analogico_09 Inviato 7 Febbraio Inviato 7 Febbraio 2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto: Mai avuto sufficiente competenza per affrontare la vastità infinita di esperienze musicali. Se uno le esperienze e le competenze musicali da condividere non ce l'ha, o che non sappia eprimerle a parole, no problem, nessuno potrà mai tradurre in concetti e parole esatte, sempre malate di limiti, il mistero del linguaggio artistico. né serve "delegare": si condivide la musica che apprezziamo, amiano, comprendiamo per la musica stessa che "parla" di se stessa del tutto disinteressata ai nostri prosaici umani limiti.
one4seven Inviato 7 Febbraio Inviato 7 Febbraio 15 ore fa, damiano ha scritto: Scrivendo facile: mi piace, lo ascolto e (forse) approfondisco; non mi piace, lascio perdere. La sintesi della mia filosofia. Poi ragazzi... molto dipende da quale età hai, da dove vieni, quale opportunità hai avuto etc... Io per esempio ho fatto un percorso del tutto particolare. Fortuna volle che un mio compaesano (Paesello di 3000 anime) è il fondatore di questo club: https://tam.it/ Noi ragazzi(ni) adolescenti di paese, appassionati già di musica, ma che nei 90 ascoltavamo i Nirvana a tutto volume, (eh si, sono un bel pò più giovane dei partecipanti di questo 3d ) poi la sera si andava al Tam Club ad ascoltare sta musica strana ed anche un pò pallosa... (le esibizioni nei vari locali/teatri del nostro e dei paeselli limitrofi). Scorrete un pò i nomi dal 1997 in poi (anno di inizio attività). > https://tam.it/projects/concerti-1997/ La cosa buffa, è che per anni abbiamo partecipato senza di fatto capirci una mazza... finchè non siamo cresciuti ed ora scrivo qui insieme a voi.
ascoltoebasta Inviato 7 Febbraio Inviato 7 Febbraio Altro bel disco stamani riascoltato e quello del bravo pianista e compositore spagnolo Moisés P. Sánchez,il titolo del disco è "Theres Always Madness",bravissimi strumentisti lo accompagnano in composizioni che alternano un approccio a volte sinfonico/orchestrale,a momenti più pacati e riflessivi,la sezione ritmica è di ottimo livello. 1
analogico_09 Inviato 7 Febbraio Inviato 7 Febbraio 4 ore fa, one4seven ha scritto: (eh si, sono un bel pò più giovane dei partecipanti di questo 3d ) Mio caro, io che sarò un bel più meno giovane di te apprezzo e condivido lo spirito delle tue esperienze di ascolto che ho vissuto anch'io in tempi più remoti da divoratore onnivoro di ogni genere musicale di ogni tempo e luogo. Letto nel "chi siamo" della pagina web dl club TAM che hai condiviso La musica è il centro, ma non un confine. Da scolpire sul marmo. jazz, classica, rock, world music, canzone d’autore, ricerca e sperimentazione convivono in una visione aperta e inclusiva, dove i generi dialogano e si contaminano. E' quel che ho sempre sostenuto in ogni discussione sull'argomento, credo non si possa negare, anche negli ultimi interventi lasciati in questo thread, portando numerosi esempi di generi musicali di provenienze diverseche trovano nutrimento dalle radici universali comuni (mi ripeto nel caso in cui fossero sfuggiti i miei interventi al riguardo), con delle precisazioni. Io penso che dopo aver attinto all'iniziale biberon collettivo, le distinte caratterialità musicali che si sviluppano liberamente, autonomamente - vivaddio! - non costituiscono certamente un ostacolo al dialogo tra i generi stessi, tutt'altro (ho anche aperto un tipoic sulle influenze del "clavicembalo" sulle musiche rock degli anni d'oro del genere, ed altri analoghi). Ma certe assonanze tra generi, spesso di superficie, non dovrebbero neppure portare ad una visione "contaminatrice" secondo la quale ogni singola realtà musicale, estetico-linguistica, culturale, filosofica, psichica, antopologica, possa essere indiscriminatamente accucchiata insieme