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Jazz!


analogico_09
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Ci provo e ci riprovo, ma il jazz di miles elettrico non mi scalda il cuore, peccato per la morte di coltrane forse l'unico capace di indicare una nuova evoluzione del jazz. 

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analogico_09

Le forme di evoluzione di Coltrane e Davis sono molto diverse.., ciascun musicista ha dato la sua chiave di svolta dove tra chiave e chiave è possibile la confluenza con o senza convivenza, oppure nel ciascuno a casa sua ma la sera si esce a far festa insieme...

😄

 

Non c'è una sola "evoluzione" del jazz, il jazz è una continua evoluzione per sua natura, ciascun ascoltatore avrà la sua del cuore o tutte quante insieme, io quella di Coltrane e di Davis le coltivo entrambe dove chi sia il migliore non è di casa in queste realtà estetiche espressioni di stagioni storiche tanto diverse mentre invece si potrebbe quasi "misurare" quanto appaiano vicine... Nella seconda metà dei '60 mentre Coltrane, scomparso nel '67,  spingeva la sua musica verso gli straordinari orizzonti del non ritorno, Miles elaborava con il leggendario quintetto una musica di rara raffinatezza formale ed espressiva del tutto increata.., poi la svolta elettrica anche quella fatta di fasi diverse su cui mi sono soffermato nell'altro post. Sappiamo cosa fece Davis dal '68/'69 in poi.., purtroppo non possiamo sapere, mortis causa, cosa avrebbe fatto Coltrane che era già giunto al culmine di una "rivoluzione" la quale invero nel jazz non finisce mai.., non fino a quando non sia giunta alla fase involutiva, quella a cui stiamo assistendo oggi, in diretta, iniziata già qualche lustra fa... 

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analogico_09
9 minuti fa, leoncino ha scritto:

Ho appena finito di ascolta In A Silent Way

Era un pò che non lo ascoltavo questo fantastico disco.

Stellare

 

 

Concordo. Straordinario, la prima volta che lo ascoltai, di notte, nel silenzio della mia stanza di giovanotto, di ritorno da una bella serata con amici e amiche.., ne restai ipnotizzato e letteralmente "volai"...
Uno snodo cardanico tra il Davis del "Quintetto" e il Davis preparatore della "mistura di cagne".., o brodo di cagne, oppure come andrebbe tradotto più precisamente in italiano... anche se un "enigma" non va' mai "tradotto" altrimenti non è più tale.

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A proposito delle varie forme del Jazz, quello di Steps Ahead, cd  omonimo, come si può considerare?

A me piace molto, a prescindere  dal grande  valore dei singoli artisti che suonano nel gruppo. 

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analogico_09

 

Una buona formazione con musicisti di alto livello, per una musica moderatamente jazz-rock.., con il fondatore M. Manieri, vibrafono; Eddi Gomez, basso; Michael Brecker, prematuramente scomparso, e Bob Berg al sax; Mike Stern alla chitarra.., ecc... ascoltavo con piacere i due album più celebri

Steps AheadModern Times

 

 

Brecker e Berg erano credo i i più "risaltanti" del gruppo...

 

 

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47 minuti fa, avv ha scritto:

proposito delle varie forme del Jazz, quello di Steps Ahead, cd  omonimo, come si può considerare?

Steps è un altro gruppo che nasce con l'intenzione di indicare una evoluzione del jazz. Anzi, secondo me, parlare di "evoluzione" non è corretto; a mio giudizio di dovrebbe usare il termine "ramo": i.e. il jazz è l'albero e le varie forme ne rappresentano i rami. Mainieri e Brecker sono i fondatori ed alcuni lavori sono di pregevolissima fattura. Brecker è sempre stato etichettato come "turnista' e secondo me mai etichetta fu più sbagliata perché Michael Brecker merita un posto nell'olimpo dei sassofonisti. Per tornare agli Steps a me piacciono molto i lavori con Eliane Elias al piano e meno quelli con Mike Stern alla chitarra. Questo filmato è da un DVD e si può apprezzare il buon lavoro della pianista 

Ciao 

D.

 

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analogico_09
7 ore fa, Masino ha scritto:

Sasso nello stagno, attendo la fucilazione alla schiena 🤣🤣🤣

 

 

Mai alla schiena, don masino, tra persone legittime sempre faccia a faccia, occhi a occhi, cuore a cuore... 😉

 

 

 

 

 

Eccellente Fresu, ma a colazione, a pronzo, a merenda, a cena e spaghettata della notte.., si potrebbe ipotizzare una sovraesposizione eccessiva... 😉

 

 

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2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Eccellente Fresu, ma a colazione, a pronzo, a merenda, a cena e spaghettata della notte..

