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Ma alla fine, Beatrice Venezi ...


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maverick
1 ora fa, Grancolauro ha scritto:

l'impressione è che il progetto artistico della Venezi sia genuinamente nazional-popolare o populista che dir si voglia: presentare temi e opere di sicuro impatto, semplificandone al massimo la lettura e la complessità, in modo da stimolare gli istinti più immediati del pubblico e veicolare un messaggio facile, magari politicamente à la page, condendo il tutto con una patina un po' glamour.

Se questo è ciò che vogliamo alla Fenice, il pranzo è già servito.

credo sia il massimo che si possa ottenere, e che tutti ne siano consci...

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@mozarteum Mie opinioni personali:

del tutto nella media. Cavalcata tira un po' indietro, poco pesante la massa nonostante l'organico non pienissimo ma dipende anche dalla registrazione di stampo analitico (quasi da quartetto) con panning troppo ampio ai lati. Ci sono diversi momenti in cui le famiglie di strumenti non suonano insieme (potrebbe dipendere dal gesto). Senza infamia-senza lode. Non si potrà dire "mi ricordo quell'esecuzione per...".

 

 

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analogico_09

 

 

3 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Grazie della fiducia... come ti sembra il disco? Forse sono io fuori strada.

 

 

Figurati, Daniele. so che la fiducia sia reciproca. 

Non credo che sia fuoristrada e mi dichiaro sostanzialmente d’accordo con le osservazioni di tutti fin qui pervenute. Evito di ri-sottolineare i dettagli che fanno la grande sostanza e che sono già stati evidenziati. 

A stringere, ho ascoltato l'intero disco dal Tubo, in cuffia blututte  mentre sistemavo le sparpagliatezze che lascio in giro per casa operazione affanto bracciantile per la quale non occorre nessun tipo di concentrazione che ho quindi riservato all'ascolto musicale, accorciando l'accorciabile. 
La sensazione provata dall'scolto dal morto è di tanti brani diversi tra di loro accomunati da un solo “colore” e un solo stile come di collana di perle finte appariscenti ma tutte uguali. 
Mi è sembrato di impattare in un lavoro di macrodinamica prevalentemente uniforme e ripetitiva, diciamo scolasticoa, cosa che porta a manierizzare anche gli slanci espressiva. Con Wagner la faccenda si fa ancor più evidente. Si vive l'imprressione di walkirie  in scampagnata più che in cavalcata. Tanti brani sparsi e diversi tra di loro accomunati da un tono leggermente soporifero. Le note ci stanno, ma la musica è più che una serie di note indovinate; l'insieme non è sempre ben coeso (csono con Felis) cosa non avvertibile da chi abbia poca domestichezza con l'ascoto musicale più attento e concentrato. Ma sono impressioni personali non intendo formulare gioudizi di merito assoluti e definitivi, tu chiamale se vuoi ... sensazioni.
Fatta anche la tara ai naturali limiti della musica registrata che tuttavia non copre né esalta pregi e virtù direttoriali e interpretative, mi piacerebbe ascoltare la Venezi dal vivo alle prese con una sinfonia a piacere dei più grandi sinfonisti della storia, ovvero in repertori musicali molto più complessi ed elaborati, di maggiore durata che richiedono una maturità ed un'esperienza interpretativa molto più "stagionata"... Non credo che quelli della Fenice intendano rinunciare a repertori musicali un po' meno "familiari", meno da "prima serata, per così dire... non che debbano sparare con i tempi che corrono una ottava di Bruckner dopo Carosello... :classic_biggrin:

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2 ore fa, Felis ha scritto:

@mozarteum Mie opinioni personali:

del tutto nella media. Cavalcata tira un po' indietro, poco pesante la massa nonostante l'organico non pienissimo ma dipende anche dalla registrazione di stampo analitico (quasi da quartetto) con panning troppo ampio ai lati. Ci sono diversi momenti in cui le famiglie di strumenti non suonano insieme (potrebbe dipendere dal gesto). Senza infamia-senza lode. Non si potrà dire "mi ricordo quell'esecuzione per...".

