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Melius Club

La vera storia (o quasi) del Risorgimento


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Inviato
3 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

cui non sposo troppo le rivendicazioni degli sconfitti

 

Ma, ragazzi, se parlassimo delle guerre puniche penseremmo alla rivendicazioni dei tunisini?

Gaetanoalberto
Inviato

Comunque, non concordo sulla ostilità dei siciliani alla unificazione.

I moti preunitari coinvolsero la Sicilia come sempre tra le prime. Il sentimento contrario ai sovrani assoluti si era diffuso piú o meno come altrove, e lo sbarco garibaldino poteva apparire come un canale di cambiamento.

Bronte, ma magari ho letto poco io, è il primo manifestarsi del tradimento delle attese (qui si primo indice di tutela della proprietà e del sistema costituito)

Chiaramente dopo il massacro, il sentimento cambió in chi conisceva i fatti.

Piú che diffusa ostilità, poteva esserci indifferenza, anche questa comprensibilmente diffusa tra le masse, ma non credo diversamente da altrove.

Poi a salire sul carro del vincitore è un attimo.

Direi anzi che il brigantaggio fu fenomeno localizzato altrove.

A me preoccupa il silenzio di @Panurge

Gaetanoalberto
Inviato
7 minuti fa, appecundria ha scritto:

Ma, ragazzi, se parlassimo delle guerre puniche penseremmo alla rivendicazioni dei tunisini?

Okkey, mi hai convinto.

Minsembrava che @melos62 avesse accennato ad una lamentela.

Inviato
2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

come il mafiosizzare

Lungi da me, mi ha tradito lo sforzo di sintesi. La storia preunitaria, dell'unità e postunitaria è complessa e multidisciplinare. Inoltre le fonti sono disponibili da non molto tempo e gli animi non sono ancora del tutto sopiti. Se è vero che ogni volta bisogna precisare che no, il Regno delle due Sicilie non era il paradiso in terra e no, la causa prima di tutti i mali dell'universo non sono i piemontesi.

Per protomafiosi volevo intendere le guardie armate dei latifondisti, i campieri, che poi andranno a far nascere la mafia. Ti risparmio la traduzione di proto- perché la conosci meglio di me.

Inviato

@Gaetanoalberto  non proprio,  ho detto che sono passati 150 anni dal fattaccio,  e il meridione ha avuto tanti parlamentari,  presidenti e ministri che avrebbe potuto risollevarsi, se la propria classe dirigente avesse voluto, non limitandosi ad essere classe digerente. Quindi non vittimismo,  ma che tutto sia cominciato con una invasione è storia. A meno che non la  si voglia chiamare una operazione militare speciale...

Inviato

Chi cammina guardando all’indietro rischia di sbattere contro qualcosa o qualcuno ad ogni piè sospinto. E di sicuro non è in grado di correre anche qualora volesse farlo.

 

  • Melius 1
Inviato

C'erano evidenti tracce di armi di distruzione di massa, siamo stati costretti ad intervenire. 

  • Haha 1
Inviato
1 minuto fa, Panurge ha scritto:

C'erano evidenti tracce di armi di distruzione di massa

si avvelenava la gente col sartù

  • Haha 1
Gaetanoalberto
Inviato

@appecundria Certo, mi incuriosiva la storia dei bersaglieri al seguito che non ho mai trovato nelle mie letture.

Il timore è sempre di disegnare l'unificazione cone qualcosa di astratto e non partecipato.

Su questo ha giocato molto la disinfornazione in stile nordico leghista, per costruire le radici di una negazione identitaria, nella quale io credo invece abbastanza.

Non giudicherei la (parziale) distanza delle masse popolari come significativa, poiché tutti i processi rivoluzionari sono stati borghesi.

Interessante sarebbe approfondire appunto la causa della nascita della mafia, che si intravvede nelle tue parole.

Ai tempi credo fosse prematuro, me tre la partecipazione di armati non poteva che provenire da chi queste armi le aveva.

Bronte però è un insurrezione spontanea, che confida nell'arrivo dei garibaldini, ma che viene immediatamente stroncata perchè contraria all'ordine costituito sul quale il messaggio di garanzia doveva essere chiaro, e chiaro fu.

Inviato
5 minuti fa, Jack ha scritto:

Chi cammina guardando all’indietro rischia di sbattere contro qualcosa o qualcuno

Chi parte, sa da che cosa fugge, ma non sa che cosa cerca.

  • Haha 1
Gaetanoalberto
Inviato
9 minuti fa, melos62 ha scritto:

non proprio,  ho detto che sono passati 150 anni dal fattaccio

Si, ho letto, era per fare un poco di ammuina.

Inviato
Adesso, Gaetanoalberto ha scritto:

Bronte però è un insurrezione spontanea

Ma mica tanto.

Inviato

Volate troppo alto. Nella mia cultura bignamica l'unificazione d'Italia fu una guerra di espansione piemontese, ma è pur vero che consapevole o inconsapevole rispondeva ad un'esigenza di scala dei paesi europei, divisi in piccoli regni non avremmo retto la competizione. Il fenomeno del brigantaggio a mio modo di vedere non è stata resistenza ma artificio dei grandi latifondisti per destrutturare il malessere e la ribellione dei contadini, rimandare sine die la riforma che poteva altrimenti diffondersi anche al nord. I briganti, la nuova resistenza del sud  fu ampiamente finanziats e strumentalizzata proprio dal loro nemico: i latifondisti, che poi al tempo erano la spina dorsale del regno o dei regni. 

Inviato
10 minuti fa, appecundria ha scritto:

Chi parte, sa da che cosa fugge, ma non sa che cosa cerca

"Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova" ripeteva spesso mia nonna (verissimo)




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