analogico_09 Inviato 14 Gennaio 2025 Condividi Inviato 14 Gennaio 2025 3 ore fa, damiano ha scritto: Quindi l'ho interpretato al confine; la cosa importante è che sia buona musica e che tanti partecipino. Oh, ecco, perfetto Damiano, strada facendo si potrà anche aggiornare l'idea iniziale per non doversi sentire stretti nelle etichette però viene un po' alterata natura del topic che potrebbe diventare definitivamente una sorta di refugium peccatorun di tutte le musiche più o meno "spurie" o inclassifilcabi più o meno vicine e lontane dal jazz. E' molto bello è im portante che si possa condividere delle buona musica, ma aldilà delle strette etichettature, le identità estetiche, culturali, storiche, etc del varie realtà musicali non credo che sia utile accorparle tutte in un unico calderone indifferenzato. Abbiamo la possibilità di aprire più topic specifici non rigidi ma neppure troppo dispersivi o generici, tuttologi, personalmente preferisco parlare di jazz, di musica afroamericana negli spazi ad essa dedicati, di rock, di classica, di fusione di world, etnicas, "esotica" etc, idem con patate, con tutti i complementari e possibilmente pertinenti giri di boa. In questo il senso di una discussione libera ma coerente con il tema dato. Una tantum si potrebbe dire, qui o altrove, ma da non farlo spèesso, di quanto jazz, swing antesignani vi sia nella musica di Vivaldi o di Bach nelle cui Passioni specialmente, nei "numeri" del coro in cui la turba inferocita davanti a Pilato dileggia e grida contro Gesù Cristo kreuzighe, kreuzighe! od invocando il nome di Barrabam "libero", la cui rappresentazione sonora affidata ad una base musicale ritmica molto concitata e fugata che ricorda davvero lo swing scattante delle più celebrate orchestre jazz degli '30 e '40 e anche di jazz da organici più ridotti. I giudei gridano a Pilato: lasse du diesen los (Se liberi costui ... non sei amico dell'imperatore...) si stacca il coro dal recitativo e subito viene da battere il tallone del piede e schioccare le dita... Non che siano la stessa cosa ma si rimarca secondo me uno degli aspetti semantico-linguistici, od imitativi, retorici, artefizi retorici presenti in tutti i linguaggi musicali diversamente strutturati ma con un'idea ritmica di base simile. Il Coleman che è in Metheny, o il Metheny che era già in coleman... lo dovrei riascoltare, così a freddo non riesco ad evidenziarlo, quindi opotrei averslonpercepito come incidentale, mentre mi pare che le aderenze al jazz di cui ho parlato circa il brano di DeJohnette siano più riconoscibili e dirette, apertamente afroamericane: l'assolo di Howard Johnson è esemplarmente in jazz. Ma non poniamoci limiti, strada facendo quando uno esce di casa si accorge che ad ogni giro di isolato c'èm sempre una nuova avventura che ci aspetta.., perchè scansarla... 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1405656 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 14 Gennaio 2025 Autore Condividi Inviato 14 Gennaio 2025 2 ore fa, egalli ha scritto: sotto sotto genere dalle prime esperienze dei Prime Time di Ornette in particolare nei lavori come "Dancing in Your Head", "Body Meta" e "Of Human Feelings" La citazione colemaniana l'avevo colta, anche se non ho fatto riferimento a Prime Time che conosco poco. Io sono innamorato di Coleman ma la "divagazione" di Prime Time non l'ho mai capita fino in fondo, sicuramente per un mio limite. Comprai Body Meta nel 77, mi pare di ricordare, dove ci sono molti dei musicisti che citi nel tuo scritto, ma rimasi deluso; pensai "come è diventato scarno!". Evidentemente la sottrazione doveva essere compensata dalla ricchezza ritmica. Ricordo anche che una delle tracce della prima facciata di Body Meta contiene un chiaro richiamo a "Long Time no See" uno dei pezzi minori di Coleman che però ha una costruzione armonica (!) spettacolare e particolare che, alle mie orecchie, lo rendono magnifico. Ciao D. 1 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1405667 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. analogico_09 Inviato 14 Gennaio 2025 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 14 Gennaio 2025 2 ore fa, egalli ha