Vero, ma almeno non sembra stia sovra-pubblicando giusto ora per un monetizzare la notorietà. In trenta e più anni di carriera ha inciso credo una quarantina di dischi, più un cospicuo numero di partecipazioni. Sempre stato sul pezzo.

(O.T. benedetta Qobuz, mai avrei acquistato questa mole di dischi per un musicista molto bravo ma che non siede  nell‘Olimpo all-time del Jazz)

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Buongiorno a tutti, vorrei sapere da Analogico e gli altri partecipanti di questo thread, cosa ne pensate della rivista "Musica Jazz" o se c'è qualcosa di interessante da leggere riguardo al jazz, togliendo ovviamente questo thread favoloso.

Ciao

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caricolimite

cosa ne pensate della rivista "Musica Jazz"@giov.rossi

beh... è l'unica rivista italiana nelle edicole,imho,sempre interessante leggerla: attenta alla storia del jazz come alle nuove tendenze ed ai giovani artisti

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@caricolimite allora non mi sbagliavo. E' da un anno che la compro e mi sembra interessante. I mostri sacri li conosciamo, la cosa bella è conoscere le nuove leve. Magari si trova qualcosa di interessante. Grazie, buona giornata. Ciao

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analogico_09

@giov.rossi Ho iniziato a leggere Musica Jazz dalla fine degli '80. Ho iniziato con i '70 a non perdere un solo numero della rivista mensile anche a costo di "piantonare" le edicole (non scherzo...) : collezione completa e fatta rilegare.., molto ma molto meglio di una enciclopedia... Idem per quanto riguarda il decennio 1980.., mi manca qualche numero, pochi; me ne mancano di più degli anni '90.., poi via via ho iniziato ad acquistarla non in maniera regolare.

Cosa dire.., questa rivista, a cui sono molto legato e eternamente grato, mi ha aiutato enormemente a conoscere e a "capire" il jazz, grazie alla competenza di una redazione sempre formata da critici,musicologi, musicisti, storici della materia, ecc, di grande levatura.

Sarebbe lungo fare un racconto più dettagliato, una volta ci provai.., ma quel topic non c'è più.

Oggi acquisto saltuariamente la rivista che si è da tempo aperta in modo molto attento e qualificato, ad altre musiche più o meno imparentata con la musica afroamericana (non è questa la ragione per la quale la seguo meno assiduamente, ovvio) trovandola molto interessante, benchè il jazz di oggi -  le "vicende" dei suoi musicisti, gli "ambinti", i contesti socio-estetici - non sia "elettrizzante" come il  jazz "storico", capitale, del quale si apprezzano tuttavia gli aggiornamenti storici e critici competenti ed utili soprattutto per chi cominci ora a scoprire la storia di questa grande musica.

E poi c'è sempre allegato un CD "dedicato" contenente ottime selezioni di brani relativi a un certo stile, genere, ecc...

Quindi me la sentirei di consigliarla più che tranquillamente, tra l'altro credo sia rimasta la sola rivista dedicata al jazz in Italia, anche perchè, ci mancherebbe.., è molto più "istruttiva" e approfondita, ed altro ancora.., di questo "volenteroso" ma modesto thread fatto in casa. 😉

 

 

  • Melius 1
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Grazie Analogico ( ma come ti chiami? ) Mi sembra brutto chiamarti con un Nick.  Volevo una conferma su questa rivista che mi piace molto. Anche la tua conoscenza e di altri amanti non scherzano sulla conoscenza del jazz in questo thread. Ti ringrazio molto. Buona serata. Ciao 

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caricolimite

 

9 ore fa, analogico_09 ha scritto:

tra l'altro credo sia rimasta la sola rivista dedicata al jazz in Italia

vi era anche JazziT di Luciano Vanni, rivista bimestrale molto curata,ma credo che al momento sia ferma nelle pubblicazioni e purtroppo da anni non più distribuita nelle edicole...

 

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@Masino Non ti fuciliamo, ma il disco è pessimo, probabilmente il peggiore di prezzemolino Fresu, che con la raffica di incisioni che propone hacritto decisamente gli zebedei.

L'ho comunque apprezzato per parecchi anni.

Ciao

Evandro

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