all'interno di un unico calderone massificatore nel quale ogni preziosa, spesso rara unicità estetica e poetica finisce per essere... fraintesa, commisturata con questo e quello... . Nella migliore delle ipotesi. Ho sempre amato ogni genere musicale, con delle preferenze e anche con delle musiche invise, come è ovvio che sia per tutti. Ma ho sempre preferito fruire ogni realtà musicale separatamente per poter cogliere in pieno e senza frastornamenti confusionari le specifiche, inalienabili qualità sonore e musicali (non sempre i due termini significano la stessa cosa). Insomma prendo il rock jazz come rock jazz, o jazz rock, e il jazz come jazz seguitando ad avere una visione molto inclusiva della musica di ieri e di oggi e dei diversi tra di loro "dialoganti" quattro punti cardinali. 2
nteccu Inviato 8 Febbraio Inviato 8 Febbraio @analogico_09 guarda: sono d'accordo nello spirito dei tuoi interventi. Quando Umberto Eco tuonò contro Porfirio e il suo "Isagoge" che stabiliva una gerarchia catalogatoria della realtà basata sulla dicotomia genere-specie (semplifichiamo) pensai che eravamo alla frutta. Infatti il saggio di Eco apparve nella famosa raccolta "Il pensiero debole" del 1983. Non c'è distinzione di valore fra le cose, siamo su un piano orizzontale... Eco auspicava il modello del dizionario, dove le voci si susseguono l'una all'altra senza criteri di valore, gerarchici, ma solo in ordine alfabetico. Appunto il pensiero debole. Che ho sempre odiato. Albano e Romina Power sullo stesso piano di Albinoni... d'accordo quindi. Condivido. ma questo è un 3d di entusiasti della musica che propongono, generosamente direi, la loro passione, le loro scoperte. Se ogni volta che mi viene in mente di condividere un brano musicale che mi sembra rientrare nella indicazione iniziale di Damiano, Jazz che va oltre o verso i confini, ma poi mi debbo preoccupare di classificarne la famiglia il genere e la specie mi passa la voglia. Non è un convegno accademico, solo un 3d di appassionati!!!
Questo è un messaggio popolare. biox Inviato 9 Febbraio Questo è un messaggio popolare. Inviato 9 Febbraio La lista dei migliori album 2025 adattata al contesto Ambrose Akinmusire "Honey from a Winter Stone" (Jazz Avantgarde) 1 : 1 - Dirty Projectors "Songs of the Earth" (Art Ambient Neoclassic) 2 - L'Oumigmag "Ce qui tourne dans l'air" (Art Folk Nu Jazz) 3 - Fabienne Ambuehl "Thrive" (Jazz Fusion) 4 - Allexa Nava "No Language" (Jazz Sax) 5 - Lyra Pramuk (Avant Electronic Neoclassic) 6 - Fabia Mantwill Orchestra "IN.SIGHT" (Jazz Neoclassic Fusion) 7 - Racing Mount Pleasant "Omonimo" (Art Rock) 8 - Kristina Fuchs and Jeroen Van Vliet "Life, You are beautiful" (Jazz vocal & piano) 9 - Anna Von Hausswolff "Iconoclast" (Dark Ambient Jazz) 10 - Lido Pimienta "La Beleza" (Neoclassic, Art World, Orchestra Sinfonica) 11 - Juana Molina "Doga" (Avant Pop Elettronica) 2 : 3 - Luedji Luna "Um mar para cada um" (Bahia Soul Jazzy Bossa) 5 - Emma Pollock "Begging the night to take hold) (Chamber Folk Neoclassic) 9 - Kokoroko "Tuff Times never last" (Soul Funk Afro Jazz) 11 - Jacob Banks "Yonder" (Afro Fusion) 1 2
one4seven Inviato 9 Febbraio Inviato 9 Febbraio in questo 3d secondo me ci sta bene ricordare il Trio Mokave, aka Glen Moore, Glen Velez, Larry Karush https://www.discogs.com/artist/2161881-Mokave Ne ho parlato in un altro 3d, dei dischi audiofili... (perchè furono prodotti per quel tipo di target, ma c'è bella ciccia dentro, a mio avviso) 1
damiano Inviato 10 Febbraio Autore Inviato 10 Febbraio 12 ore fa, one4seven ha scritto: Glen Moore Grande musicista che, con Oregon, suona un contrabbasso Klotze del 700 accordato con un do alto ed un do basso per espandere le possibilità timbriche. Contrabbasso famoso anche perché perdeva l'accordatura....🙂 Ciao D. 1
