one4seven Inviato 4 Febbraio Condividi Inviato 4 Febbraio 47 minuti fa, analogico_09 ha scritto: Big Fun Adoro quel disco, forse più di altri contemporanei. Eppure a Davis non piaceva per nulla e non lo voleva pubblicare. Di fatto le sessioni presenti in Big Fun sono materiale "scartato" dallo stesso Davis. Ma Teo Macero e la Columbia... 47 minuti fa, analogico_09 ha scritto: Ma che c'entra? C'è chi non ha capito la svolta elettrica di Davis e c'è chi l'ha capita. Questa è la realtività, vale per il positivo e il negativo, per il bianco e per il nero. Ecco. Lo stesso discorso vale per le evoluzioni di ECM e di chiunque altro. A partire dal lavoro seminale di Steve Reich. Arrivano Nils Petter Molvær, Nik Bärtsch’s Ronin giusto per citarne due molto noti. Non dimentichiamo che ECM è anche un calderone molto ampio che (per)segue diverse direzioni. E' piuttosto complesso solo stargli dietro... E' qui la sfida, esattamente come Davis sfidò il suo pubblico 50 anni fa. Questo era il senso del paragone, in relazione all'articolo citato da @damiano. In ogni caso concludo con un pezzo dell'anno scorso del grande Lonnie Holley... (altro personaggio piuttosto interessante, che non centra nulla con ECM, ma ci casca bene col discorso) A Change Is Gonna Come But are we ready? Are we prepared? Are we ready for something to change? Something to happen? 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1691090 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nteccu Inviato 5 Febbraio Condividi Inviato 5 Febbraio 20 ore fa, analogico_09 ha scritto: Si ma con queste musiche, prim'ancora di essere "dischi", siamo dentro, nel cuore dei territori della psiche, dell'estetica, della storia, dell'immaginario più profondo e identitario del jazz. Mi pare notare, da questa visita estemporanea, come il topic che ha un titolo e delle intenzioni specifiche annunciate stia diventando un contenitore dell'indifferenziali musicali.., e sta bene, ci mancherebbe, la tribù decide l'orientamento, ma allora ditelo. D'accordo. Ma è musica che indica strade nuove. Mi sembra di essere rimasto nell'ambito della indicazione iniziale di Damiano. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1691507 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ascoltoebasta Inviato 5 Febbraio Condividi Inviato 5 Febbraio Spero di far cosa gradita segnalando questo,per me,notevole disco del 2015,del bravissimo pianista e compositore belga Bernard L'hoir,in questo disco dal titolo "She's....",oltre ad essere accompagnato da validi strumentisti,troviamo molte sfumate influenze,dalla classica al Jazz etc,ma forse è l'inclassificabilità,la sua vera accezione,disco non ripetitivo e mai banale. 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1691620 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 5 Febbraio Condividi Inviato 5 Febbraio 2 ore fa, nteccu ha scritto: D'accordo. Ma è musica che indica strade nuove. Mi sembra di essere rimasto nell'ambito della indicazione iniziale di Damiano. Strade nuove ma anche strade conosciute diversamente percorse.., e pur sempre entro l'universo del jazz avendo tuttavia facoltà di oltrepassare i confini per alimentare altre forme musicali non di meno nobili e interessanti che non avrebbero bisogno di farsi passare per jazz.. A ciascuno io suo e tutti insieme appassionatamente ma con i dovuti distinguo, ciò che si fa più pernicioso per le varie genti del mondo e per le varie forme d'arte è la perdita delle proprie specificità identitarie o dover qualunque altra forma di omologazione coatta. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1691638 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 5 Febbraio Condividi Inviato 5 Febbraio 21 ore fa, one4seven ha scritto: Adoro quel disco, forse più di altri contemporanei. Eppure a Davis non piaceva per nulla e non lo voleva pubblicare. Di fatto le sessioni presenti in Big Fun sono materiale "scartato" dallo stesso Davis. Ma Teo Macero e la Columbia... Che non piacesse a Davis non significa che sia riconoscibile in Big Fun l'essenza musicale di Davis che cambiava solo di vestito. Il discorso ECM è complesso, ne riconosco il valore, lo sforzo di mettere insieme