Concordo: il confronto con la registrazione della Cavalcata eseguita dalla New York Philharmonic diretta da Leonard Bernstein (2018, Sony Classical) è a dir poco imbarazzante!

 

Front.jpg

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23 ore fa, G.Carlo ha scritto:

eseguita dalla New York Philharmonic diretta da Leonard Bernstein

Ma anche se la paragoniamo a Böhm /Bayreuther Festpiele 1973! 

Ma secondo me non dovrebbe essere confrontata con quelle registrazioni leggendarie. 

Non è un disco che trovo interessante per i vari pezzi sparsi messi così a casaccio, però un giusto paragone andrebbe fatto con cose meno importanti. 

Ad esempio, lo scorso anno a Bologna ho ascoltato una esecuzione della Valchiria con orchestra TCBO diretta da Oksana Lyniv molto bella se paragonata al pezzo della Venezi, ma forse li c'era anche l'ascolto dal vivo dove cambia molto la percezione 

 

 

 

 

 

 

 

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2 ore fa, garmax1 ha scritto:

Ma secondo me non dovrebbe essere confrontata con quelle registrazioni leggendarie. 

Non è un disco che trovo interessante per i vari pezzi sparsi messi così a casaccio, però un giusto paragone andrebbe fatto con cose meno importanti. 

Sono d'accordo.

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Lolparpit
3 ore fa, garmax1 ha scritto:

Ma secondo me non dovrebbe essere confrontata con quelle registrazioni leggendarie. 

Non è un disco che trovo interessante per i vari pezzi sparsi messi così a casaccio, però un giusto paragone andrebbe fatto con cose meno importanti. 

Condivido. Alla fine quel disco è una piccola antologia di pezzi di vari autori, epoche diverse, generi diversi. Il criterio di selezione è di natura extramusicale: pezzi d'opera che vedono protagoniste donne eroiche in linea con il women empowerment piuttosto di moda, che la Venezi ha sfruttato parecchio nelle varie interviste ed ospitate televisive. Mi sembra chiaramente un disco autopromozionale: la bella BV che nella copertina è una e trina, lei che dirige pezzi di musica colta con protagoniste eroine, con lei eroina del nostro tempo, che si è fatta largo in un mondo brutalmente maschilista. Il valore musicale di un disco del genere è trascurabile. Visto che questo è il titolo discografico più importante di BV, forse le riserve degli orchestrali (le 'quattro pippe', cit.) sul cosiddetto CV non sono certo prive di fondamento.   

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Il 12/03/2026 at 17:57, maverick ha scritto:

secondo me stiamo sottovalutando  un problema che secondo me ci sarà...

Gli orchestrali.

Sono loro, bene o male, che suonano, e credo che la resa complessiva dell' esecuzione, qualsiasi essa sia, non possa prescindere dall'empatia e dal coinvolgimento convinto con il direttore.

Non faccio l'orchestrale, .. ma sono più che convinto di questo.

Non mi pare che gli inizi siano stati molto positivi..., la vedo dura.

Mi viene in mente una scena di un vecchio film, "Il Paradiso può attendere": per chi non l'avesse visto, o non se lo ricordasse, un rapidissimo riassunto della trama.

Il protagonista (Warren Beatty) è il quarterback professionista di una squadra di football americano (una figura per certi versi assimilabile ad un direttore d'orchestra, da qui il nesso) che resta vittima di un incidente stradale e si ritrova in Paradiso, ma qui si scopre che non era la sua ora: purtroppo il suo corpo è già stato cremato, per cui lo riportano in vita nel corpo di un giovane miliardario, che si compra la "sua" squadra rimasta senza quarterback e decide di prenderne il posto. 

Ovviamente gli altri giocatori non lo vedono di buon occhio e nel primo allenamento non lo proteggono, consentendo ai difensori di placcarlo brutalmente: dopo un paio di tentativi lui capisce la situazione e dice loro "datemi una sola possibilità di concludere un'azione" ed esegue un lancio perfetto, convincendo la squadra ad accoglierlo. 

Qui la situazione è simile: bisogna vedere se l'orchestra le darà una possibilità e se lei sarà capace di sfruttarla...

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