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Guerra in Ucraina: monitoraggio e analisi situazione sul terreno [thread unico]


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3 ore fa, mariovalvola ha scritto:

A primo acchitto e' spiazzante , una modalita' comunicativa efficace.

Spendere soldi per il riarmo quando abbiamo "bambini in difficolta' ". 

Pero'  se ci pensi e' una affermazione "senza senso" , lo Stato per definizione ha un bilancio con risorse limitate.

Insieme ai 100.000 bambini menzionati del Piemonte ci sono altri mille mila problemi che non si riescono a risolvere che riguardino una persona ,in altri casi tante persone , un infrastruttura da ricostruire e via dicendo.

Quell'affermazione in realta' secondo me intende altro, ha senso spendere soldi per il riarmo? che presumo , correggimi, e' anche la tua domanda.

 

Gaetanoalberto
21 minuti fa, criMan ha scritto:

 

2 ore fa, mariovalvola ha scritto:
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A primo acchitto e' spiazzante

 

Lo è di più se inseriamo il suo discorso nel contesto: Carlo Messina stava presentando una iniziativa di risparmio sociale intrapresa con una fondazione cattolica nella regione Piemonte. Ha detto quel che si doveva dire a quel pubblico, e comunque Banca Intesa ha di recente e lodevolmente modificato la sua spesa sociale (dopo enormi e decennali squilibri di vario genere nella erogazione).

Intesa San Paolo e Unicredit sono in primo piano nel finanziamento e sostegno dell'industria degli armamenti.

Tra il dire ed il fare, c'è di mezzo la verità, che smentisce i proclami.

Comunque, se chiedete a me, anche io preferisco poche tasse, welfare al 100%, pensione a 50 anni, università gratis, pace, sicurezza ed eliminazione della povertà.

Vota Antonio e pace subbito.

mariovalvola
3 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Lo è di più se inseriamo il suo discorso nel contesto: Carlo Messina stava presentando una iniziativa di risparmio sociale intrapresa con una fondazione cattolica nella regione Piemonte. Ha detto quel che si doveva dire a quel pubblico, e comunque Banca Intesa ha di recente e lodevolmente modificato la sua spesa sociale (dopo enormi e decennali squilibri di vario genere nella erogazione).

Intesa San Paolo e Unicredit sono in primo piano nel finanziamento e sostegno dell'industria degli armamenti.

Tra il dire ed il fare, c'è di mezzo la verità, che smentisce i proclami.

Comunque, se chiedete a me, anche io preferisco poche tasse, welfare al 100%, pensione a 50 anni, università gratis, pace, sicurezza ed eliminazione della povertà.

Vota Antonio e pace subbito.

Proprio non ci arrivi. Su certi temi, non è la prima volta, fai confusione ( ti ricordi la garanzia 662 della controllante del fatto quotidiano?).

Qui si confondono tre piani distinti che non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro.
Il primo è il finanziamento bancario all'industria della difesa. Intesa e Unicredit finanziano aziende che producono armamenti. È vero, è documentato, è una scelta commerciale che si può criticare o condividere. Non ha nulla a che fare con quello che ha detto Messina.
Il secondo è la dichiarazione di Messina  che in un contesto specifico, ha affermato che sarebbe meglio investire nel sociale che in armi. Che lo abbia detto a un pubblico cattolico non lo rende falso o irrilevante. Il contesto non cambia la sostanza dell'affermazione, anzi la rende più interessante, perché viene da un banchiere, non da un pacifista di professione.
Il terzo è la scelta politica del 5% del PIL che è una cosa completamente diversa da entrambe le precedenti. Non stiamo parlando di se le banche debbano finanziare l'industria della difesa, né di cosa preferisca Messina a livello personale. Stiamo parlando di una scelta di bilancio pubblico che sottrae risorse alla sanità, alla scuola, al welfare, per comprare armamenti prevalentemente americani senza una strategia definita, senza sapere contro quale minaccia specifica e con quale obiettivo.
Edit...

se fai i conti il 5% del pil è inarrivabile

faranno il 3 oppure 3.5 ed il resto ci intorteranno dentro di tutto, tipo i pronto soccorso

che li vogliono far passare come unità di emergenza in caso di guerre.

