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Ai confini del Jazz


damiano

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Il 14/3/2025 at 09:21, damiano ha scritto:

Rimaniamo nei dintorni: Wayne Horvitz, il piu' volutamente convenzionale degli sperimentatori newyorkesi; l'ala opposta a quella di Zorn: invece di decomporre la musica, Horvitz la "ricompone". E` al tempo stesso il piu' arditamente "rock" del nuovo jazz, capace di insinuare ovunque i fraseggi sincopati che furono l'essenza del rhythm and blues di New Orleans (cit.)

Todos Santos https://www.discogs.com/it/master/280576-Wayne-Horvitz-Butch-Morris-Robert-Previte-Doug-Wieselman-Bill-Frisell-play-Robin-Holcomb-Todos-Santo

Ciao

D.

Però Bill Frisell c'è sempre :classic_smile: (impressionante visitare il suo sito)

Anche qui

 

 

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41 minuti fa, biox ha scritto:

Però Bill Frisell c'è sempre :classic_smile:

È uno dei miei sensori per la scelta, se c'è lui a suonare il mio orecchio si predispone al meglio. Se ti piace, come a me,  puoi provare a sfogliare il thread all'indietro e troverai tante altre cose di Bill. Il disco che hai postato è bellissimo ed è il trio stabile di Bollani, quello con Bodilsen e Lund, con l'aggiunta di un paio di americani notevoli. Col trio sono uscite, per la Stunt Records,  un paio di opere notevolissime come Gleda https://www.discogs.com/it/release/5826511-Stefano-Bollani-Jesper-Bodilsen-Morten-Lund-Gleda-Songs-From-Scandinavia

Ciao

D.

 

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1 ora fa, damiano ha scritto:

È uno dei miei sensori per la scelta, se c'è lui a suonare il mio orecchio si predispone al meglio. Se ti piace, come a me,  puoi provare a sfogliare il thread all'indietro e troverai tante altre cose di Bill. Il disco che hai postato è bellissimo ed è il trio stabile di Bollani, quello con Bodilsen e Lund, con l'aggiunta di un paio di americani notevoli. Col trio sono uscite, per la Stunt Records,  un paio di opere notevolissime come Gleda https://www.discogs.com/it/release/5826511-Stefano-Bollani-Jesper-Bodilsen-Morten-Lund-Gleda-Songs-From-Scandinavia

Ciao

D.

Infatti, senza avere Roon (che non mi ha convinto), le mie piccole ricerche le faccio, ed avendo scoperto Bodilsen (che non conoscevo) nella formazione con Bollani, lo sto vagliando. Ho controllato, nella mia libreria ci sono 7 album di/con Frisell, un paio suggeriti da voi. Ma il vostro aiuto è sempre gradito :classic_smile:

(Gleda non lo conosco, approfondisco, thanks).

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1 ora fa, one4seven ha scritto:

più veloce di me con le nuove uscite... :classic_biggrin:

Ma no, dai…

Non è mica una gara ! 🤣

L’importante è segnalare le cose che uno trova interessanti e originali, in modo che anche gli altri possano goderne allo stesso modo. 😉

Ciao ☮️

Stefano R.

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Gaetanoalberto

Vedo che tutti si lanciano in suggerimenti e nuove scoperte di soggetti perlopiù nascosti negli anfratti.

Per rendere più interessante il gioco, risolta questa equazione scoprirete il disco più bello che c'è. Buona fortuna.

-15*t^4 + 28*radq(3)*t^3 - 38*t^2 + 4*radq(3)*t + 1 = 0

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8 ore fa, dariob ha scritto:

traditional' Shenandoah,

È il periodo "country" di Frisell da porre, idealmente, tra il 95 e 99, ma solo per cercare di star dietro al suo genio mutevole. In quel periodo andai a sentirlo suonare da solo, mentre il videowall alle spalle proponeva stralci di film di Buster Keaton.

Con Frisell bisogna essere d’ampie vedute e godersi le ondulazioni del paesaggio

 

Ciao

D.

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Gaetanoalberto

Mentre risolvete l'equazione, rispolvero i confini "de na 'olta", quelli di un certo Mike Ratledge, da poco scomparso, intellettuale  poco aduso ai clamori della stampa e del successo mediatico, plurilaureato, formatosi al free jazz ma compositore di un jazz rock pop fusion che, per definirlo alla minollo, è assolutamente un "pre" del "post", che dunque si può anche inquadrare come un "post" del "pre", non essendo facile collocare il tempo nelle sue fasce.

Ed infatti noi siamo ai confini, tra il pre ed i post, come ci piace essere, dato che almeno voi siete abbastanza anziani, e quindi vi aspetta il "fu".

Insomma, di che parliamo ? Con i Soft Machine si fa gran bella musica, intensa, di riflessione e spettro compositivo mai banale, mai ripetitivo, senza lustrini e foll(i)e psichiatriche.

Fourth, del 1971, ne è una buona rappresentazione. Ascultativillo.

 

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