scritto: la collaborazione con il chitarrista e cantante James Blood Ulmer (ma anche David Murray). anch'esso del giro Prime Time e capace di ospitare Ornette nel suo seminale album del 1978 "Tales of Captain Black" per poi realizzare albums interessantissimi come "Free Lancing" del 1981, con Oliver Lake e lo stesso David Murray. Grazie anche a te di questi interventi cos' articolati dai quali, insiema agli di @damiano e degli altri c'è sempre da imparare. E' davvero un piacere discutere su questi livelli di passione e di esperienze di ascolto, nel vostro caso, tue e di Damiano, e del fare musica (ne ho fatta anch'hio, per diletto, ma nella classica. Il jazz mi ha sempre intimorito... anche se Enrico Pieranunzi che ho avuito modo di incrociare tanti anni fa, cercò di dissuadermi e di incoraggirmi... fine spot autoreferenziale... Di quanto abbia condiviso ho conoscenze approssimative, di Ulmer, ottimo strumentista e cantante di autentica araldica afroamerica, ho un progetto discografico jazz-funk registrato nel 1987 insieme a Geroge Adams al sax tenore, altro spirito "nero" ex mingusiano presente negli estremi quintetti del contrabbassista che ho avuto il privilegio di ascoltare più volte in concerto. Phalanx – Got Something Good For You / con Amin Ali, basso elettrico; Calvin Eston, batteria Il beat, il "song" è blues, soul, jazz... 3 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1405676 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 15 Gennaio 2025 Condividi Inviato 15 Gennaio 2025 Eh allora io mi sparo un Roberto Gatto insieme a John Scotfield... . https://www.discogs.com/master/746124-Roberto-Gatto-Ask . 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1406292 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
dariob Inviato 15 Gennaio 2025 Condividi Inviato 15 Gennaio 2025 2 ore fa, one4seven ha scritto: allora io mi sparo un Roberto Gatto E io vi sparo una fantastica "Lonnie's Lament" di Joe Lovano al VV 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1406506 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 15 Gennaio 2025 Autore Condividi Inviato 15 Gennaio 2025 E io mi sparo un estratto dal Fara Jazz Festival del 2008 dove c'ero e dove ho comprato anche il cd (che non trovo più) e che probabilmente ho prestato. Roberto Gatto, Fabio Zeppetella ed Umberto Fiorentino (che ho citato qualche giorno fa,.non mi ricordo dove) e Deidda al basso Ciao D. PS. Come è bella la musica suonata dagli italiani 🙂 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1406588 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 16 Gennaio 2025 Condividi Inviato 16 Gennaio 2025 23 ore fa, damiano ha scritto: Come è bella la musica suonata dagli italiani Già... Mi viene in mente un nome: Rocco Palladino. Che in un post su Instagram salutava così l'uscita di Black Classical Music, di Yussef Dayes. My bro genius drummer/artist @yussefdayes new album 'Black classical music' is out now! Loved being a part of this record thank you always Yussef... . Allora facciamo un salto indietro, sempre sullo spunto di apertura del 3d. La scena inglese. A cui Palladino partecipa attivamente. E lo facciamo appunto con una registrazione, uscita a gennaio 2024, che secondo me mette un altro punto fisso sulla scena. The Yussef Dayes Experience, Live from Malibu. . https://www.discogs.com/release/28981813-The-Yussef-Dayes-Experience-Live-from-Malibu- . È una registrazione live. Questa registrazione spiega benissimo, il "sound" della scena. A mio avviso, discone One One non solo del 2024 . . 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1407623 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 16 Gennaio 2025 Condividi Inviato 16 Gennaio 2025 PS. La "formula" era già stata provata l'anno prima con il "Live At Joshua Tree", ma mancava ancora qualcosa per chiudere il cerchio.... Il linguaggio era un po' meno definito... . https://www.discogs.com/master/2971123-The-Yussef-Dayes-Experience-Live-At-Joshua-Tree-Presented-By-Soulection . . 