già adesso siamo passati dal 2 al 2.8 solo con gabole contabili, o facendo diventare i forestali

che prima erano civili come i carabinieri che sono militari ecc ecc le solite storie, all' estero

peraltro fanno anche di peggio.

ferdydurke

@Gaetanoalberto Io resterei sui fatti e sulle cifre: spesa militare Russi 2025 pari a 109 miliardi di euro, spesa paesi UE 2025 pari a 343 miliardi di dollari. Per Trump ancora non basta, per Mertz non basta per VdL non basta. Allora o la UE spende per comprare i fucili a gommini o qualcosa non torna. E poi naturalmente bisogna comprare le armi dagli USA quando loro ci mettono i dazi. A me pare che spendere il triplo della Russia sia già anche troppo. Please non rispondente che sono filoputiniano,  rispondente con numeri e fatti!

E' un gioco delle parti: gli americani chiedono, fanno finta di andarsene( clamoroso bluff! ) e noi

facciamo finta di spendere.

La realtà credo sia:

da un lato si sono rotti di spendere una marea di soldi avendo problemi interni sempre più gravi e anche

riscontrando (alla fine:classic_biggrin:) che noi si vive molto molto meglio di loro.

 

Dall'altro la leadership globale la devono mantenere per cui non hanno alternative.

Gaetanoalberto

Premesso che non sono il depositario delle statistiche mondiali, ricorro a Gemini:

 

I dati ufficiali più recenti pubblicati dall'Eurostat e dall'EDA (Agenzia Europea per la Difesa) offrono un quadro chiaro della crescita economica e dell'accelerazione delle spese per la difesa all'interno dell'Unione Europea.

Ecco le cifre chiave suddivise tra i dati consolidati e le stime più recenti.

Spese Militari e PIL dell'Unione Europea

Anno 2024 (Dati Consuntivi)

PIL Nominale UE: 16.206 miliardi di euro.

Spese Militari Complessive: 343 miliardi di euro.

Incidenza reale sul PIL: 1,9%.

Anno 2025 (Stime e Previsioni Ufficiali)

PIL Nominale UE: 16.874 miliardi di euro.

Spese Militari Complessive: 381 miliardi di euro (un incremento dell'11% rispetto all'anno precedente).

Incidenza stimata sul PIL: 2,1%.

Analisi e Contesto Strategico Per la prima volta da quando l'EDA raccoglie questi dati, la media aggregata dei 27 Stati membri dell'Unione Europea ha superato la soglia del 2% del PIL destinato alla difesa (un obiettivo storicamente caldeggiato anche in ambito NATO).

Questa percentuale, tuttavia, nasconde forti asimmetrie geografiche:

Paesi dell'Est e Baltici: Guidano la classifica con picchi che superano il 3% o il 4% del PIL (come nel caso della Polonia).

Grandi economie: Francia e Germania si sono stabilizzate intorno al 2%, mentre altri paesi come l'Italia (1,5%) e la Spagna (1,3%) si mantengono più  distanti dall'obiettivo.

 

 

Se consideriamo l'impatto degli aiuti stanziati dall'Unione Europea e dai suoi Stati membri a sostegno dell'Ucraina, i calcoli cambiano in modo significativo a seconda che si isoli la sola componente militare o si consideri il pacchetto di aiuti totale (finanziario, umanitario e militare).

Dall'inizio del conflitto (febbraio 2022) a metà 2026, l'Europa ha mobilitato cifre senza precedenti. Vediamo come questi dati si riflettono sul PIL dell'Unione se spalmati su base annua.

1. Impatto considerando solo gli Aiuti Militari

Fino ad oggi, l'UE e i singoli Paesi membri hanno destinato circa 77 miliardi di euro in assistenza prettamente militare (armi, munizioni, addestramento ed equipaggiamenti). Questo si traduce in un flusso medio di circa 18-20 miliardi di euro all'anno.

Spesa militare interna UE (2025): 381 miliardi di euro.

Aiuto militare annuo all'Ucraina: ~20 miliardi di euro.

Totale: 401 miliardi di euro.

Nuova incidenza sul PIL UE: Sale dal 2,1% al 2,4% circa.

