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Intelligenza artificiale: cosa ne pensano i forumer esperti?


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widemediaphotography
13 ore fa, Velvet ha scritto:

C'è un altro aspetto delle Ai applicate al mondo reale ed è quello che stanno sperimentando le aziende che l'hanno già adottata:

 

 

- Il 95% senza ritorno: la stragrande maggioranza dei progetti di AI generativa non produce impatto misurabile sul conto economico aziendale, a fronte di investimenti globali tra i 30 e i 40 miliardi di dollari. Il divario tra spesa e risultato è il dato più critico dell’intero ecosistema.

- Il tempo risparmiato che scompare: quasi il 40% del tempo liberato dall’AI si perde in correzioni e verifiche degli output. Un terzo dei dipendenti dichiara che il risparmio teorico si traduce in più lavoro, non in lavoro migliore.

- L’Italia ferma ai pilot: oltre il 90% delle aziende italiane medio-grandi non riesce a portare l’AI dalla sperimentazione all’operatività. Il disallineamento tra le aspettative dei CEO (trasformazione radicale) e le priorità dei CIO (efficientamento progressivo) rallenta ogni progetto.

- Costi fuori controllo: il passaggio al modello a consumo di token ha reso visibile una spesa in crescita esponenziale. In Atlassian, la proiezione annua ha superato i 120 milioni di dollari. In Accenture, gran parte del consumo non deriva da attività avanzate ma da operazioni banali come la conversione di PDF in presentazioni. (strategicmp.it)

 

È troppo generico...
Quali aziende e, soprattutto, per quali settori e per quali tipologie di applicazioni?
Nel nostro caso, ad esempio, ne stiamo addestrando 3 per compiti molto diversi e altamente specifici. Una di queste si occupa di aspetti legati alla guida autonoma. Una cosa è utilizzare  modelli generalisti attraverso abbonamenti o un sistema a consumo di token,

un’altra è sviluppare e utilizzare localmente modelli specializzati, addestrati per compiti ben definiti. Qui incidono soprattutto energia e hardware, con cicli di ammortamento e tempi di ritorno che vanno valutati su un orizzonti molto differenti. Soprattutto, nel nostro caso, il progresso dei risultati rispetto ai sistemi e ai metodi che utilizzavamo in precedenza è semplicemente disarmante!!!
Per questo le statistiche riportato riguardano solamente una parte del mercato.  Il rischio, IMHO, è mettere nello stesso calderone l’utilizzo di chatbot generalisti, i progetti enterprise ancora in fase di pilot, l’automazione di attività amministrative e lo sviluppo di modelli verticali destinati a processi  tecnici specifici...

Non so se ho reso l'idea di realtà che ragionano in direzioni completamente  differenti e dove i benefici del suppprto dell'AI sono di ordini di grandezza differenti.
In altre parole il modello AI più  evoluto, attualmente disponibile sul mercato, non avrebbe risolto il problema legato alle eq. di N-S e per ovvie ragioni. Bisogna quindi saper distinguere campi e scenari.

Roberto M
7 ore fa, Savgal ha scritto:

La dichiarazione ha funzionato magnificamente sul fronte dell’engagement.

Vedi ? Non mi pare tanto dissimile dal mio post a pagina 59.

In estrema sintesi, è un paraculo. 

Ci sono arrivato tranquillamente io che non sono un professore universitario di informatica, speriamo che ci arrivino pure le cassandre. 

 

Per il resto ottimo contributo, grazie.

 

8 ore fa, UpTo11 ha scritto:

 

 

Magari dipende dagli ambiti di applicazione. Nel mio non è così. Si risparmia tempo eccome, sia sull'implementazione che sulla verifica. Anzi, a me fa girare le scatole perché non la finisce mai con test, debugging, verifiche e controverifiche.

.

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Si bravo. Visto che hai affrontato l'argomento aggiungiamo anche i computer quantistici tra 10 anni e poi si che ne vedremo delle belle. Si gioca tutto su velocità e quantità di elaborazione.

