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Melius Club

I diffusori con la migliore ricostruzione scenica


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Mighty Quinn
8 minuti fa, verdino ha scritto:

Siamo arrivati alla conclusione che il Pre condiziona il risultato finale in modo determinante, nel bene e nel male.

Ottimo

Io dico no 

A meno di condizioni suddette

Detto ciò

Ogni scarrapre è bello a mamma soja 

 

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45 minuti fa, alexis ha scritto:

per la densità non bastano certo due wooferini, ci vuole un consistente emissione in gamma bassa, ben correlata a livello di ritardi e fasi con le altre gamma.

se la gamma bassa dei wooferini risultasse meglio correlata con le altre gamme, la consistente gamma bassa di un sistema ad ampio spettro, se non integrata da un'emissione coerente con il resto,  verrebbe e viene abitualmente percepita come elemento secondario in termini di definizione della qualità sonora.

Questo spiega il perchè l'aggiunta di un subwoofer molto spesso danneggia anzichè migliorare la qualità sonora di un mini o di un sistema di alta qualità ma limitato in basso. 

La strgrande magioranza dei sistemi con notevole estensione in gamma bassa, manifesta abitualemente problemi di coesione con le informazioni in gamma media ed alta.

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Ultima Legione @
1 ora fa, verdino ha scritto:

Siamo arrivati alla conclusione che il Pre condiziona il risultato finale in modo determinante, nel bene e nel male.

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Dopo ormai piú di 40 anni di passione audiofila e quasi altrettanto di self-made e autocostruzione e pur non ritenendo in linea di massima la presenza di un Preamplificatore essenziale in un setup audio ai fini dei particolari talenti legati all'Immagine e al Sound-stage, sono anche io talmente convinto di questo postulato (includendoci anche tutti gli stadi di Preamplificazione in Tensione di sorgenti e amplificatori integrati) che per quanto mi riguarda, affermare il contrario é some sostenere che ...la terra non ha la forma di un geoide ma é piatta‼️😁😁

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E la mia convinta spiegazione é che ai fini dell'illusoria ricostruzione scenica e tridimensionale dell'evento musicale, ancor prima ai fini della Timbrica, (il qualcosa, che come penso tutti sappiamo, consente di distinguere il DO 🎵 prodotto da una chitarra 🎸 da quello di una tromba 🎺), l'attitudine e la capacitá di mantenere inalterate le corrette Correlazioni di Fase tra un Tono Fondamentale e il suo specifico corredo di Armoniche, sia il requisito primo in assoluto per avere un catena audio capace di grande talento e doti nello specifico parametro della Scena Acustica.

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L'importanza della corretta Correlazione di Fase del Segnale tra il Tono fondamentale e le sue Armoniche, nel disegno di sopra la si puó facilmente intuire osservando il loro andamento nei punti di transizione sull'ascissa incorniciati di rosso, pensando a cosa puó portare anche un limitato sfasamento di 20/30 gradi di ognuno di essi e che certo nel secondo diagramma restituirebbe un Segnale complesso, che seppur amplificato in Tensione,  avrebbe un andamento completamente difforme e diverso da quello voluto.

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Se negli stadi di Preamplificazione (gli stadi Potenza effettuando sopra tutto un lavoro di Transconduttanza sono in genere molto meno sensibili a questo problema) che solo teoricamente possono essere assimilati ad un Sistema Lineare, non ci si destreggia con il contenere questo problema, molto difficilmente si avranno elettroniche audio (magari eccellenti per Dinamica, PRAT etc etc.) capaci anche di grande talento nelle irrinunciabili doti di Timbrica e Sound-stage.

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E uno dei presupposti affinché per esempio non si faccia scempio e strazio delle originarie  Correlazioni di Fase del Segnale musicale é l'assoluta rinuncia negli Stage di Preamplificazione in Tensione all'abusato "Feed-Back" di correzione che inevitabilmente con l'ineludibile suo "shift temporale"  del Segnale di correzione preso all'uscita, manda completamente a ramengo qualunque velleitá di corretta gestione del segnale.