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1407644 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 16 Gennaio 2025 Autore Condividi Inviato 16 Gennaio 2025 25 minuti fa, one4seven ha scritto: Questa registrazione spiega benissimo, il "sound" della scena. A mio avviso, discone One One non solo del 2024 . Discone che al piano presenta Eljah Fox che è un musicista realmente di frontiera. Suona tutto, low-fi (tik, tok distorsione...), hip hop, neo-soul, ed anche trap (orrore) e rock e, tra le altre cose, insegna a Roma al Saint Louis College of Music (eh, noi romani tutte le fortune 🙂) Ciao D. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1407652 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. minollo63 Inviato 16 Gennaio 2025 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 16 Gennaio 2025 L'omonimo album di debutto del gruppo danese-americano ØKSE è un audace (e riuscito) progetto in bilico tra free-jazz e hip-hop, che propone contributi di alcune delle voci migliori dell'hip-hop internazionale. Non siamo di fronte ad un album di un rapper che usa il jazz, bensì del contrario: jazzisti che si avvalgono di contributi rap per proporre le loro sonorità dense e coinvolgenti. Ciao ☮️ Stefano R. 3 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1407693 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 16 Gennaio 2025 Condividi Inviato 16 Gennaio 2025 14 minuti fa, minollo63 ha scritto: ØKSE Gran disco di debutto. C'è molto materiale dentro... (Lo avevo segnalato nel 3d delle uscite 2024... ). 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1407706 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 17 Gennaio 2025 Condividi Inviato 17 Gennaio 2025 Lo sapevate che non esiste solo la "scena Inglese"? Ebbene... Negli States sono diversi i "focolai". Ma non sono di confine. Stanno dentro... Uno di questi è a Los Angeles e gira intorno alla Sam Records. Questo che vi propongo è uno dei migliori lavori del 2024. Una sessione live spettacolare, registrata oltretutto "ad alto livello" (il club dove suonano è curato appositamente per le registrazioni). Per LP addirittura il taglio è di Bernie Grundman. Da quel che si sente sul disco, beh... Sarebbe stato molto carino essere presenti ad una serata così ispirata... . . 1 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1408657 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Folkman Inviato 17 Gennaio 2025 Condividi Inviato 17 Gennaio 2025 2 ore fa, one4seven ha scritto: a quel che si sente sul disco, beh... Sarebbe stato molto carino essere presenti ad una serata così ispirata Altroché se sarebbe stato bello esserci . Lo sto ascoltando ora in Streaming, grazie della segnalazione . Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1408797 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 18 Gennaio 2025 Autore Condividi Inviato 18 Gennaio 2025 13 ore fa, one4seven ha scritto: Questo che vi propongo è uno dei migliori lavori del 2024. Molto bello, grazie. Devin è assolutamente bravissimo e di capacità espressiva fuori dal comune. Fishman, il pianista esce dalla fucina Metheny (!) e Knowles per le sonorità che esprime, l'avevo sentito con Epstin, finirà presto ad incidere con ECM 🙂 Ciao D. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1409044 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 18 Gennaio 2025 Autore Condividi Inviato 18 Gennaio 2025 Per Sam Records incide uno dei pianisti che sto curando da un po' di tempo: Justin Kauflin. Sono un po' fissato col pianoforte, come da copione essendo un strimpellatore, tra i miei millanta titoli almeno la metà sono piano trio e quindi quando "scopro" uno nuovo tendo a diventare monomaniaco. È successo qualche anno fa con Robert Glasper e, da qualche tempo sto "seguendo" Kauflin. Vi lascio una cosa che mi ha colpito molto, uno standard di Van Heusen, bellissimo e suonato da tutti: Polka Dots and Moonbeams. Ecco la cover di Kauflin Ed ecco quella che secondo me è la migliore interpretazione Che coraggio, neh? Secondo me Kauflin è stato bravo a reinventare completamente lo standard ed a memoria non mi viene nessuno che ci abbia mai provato. Ciao D. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/50/#findComment-1409061 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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