culture e mondi estetici diversi tra di loro, ma non sempre si raggiunge una sintesi organica e davvero increata, o quasi, mettendo insieme le musiche ispirate eal folklore mitologico nordico e le istanze delle tribalità africare, per dirne una, ovvio che alla fine ciò che emerge basilarmente sia il manierismo "comodo", piacioso, accomodante se non narcotizzante che congela la possibilità di dirigersi verso le forme di creatività più creative e avventurose (è sempre un rischio parlare di increato nell'arte....) La prima ECM dedicata al jazz era più organica, a mio modesto avviso. In realtà Davis non intendeva sfidare il suo pubblico, suonava quel che lui voleva suonare, il suo sentimento di afroamericano che nonostante lo stato borghese e abbiente della sua famiglia, nonoste i trionfi e i vasti riconoscimenti della propria artre, non dimenticò mai di essere un "negro" ancora razzistato, nonostante tutta, da quell'america maggioritariamente razzista. Ci sono numerosi episodi di ciò riferiti dalla cronaca e dallo stesso Davis, ma è altro discorso. Raramente Davis faceva dichiarazioni "politiche", la sua rabbia, la sua poesia, la sua Filosofia" la trasmetteva attraverso la sua musica sempre provocatoria, fin da quando, giovanissimo alle prime arrmi, suonava con Parker il be bop rivoluzionario ed iconoclastico e mentre la sua tromba già cominciava a creare il "cool" con quel suono lirico, tagliente,... creando un effetto estetico apprentemente schizofrenico insieme alle roventi frasi di Bird.., più "politico" e provocatorio di questo... a fin di bene. Che ritroviamo anche in Big Fun, in Live Elvil, B.B., ovviamente, ma anche nei meno conosciuti, "estermi" Dark Magus, Agharta, etc.. Il jazz uno se lo deve conquistare.., ci si nasce e lo si apprende facendo la gavetta.., con le intellettualità ECM, senza voler generalizzare, si fa un simulacro di jazz al tavolino mentale, con sentimenti "artificiali" ove manchi l'espresieneza, il "dolore " autentico della vita vissuta com Parker, Mingus, Davis, Coltrane, etc. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1691646 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 5 Febbraio Condividi Inviato 5 Febbraio 27 minuti fa, analogico_09 ha scritto: La prima ECM dedicata al jazz era più organica, a mio modesto avviso. Questo è vero, lo condivido. Negli anni la cosa si è complicata un bel pò, ed ha perso la sua originale organicità. Io però lo considero un valore aggiunto, nonostante le criticità che rilevi e che in parte condivido. In fondo ECM è Editions of Contemporary Music. E nessun altra etichetta esprime questo concetto, attraverso il tempo fino ad oggi, meglio di ECM. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1691673 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 6 Febbraio Condividi Inviato 6 Febbraio 8 ore fa, one4seven ha scritto: In fondo ECM è Editions of Contemporary Music. E nessun altra etichetta esprime questo concetto, attraverso il tempo fino ad oggi, meglio di ECM. Sono d'accordo, l'etichetta resta fedele allo spirito del suo progetto cogliendo quel che c'è di nuovo o più o meno lavato con perlana indirizzando a sua volta la musica verso le direzioni possibili in base a quello che è il panorama musicale mondiale piuttosto "incerto" se non peggio. Ma è la vita, anzi, la storia come racitava il testo di qualla vecchia ballata romantica cantata da Lea Massari: nella storia tutto è gloria, passa e va... Non è ai confini del jazz... mi si consenta ... Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1691995 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 6 Febbraio Condividi Inviato 6 Febbraio 4 ore fa, analogico_09 ha scritto: quel che c'è di nuovo o più o meno lavato con perlana indirizzando a sua volta la musica verso le direzioni possibili Giusto. E aggiungo: è fondamentale a mio avviso lavare con perlana. Se non venisse fatto, i capi originali non continuerebbero a vivere a lungo. Non so se si capisce cosa voglio dire.. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1692021 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 6 Febbraio Condividi Inviato 6 Febbraio 13 ore fa, one4seven ha scritto: Giusto. E aggiungo: è fondamentale a mio avviso lavare con perlana. Se non venisse fatto, i capi originali non continuerebbero a vivere a lungo. Non so se si capisce cosa voglio dire.. Però il fatto è che a forza di lavarlo con perlana il presunto nuovo alla fine ne esce logoro... L'originale che non ha bisogno di lavaggi resta invece ad aeternum. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1692548 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 6 Febbraio Condividi Inviato 6 Febbraio 13 minuti fa, analogico_09 ha scritto: Però il fatto è che a forza di lavarlo con perlana il presunto nuovo alla fine ne esce logoro... E' un rischio naturale, che corre chi non sa fare il bucato Anche gli originali non uscivano tutti belli linti e pinti. Lasciamo fare al tempo... e intanto ci godiamo tanta buona musica, qualche volta originale, qualche volta lavata con perlana, ma non per questo meno godibile, almeno per me. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1692564 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ascoltoebasta Inviato 6 Febbraio Condividi Inviato 6 Febbraio 54 minuti fa, one4seven ha scritto: ma non per questo meno godibile, almeno per me Per me lo è anche di più,amo scoprire band composte da musicisti di varie provenienze,culture,e tradizioni musicali differenti,e quando ogni componente apporta il proprio contributo con passione pura,ne scaturisce spesso un risultato che mi conquista. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1692608 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. damiano Inviato 6 Febbraio Autore Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 6 Febbraio Che bel dibattito, ringrazio,.se c'è ne fosse bisogno, @analogico_09 e @one4seven per i loro interventi! Racconto una cosa recente: mio figlio universitario ed appassionato di cultura giapponese ci ha tenuto a farmi vedere una puntata di una serie di un cartone giapponese. I cartoonist giapponesi (no, i cartonati sono altra cosa) sono culto per molti "studiosi", e la serie che ho visto racconta la storia di un gruppo di giovani musicisti jazz giapponesi che esordiscono ed arrivano, dopo traversie al successo. Il protagonista è un giovane sassofonista ed uno dei motivi ricorrenti mi ha ricordato Moments Notice che ho, quindi, fatto ascoltare a mio figlio come spin-off culturale del suo interesse. Qualche giorno dopo ho approfittato di un passaggio in macchina offertomi da mio figlio e con molto piacere ho visto che aveva Spotify che riproduceva Blue Train. Mio figlio,.rispetto a me è, per età, interessi, cultura, un marziano che, atterrato sul pianeta Papalla (voi, che siete +o- miei simili sapete cosa è) del jazz, quello di Coltrane, ha apprezzato ed iniziato un qualche tipo di approfondimento. Una perfetta rappresentazione del pensiero debole di Vattimo e Rovatti, di cui sono un cultore. La teoria sostiene, tra le altre cose, che non esistano fatti, ma solo interpretazioni condizionate dal linguaggio e dalla storia quindi la verità è un processo di dialogo continuo, mai concluso. Da qui discende l'etica della tolleranza: poiché nessuna verità è assoluta, il pensiero debole promuove la non violenza e il rispetto per le diversità, smontando l'arroganza di chi crede di possedere l'unica visione corretta del mondo. In sintesi, "indebolire" il pensiero significa renderlo più umano, flessibile e aperto al confronto democratico. Scrivendo facile: mi piace, lo ascolto e (forse) approfondisco; non mi piace, lascio perdere. Secondo me partendo da ECM molti sono arrivati alle radici di alcune musiche, molti altri hanno lasciato perdere, infine molti, partendo dalle radici hanno potuto apprezzare o meno. Ho avuto il piacere di conoscere Manfred Eicher, nella seconda metà degli anni 90 ho passato più tempo a Ludwiisburg che a Roma e sono stato tante volte nello studio di registrazione, e l'ho ringraziato mille ed una volta per quanto ha contribuito a diffondere musiche dalle radici molteplici. Scusate la pippa al quadrato per 3,14 🙂 Ciao D. 3 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1692629 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gaetanoalberto Inviato 6 Febbraio Condividi Inviato 6 Febbraio Appoggio tutti. Grazie. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1692687 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 6 Febbraio Condividi Inviato 6 Febbraio 2 ore fa, damiano ha scritto: La teoria sostiene, tra le altre cose, che non esistano fatti, ma solo interpretazioni condizionate dal linguaggio e dalla storia quindi la verità è un processo di dialogo continuo, mai concluso. Da qui discende l'etica della tolleranza: poiché nessuna verità è assoluta, il pensiero debole promuove la non violenza e il rispetto per le diversità, smontando l'arroganza di chi crede di possedere l'unica visione corretta del mondo. In sintesi, "indebolire" il pensiero significa renderlo più umano, flessibile e aperto al confronto democratico. Pienamente d'accordo, non ho mai sostenuto il contrario. Ho cercato di sosternere che il modo peggiore per concludere un dialogo sia quello di mettere nel "simposio "una tale quantità di voci, di immaginari, di stimoli culturali e sub-culturali più o meno spuri e distanti tra di loro storicamente, culturalmente, esteticamente, "filosoficamente" diversi se non anche antitetici, dove per cercare di capire il tutto si finisce per perdere la cognizione di ogni singola realtà musicale, pittorica, cinematografica, etc etc., oltre che, ovviamente dell'insieme. In quanto alla tolleranza, non considero tollerante il "volemose bene, o il va tutto bene visto che in maniera più o meno vaga vi sia somiglianza, nella musica, nella pittura, nel cinema, etc, abbattendo od omologando, semplificando se non anche svilendo le specifiche, peculiari caratteristiche di ogni soggetto artistico sia delle varie arti sia all'interno di una stessa arte. Considero tollerante un pensiero che sia rigoroso ma non manicheo, intellettualmente onesto rispetto alla personale, valutazione motivata e argomentata dei singoli fenomeni artistico-culturali, dove tutto è relativo affinchè possa far capolino anche l'oggettivo. Come numerose volte sostenuto nella varie discussioni sui diversi generi musicali, anche in questo stesso thread, sono per gli incontri multiculturali addirittura estremi a volte tali sono all'apparenza (tra raga indiano e canto gregoriano, ad esempio, ne parlavo l'altro giorno in qualche discussione sostenendo che vi siano radici comuni universali "sotterranee" dalle quali traggono linfa vitale tutte le musiche di tutte le mattine del mondo), purchè non siano frutto di forzature confusionarie, aggregazioni seriali, manieristiche che rispondono alle mode ai costumi del momento che rende l'arte prodotto di consumo e di spettacolo, cosa che non potrà crare altro che ibridi. Nell'arte non c'è etica da seguire (se non per le questioni marketing); l'etica è sempre provvisoria, cambia a seconda dei contesti storici, politici, social-cuturali, etnici, antropologici, viene superata come pure la morale dove l'etico-morale vale per la vita non per l'arte nella quale "comanda" l'estetica che assurge all'universale quando un artista mette a segno un capolavoro musicale, letterario, pittorico, architettonico o d'altra "musa", immortale. L'etico-morale del medioevo non ci appartiene più; l'estetica "primitiva" di Giotto (che non capiva una cippa di prospettiva, ma si fa per dire...) è ancora presente pulsante e viva nel nostro tempo. Le note di Art Tatum illuminano ancora il presente; l''ultimo disco ECM Walhalla-blues probabilmente verrà dimentico a stretto giro di... giradischi (perdona la battuta un po' sifulina, è per sdrammatizzare un po' ) 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1692710 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gaetanoalberto Inviato 7 Febbraio Condividi Inviato 7 Febbraio Mai avuto sufficiente competenza per affrontare la vastità infinita di esperienze musicali. Lascio la musica ad Anouhar Brahem, magari riesce a parlare di quello che a me manca https://music.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_nmCFlqy9pNn9M3nMwkVMHSsaoIETGUT-4&si=S6M3BD14CcGlchs0 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/95/#findComment-1692782 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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