



la versione originale "cantata" di Mingus riproposta nell'ottimo LP "Pre Bird" del 1961 ... vocalist Lorraine Cusson

 

 


una prima versione di Mingus, più "classica" ma sempre al "graffio" che fin dagli inizi , partedo da Ellington, preannunciava il "Free"...

 

 

 

Infine il testo "vionario" di Mingus...

 

 

Weird nightmare

 

Weird nightmare
You haunt my every dream
Weird nightmare
Tell me what's your scheme?
Can it be that you're a part
Of a lonely, broken heart?

Weird nightmare
Why must you torment me?
Weird nightmare
Pain and misery
In a heart that's loved and lost
Take away the grief you've caused

Can't sleep at night
Twist, turn in fright
With the fear that I'll live it all again
In my dreams

You're there to haunt me
When you say he doesn't want me
I've been hurt
Do you know what that means?


Weird nightmare
Take away this dream you've born
Weird nightmare
Mend a heart that's torn
That has paid the price of love a thousand fold
Bring me a love with a heart of gold

Weird nightmare
Take away this dream you've born
Weird nightmare
Mend a heart that's torn
That has paid the price of love a thousand fold
Bring me a heart with a love of gold
Weird nightmare

 

  • Melius 2
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analogico_09
Il 20/5/2021 at 19:13, dariob ha scritto:

Sempre interessantissimo! 

La versione che preferisco e' quella di PreBird : mi risulta piu' accessibile, non essendo il genere nelle mie corde.

Ma con te si arriva a farsi piacere anche cose che non avrei preso in considerazione😀.

 

Anche io preferisco la versione del Pre Bird, e mi fa piacere quando c'è condivisione degli entusiami ad effetto di reciprocità. 😉

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analogico_09
17 ore fa, ferdydurke ha scritto:

Il problema è che tanta roba si trova con difficoltà e/o a caro prezzo...

 

Mica vero.., oggi c'è pure l'internet e la musica on line gratis e a pagamento: si scarica, si masterizza, si trasemtte in tempo reale entro pochi secondi.., hai voglia a musica,  si farebbe molto prima ad elencare ciò che non trovi... ciò nonostante ti assicuro che si stava meglio quando stavamo peggio... 😉

 

 

  • Melius 2
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  • 4 settimane dopo...
analogico_09
6 ore fa, Forespro ha scritto:

Spero di non andare fuori tema con quanto era nelle intenzioni di  @analogico_09 quando ha creato questo thread. 

 

Per me non sei fuori tema, tutt'altro; non ho aperto il topic con delle precise intenzioni.., semmai ho auspicato che il presente non si trasformasse in uno dei tanti topic "figurine panini", posta, becchi li like e via... 😉


Il tuo intervento è invece centrato, porta spunti di riflessione ampi e chiama in causa una varietà di aspetti del jazz il quale è un insieme di cose, addirittura ciò che pur seguitando ad essere jazz potrebbe rappresentare la "negazione" del  jazz stesso... Il jazz è anche un "paradosso"...  musica individuale e collettiva, tribale, un blues triste cantato nella penombra di una baracca dei tempi dell'"affrancamento" da un ex schiavo "negro" che esercizza" in tal modo i suoi dolenti "demoni", il suo felling, il suo duende, il suo pathos, la sua saudade...  ciascuno lo dice con parole diverse che restano parole per dire del "sentire" che non può essere detto con le parole...
Il jazz è anche l'elettrico, estroverso e spumeggiante "svavillio" di una bog band "nera" piena di feeling degli anni '40/50..., è il grido di Charlie Parker, il dolore sommesso e profondo, lacerante, sanguinante di Bille Holiday...  l'"offering" di J. Coltrane.., fino alle estreme avventure del free, sempre sotto l'egida del sentimento, del feeling. Il jazz è musica estremamente dinamica.., sempre in divenire, anzi lo era...
E' musica sociale, antropologica, razziale, della protesta, della ribellione, atto di accusa e strumento dell'emancipazione orgogliosa, consapevole, musica del riscatto.
Su queste faccende ci siamo soffermati numerose volte, io tra i primi quando si è trattato di sottolinearità l'aspetto anche fortemente "politico"ed "economico", ecc, oltre che estetico, stilistico  e poetico della musica afroamericana, dove "società", politica, poesia, feeling e quant'altro sia stato detto sopra a parole, convergono in un comune punto di congiunzione identitario nel quale non hanno accesso le definizioni affidate alle "parole" convenzionali le quali - come sottolinea Bill Evans, e prima di lui un grande poeta che cantava il "duende" fratello gemello del "feeling" - sono "malate di limiti"...

Mi taccio quindi ringraziando te per lo spunto che hanno ispirato queste mie quattro estemporane parole incomplete e incluse (poni argomenti interessanti e complessi tutt'altro che noiosi che chiamano all'approfondimento) le quali non "suonano",  così come non suonano tutte le parole che pur non essendo la "porta" fungono spesso da "chiave" per aprire la porta stessa dietro cui si celano, conosciute o sconosciute,  meraviglie musicali piene di feeling e di "sorprese"...

Le parole sono "i fanciulli della ragione" ma tutto è in divenire.., a volte basta dire le due paroline della formula magica ed subito feeling, grande feeling...  😉

 

 

  • Melius 1
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analogico_09
7 ore fa, Forespro ha scritto:

Ecco perché mi secca quando la gente cerca di analizzare il jazz come un teorema intellettuale. Non lo è. È feeling.”

 

 

Ai miei tempi universitari ricordo un professore di sociologia che aveva messo all’interno del suo corso l’argomento “jazz come stato di appartenenza di una minoranza: una storia sociale.” 

 

Ecco.., il jazz semmai nasce da un minoranza per farsi presto linguaggio estetico universale, poesia, feeling, come dicevo sopra.., non solo storia sociale... Forse il tuo ex prof schematizzatore se ne sarà reso nel frattempo conto...

 

 

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Sun Ra va ascoltato con un minimo di conoscenza del Jazz o può risultare un poco ostico.

Io lo ritengo uno da mettere insieme ai giganti del jazz.

Quando l'ascolto più che l'anima mi prende lo stomaco e poi se lo stomaco risponde bene si inizia a volare tra le note e il firmamento.

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