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Streaming vs. cd. Le vere differenze.


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Bsh, una volta espanso il FLAC è identico alla sorgente, quindi non possono esserci differenze.

Se esistono, queste riguardano la parte DAC, presumibilmente nel rumore di fase.

Però è abbastanza facile che un DAC autonomo abbia caratteristiche migliori di quello che gestisce l'uscita RCA di un lettore CD, quindi se il confronto riguarda il caso reale, è molto probabile che la riproduzione migliore la si abbia tramite file, che oltretutto non è soggetto a problemi meccanici nella parte di lettura.

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13 ore fa, Max440 ha scritto:

Beh, però, dai... non possiamo mettere sullo stesso piano gli interpreti che lavorano per Velut Luna con quelli di Deutsche Grammophon, Decca, Emi, Sony, etc .etc. ...

Nel campo della musica classica le piccole etichette sono praticamente inesistenti, se non per testare la "qualità sonora" degli impianti con le loro ottime registrazioni dal punto di vista esclusivamente "sonoro".

Ma la "grande musica" (classica) sta da tutt'altra parte, mi spiace ...

Queste sono affermazioni che ti prendi la responsabilità di fare... dissento completamente. Se parliamo di Velut Luna come esempio, tanto per cominciare la qualità delle registrazioni è nota, poi di musica classica ce n'è parecchia, personalmente non so nemmeno se farei in tempo ad ascoltare tutto, e siamo nel meramente quantitativo. Per la qualità ti invito a fare nomi e cognomi delle interpretazioni che reputi inferiori rispetto a cosa e motivando il tutto parlando delle performance, inoltre è auspicabile che ti titoli per farlo. Certo che le major detengono i cataloghi completi e onnicomprensivi, ma non è un motivo per sminuire il lavoro di un'etichetta piccola, che se non ci fosse lo strapotere delle altre grandi, potrebbe sicuramente fiorire di più e ampliare il catalogo. 

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10 ore fa, Pinkflo ha scritto:

Queste sono affermazioni che ti prendi la responsabilità di fare... dissento completamente

Libero di dissentire.

La mia discoteca classica (cd ed lp) è tutta DG, Decca, Philips, Emi, Sony, Harmonia Mundi, Archiv, Telefunken, Oiseau lyre , etc, etc: gli interpreti che trovi per queste etichette sono universalmente riconosciuti come i migliori: è la storia che lo dice, è la critica musicale accettata in ogni angolo del pianeta ...

Che poi le piccole etichette abbiano una "qualità sonora" spesso elevatissima, non v'è dubbio: ma sugli interpreti non possono competere, senza se e senza ma.

ps: può anche capitare di trovare il caso raro di un grandissimo talento in erba, ed allora becchi il disco giusto, ma si tratta di eccezioni e, sicuramente, il talento sparisce in fretta per approdare alle grandi case discografiche (dove viene anche lautamente pagato, ovviamente...)

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10 ore fa, Pinkflo ha scritto:

non è un motivo per sminuire il lavoro di un'etichetta piccola, che se non ci fosse lo strapotere delle altre grandi, potrebbe sicuramente fiorire di più e ampliare il catalogo. 

 Non voglio sminuire il lavoro delle piccole etichette, ma solo definire il loro ambito lavorativo.

Anche perchè non possono permettersi di pagare i cachet di artisti di fama internazionale, per cui devono arrangiarsi come possono: ripeto, anche in ambito "locale" è possibile trovare talenti inespressi che non abbiano sfondato per mille motivi: pensa che abbiamo migliaia di insegnanti di conservatorio diplomati che potrebbero tranquillamente incidere dischi (io ne conosco personalmente una decina), ma ovviamente non sono i vari Pollini, Trifonov, Rana, Sokolov, Zimerman, etc. etc (solo per fare alcuni esempi)

Ne più ne meno che la realtà dei fatti ... :classic_rolleyes:

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Il 6/9/2023 at 05:53, Max440 ha scritto:

Nel campo della musica classica le piccole etichette sono praticamente inesistenti, se non per testare la "qualità sonora" degli impianti con le loro ottime registrazioni dal punto di vista esclusivamente "sonoro".

Ma la "grande musica" (classica) sta da tutt'altra parte, mi spiace ...

Queste frasi sono pesanti e anche nella sostanza false. Tu ti muovi in un ambito estremamente conformistico di tuo confort mainstream e svalorizzi chi non lo è. Allora sarò duro: questa è pura miopia. Posso ascoltare benissimo due versioni di una sonata di Bach e preferire quella di Velut Luna rispetto a quelle della decca. Non mi interessa la critica internazionale, io ascolto i brani e ho delle preferenze. Tra l'altro a volte le piccole etichette sanno ritagliarsi delle aree di progetti non battuti dalle major, e questo è tipico di tutto quello che non è maintream. Fossi in te mi scuserei pubblicamente per le frasi di sopra davvero di una miope arroganza assoluta. Tra l'altro dimostri di non rispettare minimamente gli artisti che spendono centinaia di ore nello studio delle parti per suonare al meglio. Un tale disprezzo può venire solo da una persona che magari conoscerà anche il docente di conservatorio (che poi è tutto da vedere)ma di musica realmente non capisce una cippa. 

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Da non conoscitore della musica classica credo che Max un po' di ragione la possegga nel dire che è più facile trovare una grande esecuzione nel catalogo di una altrettanto grande etichetta.

Questo perché la musica classica, specialmente la sinfonica, porta inevitabilmente con sé alti costi che magari la piccola etichetta fatica a sostenere.

Però poi eccede legando il costo alla bravura.

Questo ovviamente non può essere vero, perché neppure Karajan è "nato Karajan"

Poi magari Karajan ha inciso per Deutsche Grammophon già alla prima direzione, non lo so... era solo un esempio per dire che non è affatto difficile che senza una piccola etichetta ad inizio carriera, e dì conseguenza senza acquisto di incisioni della piccola etichetta, artisti poi divenuti celebri avrebbero avuto modo di emergere.

Almeno per la musica leggera (definizione che odio) questa è più o meno la norma, ma credo valga per tutte le forme di espressione della creatività nelle quali fra autore e mercato esiste un produttore terzo.

 

Perdonate l'intervento nella vostra guerra privata.

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30 minuti fa, Uncino ha scritto:

Da non conoscitore della musica classica credo che Max un po' di ragione la possegga nel dire che è più facile trovare una grande esecuzione nel catalogo di una altrettanto grande etichetta.

Dai non inventiamo cose di sana pianta, il tuo amico non si è espresso in questi termini che sono ben diversi e accettabili, quindi a che pro questo intervento che parte già sbagliato? Scusa ma il resto è massimamente contorto. Facevi meglio a intervenire colmtuo pensiero sulla faccenda senza prendere le parti. Nessuna guerra, che non è un termine corretto o sbaglio? Anche qui non capisco amche pro usare un termine come questo, ma quanti anni hai 15 o 50?

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34 minuti fa, Uncino ha scritto:

vostra guerra privata.

No ma poi quale privato, questo è uno spazio pubblico. Dico la verità per me può essere anche un problema interloquire in un posto dove tutti anche i piú ....  posso dire quello che pare a loro. Ho chiesto a sto cristo di 440 di titolarsi e ci dice che conosce non meno di 10 docenti universitari di musica? Nomviene davvero da ridere. Ma davvero, gira di tutto.

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