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Quindi seppur perfettini, efficienti, efficaci ed economici, per i delicati e preziosi gli Stadi di  Preamplificazione, sono da evitare se non proprio da ..buttar subito nel cesso😬😬 (scusatemi la crudezza dell'affermazione 😄😄), tutti gli OpAmp di qualunque costo e rango (fatto salvo forse e dico forse, ma non ne sono affatto certo, quelli realizzati con componenti discreti).

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P.S.:

Subito dopo la bontá degli Stadi di Preamplificazione in Tensione e/o Preamplificatori, personalmente metto i diffusori con la bontá dei loro Crossover (con una particolare citazione a quelli di 1^Ordine/ 6 db/Oct) e l'allineamento dei centri di emissione fisico e funzionale dei distinti drivers/ altoparlanti che lo compongono.

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E qui diventa quindi molto piú facile capire il grande e innato talento dei diffusori planari elettrostatici o isodinamici che siano.

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1 ora fa, 51111 ha scritto:

Chi dice che il pre modifica in modo positivo il suono, in effetti lo sta degradando

 

ma .. non mi convince -  non sta in piedi per me la teoria (o approccio forse) che il tutto sta all'inizio e poi può solo degradarsi - non mi convince e lo ritengo molto poco verosimile - il suono nasce e si sviluppa lunga tutta la catena - sempre mia opinione - non ho presunzione di verità anche perché argomento difficile anzi difficilissimo - quindi  piomb feet

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1 ora fa, jakob1965 ha scritto:

ma .. non mi convince -  non sta in piedi per me la teoria (o approccio forse) che il tutto sta all'inizio e poi può solo degradarsi - non mi convince e lo ritengo molto poco verosimile -

In realtà è certo che elettricamente qualsiasi apparecchiatura o conduttore di un segnale alteri le  caratteristiche originarie del segnale trasferito.

Il segnale originario a quel punto è certo che arriverà al al trasduttore finale fortemente alterato e da questo ulteriormente e pesantemente degradato

In materia audiofila però, cio che importa all'utilizzatore non è la qualità del segnale in se, ma la caratterizzazione che l'apparecchiatura introduce sullla percezione sonora, ovvero il suo "suono"

Un sistema è un insieme di multipli elementi ciscuno dei quali con il proprio "suono"

Il risultato finale è dato dalla miscelazione di migliaia di caratterizzazioni sonore.

Il cambio di un preamplificatore o la sua presenza o meno, altro non sono dal punto di vista dell'audiofilo, che modifiche del suono introdotta nel sistema.

Se l'eliminazione della  caratterizzazone introdotta da un pre come anche da qualsiasi altro dispositivo,  apportasse  un beneficio, bene, se invece la mancanza della stessa caratterizzazione andasse ad alterare il precedente bilanciamento, degrado o non degrado, verrà sempre preferita la versione più piacevole all'orecchio.

 

 

 

  • Melius 2
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Mighty Quinn
1 ora fa, jakob1965 ha scritto:

ma .. non mi convince -  non sta in piedi per me la teoria (o approccio forse) che il tutto sta all'inizio e poi può solo degradarsi - non mi convince e lo ritengo molto poco verosimile - il suono nasce e si sviluppa lunga tutta la catena - sempre mia opinione - non ho presunzione di verità anche perché argomento difficile anzi difficilissimo - quindi  piomb feet

Si 

Ma se non si commettono errori clamorosi, tipo finali non adeguati per quei diffusori e/o diffusori inadeguati in quella posizione o ambiente, il grosso del grosso (95.6% direi approssimativamente, e meno male che non sono ingegnere come te se no sarei più precisino) te lo giochi con diffusori e ambiente

Il resto sono banalità

Buone per giocare e divertirsi

A meno che uno non si autoflagelli con Brahms...ma ascoltati i tuoi connazionali Yello, quelli sì che sono geniali!