2. Impatto considerando gli Aiuti Totali (Militari + Finanziari + Umanitari)

Se invece allarghiamo lo sguardo a tutto il supporto macro-finanziario e umanitario che permette allo Stato ucraino di continuare a funzionare (pagamento di stipendi, pensioni, riparazione di infrastrutture critiche), la cifra complessiva mobilitata dall'Europa sale a circa 215,2 miliardi di euro. Su base annua, lo sforzo economico complessivo per l'Ucraina si aggira intorno ai 45-50 miliardi di euro.

Spesa militare interna UE (2025): 381 miliardi di euro.

Aiuto totale annuo all'Ucraina: ~45 miliardi di euro.

Totale sforzo geo-strategico: 426 miliardi di euro.

Nuova incidenza sul PIL UE: Raggiunge il 2,5%.

Nota sui costi collaterali

Questi calcoli non includono le spese domestiche sostenute dai singoli bilanci nazionali per l'accoglienza dei profughi ucraini all'interno dei confini UE (stimata dal Kiel Institute in oltre 150 miliardi di euro cumulati dall'inizio del conflitto), che pesano sui capitoli di spesa sociale e non della difesa.

In sintesi, il sostegno all'Ucraina aggiunge tra lo 0,3% e lo 0,4% di PIL allo sforzo economico complessivo che l'Unione Europea sta sostenendo sul fronte della sicurezza e della stabilità geopolitica.

Y

 

 

Gaetanoalberto
58 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

spesa militare Russi 2025 pari a 109 miliardi di euro,

Se calcolassimo quella della Corea del Nord, sarebbe 10 miliardi di euro, e dell'Afganistan 1 milione di euro.

I conti non si fanno mica così.

A noi fare un proiettile costa 10. I russi con 10 ne fanno 100.

  • Melius 1
Gaetanoalberto

@ferdydurke Al di là della ironia, mi auguro il ragionamento si sia capito, perchè é corretto.

Sempre a spanne ( e comunque non se ne ricava il quantitativo di armamenti in termini assoluti):

 

La Russia ha progressivamente convertito la propria economia in una vera e propria economia di guerra.

Secondo i dati più recenti pubblicati dal SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) e dall'IISS(The Military Balance), la spesa militare della Russia si attesta stabilmente a livelli record.

La spesa militare in rapporto al PIL (2022-2026)

L'impatto economico del conflitto in Ucraina ha provocato un'impennata drammatica degli investimenti russi nel settore della difesa:

2022: ~4,1% del PIL

2023: ~5,4% del PIL

2024: ~7,1% del PIL

2025 (Dato consolidato): 7,5% del PIL (pari a circa 190 miliardi di dollari).

2026 (Previsioni di bilancio): Nei piani finanziari ufficiali del Cremlino per il 2026, la voce della pura "Difesa Nazionale" mostra un lieve calo programmatico stimato intorno al 6,3% del PIL. Tuttavia, se si somma la voce adiacente della "Sicurezza Nazionale e Forze dell'Ordine", la quota complessiva reale dedicata alle forze armate rimane fissa attorno all'8% del PIL.

Il peso sul Bilancio dello Stato

Per capire quanto la Russia stia investendo nel comparto bellico, è utile guardare non solo al PIL, ma alla percentuale di denaro che il governo spende ogni anno:

Oggi, la difesa e la sicurezza interna assorbono circa il 40% - 50% dell'intero bilancio pubblico federale.

Si tratta del livello più alto mai registrato dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica.

Il "trucco" delle spese occulte (Stime di Intelligence)

Molti analisti geopolitici e agenzie di intelligence occidentali (tra cui il BND tedesco) ritengono che i dati ufficiali russi siano fortemente sottostimati a causa della mancanza di trasparenza.

Nota: Quasi il 30% del bilancio statale russo è secretato (voci di spesa classificate). Se si includono i sussidi occulti alle industrie della difesa, il welfare per i veterani e i costi sanitari o infrastrutturali legati alla guerra, gli esperti stimano che l'esborso reale della Russia per le armi e il conflitto potrebbe aver toccato il 10% del PIL.

Nel corso del 2026, nonostante il forte stress finanziario e un'inflazione interna elevata, la capacità russa di sostenere questo livello di spesa è ampiamente supportata dalle entrate derivanti dalle esportazioni di petrolio e gas.

 




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