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Jazz!


analogico_09
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10 ore fa, naim ha scritto:

Life Between The Exit Signs, sempre su Vortex, è invece la sua prima registrazione come leader.

Dove è, impressa nei solchi, la splendida Margot 

 

 

Birth è parte del materiale registrato nel 71 dal quale uscirono The Morning of a Star, El Juicio e Birth che furono pubblicati per Atlantic (Avakian) tra il 71 ed il 75. Da questo materiale nasce quello che fu definito in seguito "American Quartet". Ad inizi 71  incise per Eicher (ECM) Rita and Datya (duo con DeJohnette). 

Life Between..... è del 68 (!) e KJ incide da l'essere a 23 anni.....

Ciao 

D.

 

 

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analogico_09
5 ore fa, damiano ha scritto:

Ad inizi 71  incise per Eicher (ECM) Rita and Datya

 

Ruta + Daytia ... 😉


Un album registrato nel '71 e pubblicato nel '73 dalla "prima ECM" (lo acquistain al volo...), 7 brani come una lunga, libera e felice improvvisazione giocosa ed "esotica", tra Jarret al piano acustico ed elettrico, organo, flauto e Jack DeJohnette drums e  percussioni (purtroppo nel Tubo c'è solo per gli abbonati Premium.., piano piano finirà che dovremo pagare pure You-Tube...)


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Musiche molto diverse, ovviamente, ma queste performance di jazz "moderno" fatte a due, sulla libera improvvisazione, traggono un po' spunto dai due capolavori di Don Cherry registrati dalla BYG Records / actuel, nel '69, "Mu" First and Second Part, album distinti ma organici che vedono Don Cherry alle prese con la sua leggendaria pocket tromba, flauti di bambù, piano, ecc,  Ed Blackwell drums, percussioni ...


 

 

 

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5 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Bisognerebbe ricordare qualche altro "urgente" album Impulse! ... ad esempio Death And The Flower

Il periodo Impulse! è probabilmente quello che preferisco, forse anche la presenza di Dewey Redman ha il suo peso. Tra l'altro esistevano (non so se sono ancora reperibili) due cofanetti della Impulse!, per un totale di 9 cd, su cui si poteva trovare l'intero periodo 1973-1976 diviso album per album. 

 

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E poi ci sarebbe anche questo;

 

 

È intestato a Charlie Haden ed è un disco di duetti dove il primo è con KJ: Ellen David - 1976 New York city. Secondo me è significativo perché ci sono i primi segnali del cambio repentino che Jarrett diede al suo modo di suonare il piano. 

Per inciso la seconda traccia è un bellissimo duetto con Ornette.

Ciao 

D.

 

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analogico_09
4 ore fa, naim ha scritto:

Tra l'altro esistevano (non so se sono ancora reperibili) due cofanetti della Impulse!, per un totale di 9 cd, su cui si poteva trovare l'intero periodo 1973-1976 diviso album per album. 

 

 

 

Equequà!  Imperdibile.., se non fosse più reperibile nemmeno nell'usato discogs varrebbe la pena è possibile acauistare i singoli dischi.

 

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analogico_09
47 minuti fa, damiano ha scritto:

E poi ci sarebbe anche questo;

È intestato a Charlie Haden ed è un disco di duetti dove il primo è con KJ: Ellen David - 1976 New York city.

 

 

Non conoscevo questo disco.., grazie, Jarrett è "poliedrico", la sua carriera è molto "frastagliata", ha dato molto al suo pubblico, anche cose più di facile a "acchiappo" ma mon è mai sceso a compromessi con la qualità musicale, con il suo altro e altissimo ideale musicale.

 

 

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analogico_09
2 ore fa, Forespro ha scritto:

Per forza di cose nel weekend li laverò e lo metterò a girare… 

 

Un po' di olio di gomito.., ne vale la pena! 😉

 

Ottimo disco anche quello in duo con il vibrafonista Gary Burton con il quale ha avuto altre collaborazioni, anche concertistiche.

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analogico_09
5 ore fa, caricolimite ha scritto:

@naim @analogico_09 grazie dei suggerimenti: ignoravo il Jarrett pre-ECM 😟

 

 

Se ti piace la musica di Jarrett ti suggerisco di rimediare senza fretta ma al più presto, . 😉

 

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Un piccolo omaggio dedicato a Booker Little, un grandissimo talento, che se non fosse stata per una morte precoce a soli 23 anni, avrebbe certamente scritto importanti pagine nella storia del jazz. Nelle sua pur breve carriera ha comunque lasciato alcune registrazioni memorabili. Ha inciso con Eric Dolphy, Max Roach e Booker Ervin. 