🙂

 

 

 

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Il pre eleva la tensione del segnale e lo interfaccia elettricamente con il finale. A volte questo comporta un miglioramento del suono (miglior dinamica, corpo e presenza) senza alterare la trasparenza. Questo risultato è ottenibile anche senza ricorrere a pre dal prezzo faraonico. Alcuni stadi di uscita delle sorgenti possono avere parametri elettrici adeguati al finale ed in questo caso del pre si può fare a meno.

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3 ore fa, verdino ha scritto:

Quindi costruttori come Audio Research che fanno dei preamplificatori il loro fiore all’occhiello, che da decenni stanno studiando evolvendo con circa 30 modelli, ci hanno sempre preso in giro.

Certo che no, se assempli un impianto anni 80 il pre ci vuole. Che sia sempre la stessa solfa tirata per tre anni da una parte ed i successivi tre dall'altra è mercato.

 

3 ore fa, verdino ha scritto:

Ho giocato due mesi all’inizio di quest’anno con 7-8 baracchette tra Audio Research e altri marchi alla ricerca del suono che piace a me

Ti sei risposto da solo. Hai cercato un pre che ti piacesse scegliendolo tra alcuni. Questo significa due cose. 1 gli altri pre erano fatti male (improbabile). 2 Erano tutti caratterizzati, anche quello scelto, semplicemente ti piaceva. La sua caratterizzazione incontrava il tuo gusto. Senza il pre questo giochetto non si può fare, resta tutto più trasparente ed il suono è quello che è. Se non piace, a mio parere, si cambia quel che non va, inutile inserire una nuova variabile "se non necessaria".

 

2 ore fa, Ultima Legione @ ha scritto:

Subito dopo la bontá degli Stadi di Preamplificazione in Tensione e/o Preamplificatori, personalmente metto i diffusori con la bontá dei loro Crossover (con una particolare citazione a quelli di 1^Ordine/ 6 db/Oct) e l'allineamento dei centri di emissione fisico e funzionale dei distinti drivers/ altoparlanti che lo compongono.

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E qui diventa quindi molto piú facile capire il grande e innato talento dei diffusori planari elettrostatici o isodinamici che siano.

Gli stadi di preamplificazione sono tutti eccellenti, ci sono integrati che fanno vedere i sorci verdi a qualsasi pre costoso, siamo a questioni di gusto. Tutto il resto non solo non è condivisibile, è sbagliato. Basta guardare un pennello largo mezzo metro ed alto due per capire che quel che esce dal centro non può essere in fase con quel che esce un metro sopra o un metro sotto. Pensa un segnale emesso da un pannello a 2 metri da terra a sinistra dei 50 cm di larghezza (ipotizzando), e lo stesso emesso in basso a destra. E così per ogni punto di emissione. L'esatto opposto dell'emissione puntiforme. La fase è un pasticcio totale. E' talemnte un pasticcio con continue cancellazioni ed esaltazioni tanto ravvicinate in frequenza da fare in modo di non accorgersi. Quindi no, la tua ipotesi non vale. I grandi diffusori plurivia sarebbero spacciati in partenza. Hai mai pensato che la fase semplicemente girando la testa varia. Stare seduti ad un metro o ad un metro e 5 cm sposta la fase anche su un banale 2 vie. Pensa su un quattro o cinque. Preoccuparsi della fase del pre e del feedback quando l'ambiente stravolge il segnale 100 volte di più non ha senso. E' banale geometria. Fai un disegnino e capisci subito.

  • Melius 2
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1 ora fa, Wildwood ha scritto:

Il segnale originario a quel punto è certo che arriverà al al trasduttore finale fortemente alterato e da questo ulteriormente e pesantemente degradato

Ed è proprio qui che io ho in miei dubbi e pesanti pure : quale è il segnale originario? Cosa si intende?  E se fosse che gli stadi amplificazione se ben costruiti sviluppano il suono in maniera corretta?  Io questa idea qui non la ho e da ing la capisco molto poco anzi la trovo piuttosto forviante- ah sempre parere mio neh... 

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