one4seven Inviato 4 Gennaio 2025 Condividi Inviato 4 Gennaio 2025 @minollo63 gran bel disco, fresco fresco di "stampa". Ne parlavamo in RA. Ottima registrazione, che di fatto "emula" perfettamente l'immagine di copertina. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1396104 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gaetanoalberto Inviato 5 Gennaio 2025 Condividi Inviato 5 Gennaio 2025 14 ore fa, one4seven ha scritto: Ne parlavamo in RA. Cos'é? Radio Amatorialità? 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1396345 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 5 Gennaio 2025 Condividi Inviato 5 Gennaio 2025 Il 3/1/2025 at 20:09, damiano ha scritto: Archie Shepp, Steve Lacy, Leroy Jenkins, Dollar Brand, Don Pullen, David Murray, Paul Motian....... Troppissima roba.... Oggi ho provato ad andare dentro ed è veramente un insieme sconfinato E sono tutti artisti fruibili con metodo ed intendo che non si può saltare da.una parte all'altra. Sono, più o meno, lavori legati all'avanguardia quindi vanno ascoltati e ripassati più volte, finché non si sedimentano dentro e si arriva, non dico a possederli, ma almeno a capire dove si inseriscono, quale scuola, la matrice politica.... Archie Shepp, Steve Lacy, Leroy Jenkins, Dollar Brand, Don Pullen, David Murray, Paul Motian.., ad libitum. Un insieme sconfinato di grandi musicisti che hanno contribuito all'evoluzione - non solo avanguardistica - del jazz più identitario e unitario che riafferma il segno e il senso estetico inalienabile e inconfondibile della propria storia, delle specifiche reltà musicali, socio-culturali, "politiche", antropologiche e spirituali non omologabili, non "ammucchiabili" con altre musiche di "confine" o surrogate, quando non del tutto avulse allo spirito della grande tradizione musicale afroamericana fondata sul blues, owevwnure, mi pare, anche in questo spazio. Mi chiedo inoltre come sia possibile raggiungere i livelli di "sedimentazione", di identificazione, se possibile, di comprensione musicale a cui fai riferimento, con ascolti bulmici e confusionari, saltando da "una parte all'altra" tra musiche affatto diverse, senza tansizioni atte a distinguere senza ghettizzare nessun genere o forma ma prendendo il jazz come jazz e i "derivati" (quasi tutte le musiche "pop" del mondo fin dagli albori del jazz presentano contaminazioni più o meno evidenti di jazz) come "derivati", per cercare di cogliere le distinte particolarità a scanso di inutili e categorici giudizi di merito o di demerito. 1 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1396515 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
dariob Inviato 5 Gennaio 2025 Condividi Inviato 5 Gennaio 2025 Cindy Blackman, attuale moglie di Carlos Santana, esattamente 30 anni fa, splendida donna, pubblicò questo disco con dei partner da sogno: 1 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1396598 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 5 Gennaio 2025 Autore Condividi Inviato 5 Gennaio 2025 @dariob La magnifica Beatrice di Sam Rivers 🙂 Ciao D. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1396726 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 5 Gennaio 2025 Condividi Inviato 5 Gennaio 2025 3 ore fa, dariob ha scritto: Cindy Blackman, attuale moglie di Carlos Santana, esattamente 30 anni fa, splendida donna, pubblicò questo disco con dei partner da sogno: Ma questo è jazz puro e semplice. Quando ancora si suonava jazz... tu lo lo vedi ai confini del jazz? Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1396877 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
dariob Inviato 5 Gennaio 2025 Condividi Inviato 5 Gennaio 2025 @analogico_09 Ciao Beppe, basta mettersi d'accordo sui termini, come sempre. A parte il pezzo che ho postato il disco è più virato al jazz-rock. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1396906 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 5 Gennaio 2025 Condividi Inviato 5 Gennaio 2025 2 ore fa, damiano ha scritto: La magnifica Beatrice di Sam Rivers 🙂 Ciao C'entra qualcosa il disco segnalato con la moglie di San Rivers? Io so che negli anni settanta Rivers e sua moglie Beatrice fondarono a NY un locale jazz, Studio RivBea (Rivers / Beatrice) Scusate non lo farò spesso... condivido la foto che scattai a Bea (un'autentica rarità) durante il concerto di Rivers al festival jazz di Pescara 13 Luglio 1976, ultima serata decentrata a Penne. Quella sera c'era anche il gruppo italiano "Unità Musicale" (i due Liguori, batteria e piano, Mario Schiano sax (che suonava anche con Rivers), Roberto Bellatalla, basso. Scattai delle buone foto a tutti in una indimendicabile serata vissuta all'insegna del grande jazz, favoloso Rivers in trio, ottimi gli altri, forse ne posterò qualcuna altrove con un commentino di accompagnamento. Bea era una donna bianca, a scanso di equivoci ,ma lei quella sera venne indicata come Bea moglie di Sam Rivers. Un bel volto di donna molto ispirato, illuminato dalla luce musicale in jazz del proprio consorte (s.e.o.o.) Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1396954 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 5 Gennaio 2025 Autore Condividi Inviato 5 Gennaio 2025 8 minuti fa, analogico_09 ha scritto: C'entra qualcosa il disco segnalato con la moglie di San Rivers? Ciao Peppe, il pezzo linkato da @dariob è una cover di Beatrice di Sam Rivers da Fucsia Swing Song, scritto e dedicato (appunto) alla moglie Ma forse non ho capito la domanda 🙂 Ciao D. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1396975 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 5 Gennaio 2025 Condividi Inviato 5 Gennaio 2025 38 minuti fa, dariob ha scritto: Ciao Beppe, basta mettersi d'accordo sui termini, come sempre. A parte il pezzo che ho postato il disco è più virato al jazz-rock. Hola Dario, non è questione di termini bensì del fatto che quella musica per me è jazz jazz sotto ogni punto di vista formale e sostanziale (costruzione e sviluppo delle frasi, dell'improvvisazione, nel beat, nel "canonico" alternarsi degli assoli, etc.) un jazz accattivante, orecchiabile ma non superficiale o banale, di rock ci sento nulla. E se qualcosa ci fosse, se proprio lo si volesse sentire, è quello che il rock avrebbe preso dal jazz... Non solo questo brano, ma anche altri postati qui in realtà meriterebbero di starsene nella loro naturale famiglia che è il jazz di "dentro le mura", come certe chiese romane... 😇 😁 il quale ha a disposizione un antico, ben avviato, articolato e vario topic ad isso stesso dedicato. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1396990 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 5 Gennaio 2025 Condividi Inviato 5 Gennaio 2025 @damiano Grazie Damiano, ora ho capito, non sapevo che quel brano dell'album Fuchsia che apprezzo molto, come apprezzo praticamente tutto il grande jazz Rivers, fosse dedicato alla moglie Bea. edit. invero non ricordavo proprio il brano intitolato "direttamente" Beatrice. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1396999 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 5 Gennaio 2025 Condividi Inviato 5 Gennaio 2025 Il 4/1/2025 at 20:09, minollo63 ha scritto: “The Way Out of Easy”, l’album che immortala l’ultima esibizione di Jeff Parker & ETA IVtet (sta per Enfield Tennis Academy Quartet), la band che lo ha accompagnato sul palco in questi ultimi anni, registrata il 22 luglio 2024 come tributo a un luogo speciale, lo storico club jazz ETA di Los Angeles in fase di chiusura, oltre che un omaggio al talento del chitarrista dei Tortoise e alla straordinaria evoluzione musicale del quartetto, tra improvvisazione e creatività. Potrebbe essere il disco jazz del 2024 ? Molto probabilmente si, soprattutto se non fosse uscito così tardi nell’anno (22 novembre), ma anche perché è un album che celebra l’improvvisazione, la creatività e l’amicizia in un’atmosfera rilassata. Un disco eccezionale che fissa l’attenzione sul momento attuale del jazz mondiale in fase di evoluzione e sul potere del jazz stesso dal vivo che affascina sempre quando è nelle mani giuste. Avevo ascoltato questo disco tempo fa cui ho dato una ripassata. Solo per questo intervengo. Potrebbe essere anche il disco del decennio 1979 od anche dei decenni ultimi del secolo scorso. Il jazz vivrebbe la sua evoluzione attravresoi rifacimenti di sperimentalismi già sviscerati, riprendendo le forme di minimalismo esotico e metropolitano, le reitarazioni new age che furono delle grandi scuole in parte già sparite avendo fatto il loro tempo: orientalismi e tribalismi di prevedibile maniera, attingendo perfino perfino alle esperienze di derivazione "classica" mischiata col rock, col pop, con barlumi di jazz "arruinati" e con altri generi musicali. C'è dento di tutto per colmare quello che, per me, è un vuoto progettuale autenticamente originale, tutt'sltro che innovativo rispetto alla realtà storica e attuale del grande jazz che fu, del poco, pochissimo che rimane. Personalmente trovo tutti i brani segnati da remote "nostalgie" di cose inattuali che favoriscono la noia: l'inistenza del "battere", la reiterazione invadente e priva di sviluppi degli strumentisti che provano a lavorarte di fino ma ... fine a se stesso. Ci