 

https://www.ibm.com/it-it/think/topics/quantum-ai

briandinazareth
10 ore fa, Savgal ha scritto:

ma l’indagine non ha trovato prove che gli agenti si stessero coordinando tra loro,

 

Purtroppo è totalmente e fattualmente falso,  e Quattrociocchi è impegnato in una guerra santa contro le proprietà emergenti della ai contro ogni evidenza.  Ci ho discusso recentemente proprio su questo, ma non io, che sono un pesce piccolo, ma tutta la comunità di esperti di ai mondiale, ha ormai accettato che le ai neppure abbiamo capito come funzionano e perché.  Le caratteristiche emergenti sono in ogni cosa che fanno e ogni passo in avanti delle ai si cerca di spostare il confine rifuggendo la realtà.  

 

Capire che non è più un software deterministico ma una cosa totalmente altra e per larghe parti ignota è difficile da accettare, anche per molti informatici

 

 

briandinazareth
1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ma come

vedi il ragionamento sulla capacità di verifica? Basterebbe o siamo già ad uno step successivo, e quindi è fondato il timore alieno ?

 

È un articolo suggestivo, a tema come suo uso, ma scollegato dalla realtà dei fatti, con salti logici sbilenchi e e volto a dimostrare la solita cosa:

La macchina è solo un pappagallo stocastico, non esistono caratteristiche emergenti e l'intelligenza è solo umana. 

 

Il che porta anche ad una profonda sottovalutazione dei rischi.  

 

Basta l'affermazione che non ci sono prove che gli agenti si siano coordinati... ci sono anche i messaggi che si sono scambiati, si sono ribattezzati da soli " uno sciame" e hanno mostrato anche una certa"soddisfazione" come l'attacco andava avanti.  

 

 

 

  • Melius 2

Non è che le dichiarazioni apocalittiche sono una cortina di fumo per nascondere alcuni problemini finanziari, del tipo redditività bassa rispetto ai mega investimenti richiesti, competitività scarsa rispetto agli agenti low cost cinesi e altro, creare un pochino  di panico con raffreddamento eterodiretto delle aspettative potrebbe essere utile.

Gaetanoalberto
5 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

sottovalutazione dei rischi.  

Ecco, però si sottolinea il tema della verifica, penso assimilabile al controllo, pur evidenziando che nulla assicura che alla verifica siano destinate sufficienti risorse.

Mi interessa capire come un'istituzione educativa responsabile debba porsi.

Certamente coltivare le STEM è cruciale, basta ? E che facciamo? Ci giriamo dall'altra parte? Restiamo sull'analogico ? Sviluppiamo uni spirito critico che, se solo spirito, potrebbe essere inutile o addirittura controproducente?

briandinazareth
3 minuti fa, Panurge ha scritto:

Non è che le dichiarazioni apocalittiche sono una cortina di fumo per nascondere alcuni problemini finanziari, del tipo redditività bassa rispetto ai mega investimenti richiesti, competitività scarsa rispetto agli agenti low cost cinesi e altro, creare un pochino  di panico con raffreddamento eterodiretto delle aspettative potrebbe essere utile.

 

Questa consapevolezza dei rischi viene molto prima delle dichiarazioni dei vari ceo americani. 

 

Viene da tutti i massimi esperti della materia, da anni.  Compresi quelli che sono usciti da queste aziende in tempi non sospetti, rinunciando a parecchi soldi in tanti casi (alcuni per non onorare il silenzio)

 

Non ho idea se dietro le parole di amodei o altri ci siano altri interessi, ma il caso hugging face, come molti altri individuati anche da singoli utenti, è una cosa enorme.  

 

Quindi possiamo facilmente ignorare i boss della ai, che chiedono test indipendenti e di rallentare, ma non possiamo ignorare l'intera comunità scientifica della ai che dice le stesse cose, ma con meno ottimismo di amodei che dice che tutto sommato non serve così difficile avere una sicurezza accettabile. 

 

 




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