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Streamer Accuphase?


Nautilus65

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11 ore fa, SimoTocca ha scritto:

una accelerazione così rapida della qualità sonora del mondo digitale che … Accuphase è rimasta indietro

Affermazione sorprendente, dal momento che i DAC che sono montati sui lettori Accuphase, sin dai modelli entry level, consentono da decenni una utilizzazione separata di altre sorgenti digitali.
Il fatto che non vogliano perdere tempo con gli streamer non credo significhi arretratezza in campo digitale, che nel caso di Accuphase è, al contrario, un punto di forza delle sorgenti e degli altri apparecchi che annoverano, tra l'altro, sistemi di divisione digitale delle frequenze e di correzione ambientale.
Persino l'ultimo tuner FM, uscito lo scorso anno, prevede la gestione digitale della demodulazione dei segnali radio ricevuti, dal momento che in Giappone, come è stato già detto, esistono stazioni radio statali e private sia in FM che in AM, oltre naturalmente quelle presenti in rete.
Essendo quindi possibile la gestione di streamer esterni, non ritengo sia possibile parlare di arretratezza; altro discorso è, ovviamente, la preferenza verso altri sistemi con diverse caratteristiche sonore, ma ciò rientra nell'ambito dei gusti personali, non certo in presunte carenze qualitative della produzione.

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SimoTocca

@codex @Ggr Visto che sono stato un acceso fan del marchio, la mia affermazione vuole essere tutt’altro che denigratoria! Ribadisco, tuttavia, quanto ho scritto, e cioè che da leader delle sorgenti digitali, la splendida casa giapponese è rimasta indietro.

Indietro prima di tutto proprio nel DAC e nella sua architettura, pensata per il SACD degli anni 2000.

In questi 25 anni c’è stata una accelerazione così rapida che alcune scelte “architettoniche progettuali” sembrano non tenerne conto. 
E poi ancora:  sembra Accuphase non tener conto del fatto che la musica digitale si “è liquefatta”, e in questo processo ha guadagnato qualità rispetto ai supporti solidi. In che modo: prima di tutto perdendo le imprecisioni e le correzioni di lettura date dalle meccaniche (che poi dal 600 e 700 in poi, i successori, Accuphase ha avuto una certa difficoltà a reperire meccaniche di qualità “alta abituale”, proprio per la progressiva riduzione della diffusione dei supporti solidi.

4 ore fa, codex ha scritto:

Essendo quindi possibile la gestione di streamer esterni, non ritengo sia possibile parlare di arretratezza;

Ripeto: sono state macchine all’avanguardia fino al 2010, dando anche la possibilità di essere usate solo come “DAC” . Ma le limitazioni imposte dal protocollo SACD (impossibile trasmettere i dati in DSF all’esterno per vincolo di brevetto) ha limitato non poco Accuphase.

Detto questo: ho amato il suono Accuphase, più “morbido e setoso” di tutti gli altri player in commercio e al tempo “più fedele” (cioè non una dolcezza artificiale ottenuta con chissà quale equalizzazione…ma proprio un marchio di fabbrica..ecco!).

Però.. da una quindicina di anni non è più al vertice dei miei desideri, anche perché a costo inferiore, a volte anche molto, si trovano macchine (DAC) con prestazioni pari o superiori.

Per chi ama il supporto solido, CD o SACD, Accuphase rimane una scelta di riferimento, senz’altro..

P.S. In una manciata di anni si sono succeduti diversi cambi di modelli per i CD/SACD Player, con scadenze che non sarebbero certamente più ravvicinate, @Ggr, se si parlasse di streamer! Anzi…

Capisco la filosofia Accuphase, ci mancherebbe, ma non è la rapida obsolescenza, altrimenti i modelli DP 600 e 700 dovrebbero essere ancora in catalogo… no?

Fa parte della  natura intrinseca del digitale un invecchiamento un po’ (tanto) rapido. 
E può essere una scelta di filosofia del marchio “non seguire l’onda”….

Ma nel caso del digitale…non seguire l’onda… vuol dire non rimanere al passo con i tempi..

 

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15 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Poi… be', certo.. quando collego lo streamer Eversolo al DAC Mola Mola Tambaqui… ecco… poi capisco perché il DP 600 (che ho tenuto preferendolo al 700, che avevo a casa in contemporanea) … ecco …rimane sempre spento! 😉

P.S. Da altre parti abbiamo scritto e analizzato la differenza fra streamer molto costosi e streamer abbastanza economici… e lo abbiamo fatto usando DAC fra i migliori… e…chi è interessato, vada pure a leggersi le discussioni in oggetto… 

Scusami ma che senso ha una prova del genere?
Hai confrontato:
- Eversolo T8 collegato al MolaMola (dac recente)
- Eversolo T8 ---> Berkley che convertite in coassiale ---> Accuphase (DAC di 8anni fà)
E dopo questa prova affermi che Accuphase non è al passo con i tempi e le prestazioni dei suoi DAC non sono all'altezza?