 

 

 

 

 

 

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Voglio inserire un album a cui sono legato, forse perché la copia in vinile che ancora posseggo la portò a casa mio padre negli anni '70. L'etichetta è la Pablo, creatura del grande Norman Granz (dal quale venne fondata dove aver già dato vita in precedenza alla Clef e alla Norgran). Si tratta di un disco apparentemente di facile lettura, uno Swing molto raffinato e con il quale il piede inevitabilmente si ritrova a battere il tempo. Tra i vari dischi del catalogo ho scelto questo perché trovo che incarni perfettamente il ''suono'' Pablo e si collochi anche temporalmente nel periodo d'oro di questa label (a proposito il nome Pablo è una dedica a Pablo Picasso e il simbolo è frutto dell'artista Spagnolo).

L'ho fatta lunga! Si tratta di Count Basie - Basie Jam del 1975, ripeto non è un disco ''complicato'', ma sicuramente un ottimo esempio di jam session, fresco e divertente grazie al suo blues sempre in ''tiro''. 

Tra l'atro l'album è ascoltabile interamente, visto che ci sono tutti i pezzi in sequenza.

  

 

 

 

 

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Pesco questo Art Pepper ‎- Gettin' Together! dal catalogo Contemporary, sicuramente conosciuto ai più. Ottimo album Bop, con una formazione di tutto rispetto, piacevolissimo dall'inizio alla fine, e che ritengo uno tra i suoni dischi più rappresentativi. 

 

Per restare in casa Contemporary, una registrazione un po' meno ''vista'' di un pianista dotato di grande tecnica e velocità, forse meno ricordato di quanto meriterebbe: Phineas Newborn Jr. ‎- A World Of Piano! del 1962. 

 

 

 

 

 

 

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Un disco non molto conosciuto che ascoltavo oggi, si tratta di Ted Curson Quartet - Urge, su etichetta Fontana. Sonorità free, tanto da sembrare una registrazione attuale, mentre siamo invece nel 1966. Dopo una serie di album più ''facili'', ho scelto qualcosa di un po' più ostico, ma sicuramente di ottimo livello.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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analogico_09
Il 8/4/2021 at 11:25, lofuoco ha scritto:

Inizio qui allora proponendo un disco che ho in ascolto proprio adesso. 

Premetto che sono un grande estimatore del genio Haden e di come ha sempre saputo coniugare passato presente e futuro nella sua musica oscillando e padroneggiando linguaggi ostici ma al tempo stesso sapendosi calare con grande stile e maestria nelle ballate di un più rassicurante jazz melodico.

Le collaborazioni che ha stretto nella sua lunga carriera sono molteplici ed a volte anche contraddittorie e me lo fanno apprezzare come un musicista a tutto tondo.

 

 

Torno un attimo indietro, a questo post... Ammiro molto, moltissimo Charlie Haden, mi ritrovo pienemente in ciò che scrivi di lui. Ho inizato a conoscerlo e ad amarlo quando militava con le piccole, straordinarie formazioni di Ornette Coleman.., era una forza della natura.., nel tesissimo "contrappuntistico" duo con Scott La Faro dell'album "Free Jazz" è da annalli... e poi il lungo assolo dell'album "Liberation Music Orchestra, nel brano "Song for Che", un modo di suonare quasi "chitarristico", se così si può dire, che qui emerge in maniera particolare, è da brividi...

 

 

 

 

 

 

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analogico_09
2 ore fa, naim ha scritto:

Un disco non molto conosciuto che ascoltavo oggi, si tratta di Ted Curson Quartet - Urge,

 

 

 

Adoro questo disco.., in vinile raro e costoso (uno dei miei rari acquisti discografici un po' folli...) ne ho parlato altre volte, anche in questo topic forse, non ricordo... ma repetita iuvant.., il brano che preferisco, per me il più "sconvolgente",  è l'interpretazione del celebre standard "You dont not what love is"; con Booker Ervin al sax (altro mingusiano) fanno una musica giocata di contrappunto di rara intensità espressiva e filigranatura linguistica.., un disco modernissimo come fai giustamente notare, non troppo "ostico" per chi non sia abituato a questa forma di linguaggio jazz.., con momenti di estatica mai leziosa melodia "assediata" da accordi "tendenziosi"...

 

Non c'è purtroppo nel tubo.., un brano che nasce "felice", potremmo riconsolarci, si fa per dire.., con la versione dello stesso brano interpretato da Booker Ervin con il suo splendido sestetto
 

 

 

 




 

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12 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Adoro questo disco...

In file ho anche il gemello dell'anno prima, sempre su Fontana, Ted Curson Quartet - Tears For Dolphy. Su Youtube è mostrata la cover dell'edizione Black Lion, mentre la copertina originale è questa:1203292890_Fontanalpcover.jpg.d718ce99d066260fd8c9ca95dff70e8f.jpg  

 

 

 

 

 

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