si potrà trovare qualcosa di trascendente dopo che se semo fatti 'na canna.., come la manda a dire scherzosamente un mio amico quando incappa in certe musiche reperto archeologico spacciate per nuove. Siamo di quella generazione scafata in questom essendo stati estimatori in diretta dei P F e di altri autori delle psichedelie... Ovviamente ognuno è libero di farsi piacere quello che gli pare, legittimo e rispettabile, queste musiche a mio avviso "sperdute" potrà fare la gioia di chi le esegue., ma esprimere giudizi di merito straordinari con tale sicurezza parlando di "evoluzione del jazz", senza offesa, lo trovo davvero eccessivo. Mi permetto di postare l'intero disco presente nel tubo, non solo la cover, in modo che ascoltando la musica si possa capire meglio di cosa si tratti a seconda dei diversi punti di vista Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1397074 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. damiano Inviato 6 Gennaio 2025 Autore Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 6 Gennaio 2025 Il 04/01/2025 at 19:49, Gaetanoalberto ha scritto: così mi avete aperto ad un altro s-confinante. E visto che ci hai portato all'ultimo lavoro solista di AA, propongo un altro aspetto del poliedrico esploratore norvegese, il trio. L'esperienza merita qualche considerazione in più perché il pianista del trio è un altro musicista poliedrico e multi sfaccettato: Vasilīs Tsabropoulos considerato uno dei più grandi pianisti greci. Considerato uno dei prodigi del piano ha composto opere per orchestra, quartetti d'archi, musica per violino e violoncello e numerose composizioni per pianoforte solo che includono i preludi che ha scritto soprattutto per Vladimir Ashkenazy (wiky). Dal 2000 è diventato un artista ECM incidendo alcuni dischi dei quali un paio con Arild Andersen: Achirana nel 2000 e The Triangle nel 2004, in entrambi i dischi la batteria è John Marshall. Achirana è un lavoro fantastico ed imprescindibile per chi volesse trovare un'altra chiave di interpretazione del piano trio. I doni melodici di Tsabropoulos sono sempre evidenti nei cluster di note sussurrate all'orecchio dell'ascoltatore attento che, conseguentemente, riuscirà a percepire qualcosa di diverso; qualcuno, che non può fare a meno delle etichette (ma è necessità di metadati 🙂) lo ha definito "chamber-jazz". Ho scritto "ascoltatore attento", con i sensi e la volontà di cogliere il modo di esprimersi del trio. Bando alle ciance (scusate), volevo proporre un paio di excerpts da "The Triangle" che (forse) rappresenta un'interpretazione del piano trio più canonica ed essenziale: "Pavane" (Ravel), Tsabropoulos ha estrazione radicalmente classica e "Cinderella Song" (Tsabropoulos), il brano di chiusura che è una delizia ed è offerto come ciliegina sulla torta di un'edizione di assoluto valore Ciao D. 1 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1397229 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. damiano Inviato 7 Gennaio 2025 Autore Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 7 Gennaio 2025 Stamattina mentre viaggiavo verso l'ufficio ho messo su un disco che è una delle icone (ben riuscite) del cosiddetto jazz-rock: Enigmatic Ocean di Jean-Luc Ponty. Inutile parlare del violinista che ha collaborato (tra gli altri) con Zappa e McLaughlin. Nel disco in oggetto rappresenta la parte Jazz mentre la parte Rock è rappresentata dai due chitarristi Daryl Stuermer, che avrebbe poi suonato con i Genesis, e Allan Holdsworth, uno dei più grandi chitarristi in circolazione nel periodo. Le tastiere sono affidate ad Alan Zavod, altro musicista rimarchevole ed il basso elettrico a Ralphe Armstrong, un altro componente di Mahavishnu Orchestra. Il disco secondo me è tutto bello e linko il pezzo conclusivo composto da 3 movimenti Ciao D. 4 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1398381 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ascoltoebasta Inviato 7 Gennaio 2025 Condividi Inviato 7 Gennaio 2025 Ritornato dopo alcuni giorni ad ascolti jazz,oggi ho apprezzato molto questo disco di quasi 13 anni fa che non ascoltavo da un po',trattasi di Brian Bromberg nel bel disco "Compared To That",lavoro d'ampio respiro che ci trasporta dal jazz 'a tre',passando da ambientazioni swing a rimandi country fino al supporto d'una sezione fiati di 10 elementi e al contributo della Japenese Rising Sun Orchestra,davvero un piacevolissimo ascolto riscoperto oggi. 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/47/#findComment-1398724 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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