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SimoTocca

@AVS_max Guarda, ti spiego in due parole. L’Eversolo è arrivato solo 1 mese fa. Fino ad allora ho usato un Mac Mini + Audirvana che passa attraverso il Berkeley USB Converter (un apparecchio che fa meraviglie e da sempre al Top della classifica di The Absolute Sound).

Al tempo il primo DAC confrontato con Accuphase era lo Schiit Yggdrasyll, prima versione.

Dopo alcune prove (la sorgente Accuphase e Mac Mini…DAC Yggdrasyll serviva solo l’impianto cuffia, che era una Stax 007 con il suo ampli valvolare 007t … e non si dica che non ho simpatia e apprezzamento per i Giapponesi!) emerse la superiorità sonica dell’Yggy (1800 euro, versus i circa 21.000 euro si Accuphase DP 600).

Negli anni, nelle varie manifestazioni, ho spesso ascoltato Accuphase (a Monaco, ma anche a Vienna quest’anno) e quindi ho seguito anche l’evoluzione più recente.

Ma.. appunto, non è attualmente il suono che, all’inizio, mi faceva preferire Accuphase a tutto il resto (ho avuto cinque, fra CD Player e SACD Player Accuphase a casa mia, e posso dire che conosco bene il marchio).

Che senso ha la prova? Che il digitale ha rapida obsolescenza, e quindi forse va pensato bene l’investimento economico.

Se si considera che il Mola Mola, ormai non più recentissimo, alla sua uscita costava 10.000 euro e il DP 600 più di ventimila… certo che ha un senso il confronto! A casa mia, purtroppo, i soldi non crescono sull’albero, come le ciliegie…

Detto questo: sì, anche Accuphase dovrebbe pensare ad uno streamer, e questo costringerebbe a ripensare anche versatilità ed interfaccia dei suoi apparecchi molto costosi.

P.S. Ricordo ai miei primi Munich HiEnd, dal 2011 in su non me ne sono perso uno, le sorgenti Accuphase si trovavano in molte salette e sale blasonate.

Ricordo uno splendido ascolto delle casse Serblin Ktema, con un player Accuphase, in una saletta molto ben suonante. 

A Vienna… quest’anno… forse mi è sfuggito, ma…mi sembravano assai meno, ma assai assai, diffuse come sorgenti nelle sale che contano.. e anche in quelle che costano meno.. Forse come le mode vanno e vengono… per carità…ma la solita saletta Serblin, con Accuphase, quest’anno mi è piaciuta assai meno..

 

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SimoTocca
1 ora fa, AVS_max ha scritto:

Eversolo T8 collegato al MolaMola (dac recente)
- Eversolo T8 ---> Berkley che convertite in coassiale ---> Accuphase

E forse non mi sono spiegato, colpa mia.

Ma il Berkeley USB Converter sta di mezzo anche fra Eversolo e Mola Mola!

Cioè a dire: cambia solo il DAC! In un caso quello interno dell’Accuphase, nell’altro il Mola Mola.

Giusto per precisione di informazioni.

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1 ora fa, SimoTocca ha scritto:

Ma nel caso del digitale…non seguire l’onda… vuol dire non rimanere al passo con i tempi..

A proposito di seguire l'onda, credo sia opportuno tu sappia che Accuphase, per voluta scelta tecnica, non ritiene di utilizzare i PC in alta fedeltà, come dichiarato esplicitamente dai vertici tecnici dell'azienda.
Il termine medio di presenza sul mercato dei suoi lettori è di cinque anni, ed Accuphase rinnova qualcosa solo quando può offrire qualcosa di meglio alla clientela. Nel medesimo lasso di tempo l'obsolescenza programmata degli streamer è paragonabile a quella dei cellulari...
Quanto al discorso dei dac, ricordo a me stesso che il mio DP 430, lettore entry level, offriva nel dac la decodifica dei files DSD, nonostante il lettore fosse "cd only".
Che poi la musica sia tutta ormai liquefatta non direi: lo streaming non è la soluzione definitiva, ma una ennesima modalità di fruizione, quindi tutta questa rilevanza non credo la meriti, soprattutto perché la qualità non dipende dal nostro hardware ma dalla generosità delle piattaforme, che è naturalmente un ossimoro.
In ultimo, ritengo saggio ed efficace, per una realtà da circa cinquemila pezzi l'anno come Accuphase, non perdere tempo per creare un prodotto magari di moda, ma al di fuori di ogni logica aziendale, che dal 1972 è connotata sempre dal medesimo aspetto estetico per essere immediatamente riconoscibile.
Non a caso, è uno dei marchi più clonati...
 

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