one4seven Inviato 10 Febbraio Inviato 10 Febbraio @damiano sono 3 gradi musicisti e sperimentatori. Valez e Karush vengono dalla sQuola da Steve Reich. Ed ho detto tutto... 1
Questo è un messaggio popolare. damiano Inviato 11 Febbraio Autore Questo è un messaggio popolare. Inviato 11 Febbraio Ray Hargrove, che abbiamo tanto ascoltato, anche su queste pagine, con RH Factor, andrebbe studiato meglio e rivalutato fino in fondo Ciao D. 3 1
one4seven Inviato 11 Febbraio Inviato 11 Febbraio @damiano eh caspita... questo è il seguito "postumo" di Habana. Hai detto nulla... RH factor era ancora lontano... 1
dariob Inviato 11 Febbraio Inviato 11 Febbraio 5 ore fa, damiano ha scritto: Ray Hargrove, che abbiamo tanto ascoltato, anche su queste pagine, con RH Factor, andrebbe studiato meglio e rivalutato fino in fondo C'è naturalmente questo, mainstream che più mainstream non si può, bellissimo album (credo tutti lo conoscano perchè di gran successo) del '97 in cui lo sentii la prima volta. 1
ascoltoebasta Inviato 17 Febbraio Inviato 17 Febbraio Riprendo il 3D per segnalare questo CD appena estratto dal lettore,mi è piaciuto moltissimo,si tratta del disco "Evy Danse",del Sonny Troupé Quartet + un quartetto d'archi,bravissime strumentisti rivisitano in chiave Jazz e Classica,un moderno Gwo Ka,ottenendo un risultato per me riuscitissimo. 2
damiano Inviato 19 Febbraio Autore Inviato 19 Febbraio Di Henry Threadgill ne abbiamo parlato qualche volta, soprattutto delle sue formazioni, più o meno stabili, Zooid e Very Very Circus e mi era rimasta la curiosità di provare qualcosa della "14 or 15 kestra: Agg" - Dirt...and More Dirt - 2018 PI Recordings. Oltre a rafforzare l'idea del genio visionario, chi potrebbe mai inventare un nome così, è Agg (Aggregation) che indica la provenienza da esperienze comuni precedenti e la variabilità della composizione 14 or 15, uniti per formare una "massa sonora" più ampia. Ci sono Liberty Ellman, Chris Hoffman, gli inseparabili José Davila, Jacob Garchik e Gerstein e (soprattutto) 2 pianisti: David Bryant e David Virelles cosa abbastanza inusuale per HT, intendo la presenza del pianoforte. La modularità della band vuole superare la definizione tradizionale della big band, assemblata per esplorare il suo (di HT) sistema di improvvisazione basato sugli intervalli. Che dire? Premetto che sono prevenuto, nel senso che HT è uno dei musicisti che più di tutti amo studiare ed approfondire, pensavo di essere andato abbastanza a fondo con i gruppi citati ad inizio scrittura, ma le sorprese non finiscono mai. È una scultura sonora in 3D, nonostante 15 musicisti il suono non è mai affollato ma lo spazio regna ed ogni timbro emerge con chiarezza. Quindi equilibrio nel gestire un ensemble vasto senza mai la frenesia o pesantezza anzi proponendo tensione costante che ti prende dall'inizio alla fine; inizia e finisce in un lampo e devi ripartire da capo. La tensione esalta la tessitura mobile, come un tappeto a riquadri grezzi e raffinati allo stesso tempo. E la cosa più complicata, musicalmente parlando, l'improvvisazione basata sugli intervalli trasferita su scala orchestrale diventa naturale e quasi ovvia, forse dovuto (forse) alla presenza di ben 2 pianoforti che galvanizzano e fungono da elemento alchemico agli arrangiamenti senza mai sovrastare. Per favore dategli un ascolto: l'incipit è memorabile, gli strati sonori si sovrappongono in miniera magnifica, dentro c'è tutto senza essere uguale a niente. Ciao D. 1
one4seven Inviato 19 Febbraio Inviato 19 Febbraio 5 minuti fa, damiano ha scritto: Per favore dategli un ascolto Con piacere... io sono rimasto ai Very Very Circus, direi piuttosto indietro. Ho dato un'occhiata su Apple Music, ci sono una valanga di lavori fino all'ultimo del 2025.
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